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  DIARIO SPIRITUALE di Anonimo napoletano :  dicembre - unione


La trascrizione di un importante testo di Anonimo , pubblicato a Napoli nel 1843 , un testo rilevante per la crescita cristiana e salvezza spirituale di ognuno di noi . Un libro che al pari del più famoso " L'imitazione di Cristo " spiega in maniera chiara e semplice  come aprirsi alla realtà e attualità del Vangelo . Se ne consiglia la lettura per il profondo insegnamento del significato di una vita vissuta secondo l'esempio di Gesù Cristo .

 

 

DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

 

 

che comprende una scelta di detti e di fatti di santi, o di altre persone di singolare virtù adattati ad incitare le anime all'acquisto della perfezione , e i loro confessori a condurveli

     


Indice generale dei Capitoli del libro Diario Spirituale di Anonimo napoletano


 

DICEMBRE

UNIONE

Qui manet in caritate , in Dio manet , et Deus in eo . Jo. 4. 16.

 

1. " Il fine , che hanno tutte l'altre virtù è di metterci in posseso dell'Unione con Dio , nella quale unicamente sta riposta tutta la felicità , che in questo Mondo si può godere .  Or in che consiste propriamente quest'unione ?  In null'altro , che in una perfetta conformità e somiglianza della nostra volontà colla volontà di Dio : cioè quando queste due volontà sono tra di loro talmente conformi , che non sia cosa in una , che ripugni all'altra , e tutte le cose che vuole ed ama l'una , le voglia e le ami anche l'altra ; e tutte quelle che aggradono , o dispiacciono all'una , aggradino o dispiacciano ancor all'altra . "  S. Gio. della Croce .

La B. Vergine ebbe questa perfetta unione ; e dice di lei S. Bernardo , che tenea continuamente fisso lo sguardo , e prontissimo il consenso al divin beneplacito per ogni cosa .   La V. M. Serafina di Dio avea fatto molto profitto in questo cammino , poiché in una relazione , che di se fece al suo Direttore gli dice così :  L'Anima mia mi par , che vada tanto d'accordo col Signore , che tutto quanto egli opera in essa , par , che sia fatto apposta per lei , perché questo appunto essa vuole , onde tutto ciò che avviene all'Anima mia , sono tutti bocconi dolci fatti per lei , e le pare , che altro ella non saprebbe bramare , e perciò non prova mai rammarichi , né travagli .  Ed una volta che una si accusò di non essersi conformata al divin volere , ebbe ella in quel punto un lume sì chiaro , in cui vide quanto sia bello il voler di Dio , che restò immobile per qualche tempo sopraffatta da grandissimo stupore , non sapendo intendere come potesse una creatura da niente non amare il santo e tanto bello volere del suo Creatore .

 

2. " S'ingannano quei che credono che l'unione con Dio consista in estasi , e ratti , ed in godimento di lui . Poiché ella non consiste in altro , che nell'arrendimento e soggezione della nostra volontà co' pensieri , parole , ed opere alla volontà di Dio : ed allora è perfetta , quando la volontà nostra si trova staccata da ogni cosa , ed unicamente attaccata a questa di Dio , di maniera che ogni suo movimento sia il solo e puro volere di Dio . Questa è la vera ed essenziale unione , che sempre ho desiderata , e che continuamente chieggo al Signore . Oh quanti siamo , che diciamo questo , e ci pare di non voler altro che questo !  Ma , miseri noi , quanti pochi dobbiamo arrivarci ! "  S. Ter.

La medesima Santa non finiva di stupirsi della gran fortuna che ha l'uomo di potersi unire col suo Creatore , e dell'immensa brama , che questo gran Signore ha di vederci uniti a se . E però questo era l'oggetto de' suoi più vivi desiderj , e quello che sopra ogni altra cosa più ardentemente procurava .   S. Gio. Battista sta nel deserto 24 anni . Iddio sa quanto il suo cuore era tocco dall'amor del Salvatore fin dal ventre di sua madre , e quanto avrebbe desiderato di godere della sua presenza ! e nondimeno attaccato alla semplice volontà di Dio , egli rimane colà a fare il suo uffizio , senza venire neppur una volta a vederlo : e dopo d'averlo battezzato , non lo siegue , ma seguita a fare l'uffizio suo .  Oh Dio , che cosa è questa se non tenere il suo spirito distaccato da ogni cosa , e in certa maniera da Dio stesso per fare la di lui volontà !  Questo esempio , dicea S. Francesco di Sales soffoga il mio spirito con la sua grandezza .

 

3. " L'unione con Dio si fa in tre maniere : colla conformità , colla conformità , e colla conformità .  La conformità è una totale subordinazione della nostra volontà alla volontà Divina in tutte le nostre opere , occorrenze , ed eventi ; volendo ed accettando tutto quello , che Iddio vuole e dispone per grave e ripugnante che sia .  L'uniformità è una stretta cognizione della nostra volontà con la volontà Divina , per cui non solamente vogliamo tutto ciò che vuole Iddio ; ma lo vogliamo per quest'unico motivo , che Dio lo vuole ; e godiamo egualmente di tutto per questa sola cagione , perché di questo gode , e questo vuole la Divina volontà . E di qua si leva ogni ripugnanza .  La deiformità è una trasformazione , che rende la nostra volontà tutt'una con quella di Dio : di maniera che ella non sente più se stessa , come se veramente non vi fosse più , ma solo sente in se la volontà Divina , e tutti gli affetti ed operazioni sue , come se in essa si fosse cambiata ; né vuole più cosa alcuna anche delle più sante con volontà creata , né per quella , ma solamente nella increata , fatta sua per trasformazione . "  Il P. Achille Gagliardi .

S. M. Madd. de Pazzi giunse a possedere tutti e tre questi gradi d'unione . Poiché quanto al primo ; disse più volte con gran sentimento , se io vedessi qui l'Inferno aperto , e credessi , essere volontà del Signore , che io penassi eternamente in quelle fiamme , da me stessa subito mi precipiterei là dentro per effettuare il suo divino volere . Quanto al secondo , in un'estasi , che ebbe nelle Feste di Pentecoste : Mi protesto , disse , di non volere , né desiderare lo Spirito Santo , se non secondo il volere di Dio .  Io lo desidero , e non lo desidero : perché non lo voglio desiderare da me come da me : tanto che se Iddio me lo desse per fare la mia volontà , e non la sua , come sua , ma come mia , ancorché in questo ci fosse la volontà sua ; ma non primieramente , e totalmente sua ; in nessun modo ne sarei contenta . Tanto m'importa non voler possedere , e far mio quel che gli ho donato , e voglio che sia tutto suo ; per poter dire con tutta verità in ogni cosa : Fiat voluntas tua .  E quanto al terzo ella vivea , come morta a se stessa , senza proprio intendere o volere .  Tale appunto il Signore le fece vedere l'Anima sua in un'altra estasi sotto l'apparenza di un'altr'Anima , ch'ella descrisse con questi termini . Ella cammina dietro al suo Sposo , senza intendere , senza sapere , senza parlare , senza udire , senza gustare , e si può dire , senza operare , e come morta : solo attende ad andar dietro al tiro interno del Verbo Divino , per non offenderlo .

 

4. " La conformità al divino volere è un potentissimo mezzo per vincere qualunque tentazione , per emendarsi qualsivoglia imperfezione , per conservare la pace del cuore , ed è un rimedio efficacissimo per tutt'i mali , ed il tesoro del Cristiano .  Poiché contiene eminentemente in se la mortificazione , l'annegazione , l'indifferenza , l'imitazione di Cristo ; l'unione con Dio e generalmente tutte le virtù : le quali non sono tali , se non perché son conformi alla volontà di Dio , ch'è l'origine , e la regola d'ogni perfezione . "  S. Vinc. de Paoli .

