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  DIARIO SPIRITUALE di Anonimo napoletano :  agosto - diligenza


La trascrizione di un importante testo di Anonimo , pubblicato a Napoli nel 1843 , un testo rilevante per la crescita cristiana e salvezza spirituale di ognuno di noi . Un libro che al pari del più famoso " L'imitazione di Cristo " spiega in maniera chiara e semplice  come aprirsi alla realtà e attualità del Vangelo . Se ne consiglia la lettura per il profondo insegnamento del significato di una vita vissuta secondo l'esempio di Gesù Cristo .

 

 

DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

 

 

che comprende una scelta di detti e di fatti di santi, o di altre persone di singolare virtù adattati ad incitare le anime all'acquisto della perfezione , e i loro confessori a condurveli

 


Indice generale dei Capitoli del libro Diario Spirituale di Anonimo napoletano


 

AGOSTO

DILIGENZA

Bene omnia fecit . Marc. 7. 37.

 

1. " Tutto il nostro bene , e tutto il nostro male è certo , che sta nell'esser buone o cattive le nostre operazioni . Quali esse saranno , tali saremo anche noi : perciocché noi siamo gli alberi , ed esse i frutti ; però esse dimostrano chi è ciascuno . "  S. Agostino .

Un servo di Dio in punto di morte disse così : ora conosco chiaramente , che totum opus nostrum in operatione consistit .   S. Luigi Gonzaga s'avea scritta in un libretto questa risoluzione , di mettere tutto il suo studio per fare , che ogni sua operazione fosse buona e lo facesse camminare a Dio .  S. Bonaventura andava stimolando se stesso , e gli altri a star continuamente occupato in opere buone col ripetere sovente questo bel sentimento : Tanta gloria perdiamo ogni ora , se lo passiamo in ozio , quante buone opere avremmo in essa potuto fare .

 

2. " Non basta far cose buone ; ma convien di più farle bene , ad imitazione di G. Cristo N. S. , del quale sta scritto : Bene omnia fecit .  Bisogna per tanto , che ci studiamo di far ogni cosa nello spirito di G. Cristo : cioè con la perfezione , nelle circostanze , e per li fini , con cui esso facea le azioni sue . Altrimenti l'istesse opere buone che faremo , ci tireranno addosso piuttosto gastighi , che premj . "  S. Vinc. de Paoli .

S. Ignazio domandò ad un suo fratello laico , che facea le cose con molta negligenza , per chi le facesse . E rispondendo quegli , che le facea per Dio : orsù , soggiunse il Santo , se tu le facessi per gli uomini , non sarebbe gran male : ma facendole per un Signore sì grande , qual'è Iddio , e troppo gran mancamento il farle nel modo , che le fai .

 

3. " Molti si credono di non poter fare vera penitenza de' loro peccati , se non si danno alle austerità corporali . Sappiamo però , che fa molto buona penitenza de' suoi peccati chi si dà a far bene tutte le sue azioni per piacere al Signore , ch'è cosa di gran perfezione , e di gran merito . "  Sales .

Il V. Bercmans  non fece gran penitenze , ma tutta la sua perfezione l'avea collocata in far bene , e con grand'esattezza le operazioni ordinarie , avendosi a tal effetto scritta in una cartuccia questa massima . Poenitentia mea maxima communis . E con questo solo , oh quanto si rendé egli perfetto e caro a Dio ! La stessa cosa si narra di S. Stanislao Kostka , di S. Francesco di Sales , e di tanti altri .

 

4. " Se l'uomo vedesse ciò , che per lo ben operare si avrà nel Mondo di là , non occuperebbe mai in altro l'intelletto , la memoria , e la volontà sua , che in far opere buone , nulla curando qualsiasi fatica , o travaglio , che vi provasse . "  S. Cater. da Gen.

Il B. Bonifacio Monaco Cisterciense desiderando la notte di Natale di vedere il S. Bambino , la Vergine apparsagli , glielo diede nelle mani , ed il Bambino si levò un velo , che copriva il volto ; alla cui vista rapito il Santo , esclamò : se in Paradiso non vi fosse altro , che questa benedetta faccia , non si dovrebbero patir tutte le tribolazioni del Mondo , per poter giungere a vederla ?   Per questo S. Francesco stava contento anche tra i patimenti , e diceva : è tanto il bene , che aspetto , che ogni pena mi è diletto .  Apparsa una serva di Dio dopo morte ad un'altra , le disse , essere tanta la felicità e la gloria , che Iddio le avea conceduta nel Cielo per le sue buone opere , che se avesse potuto acquistare di vantaggio quella sola , che si dà per un'Ave Maria ben detta , si sarebbe contentata di tornar a patire tutt'i travagli , che sono al Mondo sino al dì del giudizio .

 

5. " Studiati di non comparir singolare , ma d'esserlo . Il che si fa con seguitare in tutto la vita comune , facendo tutte le cose ingiunte , ma esattamente , cioè nel luogo , modo , e tempo , che sono prescritte ; e le cose comuni , non nel modo comune , ma in un modo sublime e più perfetto , che dal comune non si fanno . E questo è l'aprire nell'esterno comune con tutti gli altri , e nell'interno singolare ; ch'è una gran virtù ed un tesoro . "  S. Bern.

Questa è la gran lode , che danno al medesimo Santo , che erat in ordinariis non ordinarius .   Di S. Francesco di Sales scrivono , ch'era l'uomo più puntuale , che si potesse vedere , non solo all'Altare e nel coro , dove osservava puntualmente e fedelmente ogni minima cerimonia , ma anche in privato nel recitare l'ufficio e nel fare altre cose .

 

6. " Non vogli esser di quelli , che mettono la perfezione in intraprendere molte cose ; ma di quei , che la mettono in far bene quel poco che fanno . Perocché è molto meglio far poco , e farlo bene , che intraprender molto , e farlo male .  Si , poco e buono ; questo è il migliore . E però se vogliamo far profitto , e vogliamo fare qualche ossequio più speciale a N. S. non abbiamo da applicarci a raddoppiare i nostri esercizj , ma la perfezione , con cui li facciamo . "  Sales .

Una divota Verginella Monaca ogni dì recitava il Rosario di quindici poste , ma per la lunghezza con poca divozione ; ed apparsele un giorno la Vergine , le ordinò che ne dicesse solo una terza parte : perché , soggiunse , da mio Figlio , e da me sono più gradite poche orazioni dette divotamente , che molte dette senza divozione , e con negligenza .

