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  DIARIO SPIRITUALE di Anonimo napoletano :  febbraio - umiltà


La trascrizione di un importante testo di Anonimo , pubblicato a Napoli nel 1843 , un testo rilevante per la crescita cristiana e salvezza spirituale di ognuno di noi . Un libro che al pari del più famoso " L'imitazione di Cristo " spiega in maniera chiara e semplice  come aprirsi alla realtà e attualità del Vangelo . Se ne consiglia la lettura per il profondo insegnamento del significato di una vita vissuta secondo l'esempio di Gesù Cristo .

 

 

DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

 

 

che comprende una scelta di detti e di fatti di santi, o di altre persone di singolare virtù adattati ad incitare le anime all'acquisto della perfezione , e i loro confessori a condurveli

   


Indice generale dei Capitoli del libro Diario Spirituale di Anonimo napoletano


 

FEBBRAIO

UMILTA'

Qui se humiliat , exaltabitur . Luc. 14. 11.

 

1. " L'umiltà è il fondamento di tutte le virtù : e però nell'Anima , ov'essa non è , non vi può essere verun'altra virtù , fuorché di mera apparenza . Similmente ella è la disposizione più propria per tutti i doni celesti . E finalmente è tanto necessaria  per la Perfezione , che fra tutte le vie per giungere ad essa , la prima è l'umiltà : la seconda l'umiltà , la terza l'umiltà . E se cento volte io fossi dimandato di questo , altrettante volte risponderei sempre l'istessa cosa ."   S. Agostino .

Da questa virtù riconoscea S. Vincenzo de Paoli ogni suo profitto , e quasi tutte le grazie , che avea ricevute : e perciò l'inculcava tanto , e tanto desiderava d'introdurla nella sua Congregazione .   S. Luigi Gonzaga , che ben conoscea questa verità , in niuna virtù mettea maggior studio , che nella Umiltà . E per questo ogni dì recitava un'orazione particolare agli Angeli , perché l'aiutassero a caminare per questa via regia , ch'essi prima di tutti batterono , affin di giugnere ad occupare il posto di una di quelle stelle , che caddero dal Cielo per la superbia .   Un certo nominato Pascasio dicea , che per venti anni non avea mai dimandato a Dio , che l'umiltà , ed ancora ne avea molta poca . Però non potendo veruno cavare il Demonio da una Ossessa , appena questi entrò in Chiesa , che il Demonio si mise a gridare , dicendo : Quest'io temo , ed incontinente si partì da quel corpo .   Fra Masseo compagno di S. Francesco sentendo raccontare in una conferenza sopra l'Umiltà che un gran servo di Dio era spiegato molto in questa virtù , e che per esso Iddio l'avea ricolmato di doni spirituali , prese ad essa tanto amore , che fece voto di non quietarsi mai , finché non vedesse di averla acquistata : e perciò se ne stava continuamente chiuso in cella piangendo , digiunando , affliggendosi ; ed esclamando chiedeva a Dio la vera Umiltà . Un giorno poi se ne andò in un bosco , e mentre sospirando , ed esclamando chiedeva a Dio la vera Umiltà , sentì il Signore , che gli disse : Fra Masseo , che daresti tu per avere l'Umiltà ? ed egli : ne darei i miei occhi ; ed io , soggiunse il Signore , voglio , che tu abbi gli occhi , e la grazia che cerchi . E subito s'intese entrare un gran giubilo nel cuore , ed insieme un bassissimo concetto di sé stesso , per cui si riputava il minimo di tutti gli uomini .

 

2. " L'Umiltà è la madre di molte virtù . Perché da essa nascono l'ubbidienza , il timore , la riverenza , la pazienza , la modestia , la mansuetudine , e la pace : mentre chi è umile , ubbidiente facilmente a tutti , teme di offender tutti , mantiene la pace con tutti , si mostra affabile verso di tutti , sta soggetto a tutti , non offende , né disgusta alcuno , non sente l'ingiurie , che gli vengono fatte , e vive allegro e contento ; ed in una gran pace ." S. Tom. da Villan .