Egli era tanto affezzionato a questa virtù , che si può dire , essere ella stata la propria e principale , e come la generale virtù di lui , la quale mandava i suoi influssi sopra tutte le altre , ed era come il principal motore di tutte le potenze dell'Anima sua , e di tutt'i sensi del suo corpo , ed il primo mobile di tutt'i suoi esercizj di pietà , di tutte le sue più sante pratiche , e di tutte quante le sue azioni .  Di modo che , se si metteva alla presenza di Dio nelle sue orazioni , ed in tutti gli altri suoi esercizj ; ciò era per dire a Dio , come S. Paolo : Signore , che volete ch'io faccia ?  Se era sì attento in consultare ed ascoltare Dio , e si portava con tanta circospezione per discernere le vere inspirazioni procedenti dallo Spirito Santo dalle false , che vengono dal Demonio , o dalla natura ; ciò era per conoscere con maggior sicurezza la volontà di Dio , e per meglio disporsi ad eseguirla . E se finalmente rigettava sì risolutamente le Massime del Mondo , ed unicamente si attaccava a quelle del Vangelo , se rinunziava sì perfettamente a se medesimo , se con tanto affetto abbracciava le Croci , e si abbandonava a fare e soffrire tutto per Dio , tutto era per conformarsi più perfettamente ad ogni volere di S. D. M..    Il B. Jacopone stupendosi , come non sentisse più alcun stimolo , né inquietudine nella propria coscienza , come prima sentiva , intese questa voce nel suo interno : Questo viene , perché ti sei abbandonato totalmente alla Divina volontà , e ti contenti di tutto ciò ch'ella fa .

 

5. " E' tanto il gusto , che hanno gli Angioli in fare la volontà di Dio , che se fosse voler di lui , che alcun di loro venisse in Terra a sceglier la zizzania , o a purgar le ortiche di un campo , lascerebbe subito il Paradiso , e si metterebbe a far ciò di tutto cuore , e con infinito diletto . "  Il B. Enr. Sus.

Egli medesimo era tanto contento del divino volere , e tanto ad esso attaccato e subordinato , che diceva : Io vorrei esser piuttosto un pipistrello con la divina volontà , che un Serafino con la mia .   Era tale e tanto l'affetto , e la tenerezza d'amore , che portava S. M. Maddalena de Pazzi a fare la divina volontà , che al solo sentirne parlare parea che si risolvesse in giubilo di spirito , e talora veniva rapita in estasi . Onde una sera in tempo che le altre si erano ritirate in cella per dormire , stando ella per casa , sentì dire che una sorella avea gran desiderio di far la volontà di Dio , e rispose con giubilo : è una cosa troppo amabile ; con che rimase alienata da' sensi : e non potendo contenere quella gran dolcezza , che le apportava la cognizione dall'amabilità del Divino volere , si mise a correre per il dormitorio , esclamando , che la Divina volontà è amabile ; e chiamando le altre , che venissero a confessare la stessa cosa insieme con lei : tanto che commosse teneramente tutte , uscirono fuori , e andarono con essa in una Cappella , dove tutte ad alta voce unitamente confessarono essere amabile la Divina volontà ; e si fece in tutte una gran commozione di spirito .

 

6. " Un'Anima con verità rassegnata in Dio non s'affeziona a veruna cosa creata ; perché conosce chiaramente , che tutte le cose fuor di Dio sono vanissime , ed un nulla . Onde l'oggetto e lo scopo suo altro non è che di morire a se stessa , e di rassegnarsi attualmente , e sempre in tutte le cose . "  Il B. Enr. Sus.

S. Vinc. de Paoli fu in questo eccellente , perché vivea staccatissimo da tutte le creature , ed anche da se medesimo , e solo attento a dipendere in tutto dal voler di Dio e dalla disposizione della sua santa Provvidenza .   A questo felicissimo stato era pervenuta l'Anima della V. M. Serafina , come apparisce da una relazione , che di se ella fece al suo Direttore in questi termini . Lo stato , in cui presentemente trovasi l'Anima mia , è , che altro io non voglio , che quello che vuole Iddio : il gusto e volere di Dio si è tanto internato in me e tanto impastato col volere e gusto mio , che si è fatto mio , e quello solo voglio , che vuole Iddio ; e non solo lo voglio ma non posso né volere né avere altro gusto e volere che questo . Questo è il mio unico e compito volere ; né ho bisogno di produrre , o di replicarne gli atti ; perché già lo tengo altamente impresso nell'Anima , e l'amo , e lo stimo , e sommamente ne godo .

 

7. " Il Signore siccome conosce tutti per quello a che sono buoni ; così dà a ciascuno il suo impiego , conforme più vede convenire alla gloria sua , alla salute di lui , ed al bene de' prossimi . Questo però è l'inganno nostro in non rimetterci totalmente a quello ch'egli vuol fare di noi . "  S. Teresa .

Ella medesima , avendole i suoi Direttori posto in dubbio il suo cammino nello spirito , ed ordinato che procurasse altra via ; non sapea far altro che mettersi nelle mani di Dio ; affinché egli che sapea quello che le conveniva , adempisse il lei tutto ciò ch'era di sua volontà in ogni cosa .   Il Signore un dì pose nelle mani di S. Francesco Borgia d'eleggere o la vita , o la morte della sua consorte , ch'era gravemente inferma . Al che egli inteneritosi rispose : Perché , Signore , commettete al giudizio mio quello che unicamente sta in poter vostro ? Quello che importa a me , è di seguire in tutto il vostro santo volere , perché niuno meglio di Voi sa quello ch'è meglio per me . E però fate pure quello che più vi piace , non solo della consorte  , ma de' figli ancora e di me : Fiat voluntas tua .   Un cieco chieseistantemente la vista a S. Vedasto nel dì della sua Festa , e l'ottenne ; e poi tornando a pregare che se la vista non era espediente per la di lui salute non l'avrebbe voluta ; immantinente gli fu ritolta .  L'istesso accadde ad un altro , il quale essendo guarito , da una grave infermità per l'intercessione di S. Tommaso Cantuariense ; pregò il Santo , che se ciò non era il meglio per lui  , non lo voleva ; e gli ritornò subito la medesima infermità , ed egli ne restò contento .

 

8. " Dobbiamo sottometterci al volere di Dio , ed essere contenti in tutti quegli stati in cui gli piacerà di metterci , né mai desiderare di uscirne finché non conosceremo , che tale è il gusto di lui . Questa , è la più eccellente , e la più utile pratica , che si possa esercitare sopra la Terra . "  S. Vinc. de Paoli .

Il V. P. Daponte disse ad un suo confidente , che godea de' difetti naturali della sua persona , e della sua lingua ; perché il Signore con tali difetti l'avea voluto segnato ; e che similmente godea di tutte le tentazioni , o miserie sue sì interne , che esterne , perché Iddio così voleva e che se fosse volontà di Dio che vivesse mille anni carico di travagli anche maggiori , e tra dense tenebre , purché non offendesse lui , tuttavia ne sarebbe stato contento .   S. Elisabetta avvisata della morte del marito in guerra , rivolta subito a Dio , disse , Signore , tu ben sai , che io preferiva la presenza di lui a tutte le delizie del Mondo .  Ma giacché ti è piaciuto di tormelo : io totalmente mi accomodo al tuo snto volere , che se con istrapparmi un solo capello , lo potessi riavere senza il tuo beneplacito non lo farei giammai .

 

9. " Non crediate mai d'esser arrivati alla purità , che dovete , sin a tanto che la vostra volontà non sia del tutto , ed in tutto anche nelle cose più ripugnanti liberamente e allegramente sottomessa alla santa volontà di Dio . "  Sales .

Del medesimo Santo dice la B. di Chantal , essere egli giunto a tanta purità , come da lui stesso avea risaputo , che nel più forte delle sue afflizioni provava una dolcezza cento volte più dolce dell'ordinario . E che questo proveniva da quell'intima unione , che godea , la quale gli rendea saporitissime le cose più amare .   S. Vincenzo de Paoli avendo patito un danno notabile nelle sostanze della Congregazione , n'avvisò un amico così : Non posso a meno , che come a parzialissimo nostro io non vi dia parte della perdita da noi fatta ; non già come di male , che ci sia avvenuto , ma come di favore che il Signore ci ha fatto : acciocché ci ajutate a rendergliene le dovute grazie .  Favori e benefizj chiamo io le afflizioni , ch'egli ci manda , massimamente quando son ben ricevute . E perché la sua infinita Bontà ha ordinata questa perdita ; ce l'ha fatta accettare con perfetta ed intera rassegnazione : ed ardisco dire , con quell'allegrezza con cui avremmo ricevuto qualche prospero avvenimento .