 

7. " Il Signore non misura la nostra perfezione dalla moltitudine , e dalla grandezza delle opere , che facciamo per lui , ma dal modo di farle .  E questo modo altro non è , che l'amore di Dio , con cui , e per cui le facciamo . Tanto più sono esse perfette , quanto con più puro e perfetto amore si fanno , e quanto meno di gusto e di lode se ne pretende in questa vita e nell'altra . "  S. Gio. della Croce .

Assistendo una notte S. Bernardo al mattutino , vide alcuni Angeli , che andavano notando diligentemente il merito di ciascuno . Il merito di quelli , che lo diceano con molto fervore , lo notavano con caratteri d'oro , di quelli , che con meno fervore , con caratteri d'argento ; di quelli , che con buona volontà , ma senz'affetto , con caratteri d'inchiostro ; di quelli che con pigrizia e sonnolenza , con acqua , e di quelli , che stavano in peccato mortale , e volontariamente distratti nulla scriveano , ma stando immobili deploravano la loro cecità .   S. Francesco Borgia dicea , che le sue prediche , benché spesso per difetto o della materia , o della disposizione , non piacessero né a se , né agli altri , sempre però riuscivano con frutto : perché facea dal canto suo quanto poteva , e sempre puramente per Dio .   Questo si vede apertamente in quelle due piccole monete di rame , che mise nel gazofilacio la vedova del Vangelo , della quale il Signore attestò , che vi avea messo più degli altri , tra i quali forse ve ne saranno stati di quelli , che vi avean messe monete d'argento e d'oro . E questo non può esser per altro , se non perché quel poco , ch'ella diede , dovette darlo con maggior affetto degli altri ; mentre , come poi soggiunse lo stesso Signore , gli altri davano di quel che loro sopravanzava , ed essa per esser povera , quel poco , che diede , dovette sottrarlo dal proprio vitto .

 

8. " Il far bene le operazioni consiste in farle con un'intenzione molto pura , e con una gagliarda volontà di dar gusto unicamente a Dio . Questa è come la forma e l'anima delle nostre azioni , e quella che loro dà tutto il prezzo , e ce le rende ancor facili , e gustose . "  Sales .

S. Tommaso d'Aquino comparve dopo morte ad un divoto con una bellissima stella nel petto , e disse che gli era stata data in premio della purissima intenzione , con cui avea fatta ogni sua operazione .  S. M. Madd. de' Pazzi inculcava continuamente alle sue novizie , che offerissero a Dio tutte le loro anche minime azioni . E per fissar bene in loro questo punto , talvolta lor dimandava all'improvviso perché facessero allora quella cosa ; e rispondendo esse , che la faceano senza intenzione soprannaturale , soggiungeva ella : non vedete che così perdete il merito ? Iddio non si pasce di tali azioni .   Nella Storia Ecclesiastica si narra dell'Abate Pombo , che vedendo una donna saltatrice , che andava molto composta ed ornata , si mise a sospirare e piangere , e richiesto del perché ; perché , rispose , io , misero me , non uso tanta sollecitudine e diligenza in cercar di piacere a Dio nelle mie operazioni , quanta ne usa questa in comporsi per piacere agli uomini .

 

9. " Quali sono quelle opere , dalle quali dipende tutto il nostro profitto , e tutta la nostra perfezione ?  Tutte quelle , che ci accaderà di fare , ma più specialmente le ordinarie che noi facciamo ogni giorno . Poiché queste sono le più frequenti ; e perciò in queste più , che in tutte le altre abbiam da porre gli occhi , ed usare maggior attenzione e diligenza : perché a quella misura , che andrà la perfezione di queste , andrà ancor la nostra . Se le faremo perfettamente , saremo perfetti ; e se imperfettamente , imperfetti . Quest'appunto è la differenza tra il perfetto Religioso , e l'imperfetto . Non perché uno faccia più , e diverse cose , che l'altro ; ma perché uno fa le cose ordinarie con perfezione , e l'altro con imperfezione e tiepidezza . "  Rodr.

S. Geltrude , quando era giovane , non facea se non quelle cose , che faceano le altre sue compagne , anzi ne facea di meno : poiché molte cose non l'eran lasciate fare , a cagione delle molte infermità , che pativa . E pure ella era più perfetta di loro . Or come mai arrivò questa Santa a tanto alta perfezione ? Ecco il come . Quelle stesse cose , che faceva insieme colle altre , le facea con maggior perfezione , che le altre .   Di S. Stanislao Koska si scrive , che sebbene facea quelle sole operazioni , che gli altri pure faceano ; per l'eccellenza però , con cui le faceva , parea , che ne facesse più degli altri .

 

10. " Tra le operazioni ordinarie quelle , che più dobbiamo aver a cuore , sono le spirituali ; mettendo ogni studio perché sieno ben fatte , e preponendole a tutte le altre , ove la necessità , o l'ubbidienza nol vieti ; essendo che elle riguardano più direttamente Dio , e più efficacemente conducono noi alla perfezione . E facendo altrimenti : ci tiriamo addosso la maledizione fulminata dallo Spirito Santo contra coloro , che fanno le opere di Dio negligentemente . "  S. Vinc. de Paoli .

Così appunto portavasi l'istesso Santo , il quale benché si trovasse continuamente carico d'una gran moltitudine e diversità d'impieghi importanti ed urgenti , nulladimeno era esattissimo nei suoi ordinarj esercizj spirituali , che sempre facea con gran divozione e fervore .   S. Filippo Neri quando stava facendo o assistendo a qualche azione spirituale , come nel legger libri divoti , nel sentire , o veder fare funzioni sagre , e simili ; s'internava talmente in esse , che talora mandava dalla faccia come scintille di fuoco , e dagli occhi gran copia di lagrime . In fatti trovandosi un giorno nella Chiesa de' PP. Domenicali mentre cantavano la compieta , fu veduto piangere di tal maniera che le lagrime gli avean bagnata tutta la veste : e nel leggere le vite de' Santi , specialmente nella sua vecchiaja , non faceva altro che piangere .   Quando il profeta Eliseo mandò Giezi col suo bastone , acciò con quello risuscitasse il figlio della Sunamite , gli diede ordine di non dare , né render il saluto a veruno , che incontrasse per istrada : per dar ad intendere , che quando uno sta occupato in qualche esercizio spirituale , non dee divertirsi in altre cose , neppur sotto pretesto di civiltà .