Ecco perché questo Santo , come pure S. Francesco , S. Domenico , S. Vincenzo de Paoli , e tanti altri si resero eccellenti in tutte le sopraddette virtù , perché furono eccellenti nell'Umiltà .   La B. Madre di Canthal avea preso tanto affetto a questa virtù , che stava con somma attenzione sopra di sé per non lasciarsi scappar di mano qualunque minima occasione se le presentasse di praticarla . Ed una volta scrisse così a S. Francesco di Sales : mio carissimo Padre , vi domando per amore di Dio aiuto per umiliarmi .

 

3. " Chi non è molto umile ; non può mai profittare nella contemplazione : per la quale qualunque piccolo atomo di poca umiltà , ancorché paia nullo è di grandissimo danno ." S. Teresa .

Pregò un giorno la Vergine il suo Santissimo Figliuolo , perché desse de' suoi doni spirituali a S. Brigida ; ed egli diede questa risposta : Chi cerca le cose sublimi , conviene , che si eserciti nelle basse per via dell'Umiltà .   Perché la B. Chiara di Montefalco si compiacque vanamente d'una sua operazione , il Signore le sottrasse per quindici anni i suoi lumi e celesti consolazioni ; che poi non poté più riavere per tutto quel tempo , ancorché ce li domandasse istantemente con lagrime , orazioni , e discipline .

 

4. " L'Umiltà è necessaria non solo per l'acquisto delle virtù , ma ancora per salvarsi . Poiché la porta del Cielo per attestazione di Cristo medesimo , è tanto stretta , che non ammette se non i piccoli ." S. Bernardo .

Il Fariseo era con condizione separato dal rimanente del Popolo : essendo tal professione come una specie di Religione , nella quale orava , digiunava e facea molte altre opere buone : e ciò non ostante egli venne da Dio riprovato . Perché mai questo ? Non per altro , se non perché gli mancò l'Umanità : perché si compiacea molto delle sue buone opere , e se ne gloriava come se le avesse fatte colla sua propria virtù .   Riferisce Guglielmo Vescovo di Lione nella sua Cronica d'un Religioso solito a difettar nel parlare , che ammonito spiritualmente dal suo Abate , si emendò , e diventò raccolto , e talmente spirituale , che fu degno ricever da Dio molte rivelazioni . Or occorse , che il P. Abate fu chiamato da un Eremita , che dopo una molto virtuosa vita ridotto all'estremo , ricercava da lui i Sagramenti . Andò l'Abate , e condusse seco il Monaco silenzioso . Per la strada un ladrone sentendo il campanello del Viatico , accompagnò il Santissimo sino alla cella del moribondo ; ma si fermò fuori , stimandosi indegno d'entrare dove stava un Santo ; e dopo che il Romito si fu Confessato , e Comunicato con Umiltà di cuore andava ripetendo alla porta : o Padre , se fossi come voi ! o beato me ! Ciò sentendo il Romito , dicea dentro di se con presunzione e compiacenza : hai ragione di così desiderare , e chi ne dubita ! e frattanto spirò . Allora il buon Religioso si mise a piangere , e si ritirò coll'Abate . Ed il ladrone li seguitò piangendo , e detestando le sue colpe con animo di confessarsi , e di farne penitenza giunti che fossero al Monastero . Ma non vi poté arrivare , perché per la via cadde inaspettatamente a terra , e morì . Ad un tal caso il Religioso si riempì di giubilo , e rise : e dimandato dall'Abate , per ché alla morte del Romito avesse pianto , e riso a quella del ladrone ? perché , rispose , il primo in pena della sua presunzione si è dannato ; ed il secondo salvato per la forte risoluzione ; che avea di far con degna penitenza de' suoi peccati , e per lo dolore che n'ha avuto , il quale è stato sì grande , che gli ha scancellata anche la pena .

 

5. " L'arma più potente per vincere il Demonio è l'Umiltà . Perché non sapendola egli punto adoperare , né pure sa da essa difendersi ." S. Vincenzo de Paoli .