 

10. " Vale più un atto di rassegnazione al divin volere in quello che dispone contrario a noi , che centomila buoni successi secondo il volere , e gusto nostro . "  S. Vinc. de Paoli .

Il Santo Giobbe tra tante disgrazie , con quel  Dominus dedit , Dominus abstulit , quanto mai meritò appresso Dio !

 

11. " La perfetta rassegnazione altro non è che un eccesso di morale annichilazione de' pensieri ed affetti , rinunziandosi uno totalmente in Dio , perché lo guidi come gli pare e piace in ogni cosa : come se non sapesse , o non volesse più se stesso , né verun'altra cosa che Dio .  Ed allora è , che , come si dice , l'Anima si perde in Dio : non già quanto alla natura , ma quanto alla proprietà delle sue potenze . "  Il B. Enr. Sus.

S. Caterina da Genova fu una di quelle Anime fortunate , che giunse a partecipare di questa santa annichilazione , nella quale com'ella medesima attesta , non avea più né pensieri , né affetti , né desiderj di veruna cosa , fuorché quello di lasciar fare a Dio di lei ed in tutto quello che egli volea , senz'alcuna sua resistenza , o elezione ; e che questo le dava in ogni tempo ed in ogni cosa un sapore , che partecipava con quello de' Beati , i quali non hanno altro volere che quello del loro Dio . Ond'è , che dicea : se io mangio , se bevo , se parlo , se taccio , se dormo , se veglio , se vado , se odo , se penso , se sono in Chiesa , se in casa , se in piazza , se inferma , o sana ; in ogni ora e momento della vita mia tutto voglio , che sia in Dio e per Dio nel prossimo anzi non vorrei poter fare , né parlare , né pensar altro che quello che fosse il voler di Dio ; e la parte , che a quelle si opponesse , vorrei ne fosse fatta subito polvere e sparsa al vento .   Essendo apparsa a S. Aldegonda una fanciulla da lei non conosciuta , la quale da parte della SS. Vergine le disse che domandasse ciò che volea che le sarebbe dato : Tutt'allegra la Santa , rispose , che altro non bramava , se non che in tutte le cose si facesse la santa volontà di Dio , alla quale ella sarebbesi rassegnata con tutto suo gusto e piacere .

 

12. " Quando sarà , che noi gusteremo la dolcezza della divina volontà in tutto ciò che ci avverrà , non considerando in veruna cosa altro , che il suo beneplacito , dal quale è certo , che con eguale amore , e per lo nostro meglio , ci vengono compartite tanto le avversità , che le prosperità ?  Quando ci saremo abbandonati affatto nelle braccia del nostro amorosissimo Padre celeste , lasciando in lui la cura delle nostre persone e de' nostri affari , e non riservando per noi , che il solo desiderio di piacere a lui , e di ben servirlo in tutto quello che potremo ? "  La B. Maria di Chantal .

Mentre S. Pietro stava per venire alla disputa con Simon Mago ; questi gli mandò a dire che per un negozio importante sopraggiuntogli dovea differirla tre giorni dopo .  S. Clemente , che si era convertito di fresco , ed allora si trovava con S. Pietro , s'attristò di questa dilazione . Ma S. Pietro lo consolò , con dirgli : Figlio questo è proprio de' Gentili , e di turbarsi , quando le cose non succedono secondo il desiderio : ma noi , che sappiamo , che il Signore guida e dispone tutte le cose , abbiamo in tutt'i casi da star con gran consolazione e pace . Sappi , che questo che ti apporta malinconia , è seguito per maggior bene ; perché se la disputa si fosse fatta oggi , tu non l'avresti intesa molto ; e facendosi più tardi , l'intenderai meglio ; perché frattanto io t'istruirò , e così ne caverai maggior profitto .  Perciò per l'avvenire guardati di non discostarti mai dal divino volere , pigliando sempre tutto ciò , che t'avverà per lo tuo meglio .   Si legge della moglie di un armigero , che in tutt'i casi avversi , che ad alcuno accadevano , avea sempre in bocca queste parole : questo sarà il meglio per lui . E questo stesso disse al marito una volta che perdé un occhio . Or accadde , che dopo qualche tempo stando il Re vicino a morte , e dovendosi secondo il costume del Paese deputare uno , che morisse insieme con lui per onorare la di lui morte , fu a tal effetto deputato il marito ; ma questo fatto savio dal suo stesso infortunio : no , disse , non è decente , che un sì gran Re abbia per compagno nella sua morte un guercio . Il che fu da tutti approvato : è così l'aver perduto l'occhio non fu per lui disgrazia , ma gran fortuna .

 

13. " L'abbandonare se stesso in Dio altro non è , che un donargli totalmente la propria volontà . Quando un'Anima può dire daddovero : Signore io non ho altra volontà , che la vostra ; allora è veramente abbandonato in Dio , ed in lui unita . "  Sales .

Il V. P. Daponte avea fatto questo voto , e lo ripetea ogni giorno : Fiat , Domine , de me , in me , pro me , et circa me , et omnia mea , sancta voluntas tua in omnibus , et per omnia , et in aeternum .  Apparve un giorno il Signore a S. Geltrude , dicendole : Figlia , ecco che io porto in una mano la santità , e nell'altra l'infermità : eleggi quello che più ti piace . E la Santa gettatasi a' piedi di lui colle mani incrocicchiate sul petto : Signore , rispose , io vi prego a non considerare per niente la volontà mia , ma la vostra unicamente , ed a fare in me quello che sia per riuscir a maggior gloria e gusto vostro ; perché io non ho altro desiderio , che d'avere quello che volete voi , che io abbia . Piacque molto al Signore questa risposta , e le soggiunse : Quei , che vogliono esser visitati spesso da me , mi donino la chiave della loro volontà , senza dimandarmela più . Dal che addottrinata la Santa , si compose questa giaculatoria , che poi ripeteva ad ogni momento : Non mea , sed tua voluntas fiat , Jesu amantissime .

 

14. " Sono molti quei , che dicono al Signore Io mi dò tutto a Voi senz'alcuna riserva : ma sono pochi que' , che abbracciano la pratica di questo abbandonamento , la quale consiste in una certa indifferenza a ricevere ogni sorta di accidenti , conforme arrivano secondo l'ordine della divina Provvidenza ; tanto le afflizioni , quanto le consolazioni ; sì i dispregi e gli obbrobrj , come gli onori e la gloria . "  Sales .