 

11. " La Messa è certamente la funzione più eccellente , più santa , più accetta a Dio , ed a noi più utile , che far si possa . Quindi è che mentre si celebra , vi assistono gli Angeli a folla co' piedi nudi , con occhi attenti , col volto dimesso , con gran silenzio , e con istupore e venerazione incredibile : e però il Sacerdote , che la celebra , con che purità , attenzione , divozione , e riverenza vi dovrà stare ?  Egli deve accostarsi al Sacro Altare come Gesù Cristo ; assistervi come un Angelo , ministrarvi come un Santo , offerirvi i voti de' popoli come Pontefice , interporsi per la pace tra Dio e il Mondo come mediatore , e pregarvi per se come semplice uomo . "  S. Lor. Giust.

S. Gaetano premettea sempre alla Messa una dolorosa confessione , ed una lunga preparazione , che spesse volte durava ott'ore , e tutto solea spendere in affetti d'amore e di penitenza per la preparazione , e per lo rendimento di grazie . Nell'atto poi della celebrazione S. Ignazio si accendea tanto in volto , e tanto se gl'infiammava il cuore che spesse volte dopo la Messa non si potea reggere in piedi , e conveniva portarlo in camera tra le mani , con istupore di tutti .   S. Corrado veniva ad infiammarsi talmente , che le dita , con cui toccava il corpo del Signor , gli restavano illuminate ed accese ; onde nel bujo della notte gli servivano come torce per vederci .   Il Ven. P. Giovanni Leonardi fu una mattina nell'uscir di Sagrestia veduto col capo circondato di raggi da una Signora , la quale tutta stupita , rivolta agli astanti , esclamò : Ora sì , che potrò dire di aver veduto un Santo .   S. Tommaso d'Aquino , S. Francesco Saverio , e tanti altri vi erano spesso rapiti in estasi .   S.Vincenzo de Paoli pronunciava le parole con un tono di voce mediocre , e soave , e con un esteriore disinvolto insieme e divoto , recitando né troppo lento , né troppo frettoloso , ma convenientemente alla santità dell'azione : sicché la sua Messa ordinariamente non passava la mezz'ora . Però lo spirito interno , con cui animava e le parole , e le azioni , era singolare per l'insolita tenerezza . Diceva il Confiteor , In spiritu Humiliatis , Nobis quoque peccatoribus , Domine non sum dignus , ed altre simili orazioni con gran sentimento di contrizione , e d'umiltà . Spiccava specialmente la sua divozione , quando leggeva il S. Vangelo : ed imbattendosi in qualche parola detta da Cristo , la proferiva con un tono di voce più tenero ed affettuoso : così quando trovava a quelle parole : Amen dico vobis , rinnovava l'attenzione sensibilmente alle parole , che seguivano . In somma facea tutto con tal modestia , gravità , e tenerezza , che movea gli astanti a divozione . Ond'è , che s'udiva più volte dalle persone , che nol conoscevano : o Dio ! ecco un Sacerdote , che dice bene la Messa : bisogna che sia un Santo . Dopo la Messa poi avea la divozione di servirne un'altra ; e lo faceva in ogni tempo ; benché oppresso da' negozj , fin all'età di 75 anni , quando non potea più camminare senza bastone , né inginocchiarsi senza grande stento .   Ma stupendo soprammodo tra tutti fu in questo il glorioso S. Filippo Neri . Poiché dove gli altri per dir la Messa divotamente , han bisogno di lunghe preparazioni , affin di raccogliersi ; egli avea piuttosto bisogno di distraersi prima un poco : tanto che molte volte prima d'andar a celebrare , si solea far leggere qualche libro di favole . Nell'atto poi della celebrazione , spesso si vedea prorompere in sospiri , e risolvere in lagrime : alle volte far pausa per non poter più andar avanti ; altre dimenarsi e sbattersi di tal maniera , che facea tremar la predella ; ed altre restar così astratto , che conveniva tirarlo per la pianeta . Arrivato all'offertorio , era tale il giubilo che sentiva nel cuore , che quando anch'era giovine , gli saltava la mano in guisa , che non potea mettere il vino nel Calice , se non appoggiava fortemente il braccio all'Altare . Nell'alzare il SS. Sacramento , molte volte restava colle braccia stese in aria , e per un pezzo non le potea ritirare , ed altre si sollevava un palmo e più da terra . Nel prendere il corpo del Signore , vi provava tal dolcezza , che facea tutti quegli atti , che far sogliono coloro , che stan gustando qualche soavissimo liquore , e nell'assumere il sangue , lambiva e succhiava con tanto affetto il Calice , che parea , non potesse staccarne le labbra : ond'è , che avea nell'orlo di quello consumata non solo l'indoratura , ma anche l'argento , e vi avea lasciati impressi i segni de' denti . E per questa cagione non volea , che in quel tempo alcuno stesse in un luogo , da dove potesse vederlo in viso , neppure l'istesso serviente , che facea star in disparte , dicendogli , che non gli porgesse la purificazione , sinché esso non gliene facesse cenno . Se talvolta dovea comunicare gli altri , se gli accrescea di modo tale il fervore , che sbalzava con tutto il corpo con grandissima maraviglia degli astanti ; e presa in mano la Pisside , tremava tanto forte , che le sacre particole si vedeano alzar sopra di essa , ed egli compariva col volto tutto infocato , versando dagli occhi gran copia di lagrime . Nel recitar la Messa , dicea le parole con tanta divozione che spesso facea piangere quei che l'ascoltavano . Finita la Messa , si ritirava subito in camera , ma andando talmente astratto , che spesso passava dinanzi alle persone senz'avvedersene ; e si vedea con faccia sì pallida , che parea più morto che vivo . Era nondimeno la sua Messa , quando la diceva in pubblico , piuttosto breve , che lunga , al fine di non tediare gli ascoltanti : talmente che molti , i quali gradivano di spicciarsi , in vederlo uscir dalla Sagrestia , si rallegravano . Quando però la dicea nel suo Oratorio , non durava meno di quattr'ore .

 

12. " L'Uffizio divino è una delle azioni più eccellenti , in cui ci possiamo occupare ; celebrandosi in esso le divine lodi , ch'è un mimistero proprio degli Angioli . E però non si dee recitare per disobbligo , o per usanza , ma per elezione , e con tutta l'applicazione del nostro spirito . "  S. M. Madd. de Pazzi .