Ritornando S. Macario un dì alla sua cella , incontrò il Demonio , che con una falce in mano tentò di segarlo per mezzo ; ma non poté farlo , perché quando gli fu vicino , perdé le forze . Onde tutto pieno di rabbia gli disse : Gran violenza patisco io da te , o Macario ; perché desiderando io grandemente di nuocerti , non posso . Gran caso ! Io faccio tutto quello che fai tu , ed anche di più : Tu digiuni alcune volte , ed io non mangio mai : tu dormi poco , ed io non chiudo mai gli occhi : tu sei casto , ed io pure . In una sola cosa mi passi . E quale è questa cosa ? ripigliò Macario . Ed il Demonio : è la tua grande Umiltà . E ciò detto : disparve senza lasciarsi più vedere .   Comparve una volta il Demonio ad un Monaco in forma dell'Arcangelo Gabriele , e gli disse , che veniva a lui mandato da Dio . Ed il Monaco rispose : Vedi che non sii mandato ad un altro . Ed il Demonio subito disparve .   Scongiurando un vecchio Sacerdote un energumeno , il Demonio disse , che non sarebbe uscito di quel corpo , se prima ei non gli dicea quali fossero i capretti , e quegli gli agnelli : ed il buon Sacerdote rispose subito : i capretti son tutti quelli , che son simili a me . Quali poi siano gli agnelli  , lo sa Iddio . Alle quali parole il Demonio disse gridando : e io per la tua umiltà non posso stare più qui , e subito uscì .

 

6. " Le persone umili , che si tengono basse in se stesse , ed amano di esser tenute da poco e disprezzate dagli altri , piacciono sommamente a Dio : e però egli si abbassa volentieri a loro , versa sopra di esse i tesori delle sue grazie , rivela loro i suoi segreti , e l'invita , e le tira dolcemente a se . Così è . Quanto più uno scende in giù , e si abbassa innanzi agli uomini , tanto più sale in alto e si fa grande nel cospetto di Dio , e tanto più chiaramente vedrà un giorno la Divina Essenza ." A Kem.

S. Geltrude , sentendo un dì sonar la campana per la Comunione , e vedendosi non tanto preparata , quanto desiderava , disse al Signore . Già veggo , che voi venite a me ; ma perché non avete istillati nel mio cuore gli ornamenti di divozione , co' quali io potessi venirvi incontro più decentemente preparata ? Ed il Signore le rispose : Sappi , che alle volte io mi diletto più della virtù dell'umiltà , che della divozione esteriore .   Un Religioso non potendo intendere un passo della Scrittura Sagra , degiunò sette settimane , né potendolo tuttavia intendere , risolvé d'andare a domandarne ad un altro Monaco ; ma appena fu uscito di cella , gli apparve un Angelo , mandatogli apposta da Dio , che gli disse : Il tuo digiuno non ti ha reso grazioso a Dio , ma questa tua umiliazione si ; e poi spiegogli il dubbio .   Taide , convertita che fu , si tenea tanto bassa negli occhi propri per cagione della sua mala vita passata , che non aveva ardire di profferire il Santo Nome di Dio , neppur per invocarlo , ma solamente dicea : Creator mio , abbi misericordia di me . E per causa di questa sua umiltà arrivò a sì sublime grado di perfezione , che avendo Paolo il Semplice veduto un bellissimo posto voto in Paradiso , che egli credea dover esser per S. Antonio , intese dirsi , che tra quindici giorni sarebbe stato occupato da Taide .   S. Bonaventura diceva : Io so cosa fare per placare il Signore . Mi riputerò come sterco , mi renderò intollerabile a me medesimo ; e quando mi vedrò confuso , avvilito , conculcato , e ricolmo d'ignominie , ne goderò e n'esulterò . E perché da me stesso non posso avvilirmi , né detestarmi tanto , quanto debbo ; chiamerò in aiuto tutte le creature , desiderando di esser da loro confuso e punito , giacché ho disprezzato il loro Creatore . Questo sarà il mio caro tesoro , congregare obbrobri e travagli sopra di me , ed amare intimamente tutti quelli , che mi aiuteranno in questo , ed abborrire tutte le consolazioni ed onori della vita presente . E tengo per certo , che se farò così , si aprirà sopra di me miserabile ed indegno il tesoro della Divina Pietà .   S. Francesco d'Assisi non solo si riputava un niente , il maggior peccatore del Mondo , e degno dell'inferno ; ma ancora meritevole , che Iddio non volgesse il pensiero sopra di lui : ed un giorno mentre egli stava dicendo tali cose ad un suo compagno , questi vide in ispirito che gli stava preparata in Cielo una sedia tra i Serafini .

 

7. " E' la maggior grazia del Signore un giorno di umile conoscimento , ancorché ci sia costato molte afflizioni e travagli , che molti di orazione ."  S.Teresa .