Spiccò a meraviglia in questo S. Vincenzo de Paoli .  In tutt'i luoghi , tempi , impieghi , occasioni , e nelle tribolazioni , e nelle consolazioni , e nelle malattie , e ne' gran freddi , e ne' gran caldi , e nel ricevere affronti , rimproveri , calunnie , o perdite di persone , e di beni , mai non s'inquietò punto , né si turbò : ma come se tutti questi accidenti fossero d'una medesima sorta , se ne restava sempre con una gran pace e tranquillità d'animo che dava a conoscere colla dolcezza delle parole , e colla serenità del volto . E ciò perché non perdea mai di vista quella sua gran massima che nulla succede in questo Mondo , che non venga ordinato dalla divina Provvidenza , nelle cui braccia s'era egli interamente abbandonato . Il che fece dire ad un Prelato , di ciò stupito : ilSignor Vincenzo è sempre il Signor Vincenzo .   I casi particolari renderanno la cosa più chiara .  Ricevendo avviso , che alcuni esterni voleano muover liti , e molestare i suoi Missionarj ne' loro beni , e nelle cose , e luoghi da loro acquistati ; la sua più ordinaria risposta era , che null'altro succederebbe se non quello che piacerebbe al Signore ; e che essendo egli il Padrone di tutt'i loro beni , era cosa giusta , che ne disponesse secondo il suo divin volere .  Essendo gravemente infermo uno de' principali e più utili soggetti della Congregazione scrisse così ad una persona che ne sentiva grande afflizione : Pare , che N. S. voglia pigliare la sua parte della nostra piccola Compagnia .  Essa , come spero , è tutta sua , e però egli ha diritto di valersene come gli parrà .  E quanto a me il maggior desiderio , che io abbia , è di nulla desiderare , fuor che l'adempimento della sua divina volontà .  Di fatti sebbene gli fosse tanto cara la conservazione della sua Congregazione , non desiderò mai né questa né l'aumento , o progresso di essa , se non in quanto potea conoscere , che Iddio così volea , di modo che , come disse una volta non avrebbe menato un passo , né detta una sola parola per questo , se non fosse stato con intera dipendenza dalla divina volontà .  E lo stesso pure praticava in ciò che riguardava la propria sua persona . Poiché soffriva le sue gravi infermità con gran pace e tranquillità d'animo .  E nell'ultimo anno vedeva egli bene , e io diceva ancora , che se n'andava a poco a poco , ma con una sì perfetta indifferenza , che il vivere , e 'l morire , i patimenti , ed i sollievi , tutto gli era una cosa .  Era indifferente per li cibi , e per li rimedj che gli venivano dati , e quantunque rappresentasse talora , alcuna cosa essergli nociva ; pigliava però sempre tutto quello che ordinavano i Medici , e si mostrava egualmente contento sì de' mali affetti , che de' buoni ; altro in tutto non rimirando che l'adempimento del divino beneplacito , come unico oggetto dei suoi desiderj , e delle sue allegrezze ; né mai si osservò in lui sì nelle malattie , che nella sanità neppure una minima cosa contraria a questa sua santa disposizione .   A questo medesimo stato ancora arrivò la B. M. di Chantal , di cui si racconta , che ricevea con egual indifferenza tutti gli accidenti , tanto avversi , quanto prosperi ; non avendo altro desiderio fuorché quello solo , che Iddio facesse di lei , in lei , e circa di lei tutto ciò , che a lui piacesse ; e che perciò non volea neppure pensare a quello che a se , e ad altri potesse accadere nell'avvenire ; cioè che cosa avrebbe fatto , se si fosse trovata in qualche occorrenza , in caso , per esempio , che venisse a mancarle ogni cosa , se avesse dovuto andar mendicando , ovvero aspettare il provvedimento dalle mani del Signore .  E dicea , che quando si trovasse in un simil caso , allora avrebbe domandato con nuova confidenza al Signore che cosa dovesse fare , tutta in lui abbandonandosi .  In fatti dimandata una volta , se ne' varj pericoli di precipizj , di sommersioni , ed altri che aveva incontrati ne' suoi continui viaggi , avesse sempre sperato di esserne da Dio liberata , rispose di non avere sperata la liberazione , ma bensì , che il Signore avesse sempre fatto ciocché fosse di sua maggior gloria , o liberandola dal pericolo , o lasciandola in esso perire , e che in questa cotal dipendenza dalle divine disposizioni il suo cuore si trovava sempre contento , tranquillo , ed in pacifica quiete .   In somma diceva un grande e santo uomo : un'anima , che sia perfettamente rassegnata , eè come un corpo da ogni parte perfettamente quadrato ( cioè un cubo ) il quale da qualunque parte si getti , in quella stabilmente si posa .

 

15. " Se vi getterete nell'esercizio del santo abbandonamento , senz'accorgervi del vostro profitto , farete molto avanzamento , come appunto succede a coloro , che navigano in alto mare con venti favorevoli , abbandonati alla condotta del pilota . "  Sales .

Era in certo Monastero un Religioso tanto insigne di far miracoli , che gl'infermi guarivano col solo toccare le di lui vesti , o cintura . Si maravigliava di ciò l'Abate non vedendo in esso niente di speciale ed un giorno gli dimandò per qual cagione Iddio operasse per mezzo suo tanti miracoli : io non lo so , rispose egli , perché io non fo digiuni , né discipline , né veglio , né fatico , né faccio lunghe orazioni , o verun altra cosa  di più degli altri . Questo solo io trovo in me , che niuna cosa che succede , mi turba , o m'inquieta , ma l'Anima mia se ne sta sempre con una stessa tranquillità in tutti gli avvenimenti , per molti avversi , che sieno , tanto proprj , che d'altri , perché ho lasciata ogni cosa nelle mani di Dio , e così le prosperità , come le avversità , così il poco , come il molto , tutto piglio con egual rendimento di grazie , come venute dalli mani sue . Allora , soggiunse l'Abate , e non ti turbasti l'altro giorno , quando quel nostro avversario bruciò la nostra grangia ? Niente affatto , rispose esso . Ecco dunque la cagione de' tuoi miracoli , ripigliò l'Abate .   Un contadino , che avea sempre , e più , e migliori frutti degli altri richiesto della cagione di ciò da' suoi vicini : Sentite , disse , io ho sempre i tempi , come li voglio , perché li voglio sempre come vuole Iddio , e non altrimenti .

 

16. " Uno de' principali effetti del santo abbandonamento in Dio è l'egualità di spirito ne' varj accidenti di questa vita : ch'è certamente una cosa di gran perfezione , e di gran gusto di Dio . Ed il modo di mantenerla , è ad imitazione dei piloti , rimirar di continuo il polo , cioè il voler Divino , per starvi continuamente attaccato : giacché esso è , che con infinita Sapienza distribuisce rettamente la prosperità e le avversità , la sanità e le malattie , le ricchezze e la povertà , gli onori e i dispregi , la scienza e l'ignoranza ; e tutto quanto in questa vita succede . Altrimenti se rimireremo le creature  senza questa relazione a Dio , non potremo a meno di non mutarsi di umori , e d'inclinazioni secondo la varietà degli accidenti , che occorrono . "  Sales .

Riferisce Taulero , esservi stato un insigne Teologo , il quale per otto anni continui avea pregato Dio di fargli trovare alcuno , che gl'insegnasse la via della verità , e che un giorno finalmente mentre stava più infervorato in questa preghiera , udì una voce dal Cielo , che gli disse : va al Tempio , e là lo troverai . Andò , e vi trovò un povero mendico , che se ne stava su i gradini della Chiesa malamente involto in uno straccio di veste tutta logora , e tutto ricoperto di piaghe ; e mossone a compassione lo salutò benignamente dicendogli : Iddio ti dia il buon giorno , buon uomo : Io , disse subito con lieto viso colui , non ho mai avuto un mal giorno . Dunque ripigliò il Teologo , Iddio ti dia buona fortuna . E quegli , io non ho mai provati infortunj . Ma come non hai avuti giorni mali , e non hai mai provati infortunj , soggiunse il Teologo , se sei carico di malanni , e di guai ? Ti dirò , rispose il mendico , io mi son posto totalmente in braccio alla divina volontà , alla quale conformo talmente la mia , che quanto Iddio vuole , tanto voglio io . Ond'è , che quando la fame , la sete , il freddo , il caldo , le infermità mi molestano , io altro non faccio , che lodare Dio . Sia l'aria serena , o tempestosa , io lodo sempre Dio ; e qualsivoglia cosa mi accade , sia prospera , sia avversa , sia grata , o disgustosa , tutto prendo dalla mano di Dio con grande allegrezza , come cosa , che non può essere se non buona , mentre proviene da una causa , la quale non può fare , se non cose ottime . Ma ripigliò allora il Teologo , e se Iddio ti volesse mandare all'inferno , cosa faresti ? ed il mendico : incontanente mi butterei là dentro . Però vedi , io ho due braccia , uno è l'umiltà ; col quale mi tengo sempre unito alla di lui sacratissima umanità , l'altro è amore , che mi unisce alla di lui Divinità . Or se accadesse , che egli mi condannasse all'Inferno , io allora con queste due braccia mi stringerò sì fortemente in lui , ch'egli sarebbe costretto a venire insieme con me . E con tal compagnia non m'importerebbe di star anche nell'Inferno . Chi sei mai tu ? disse qui il Teologo . E colui . Io son Re . E dov'è il tuo regno ? nell'Anima mia : perché so regger così bene i miei sentimenti sì interni , che esterni , che tutte le forze , le inclinazioni , e gli affetti dell'Anima mia mi stanno totalmente soggetti . Dimmi , donde mai apprendesti tanta perfezione ? col raccoglimento , colla meditazione , e coll'unione con Dio . Io non potei trovar mai la quiete in cosa alcuna , che fosse minore di Dio , finché non giunsi a trovar lui , e da allora in quà io godo una continua pace . E dove trovasti Dio ? Dove io lasciai l'affetto a tutte le altre cose .