La medesima Santa , quando sentiva sonar il segno dell'Uffizio , tutta si rallegrava , per sentirsi chiamata a lodar Dio , e lasciava incontanente ciò che avea per le mani . Lo recitava poi con tale e tanta divozione , che dal suo volto ben si scorgea l'attenzione della mente.   S. Agostino nel tempo della recitazione ponea da parte ogni altro pensiero , e tutto s'internava in questo .   Il P. Suarez dice di se , che nel prendere in mano il Breviario , gli svaniva subito dalla mente ogni altro pensiero : in modo che per tutto il tempo dell'uffizio niuna cosa più , per importante che fosse , lo distraesse .   Il P. Alvarez non lo recitava mai in luoghi di passaggio , né passeggiando , ma sempre in luogo ritirato , e per lo più inginocchiato nel mezzo della sua camera , ed a' suoi tempi , con gran quiete , con molta riverenza , e adagio ; fermandosi di tanto in tanto in que' pii sentimenti , che gli comunicava il Signore , la grandezza de' quali compariva nelle sue esortazioni , e nel dire il Procidimus ante Deum , si prostrava con tutto il corpo a terra , e con tal sentimento di divozione e venerazione , come se vi fosse presente l'istesso Dio . Nel decorso poi se ne stava continuamente con grandissima attenzione e raccoglimento , e non l'interrompeva mai per qualunque cosa , né mai rispondeva a chiunque l'interrogava .   Il P. Fabro per avere l'attenzione nell'officio , spesso nel recitarlo s'immaginava accanto  a se l'Angelo suo Custode da un lato , che notasse tutte le parole ben dette ; e dall'altra il Demonio , che notasse tutte le distrazioni di mente : al principio d'ogni salmo dicea : Pater coelestis , da mihi spiritum ; poi pregava la sua mente a star attenta per quel salmo .  S. Francesco Saverio prima di ciascun'ora dicea con gran fervore : Veni Sancte Spiritus .  S. Bonaventura nel recitarlo s'immaginava di star in mezzo a una schiera d'Angioli , e di far coro con essi .  Lo stesso facea S. Vincenzo de' Paoli , il quale quando lo recitava privatamente , si tenea nella positura più umile e raccolta , che gli fosse possibile ; stando sempre col capo scoperto , ed inginocchioni , toltine i tre ultimi anni , nei quali per le sue gravi infermità stava sedendo . Quando poi lo diceva in Coro , stava con tale elevazione di mente , che sembrava come fuori de' sensi , e tutto rapito in Dio .  Or tutti questi , e tanti altri lo diceano con gran divozione , ed insieme con consolazione , e frutto non ordinario .  Poiché alcuni di loro venivano in quel tempo sopraffatti di tanta soavità , e da sì grandi delizie celesti , che ne davan segni al di fuori .  Onde di S. Agostino si dice , che veniva sovente bagnato dalle lagrime ; di S. Ignazio , che per la gran copia , che spesso ne versava , vi perdé quasi la vista ; di S. Giuliano Monaco , che per questa stessa cagione avea gustato , e mezzo cancellato il Breviario ; di due altri Monaci giovani , veduti da S. Macario , che ad ogni versetto che diceano , buttavano uno una fiamma , e l'altro come una fiaccola accesa dalla bocca ; di S. Francesco Saverio , che per lo gran fervore gli saltava spesso il cuore nel petto , e pativa frequenti deliquj ; di S. M. Madd. de Pazzi , che pativa frequentissime estasi ; di S. Cater. da Bologna , che spesso rimaneva immobile colla faccia elevata , o cogli occhi fissi nel Crocifisso , non sentendo chi la tirava per la veste , e che per la grande attenzione a quello non mai s'accorgea de' difetti , che vi si commettevano , e di ciò che succedeva in Coro , né di chi vi entrasse , o ne uscisse ; e dicea , non esser possibile ricordarsi di star in mezzo agli Angioli , e di salmeggiare con essi , ed aver il cuore applicato alle cose della Terra .  E S. Filippo Neri per la grande unione con Dio che vi provava , era necessitato dirlo sempre accompagnato , perché da se solo difficilmente l'avrebbe potuto finire .

 

13. " L'esame di coscienza , che tutte le persone dabbene sogliono fare ogni sera prima di andare a dormire , per veder come si son portate in quel giorno , e se sieno andate avanti , od indietro , è di grandissimo giovamento non solo per domar le sue male inclinazioni , e per isvellere da se i mali abiti , ma anche per acquistare le virtù , e per far bene le operazioni ordinarie . Si dee però avvertire , che il meglio di essa non sta in trovar i difetti , che uno ha fatti in quel giorno , ma in concepirne dispiacere , ed un vero proponimento di non farli più . "  Il P. M. d'Avila .

Si legge nella storia Monastica , che un Santo Monaco diceva : Io non so , che i Demonj m'abbiano allacciato due volte nella medesima colpa . E la causa di ciò era , perché nell'esaminare la sua prima caduta , tanto s'internava in confondersi nella sua infedeltà , ed in abborrir l'errore commesso , e tanto se gl'imprimea profondamente nel cuore la risoluzione di non cadervi più , che niun'altra tentazione avea più forza di farlo ricadere . Tutt'i Santi e Maestri di spirito han sempre fatto gran conto di questo esame , praticandolo e stimandolo come un mezzo efficacissimo per isradicar da se qualsivoglia vizio , o difetto , e per far profitto nella perfezione : come si può leggere nelle vite di S. Doroteo , di S. Basilio , di S. Gio. Crisostomo , di S. Gio. Climaco , di S. Bernardo , di S. Bonaventura , di S. Ignazio Lojola , e di tanti altri : l'ultimo de' quali  lo stimava tanto , che in un certo modo l'anteponeva anche all'orazione : poiché con l'esame , dicea , si mette in pratica quello che si cava dall'orazione . Ond'è che sul principio trattenne per lungo tempo i suoi compagni co' soli esami , e colla frequenza de' Sagramenti ; parendogli , che se questo si facea bene , potesse bastarli per conservarli nella virtù : ed egli medesimo attesta di se , che se avea fatto qualche profitto , conosceva , essergli in gran parte provenuto dalla diligenza , che avea ogni giorno usata in far questi esami .  Fino i Filosofi Gentili conobbero la grand'efficacia di simili esami . Di Pitagora riferisce S. Girolamo , che fra gli altri documenti , che dava a' suoi Discepoli , mettea questa per molto principale , che avessero due tempi del giorno determinati , uno la mattina , e l'altro la sera , ne' quali si esaminassero sopra queste tre cose : Che cosa ho fatta ; come l'ho fatta ; e che cosa ho lasciato di fare di quello che doveva ; rallegrandosi del bene , pigliando dispiacere del male . E l'istesso si legge , che raccomandavano Seneca , Plutarco , Epitteto , ed altri .