S. Geltrude pensando una volta ai benefici , che avea ricevuti da Dio , si arrossì talmente , che divenuta esosa a se medesima , si riputava indegna di star avanti a Dio ; ed avrebbe voluto trovare un nascondiglio per nascondere la propria turpitudine , e per poter allontanare dalle narici degli uomini , giacché nol potea da quelle di Dio , il gran fetore , che di lei usciva . Al qual fatto Cristo si abbassò a lei con tanta benevolenza , che tutta la Celeste Corte se ne stupì .   La V. M. Serafina di Dio ebbe un giorno un lume chiaro , per mezzo del quale ( come ella dice nella relazione , che ne fece al suo Direttore ) conobbe chiaramente , ch'essendo Iddio per l'esser suo una lucidissima verità , non può vedere in se , se non quel che veramente è , cioè perfezioni infinite , delle quali gode e compiacesi . E però quando egli vuole unire un'Anima a se , comunica a quella una luce di verità , per cui ella vede senza error e senza inganno l'esser suo : cioè che da se stessa non ha fatto mai bene alcuno , né è abile a farne : che non ha in se , se non inclinazione al male , e che quando ha di bene , tutto l'ha da Dio . E questo non ha bisogno di andarlo molto considerando , e sminuzzando , perché con tal luce di verità le apparisce tanto chiaro che il vedere altramente sarebbe oscurità e bugia . Stando poi l'Anima in questa chiara luce , sebbene negli occhi suoi comparisce brutta , deforme , e odiosa a se stessa ; negli occhi però di Dio apparisce bella e molto grata , perché divien simile alla vera e lucidissima natura di lui . Ed in fatti la medesima serva di Dio dopo aver menata una vita innocente e molto perfetta , venne un tempo a conoscere le sue imperfezioni con tal chiarezza , che le sembravano gravissimi ed orrendi peccati , tantoché ne concepì gran rammarico , e non sapea darsi pace : e nel sentirsi riprendere de' mancamenti punto non si scomponea ; ma dicea tra se : questi , che vedete , son niente , se vedresti ogni cosa , oh quanto mi abborrireste , e mi fugireste ! Ma il Signore la consolò con dirle interiormente , che le sue passate imperfezioni in tanto le sembravano così grandi , perché l'Anima sua si ritrovava nello stato di luce chiara , ma che però allora quelle deformità non v'erano più , per averle egli già cancellate col sangue suo .

 

8. " Abbi te stesso a vile : Gradisci di esser tenuto anche dagli altri per tale : non t'ingrandire per li doni di Dio ; ed allora sarai perfettamente umile ." S. Bonaventura .

Un'Anima di questa fatta era appunto S. M. Maddalena de' Pazzi . Poiché fu scritto di lei ch'era si vile negli occhi propri , che mirava continuamente se stessa come una creatura vilissima , e come la cosa più schifosa , e più abbominevole , che fosse sopra la Terra . Onde essendo stata chiamata un giorno alle grade dalla Duchessa di Pracciano , disse con gran sentimento se la Signora Duchessa sapesse ; che Suor M. Maddalena è l'abbominazione di questo Monastero , si guarderebbe di nominarla , non che di farla chiamare . Ed in questo medesimo aspetto che ella appariva agli occhi propri , desiderò sempre apparire agli occhi degli altri . Onde quando veniva disprezzata , o in qualche maniera avvilita , tanto ne godea , che per lo gran contento , che ne provava , dopo tali umiliazioni era spesso rapita in estasi . Quindi è , che non potea soffrire di vedersi onorata e stimata , e che altre avessero buon concetto di lei : e perciò spesso ed in pubblico , ed in privato , soleva accusarsi d'ogni menomissimo difetto , e sempre con caricatura . Anzi le cose , che non eran difetti , le diceva in modo , che le faceva apparir difetti notabili : come fu un giorno , in cui dovendo spartire un pinocchiato , mangionne due grani , che di quella erano usciti ; e di questo si accusò con dire , ch'era stata golosa , ed avea mangiato fuor di mensa contra le costituzioni . Procurava poi inoltre a tutto suo potere di nascondere le sue virtù e sante operazioni : e non potendolo tal volta fare , le sminuiva quanto più potea  , dimostrandole piene di mancamenti ; sicché facea comparire le azioni più perfette , degne di riprensione , o almeno le facea passare per cose naturali , e provenienti dalle sue proprie inclinazioni . E perché non potea né impedire , né coprire i fatti , che le accadeano ; le dispiaceva molto d'esser veduta e sentita parlare su di essi : tanto che un giorno si lamentò col Signore , dicendo : O Gesù mio , perché mi hai conferite tante cose tra te , e me sola , ed ora vuoi , che io le manifesti ? Non mi hai tu promesso , che siccome tu fosti nascosto , così debbo esserlo anch'io ? Ed una volta che il Confessore le ordinò , che riferisse alle compagne ciò che nell'estasi le occorrea , pianse amaramente a questo comando , e piangeva ancora nel riferire tali cose ; tanto che giunse a pregar il Signore a non darle tali intelligenze . Da tutte queste cose poi non solo non traeva alcuna compiacenza e stima per se , ma appena uscita di esse come se avesse commessi difetti , si umiliava a tutte e sino all'ultima novizia e conversa , e si metteva a fare gli esercizi quotidiani con esse , e conversava con loro con tutta umiltà e carità , ch'era cosa ammirabile l'averla veduta e sentita parlare colla Maestà di Dio con tanta altezza di concetti , e poi subito vederla co' prossimi tanto umile , dipendente , e soggetta .