 

17. " In questo santo abbandonamento si genera quella bella libertà di spirito che hanno i perfetti , ed in cui trovasi tutta la felicità , che in questa vita si può desiderare , poiché di nulla temendo , e nulla volendo e bramando delle cose del Mondo , tutto possederemo . "  S. Ter.

Una di queste belle Anime era quella di S. Francesco di Sales . Poiché egli in tutti gli accidenti , che gli occorreano , mostravasi sempre contento , come se tutti andassero secondo il suo desiderio . In fatti essendosi sollevata una fiera persecuzione contra di lui , e contra l'Ordine da lui istituito , scrisse così alla Chantal , io rimetto tutti questi venti infesti alla divina Provvidenza . Soffino ; o cessino , come a lei piacerà ; la tempesta , e la bonaccia mi sono egualmente care . Se il Mondo non sparlasse di noi , non saremmo servi di Dio .   Ferdinando II Imperatore faceva ogni giorno questa preghiera : Signore se è bene per la gloria tua , e per la salute mia , che io sia maggior di quello che sono , esaltami ; e ti glorificherò : Se è d'onor tuo , e per la mia salute , che io mantenga nel grado che sono : conservami in esso , e ti glorificherò : Se è di lode tua , e per bene mio , che io stia in grado più basso ; abbassami , e ti glorificherò .   Il P. Alvarez non pensava mai che cosa si sarebbe fatta di lui . E se tal volta  gli veniva ciò in mente , dicea subito : ne sarà quello che vorrà Dio ; e rivolto a Dio , Signore , io non voglio altro , che contentar voi , e soddisfar voi .

 

18. " Oh , il bel vedere una persona spogliata da ogni attaccamento , pronta ad ogni atto di virtù e di carità , dolce con tutti , indifferente ad ogni esercizio , eguale nelle consolazioni , e nelle tribolazioni , e tutta contenta , purché si faccia la volontà di Dio . "  Sales.

Ecco come il Santo , senza volerlo , ci ha dipinto al vivo se stesso ; poiché tale appunto egli era , quale quì si è descritto ; come apparisce da tanti fatti riferiti in quest'Opera .

 

19. " Quando ci saremo abbandonati totalmente al gusto di Dio , sottomettendo senz'alcuna riserva la nostra volontà , e tutt'i nostri affetti al suo dominio ; allora vedremo le Anime nostre talmente unite con S.D.M. , che potremo dire con quel perfetto tra' Cristiani : In me non ci vivo più io , ma Gesù Cristo . "  Sales.

Il medesimo Santo , per attestazione di chi lo praticava più confidentemente negli ultimi anni di sua vita era arrivato a tanto , che non volea , non amava , né vedea più altro , che Dio in tutte le cose . D'onde procedea , che si vedea sempre assorto in Dio , e dicea non esservi cosa al Mondo , che lo potesse contentare , se non Dio ; e più volte profferì con un sentimento tutto estatico ; Signore , che v'ha in Cielo per me , e che voglio io in Terra , se non Voi ?  Voi siete la mia porzione , e la mia eredità in eterno . Tutto ciò che non era Dio era niente per lui . E questa era la principale tra le sue massime .

 

20. " Quando uno vuole unirsi a Dio è necessario , che si esamini , se tra l'Anima sua e Dio vi sia qualche cosa di mezzo , e se in qualche cosa egli cerchi se stesso , e sia rivolto a se medesima . "  Il B. Enr. Sus.

Il V. Bercmans , essendosi esaminato se aveva affetto a veruna cosa , trovò , che non v'era cosa sopra la Terra , alla quale avesse o potesse aver affetto . Onde lasciò scritto : Nulli rei sum affectus , et nihilo habeo , cui afficiar .   Un cavaliere di gran nome , che avea menata gran parte della vita in Corte , governandosi colle massime del Mondo , finalmente guadagnato a Dio da S. Vincenzo de Paoli , si diede tanto alla perfezione , che divenne a tutti di grand'esempio .  Però bramoso di crescere , e persuaso , che quanto più fosse staccato dalle creature , tanto più si unirebbe con Dio , s'andava sovente esaminando , se avesse qualche attaccamento a' parenti , amici , beni , onori , comodi , o altro ; e qualunque cosa trovava , che lo trattenesse , quella subito rompeva , e tagliava .  Un giorno poi andando a cavallo prese al far il consueto esame , e non trovava niente , se non che finalmente conobbe d'aver affetto alla sua spada la quale ne' duelli l'avea tante volte difeso dalla morte .  Ed incontanente scese da cavallo incontrata una grossa pietra , la ruppe sopra di quella .  Raccontando poi il fatto al Santo attestò , che quell'atto gli diede una libertà sì grande , che non mai più ebbe affetto a veruna cosa caduca .

 

21. " L'orazione di unione non pare altro , che un morire quasi affatto a tutte le cose del Mondo  , e star godendo di Dio . "  S. Ter.

In questo felicissimo stato trovavasi S. Caterina da Genova , la quale confessa di se , che una volta ebbe una visione , in cui le fu mostrato , come , tutto il bene procede da Dio senz'altra causa antecedente , che dalla sua pura , e semplice bontà dalla quale viene unicamente mosso a farci del bene in tanti modi , e vie .  Da tal vista , dice , ridondò in me un certo fuoco d'amore tanto intrinseco , che fin da quel punto mi fu levato l'intelletto , la mente , e la volontà , e l'amore d'ogni cosa , ch'è fuor di Dio : tanto che l'Anima mia non sa , né può voler altro , che ciò che di presente sta godendo , e niente più , e con ciò è contenta e soddisfatta più di quello che mai potesse ottener con mettere in opera ogni suo sforzo ed industria .  E se mi dimandasse , che cosa vuoi tu ? che intendi tu ? io risponderei : niun'altra cosa fuorché quello che mi dà l'amore , il quale mi tiene tanto in se occupata , e sì piena , che non ho bisogno d'andar meditando , né cercando cosa alcuna per pascere le mie potenze , tanto stanno sazie e soddisfatte .

 

22. " L'anima , che sta attaccata coll'affetto a qualsivoglia cosa anche minima , che molte virtù che tenga , non arriverà mai alla libertà della divina Unione .  Poichè importa poco , che un uccello stia legato con un filo grosso , o con uno sottile ; mentre per sottile che quello sia , quando però non lo rompa , starà sempre legato , né mai potrà liberamente volare . Oh che compassione è mai il vedere certe Anime , come tante ricche navi , cariche di preziose merci di buone opere , di esercizj spirituali , e di virtù , e gran favori di Dio ; e per non aver coraggio di finirla con quel gustarello , o affezioncella non possono mai arrivar al porto della divina Unione , che in altro più non stava , se non in dare un buono e forte volo , e finir di rompere quel filo di attaccamento !  Poiché liberata l'Anima da ogni affetto a qualunque creatura , non può Iddio non comunicarsele con pienezza : come non può il Sole non entrare ad illuminare una stanza aperta , quando è sereno . "  S. Gio. Crisost.