 

14. " Come mai possono lodar Dio , conforme l'esorta il Profeta , il Sole e la Luna ? con far bene quell'impiego , che dal Signore è stato loro imposto . Questa è una gran lode , che gli danno . Ecco dunque un bel modo , con cui tu puoi star lodando tutto giorno Iddio : con far bene il tuo impiego , e tutto il resto , che ti occorrerà di fare . "  S. Girol.

Il V. Bercmans era diligentissimo in ogn'impiego , che gli era dato . Essendogli stata data la cura della stanza del P. Spirituale , la tenea tanto polita , e sì ben provvista d'ogni cosuccia necessaria , che il padre ne restava stupito ; né trovò mai altri , che l'uguagliasse . E quello ch'è più , non mai gli diede alcun disturbo , né gli disse mai una parola superflua . Avendo la cura delle lucerne , non lasciava passar giorno , che non le rivedesse e acconciasse : e nei giorni di vacanza dovendo andare alla vigna , o le aggiustava prima d'andare , o ritornava a buon'ora la sera , per farlo a tempo . E temendo che quest'impiego gli fosse levato , pregò il P. Rettore a confermarglielo .   Il P. Alvarez adempiva fedelmente tutti gli ufizj , che gli venivano imposti , osservandone anche le più minute regole , e continuandone la cura e sollecitudine sin all'ultimo giorno ed era ; che in quegli stava . Onde essendo Rettore , non mancò mai di visitare i soggetti nell'ora dell'orazione per molte occupazioni , e travagli che avesse ; e lo fece per fino , in quel giorno che partì dalla Casa , ove stava , andando per essere Provinciale .

 

15. " Non vi date mai a credere , che sia tempo perduto quello , che si spende per far bene il suo uffizio . Perché è una cosa questa tanto accetta al Signore , che dà in poco tempo , quanto darebbe in più volte , e talora anche raddoppiato , quando è stato lasciato per suo servizio . "  S. Ter.

Racconta la stessa d'aver conosciute varie persone , ch'erano state molto tempo occupate totalmente in esercizj d'ubbidienza e di carità ; e che contuttociò le vedea tanto approfittare nello spirito , che ne stupiva . In particolare , soggiunge , parlai con una , la quale mi disse , che l'ubbidienza per quindici anni continui l'avea tenuta in ufizj e governi tanto impiegata , che in tutto quel tempo non si ricordava d'aver avuto un giorno libero per se ; sebbene procurava , al meglio che potea , di pigliarsi qualche ora per l'orazione , e di camminare con purità di coscienza . Ed era un'Anima la più inclinata all'ubbidienza , che io abbia mai veduta : onde l'attaccava a tutti quelli , co' quali parlava . E nostro Signore la pagò molto bene ; poiché in fine senza saper come , si trovò con quella libertà di spirito tanto pregiata , che hanno i perfetti ; dove si trova tutta la felicità che si può godere in questa vita .

 

16. " Non temi te , che le occupazioni impostevi dall'ubbidienza , ancorché molte e gravi , vi distraggano dall'unione con Dio ; perché anzi quando si fanno per gloria di lui , hanno una gran forza di congiungerci a lui strettamente . Imperciocché come possono allontanarci da Dio quelle cose , che uniscono la nostra volontà colla sua ? Tutto l'inganno nasce dal non far differenza tra l'essere distratto da Dio , e l'esser distratto dalla dolcezza , che si trova nell'interno sentimento di Dio . E' vero , che nelle occupazioni non si sente sempre questa soavità ( sebbene però alle volte si sente più in esse , che fuori di esse ) ; ma col privarci volontariamente di questa per amor del Signore , noi in vece di perdere , guadagniamo ; mentre lasciamo il tenero per lo massiccio . Laddove l'abbandonare , o lasciare il suo impiego per unirsi a Dio coll'orazione , colla lettura , col raccoglimento , e colla solitudine , e contemplazione , sarebbe un ritirarsi da Dio , per unirsi a se stesso ed al suo proprio amore . "  Sales .

S. M. Madd. de Pazzi facea tutti gli esercizj esteriori con tanto gusto spirituale , e così ben ordinati a Dio , che non l'erano d'impedimento alcuno al ritiramento interiore , né la distraevano punto da Dio . Ond'è , che appena finitone uno , ritirandosi all'orazione , subito rimaneva alienata da' sensi , e tutta rapita in Dio : anzi bene spesso tra gli stessi esercizj e fatiche corporali , andava in estasi : onde disse una volta : l'istesso mi è , che mi venga ordinato d'andar all'orazione in coro , che a qualsiasi opera manuale , non facendovi io differenza alcuna . Anzi se vi dicessi , che talvolta trovo più di Dio in queste , che nell'orazione , crederei di dire il vero .   Un laico Francescano , cuoco , soddisfatto che avea esattamente al suo ufizio , si ritirava ad orare , e vi godea molte celesti consolazioni . Onde per goderne più , chiese , ed ottenne dal suo Superiore di esser liberato da quella distrattiva occupazione , e datosi all'orazione , non vi trovava , che aridità e distrazioni . Quindi riconosciuto il suo errore , ritornò all'impiego di prima , nel quale gli ritornarono le consolazioni perdute .

 

17. " Anche le azioni piccole sono grandi quando sono ben fatte : tanto che riesce più grata a Dio e di maggior sua gloria una piccola azione fatta con desiderio di dar gusto a lui in quell'atto , che una grand'opera fatta con meno fervore . Bisogna dunque mettere uno studio particolare in far bene le opere piccole , che sono più facili , e ci offeriscono a tutte l'ore , se ci vogliamo avanzare nell'amicizia del Signore . "  Sales.

S. Ignazio disse d'un certo suo fratello laico muratore , che quanti mattoni collocava , e quante martellate dava , altrettante corone si fabbricava in Cielo , per causa della molta retta e pura intenzione , con cui animava quelle opere . Di S. Francesco Saverio si narra , che stava molto attento in far bene le cose piccole ; e che solea dire : non bisogna ingannarsi , perché chi non si rende eccellente nelle piccole cose , non lo sarà mai nelle grandi .

 

18. " Si fa assai più con una sola parola del Pater noster , detta di tanto in tanto di cuore ; che con dirlo tutto molte volte in fretta , e non attendendosi . "  S. Ter.

Il Signore rivelò un dì a S. Brigida , che gli dà più gusto uno , che legge con pefetta fede e volontà queste tre solo parole : Jesu miserere mei , che un altro , il quale legge mille versi senz'attenzione .

 

19. " Chi non l'ha provato , nol potrà credere , quanto importi per lo profitto proprio lo star attento a non mancare nelle cose piccole : perché il Demonio per mezzo di queste va trivellando , e facendo buchi per dove entrino le cose grandi . "  S. Teresa .

Essendo S. Luigi Beltrando Superiore , nel Capitolo del Venerdì riprendeva , e puniva con molto rigore i mancamenti minimi : come l'aver mancato al silenzio , l'aver dormito un poco di più , uno sbaglio in coro , e simili : per questo appunto , che giudicava , da queste piccole cose dipendere il profitto e la disciplina religiosa .  S. Lorenzo Giustiniani si guardava più dai mancamenti leggieri , che da' gravi , solendo dire , che il guardarsi da' peccati gravi non è proprio de' servi di Dio , ma degli uomini del secolo .

 

20. " Avvertite , che nel tempo delle vostre occupazioni non vi scordiate di Dio , credendovi di congregar di più : perché se egli vi abbandona , voi non potete far un passo senza dar colla faccia a terra . Fate piuttosto come i bambini , che con una mano si sostengono attaccati al loro padre , e coll'altra raccolgono le fragole e le more lungo le siepi . Attendete all'operazione , ma rivolandovi di tanto in tanto verso il celeste Padre , per vedere se gli aggrada il vostro maneggio , e per domandare il suo ajuto ; che così farete meglio , e più facilmente i negozj ancora più difficili . Vedete come la B. Vergine impiegava dolcemente una delle sue mani al lavoro , mentre tenea dall'altra parte , e sopra il suo braccio nostro Signore Bambino .  "  Sales .

S. M. Madd. de' Pazzi facea le operazioni sue esteriori con tali astrazioni di mente , che conforme diceano le sue compagne , parea , che in quelle non operasse se non il corpo ; e che l'Anima fosse più dove ella amava , che dove animava . Fu osservato , che mentre si cibava in refettorio , in quello spazio di tempo , in cui si suol fare un po' di pausa alla lezione spirituale , ella facea certi moti , i quali indicavano , che allora stesse in qualche divoto pensiero .   L'istesso si legge del V. P. Gio. Leonardi , che quando stava tra' negozj si vedea tanto assorto in Dio , che parea che passasse con S. Paolo la sua conversazione nel Cielo .   Di S. Rosa di Lima pure si narra , che tra le occupazioni tenea sempre innalzata la mente a Dio senz'alcuna interruzione : di modo che leggendo , e tessendo , e ricamando , e conversando con altri , provvedendo a' bisogni della famiglia , e camminando per le piazze , in somma in ogni sua azione , ed in ogni luogo , ed in ogni tempo stava sempre mirando come in un lucidissimo specchio ed amorosamente contemplando la bella faccia del suo diletto . E quello che è più ammirabile , questa continua presenza di Dio occupava con tal soavità le di lei potenze interne senza minima astrazione de' sensi , che mentre ella stava trattando internamente con Dio , nel tempo stesso trattava con gli uomini , rispondendo a proposito , somministrando consigli , ordinando , operando , ed eseguendo quando bisognava con quella stessa felicità e prontezza , come se non avesse nella mente altro pensiero , che quello di cui trattavasi . Fu questo veramente un dono singolare concedutole dal Signore .   Si narra di S. Antonio , che mentre stava lavorando le sporte , andava di tanto in tanto ripetendo quel verso del Salmo : Miserere mei Deus secundum magnam mis ri ordiam tuam .   Del V. Mons. di Palafox si legge , che quando nello scrivere se gli offeriva qualche dubbio , si voltava ad un'immagine del Bambino Gesù , e dicea : Signore , che diciamo a questo ; altre volte : Signore insegnatemi ciò che ho da dire . Signore , datemi lume . Ed alle volte dopo l'aver scritto quello che stimava a proposito l'offeriva a Dio dicendo : Signore , sia questo per bene delle Anime , datele voi spirito , o Signore , date vita a questi caratteri , o vita delle creature . Se talvolta sentiva gusto di qualche ragione  , o concetto , che avea scritto , accostava la carta alla lucerna , e dicea : Dio mio , volete che io l'abbruci ? niente è qui , che sia mio : arda ogni mia operazione ed ogni mio proprio affetto , ma poi ricevea lume interno , che gli dicea , non esser bene di farlo , e si trattenea .

 

21. " Fra gli impedimenti , per cagion de' quali non facciamo bene le nostre operazioni , il primo si è , che mente stiam facendo una cosa , pensiamo ad un altra che abbiam da fare , o che abbiam fatta : con che le azioni vengono ad impedirsi l'un l'altra tra di loro , o non farsene veruna bene . Il modo di farle tutte bene è attendere unicamente a quella , che s'ha per le mani , procurando di farla più perfettamente che si può , e lasciando per allora il pensiero d'ogni altra : e quando questa è fatta , non pensarvi più , ma pensar a quella che resta da fare .  "  Il P. M. d'Avila .

Alla V. Suor M. Crocifissa in un tempo che Iddio la soprabbondava delle sue celesti benedizioni chiamandolo a goderlo in una solitaria contemplazione , furon dalla Superiora addossati molto uffizj insieme : di sagrestana , cuciniera , refettoriera , ed in certe novene di maggior divozione , ancor di portinaia , e speziala . E pure ella facea tutto esattamente e con universal soddisfazione , trovava anche tempo per la sua contemplazione . Ed ecco il modo , che tenea . Quando stava in Sagrestia , diceva a se medesima : Ora non siete altro , che Sagrestana ; e quando usciva di Sagrestia : Ora non siete più sagrestana , e così in tutti gli altri impieghi .

 

22. " Operate fedelmente ciò che Iddio vorrà di voi ogni momento , e lasciate a lui il pensiero del rimanente : e v'assicuro , che il vivere in questo modo vi sarà cagione d'una gran pace .  "  Chantal .

Così faceva essa medesima . E così pure S. Fr. di Sales , del quale si narra , che quando faceva alcuna cosa , o trattava qualche negozio , vi si applicava con tutto lo spirito , come se non avesse altro affare del Mondo .   Riferisce il Nazianzeno della sua madre , che era tutta in ogni cosa ; e tutto facea a maraviglia : tanto che in vederla tra gli affari domestici , parea che non avesse altra cura che quella : e quando stava nelle funzioni dello spirito , mostrava di non attendere se non a quelle ; e prendea sempre tanto amore a quell'impiego , che avea per le mani , come se non avesse altro impiego .