Si riferisce nella vita di S. Gregorio , che un uomo ricco lasciò il Mondo , e si ritirò in una selva , non portando seco altro , che un piccolo gattino , acciò gli servisse di qualche sollievo in quella solitudine ; quale perciò egli amava , e spesso accarezzava .  E dopo esser là vivuto per molti anni in un continuo esercizio d'orazione , e penitenza , pregò il Signore a volergli manifestare qual premio gli tenea preparato .  E Iddio gli fece intendere , che potea sperare nel Cielo un posto eguale a quello di Gregorio Romano Pontefice .  Si attristò il buon Romito ad un tal avviso , non potendo capire , come uno , che aveva lasciato per Dio quanto aveva , e l'avea servito con tanta austerità , non avesse da ricevere maggior premio di uno , che vivea tra tante ricchezze e tra tante comodità .  Ma il Signore gli aprì gli occhi con fargli intendere , ch'era più attaccato egli al suo gattino , che Gregorio a tutte le ricchezze ed onori , che godeva ; e che la perfezione consiste appunto nello staccamento da ogni cosa , che non è Dio .   Le monache della Visitazione fanno special professione di un totale staccamento da ogni cosa , non potendo appropriarsi cosa alcuna quanto si voglia minima , neppure un ago . E però per mantenere in vigore questa sì eccellente spropriazione , a fine di non attaccare il loro affetto a cosa alcuna , han per regola di cambiar ogni anno tra di loro quanto hanno in uno , camere , libri , masserizie , e tutto , per fin le medesime Croci che portano in petto .

 

23. " Ecco perchè dopo tante Comunioni , che facciamo , non mai arriviamo a ricevere la santificazione ; perché non lasciamo regnare in noi il Signore , com'egli bramerebbe . Egli viene in noi , e trova i nostri cuori pieni di desiderj , d'affetti , e di piccole vanità .  Non è questo quello ch'egli desidera .  Lì vorrebbe trovare affatto voti , per rendersene assoluto padrone e governatore . "  Sales .

Uno di questi cuori era quello del medesimo Santo . Poichè attesta di lui il suo Confessore , che non potea soffrire in esso verun affetto che non fosse tutto di Dio , o per Dio .  Ond'è , che se talora vedea spuntarvene alcuno , che tale non fosse , gli era subito sopra con ferro e fuoco alla mano per estirparlo .   Ad una buona Anima fu detto dal Signore , che la miglior disposizione per ricevere abbondanti grazie nella Santa Comunione , è quella di vuotarsi di tutto .  Perché se un gran Signore si porta in casa d'un suo amico , per riempirgli tutt'i suoi scrigni e bauli , e li trova pieni di crusca , di sabbia , e di terra con suo rammarico è forzato a ritirarsi in dietro .   Questa è la ragione , perché le Anime sante usavano tante diligenze per far bene la Comunione .  Leonora Imperadrice , che la frequentava tre volte la settimana , vi spendea prima due ore di meditazione , vi andava cinta di cilizio , e di catenelle pungenti avvolte in più giri intorno alle braccia : e dopo stava prostrata per un quarto d'ora col volto sul pavimento , trattenendosi col divino Ospite in dolci e tenere accoglienze .  Indi per mantener tra 'l giorno il caldo della divozione , stava per quanto potea , ritirata , orando e leggendo in silenzio , ed in solitudine , nella sua stanza .   S. Luigi Gonzaga vi spendea tutta la settimana , indirizzando per preparazione ad essa tutte le operazioni , che facea per tre giorni avanti , e perciò si studiava di farle bene , e quelle dei tre giorni dopo , per rendimento di grazie .   Il V.M. di Palafox dopo la sua conversione essendo ancor secolare , si comunicava spesso , cioè una volta la settimana ; e si prese per esercizio di chiedere a Dio in ogni Comunione una virtù e di voler estirpare da se un difetto particolare impiegando perciò in questo quando giorni , e quando settimane intere .  Con che procurava di superar coll'ajuto della grazia le sue cattive inclinazioni , e di sopprimere i costumi invecchiati ; e ne provava di giorno in giorno notabile miglioramento .   Il V. Bercmans , ne' giorni di vacanza non si comunicava volentieri : perché dicea , che in tali giorni non potea stare con quella quiete e divozione di Anima , che si dee , e se doveasi comunicare , chiedea licenza di restare in casa .  E disse in un'occasione , che ogni qual volta si comunicava si sentiva sensibilmente ristorare e rinvigorire lo spirito .

 

24. " Per arrivare alla perfetta unione , è assolutamente necessaria una totale e perfetta mortificazione de' sensi e degli appetiti .  Il modo più efficace , e più breve per ottenerla è questo .  Per li sensi bisogna qualsivoglia gusto , che loro si presenta , come non fia puramente per gloria di Dio , rifiutarlo subito per amor di Gesù Cristo , che in questa vita non ebbe , né volle altro gusto , se non di fare la volontà del Padre , che egli chiamava il suo cibo .  Come per esempio , se si presenta un gusto , o voglia di vedere , o di udire cose , che non importano per lo servizio di Dio o non conducono maggiormente a Dio rifiutar quel gusto , e lasciar di mirare , o di udir quelle cose : e se non si può , basta non acconsentirci con la volontà . Per gli appetiti poi , sforzarsi d'inclinare sempre se stesso al più faticoso , al più disgustoso , al più difficile , al più povero , al peggiore , ed a nulla desiderare , fuorché di patire , e di esser disprezzato . "  S. Gio. della Croce .

Tale appunto fu la vita del medesimo Santo , menata da lui in un esercizio continuo di mortificazione interna ed esterna senza mai mostrarsene sazio . E perciò arrivò ad una grande unione con Dio .   S. Francesco Borgia pregava spesso il Signore a rendergli penose tutte le comodità di questa vita , ed egli medesimo si studiava di rendersele tali quanto più potea .  Quindi è , che desiderava con avidità , cercava con sollecitudine , ed abbracciava con allegrezza tutto ciò che era contrario all'amor proprio , e nel vitto , e nel vestito , e nell'abitazione : col qual mezzo fece de' grandi progressi nella virtù , e nella santa Unione .

 

25. " Se brami d'arrivare all'unione di Dio , sia la tua maniera di vita e di conservazione più interna che potrai ; e non ti scoprire , né uscir fuor di te né con parole , né con gesti , né con costumi , ma studiati di contenerti dentro te stesso , rivolto a Dio solo , che ti è presente , ed escludendo dal tuo cuore tutto ciò che vedrai , o ascolterai . "  Il B. Enr. Sus.

Il P. Alvarez essendo una volta stato pensieroso per alcuni giorni , e richiesto che cosa avesse , rispose : Studio la maniera di vivere , come se io fossi ne' deserti d'Africa , e di tenere il cuore così staccato da tutte le creature , come se appunto abitassi in un deserto : e l'ottenne .   S. Rosa di Lima usava uno studio singolare in tener celate non solo le opere buone , e le penitenze che facea , ma fin anche i doni spirituali , che ricevea dal Signore , non rivelandoli senza necessità , neppure a' suoi PP. spirituali . Onde avendo un celebre Personaggio desiderato grandemente d'aver piena notizia delle grazie speciali , ch'ella godea pregò istantemente il di lei Direttore di scavarlo da essa . E sebben questi vi prevedesse delle gran difficoltà , pure per compiacerlo , sotto altro pretesto tentò con varj ragionamenti l'impresa . S'avvide tosto la pia Verginella ove teneano quegli artifizj ; e però con umilissime parole lo supplicò al volerle far questa grazia di non interrogarla di ciò : poiché avendo ella fin da' suoi primi anni supplicato ardentissimamente il suo Sposo a non mai permettere , che fosse penetrato da alcuno quanto per sua mera bontà egli avesse voluto in essa operare , il Buon Dio gliel'avea accordato ; e perciò non dovere il Ministro toglierle quella grazia , che le avea conceduta il Signore .   S. Tommaso d'Aquino fin da' suoi primi anni andava incessantemente cercando , che cosa fosse Iddio .  Fatto religioso , il suo unico gradimento era di pensare , di parlare , o di sentir parlare di Dio ; talmente che se talora nelle comuni conversazioni s'introducea qualche discorso , che non fosse di Dio , non ci attendea come se si parlasse di cosa , che non apparteneva a lui .  E di tal maniera indirizzava a lui ed all'unico gusto di lui tutte le opere , ed azioni sue , che avendogli l'istesso Signore dimandato , che premio volesse per li tanti , e sì eccellenti scritti , che per lui fatti avea niun'altro , rispose , fuorché voi solo , amor mio , e Dio mio .

 

26. " State invariabile in questa risoluzione , di tenervi nella semplice presenza di Dio per mezzo d'un intero spogliamento e remissione di voi stesso nelle braccia della sua SS. volontà , ed ogni volta che voi troverete il vostro spirito fuori di questo caro soggiorno , riconducetevelo dolcemente , senza però far atti sensibili d'intelletto o di volontà .  Perché questo amore di semplice confidenza , e questa remissione , e riposo del vostro spirito nel seno paterno della divina bontà , comprende tutto quello che si può desiderare per piacere a Dio . "  Sales .

Questo appunto era l'esercizio più caro , e più frequente della B. M. di Chantal , ch'ella praticava per mezzo di un semplice sguardo in Dio , e di una semplice aderenza alla di lui SS. Umanità , riposandosi semplice in essa , come un piccolo bambino tra le braccia e nel seno di sua Madre , senza cercar di far altro , nè andar investigando quel che il Signore operava in lei , o perché l'operasse .  Ed in questo trovava il suo miglior riposo , come ella stessa confessò in una relazione , che di sé fece al suo Direttore .  Io , gli dice , sento in me il mio spirito molto portato a trattenersi con un semplice sguardo in Dio e nella sua divina Bontà .  E sebbene non sento più quel totale abbandonamento e quella dolce confidenza , che una volta sentiva , anzi non ne posso neppur fare alcun atto ; ma pare però , che con quel solo sguardo queste stesse virtù divengono più sode e ferme che mai : onde se io volessi seguire il mio impulso interno , non farei mai altro che questo .  E per frenar la vivezza del suo naturale attivo : si scrisse in una carta una lunga orazione , che contenea molte preghiere , lodi o rendimenti di grazie per li Benefizj generali , e particolari ricevuti , per gli amici , parenti , ed altre obbligazioni , per li vivi e pe' morti , in somma per tutte quelle cose , alle quali si credea tenuta .  Si pose poi questa carta al collo e la portava dì e notte ; avendo convenuto con Dio , che ogni qual volta se la stringeva al petto , intendea di fare tutti quegli atti ; che in essa si conteneano .   Tra le molte divozioni ed ossequj , che usava la V. S. M. Crocifissa per lo rendimento di grazie dopo la Comunione , uno era di metter Gesù nel comunicarsi a riposare nell'Anima sua , e come se vi dormisse , starsene ella appresso in umile silenzio guardandolo ; proibendo poi rigorosamente a tutte le sue potenze sì esterne , che interne di fare alcuna cosa , che non fosse in ossequio di lui , o alcun atto men rispettoso a lui , acciò coll'importunità di altri ufficj non isvegliassero il suo diletto .  E così trattenea per molto tempo abbassate in tacita riverenza tutte le sue potenze , a null'altro pensando , che a Gesù giacente nel suo cuore .  E da quest'ossequio più che da qualunque altro confessava di aver ella cavato maggior profitto .  Procurava bensì nella preparazione d'aggiustargli bene il luogo con divoti affetti e con atti di varie sorte , acciò potesse riposarvi con meno incomodo .

 

27. " Quando io veggo certe Anime molto diligenti in star attente all'orazione , e col capo chino mentre si trovano in essa , di maniera che no ardiscono muoversi un tantino , né staccarsi col pensiero , perché non si parta un pochino da loro il gusto e la divozione sensibile , che hanno avuta ; questo mi fa vedere quanto poco queste intendano il cammino , per dove si arriva all'unione : mentre si credono , che tutto il negozio consista in non pensar ad altro , che a questo .  No , no , opere vuole il Signore . E però quando vi si presenteranno cose da fare , alle quali vi obblighi o l'obbedienza , o la carità del prossimo ; allora non vi curate punto di perder quella divozione , e quel pensiero , e godimento di Dio per dargli gusto con fare quelle altre cose : perché queste vi conducono più presto di quelle altre alla santa unione . "  S. Ter.

La B. Chiara di Montefalco si occupava volentieri delle fatiche del Monistero ; e solea dire , che in esse il dono dell'Orazione piuttosto si perfeziona .   S. M. Maddalena de Pazzi essendo Novizia , avea tal volta facoltà dalla Maestra di ritirarsi all'Orazione in que' tempi , che le Compagne si dovevano occupare in questo esercizio corporale : ma ella non accettava tal licenza , dicendo , che stava più volentieri occupata in qualunque esercizio dell'ubbidienza , ancorché faticoso e basso , che in qualsiasi più alta contemplazione .  E domandata del perchè , rispose : perché in fare gli esercizj della Religione , e dell'ubbidienza son certa di fare la volontà di Dio : del che non son sicura , quando fo Orazione , o altri esercizj , ancorchè buoni , e santi ; eletti di mia volontà . L'istesso sentimento ella avea della Carità verso il Prossimo , preferendola all'istessa contemplazione , a lei per altro sì cara .  Poiché per aiutare il Prossimo né di lui bisogni si temporali , che spirituali , era sempre pronta a lasciar le sue orazioni e contemplazioni , ed ogni qualunque suo gusto spirituale .

 

28. " La propria volontà , come dice Iddio per lo profeta , è quella che guasta , e corrompe tutte le nostre divozioni , fatiche , e penitenze .  Perciò per non perdere il tempo e le fatiche , bisogna che c'ingegniamo di non operar mai per movimento di natura , d'interesse , d'inclinazione , d'amore , o di capriccio , ma sempre per solo , e puro motivo d'eseguire la volontà di Dio , abituandosi a questo in tutte le cose : ch'è il mezzo efficace , anzi l'unico , per giungere sicuramente , e presto alla divina unione . "  S. Vinc. de Paoli .

Questa era l'unica e principal premura , che avesse questo Santo di non intraprendere cosa alcuna , alla quale non si vedesse mosso dalla divina volontà .  Perciò avea per massima di non mai impegnarsi di se in nuove intraprese anche di gloria di Dio , la quale pure gli era tanto a cuore ; aspettando sempre , che gli fosse manifestata la volontà del Signore per mezzo dell'altrui parere , delle orazioni che faceva , e facea fare perché la sua umiltà lo facea sempre diffidare .   Aveva intesa bene questa importantissima verità S. Caterina da Genova , la quale parlando un giorno di ciò , disse così non v'è peste più maligna , che quella della propria volontà , la quale è tanto sottile , e tanto intrinseca  con noi , e si copre in tanti modi e si difende con tante ragioni , che pare propriamente un Demonio : talmente che quanto non la possiamo fare per un verso , sa ben ella trovar la maniera , che la facciamo per un altro sotto molti velami e sopravvesti , come di sanità , di necessità , di carità , di giustizia , di perfezione , per patire per Dio , per trovar qualche consolazione spirituale , per dar buon esempio , per condiscendere agli altri e simili , cercando , trattando , e facendo i nostri proprj comodi : in modo che io veggo in essa un pelago di malizia tanto avvelenato , e tanto contrario a Dio , che egli solo ce ne può cavare .  E perché egli vede questo meglio di noi , ne ha gran compassione , perciò non cessa mai di mandarci delle inspirazioni e delle contrarietà , e diversi altri mezzi per liberarcene .

 

29. " Per giungere alla divina Unione , son necessarie tutte le avversità , che ci manda Iddio : il quale solo attende a consumar per mezzo di quelle tutt'i nostri pravi movimenti di dentro e di fuori . E però tutte le villanie , ingiurie , disprezzi , infermità , povertà , esser abbandonati da' parenti ed amici , confusioni , tentazioni e Demonj , e tante altre cose contrarie alla nostra umanità , tutte ci sono sommamente di bisogno , acciò combattiamo sino a che per via di vittorie si vengano ad estinguere in noi tutt'i nostri movimenti pravi , sicché più non li temiamo : anzi sin a tanto che più non ci pajono amare , ma soavi per Dio tutte le avversità , non giungeremo mai alla divina unione . "  S. Cat. da Gen.