 

23. " Il secondo impedimento è la prescia . Guardatevi da questa , ch'è un nemico capitale della vera divozione : e niuna cosa fatta con precipitazione fu mai ben fatta . Andiamo pure lentamente , perché avanziamo cammino , e così si fa gran viaggio .  "  Sales .

Così portavasi egli stesso in tutte le sue operazioni . Così ancora operava S. Filippo Neri ; e così volea che facessero i suoi penitenti , a' quali solea frequentemente dire : Non bisogna voler fare ogni cosa in un giorno , né voler esser santo in un mese . La discrezione non lo vuole .

 

24. " Le opere di Dio si fanno per lo più a poco a poco , ed hanno i loro principj e i loro progressi . E non si dee pretendere di far ogni cosa in una volta , e frettolosamente , né stimar , che il tutto sia perduto , se non viene adempito in un subito ; ma bisogna camminar pian piano , pregar molto Iddio , e valersi de' mezzi suggeriti dallo Spirito di Dio , e non mai delle false regole del secolo .  "  S. Vinc. de Paoli .

Il medesimo Santo questo avea per uso , di procedere in tutt'i suoi affari con gran posatezza , sì nell'intraprenderli , che nel proseguirli , tanto che era stimato troppo lento . Però l'esperienza ha fatto conoscere , che la sua lentezza non gustava alcun negozio : mentre egli con istupore universale ha condotto felicemente a fine tanti , e si ardui negozj , che non li avrebbero potuto fare molte persone unite insieme , benché li avessero abbracciati con tutto il calore . E quello ch'è più , in questo modo gli riusciva di far con divozione tutte le sue operazioni spirituali , e bene tutte le indifferenti .

 

25. " Il terzo impedimento è l'ansietà e sollecitudine . Siate diligente ed accurato in tutti gli affari , de' quali avete il carico : ma se si può , non ve ne pigliate sollecitudine , e travaglio : cioè non li trattate con inquietudine , con ansietà , ed ardore ; né vi aggravate punto in eseguirli , perché gli aggravj turbano la ragione ed impediscono anche di far bene le cose , che non ci aggravano . Ma i grandi affari non ci sturbano tanto , quanto i minuti , quando sono in gran numero : e però ricevete ancor questi con pace , e cercate di farli con ordine uno dopo l'altro senza inquietarvi : che così vi riuscirà di farli con vostro gran merito . Perché il tempo speso pacificamente è senza dubbio il più utilmente impiegato .  "  Sales .

L'istesso Santo passava spesso molte ore con gente bassa , che l'occupavano in cose di poco momento . Ed essendogli detto non esser bene , che perdesse tanto tempo per quelle bagatelle , rispondea : Che volete ch'io faccia ? Queste cose lor pajono grandi , e desiderano d'esser consolati , come se fossero veramente tali . Iddio ben sa , che io non ho bisogno d'impiego più grande , e che ogni occupazione mi è indifferente , purché riguardi il di lui servizio . In tanto poi che fo quell'opera , benchè picciola , non sono obbligato a farne altra . E forse che non è un'opera abbastanza grande il far la volontà di Dio ? E per animare  una sua penitente a questa maniera d'operare , così le scrisse : Chi può conservar la dolcezza nella moltiplicità degli affari , è quasi perfetto . Ed ancorché pochi se ne trovino , anche nelle Religioni , che sieno arrivati a questo grado di felicità ; ve ne sono però , e ve ne sono stati in ogni tempo ; e bisogna aspirare a quest'alto grado .   La B. M. di Chantal adempiva fedelmente questo consiglio , facendo ogni cosa con tutta l'attenzione ; ma senz'alcun'ansietà , e senza mai perder la pace del cuore e perciò tutte le opere sue riuscivano ben fatte , e di questo se ne protestava apertamente con le sue figlie . Onde ad una di loro disse un giorno così : Sappiate mia cara figlia , che io amo perfettamente la nostra povera Congregazione ; ma senz'ansietà , senz' la quale l'amore per ordinario non è solito di vivere , ma il mio , che non è ordinario , vive senza di questa . E ad un'altra , che le chiedea  qualche rimedio per li continui imbarazzi , che provava nel suo impiego , così scrisse , l'origine del vostro male ed imbarazzo da altro non procede , che dall'ansietà che avete nel cercare il bene da voi desiderato , e dalla poca pazienza e sottomissione alla volontà di colui , che solo ve lo può concedere . E però se volete che il vostro impiego riesca e meglio , e meno grave , bisogna che correggiate quest'ansietà e sollecitudine , procurando d'operare con fedeltà ; ma insieme con soavità e dolcezza di Spirito .

 

26. " E' proprio delo spirito di Dio , operar con soavità , ed amore ; ed il più sicuro mezzo per riuscire in quello che s'intraprende , è imitar lui .  "  S. Vinc. de Paoli .

In tal guisa procedeva il medesimo Santo in tutte le sue operazioni , o fossero importanti , o indifferenti , spirituali , o temporali , cioè con una gran quiete e soavità , che anche gli compariva nell'esterno .

 

27. " Il quarto impedimento è il voler far troppo . Non bisogna assottigliarsi troppo negli esercizj di virtù , ma praticarli francamente , naturalmente , schiettamente , all'usanza antica , alla buona , in grosso modo . In questo appunto consiste la libertà de' figli di Dio : cioè in fare allegramente , e di buon cuore quello , a che sono obbligati . "  Sales .

Tale in fatti era il modo d'operare di questo Santo : un operar franco , schietto , alla buona , alieno dalle sofisticherie , che procedea per le vie ordinarie e naturali , e più dipendea dal cuore , che dalla mente ; e però grato a Dio , ed a lui più facile e meritorio .  La B. M. di Chantal quantunque fosse esattissima nell'osservanza delle regole , e nel fare i suoi impieghi ; procurava però , e lo consigliava anche alle altre di far , che l'esattezza non andasse congiunta con quelle angustie e strettezze di spirito , che suol cagionare l'amor proprio per quei mancamenti , che commettonsi per ignoranza , o per inavvertenza , e senza malizia : ma in tutto camminava buonamente , amorosamente , e con pace .

 

28. " Tra i molti mezzi , che vi sono per far bene le sue operazioni , uno si è , far ciascuna di esse , come se quella avesse da esser l'ultima della sua vita . E però ad ogni tua azione dì a te stesso così : Se immediatamente dopo quest'azione tu sapessi di dover morire , faresti questa cosa ? la faresti in questa maniera ? "  S. Vinc. de Paoli .