Che la cosa passi così , dice questa Santa , io lo so per propria esperienza . Poiché vedendo l'amor Divino , esser noi tanto forti in tenere quel che già abbiamo eletto d'amare , perché ci par bello , buono , e giusto , e non vogliamo udir parola in contrario , essendo già dall'amor proprio acciecati , mette in rovina tutte le cose , che uno ama , per via della morte , d'infermità , di povertà , d'odio , di discordie , di detrazioni , con iscandali , con bugie , con infamie , con parenti , con amici , con noi stessi : tanto che la persona arriva a non sapere più che fare di se medesima , vedendosi tirata fuori di quelle cose , nelle quali si dilettava , e da tutti ricever pena e confusione , e non sapendo perché il Signore permetta queste operazioni , che pajono tutte contra ragione e quanto a Dio , e quanto al Mondo ; perciò si cruccia , e va gridando , cercando , e sperando di uscir di tant'ansietà ; e mai non n'esce .  Quindi poi il Divino amore ha tenuta la persona un tempo con la mente così sospesa , e quasi disperata , ed infastidita di tutte quelle cose , che per innanzi amava , allora se le mostra con quella sua divina faccia gioconda , e risplendente .  E subito che l'Anima il vede , restando già nuda , e derelitta d'ogni altro sussidio , si getta prostrata nelle sue mani ; e dopo d'aver veduta la Divina operazione per mezzo dell'amor puro : cieca , dice , dov'eri tu occupata ? che andavi cercando ; che desideravi tu ? vedi esser qui tutto quello che tu cerchi , e desideri , e tutta la dilettazione , che tu vorresti ? non trovi tu qui quanto mai puoi avere , e desiderare ? o Divino amore  , con che dolce inganno m'hai tu tirata per ispogliarmi d'ogni proprio amore , e vestirmi d'amore puro , di tutt'i veri gaudj ripieno ? Ora che io veggo la verità , non più mi lamento della mia ignoranza , e cecità ; ed ora io lascio a te la cura di me , vedendo chiaramente che tu fai assai meglio di quel che io sappia e possa fare da me medesima .  Non voglio più guardare se non all'operazione tua , che mira unicamente a quel che in vero vuole , e desidera l'Anima , la quale da se stessa non può , né sa quello che debba fare , perché s'accieca colla proprietà .   S. Elisabetta figlia del Re d'Ungaria , rimasta vedova , fu spogliata de' proprj beni , scacciata dalla propria casa , abbandonata da tutti , e travagliata con detrazioni , affronti e scherni : tutto soffrì con molta pazienza ; anzi godea sommamente di poter sopportare tali patimenti per amore del Signore , il quale ben le rimunerò ampiamente tutto con altissimi doni .

 

30. " Per acquistar la perfezione in generale , e tutte le virtù in particolare sin a giugnere alla unione con Dio , è necessario prefiggersi un esemplare che possa servir di regola per tutte le sue azioni , e progressi . Or è certissimo che esemplare più bello e più sicuro noi non possiamo trovare di quello che ci ha proposto il medesimo Dio nella persona del suo divin Figliuolo : e beato chi ne saprà fare miglior copia .  Questo adunque dee essere il miglior libro , e lo specchio , ove ci abbiamo a mirare in tutti gli incontri , che ci accaderanno ; cioè riflettere in che maniera si è portato il Signore in simili casi , e quali sieno le massime , che circa di ciò ci ha lasciate ; e poi seguir francamente il di lui sentimento , ed esempio . "  S. Vinc. de Paoli .

La più ordinaria , e continua pratica del medesimo Santo , era appunto questa di regolarsi in tutti gli affari secondo gli esempj ed ammaestramenti del Salvatore del quale egli tenea sempre avanti agli occhi per conformarsi a lui in ogni sua azione ; di modo che ogni qual volta avea da prendere qualche determinazione , dare qualche consiglio , o raccomandare alcuna cosa : subito cercava nella vita , e dottrina di Cristo i motivi per appoggiarvela .  Ond'è , che quasi mai non parlava senz'allegar qualche detto , o qualche fatto del Figliuol di Dio : ed è da stupire , come l'applicava sempre a proposito .  Quando poi non gli veniva niente di ciò al proposito suo prima di tutto entrava in se stesso , e dicea tra se : Come direbbe , come farebbe Cristo in quest'occasione , e secondo gli parea che si sarebbe portato il Signore ; così appunto si portava .   Nelle croniche di S. Francesco si narra che uno de' suoi Religiosi ebbe una visione , in cui vide a capo d'una strada ricoperta di spine S. Francesco con molti de' suoi Frati , e tra essi Gesù Cristo , che disse loro : Abbiam da camminare per qua , e si mise egli il primo ad andare . S'atterriscono i Frati stimando la cosa troppo ardua ; ma il Santo gli animò con dire , che bastava mettere i piedi dove gli avea messi il Signore . Il che facendo egli il primo , fecero tutti la strada con molta facilità .

 

31. " Oh qual rimorso avremo sulla fine de' nostri giorni nel vedere il numero grande de' documenti , ed esempi somministratici da Dio , e da' Santi per la nostra perfezione , e tanto da noi trascurati !  Se questa fine dovesse per te essere in questo giorno , come saresti contento ora della vita da te menata in quest'anno ? "  Sales .

S. Vincenzo de Paoli solea spesso dire : o misero me , che conto dovrò io rendere al tribunale di Dio , ove tra poco debbo comparire ; di tanti mezzi che la sua divina Bontà si è degnata concedermi , se non n'avrò cavato frutto ?   Il V. Bercmans fu tanto attento alla propria perfezione , che quanto apprendea di spettante ad essa , tutto gli restava impresso nella mente , e tutto metteva appunto in esecuzione .   Riferisce la Kempis , che una pesona pia entrata un dì in una grande agitazione sul punto della sua finale perseveranza , si prostrò avanti un Altare , ed alzando gli occhi esclamò : O se sapessi di dover perseverar nel bene sino alla fine ! e udì subito un'interna voce , che gli rispose : E bene , se lo sapessi , che vorresti fare ?  Fa al presente quello che vorresti aver fatto in quell'ora , e sarai in istato di sicurezza . Dal che consolata quell'Anima tutta si abbandonò nelle mani di Dio senza più sofisticare sul buono , o male stato di sua coscienza , e si diede ad esplorare , ed eseguire al meglio che potea la divina volontà .   Si narra nelle vite de' PP. che dimandato un Monaco vecchio di qual esercizio si fosse servito per acquistar la perfezione : Io , rispose , da quel giorno , che lasciai il Mondo , dissi a me stesso : Tu oggi sei rinato , oggi comincia a servire a Dio , e ad abitare in questo santo luogo : Comincia ogni giorno così la vita tua , come se il giorno seguente dovessi finirla ; e così appunto ogni giorno ho fatto io .  Il V. Mons. di Palafox , come si legge nella sua vita , sin dal principio della conversione che ebbe un lume superno , per mezzo del quale intese che dovea vivere a giornate , cioè porre ogni sua cura per vivere in maniera , come se ogni giorno credesse di dover morire , e rendere in quello i suoi conti a Dio .  E così appunto fece per tutto il tempo che visse ed egli stesso confessa , essergli ciò stato di gran profitto .  Il che dovette certamente alla morte essergli di gran soddisfazione .  Ecco come dobbiamo trafficare in vita i lumi , che Dio ci dà , se vogliamo esser contenti alla morte d'averli avuti . ( a )

 

***   Fine del Diario Spirituale   ***

 

 

 

 

( a ) . Eccoci finalmente , mio caro lettore al termine del Diario Spirituale , passiamo all'esame l'Opuscolo sull'Umiltà ; Carità fraterna : e Confidenza in Dio per le tentazioni , ed aridità di Spirito : Tu non puoi fare a meno di ammirare tali eccellenti qualità nell'anonimo Autore , né puoi fare a meno di stimarlo beato : io poi dopo aver fatto lo stesso non posso fare a meno di annunziarti una simile felicità se profitterai degl'insegnamenti contenuti in detto Opuscolo ; e sappi che io ho intrapreso questa edizione più per contribuire al tuo bene spirituale , ed anche temporale che pel mio piccolo lucro , il quale ne ritrarrò .  Adunque leggilo con attenzione , studialo con impegno , e praticalo con tutto il cuore : che col Divin ajuto ne sperimenterai grandissimi effetti .    L'Editore .

 

 

 

 


 

Fonte : DIARIO SPIRITUALE , di autore anonimo , Tipografia Paci , Napoli , 1843 .