S. Francesco di Sales , quando facea qualche cosa la facea appunto , come se quella fosse l'ultima , che dovesse fare in questo Mondo .   Un certo Sacerdote si confessava ogni mattina prima di dir la Messa ; ed essendosi infermato ; avvisato , che si confessasse , come per morire , rispose . Sia benedetto il Signore , che già sono trent'anni che mi son confessato sempre ogni giorno in questa maniera , come se subito avessi avuto a morire : onde non ho bisogno di far altro , che riconciliarmi , come se dovessi dir la Messa .

 

29. " Un altro buon mezzo è , di non far conto , se non del giorno presente . Perché una dele arti , che usa il Demonio per far perdere d'animo , e rallentar molti nel servizio di Dio , è di rappresentar loro come cosa molto difficile , e da non potersi durare l'aver da vivere per molti anni con tanta circospezione , e con tanta puntualità ed esattezza nelle cose . Or quell'aver da far solamente conto del giorno d'oggi chiude il passo a questa tentazione , e nel tempo stesso inanima non poco l'umana fiacchezza . Imperocché chi sarà colui , che per un giorno non possa farsi forza , per quanto può , acciò le sue operazioni vadano ben fatte ? Dicendo la mattina tra se : in questo giorno voglio procurar di far bene le mie operazioni ordinarie ; così si rende facile e tollerabile quello che forse gli apparirebbe molto difficile , se lo pigliasse assolutamente , considerando d'aversi a far quella forza per tutto il tempo di sua vita . E frattanto col procedere ogni giorno in questa maniera , a poco a poco si viene a far in questo il buon abito , e così a non provarci più difficoltà . "  Rod.

Si narra nelle vite de' PP. di un certo Monaco , il quale molto combattuto dalla gola , cominciando dalla mattina a buon'ora sentiva in se tanta fame , e tal debolezza di forze , ch'era intollerabile , e per non trasgredir la santa usanza de' Monaci di non mangiare se non tre ore dopo il mezzo giorno , usava questa cautela . La mattina dicea tra se : per gran fame , che tu abbi , che gran cosa è aspettar sin ad ora di terza ? All'ora di terza diceva : in verità , che mi ho da sforzare , e non ho da mangiare sin a sesta : ma come ho potuto aspettar sin a terza , lo potrò fare sino a sesta . All'ora di sesta metteva il pane nell'acqua , e dicea , frattanto che si bagna il pane , posso aspettare sin a nona giacché ho aspettato sin adesso , non voglio per due o tre ore trasgredir la buona usanza de' Monaci . Giunta l'ora di nona , avendo dette le sue orazioni , mangiava .   E così andò con questi certi termini ingannando se stesso per molti giorni , finché un giorno mentre stava mangiando all'istessa ora , vide alzarsi un fumo dalla sportella  del pane , ed uscirsene per la finestra della cella che doveva esser lo spirito maligno , che lo tentava !  E da allora in poi non sentì mai più quella fame  , né quella mancanza di forza , che sentiva prima : tanto che alle volte se ne stava de' giorni interi senza mangiare , e senza sentirne fastidio .   Ivi pure ci riferisce d'un altro Monaco , il quale essendo per molto tempo  tentato di lasciar il suo Monastero , ogni sera dicea tra se : dimani uscirò , e venuta la mattina : o via per amor del Signore mi voglio restar ancor per oggi . E così proseguendo a fare per nove anni continui , finalmente restò libero dalla tentazione .

 

30. " E' un grand'errore quello di certe Anime , per altro buone e pie , le quali credono , non potersi conservare l'interno riposo tra gli affari e le difficoltà . Poiché sebbene non v'è movimento più grande di quello d'un vascello in mezzo al mare , ciò non ostante , quelli , che vi stan dentro , non cessano di riposare e di dormire : e la bussola rimane sempre nel suo sito rivolta al polo . Qui sta il punto , in procurare di tener a segno la bussola della nostra volontà , sicché non guardi mai altro , che il polo del divino beneplacito . E questo è il terzo mezzo . "  Sales .

S. Vincenzo de' Paoli fu eccellente in questo . Egli non si turbava mai per la moltitudine degli affari , e per le difficoltà che in essi si attraversavano : ma gl'imprendea con una instancabil forza di spirito , e vi si applicava con metodo , pazienza , e tranquillità ; tenendo continuamente fisso lo sguardo nel divino volere . Il che si vide maggiormente nel tempo ch'egli fu del Consiglio Reale nel quale aveva anche il governo della sua Congregazione , e di molte altre Comunità , Radunanze , Conferenze , e tanti altri impieghi , che quasi l'opprimevano : onde ognuno avrebbe creduto , ch'ei vivesse tutto distratto , come diviso in una infinità di pensieri e di cure differenti ; e conseguentemente coll'animo sempre fluttuante ed inquieto . E pure no . In mezzo ad un continuo flusso , e riflusso di persone e di negozj si vedea sempre raccolto , presente a se , padrone di se stesso , con una grand'eguaglianza di spirito ; e con tanta pace e tranquillità , come se non avesse , che un solo affare .

 

31. " Tutto quello , che noi facciamo , riceve il solo valore dalla conformità , che abbiamo con la volontà di Dio : di maniera che ancora mangiando e divertendomi se lo fo , perché tale è il voler di Dio , merito più , che se patissi la morte senza tal'intenzione . Pinatatevi bene nella mente questo principio ; e poi ad ogni azione che farete , fissate lo sguardi in esso , ad imitazione del fabbro , che fa passare ogni tavola sotto la squadra : e così farete con perfezione il vostro lavoro . "  Sales .

Avea ben capita una tal verità quel buon fratello laico , il quale dicea che quando sedeva a mensa , stava facendo le prediche del Saverio nelle Indie : perché il meglio di quelle era il fare allora il Saverio la volontà di Dio , quale esso pure stava allora facendo .   S. M. Madd. de' Pazzi avea questa perfetta rassegnazione , non solo abituale , ma anco attuale ; tanto che , quello che a quasi tutte le persone spirituali riesce sì difficile , cioè di saper indirizzare attualmente ogni sua azione a Dio : ad essa era sì facile e familiare , che le pareva impossibile , che si potesse operare , senza riflettere alla volontà di Dio .   ( Niente è più facile di far la volontà di Dio anche nelle maggiori avversità ; ma per farla bisogna esser diligente .  L'Edit. )

 

 

 

 

 


 

Fonte : DIARIO SPIRITUALE , di autore anonimo , Tipografia Paci , Napoli , 1843 .