 

9. " L'umiltà , che Cristo tanto ci ha raccomandata e con le parole , e cogli esempi , dee avere queste tre condizioni . La prima , stimarsi con ogni sincerità degno del vitupero degli uomini : la seconda , godere che gli altri veggano quanto è in noi d'imperfetto , e per cagione di quello ci dispregino : la terza , quando il Signore opera in noi , o per nostro mezzo alcun bene , se è possibile , occultarlo alla vista della propria bassezza ; e quando ciò non si può fare , attribuirlo alla divina Misericordia ed a' meriti degli altri . Chi arriverà ad averla tale , beato lui ! E chi non l'avrà non gli mancheranno mai guai ." S. Vincenzo de' Paoli .

Possederanno molto apertamente la prima condizione S. Chiara , che solea dire alle sue compagne : o sorelle , se voi mi conoscereste bene , mi abborrireste , e mi fuggireste come un'appestata ; perché io non son quella che vi credete , ma una mala femmina .   La V. Suor M. Crocifissa , che ti tenea per la più vile creatura , che fosse al Mondo , e lo dicea sovente alle sue compagne , e con sentimenti di tanta sincerità e perfetta umiliazione , che l'eccitava a compunzione : giugnendo sino a domandar licenza di ritirarsi in un Convento di convertite , e dicendo esser questo a proposito per lei , che dovea far vita da penitente .   S. Francesco Borgia il quale tanto era sprofondato nel basso concetto di se medesimo , che si stupiva come la gente lo salutasse quando andava per le strade e come non lo caricassero di sassate .   Possederono in alto grado la seconda condizione la medesima S. Chiara , la quale con tutto che scoprisse a tutti i Confessori i suoi maggiori mancamenti , affinché prendessero di lei cattivo concetto ; vedendo , che non l'ottenea , li mutava spesso colla speranza di trovarne alcuno , che la tenesse per una cattiva creatura , quale veramente le parea d'essere .   S. Caterina di Bologna , la quale per esser vilipesa da tutti non solo dicea tutti i suoi peccati a' Confessori , ma lasciava a bello studio cader in terra la carta , in cui erano scritti , ; S. Giovanni della Croce , il quale essendo Vicario Provinciale , e trovandosi in Granata , ov'era tenuto per Santo , venne là a trovarlo un suo fratello tanto povero , che vivea di limosina : ed egli nel vederlo colla cappa tutta lacera , se ne rallegrò , quanto avrebbe fatto un altro in veder suo fratello in gala . E di più essendo un giorno visitato dal Duca , glie lo fece vedere dicendo , che quello era suo fratello , che lavorava nel Convento per poter vivere .    Possederono ottimamente la terza condizione S. M. Maddalena de' Pazzi . La quale quando veniva richiesta , e comandata dalla Superiora a fare il segno della Croce sopra qualche inferma o a fare orazione per qualche bisogno , chiamava sempre alcun'altra in sua compagnia a far quell'azione , o quella orazione : affinché ottenendosi la grazia , si potesse attribuire non a lei , ma alla virtù dell'altra . E così appunto facea , se la grazia ottenevasi , attribuendola sempre all'altrui merito , non al suo .   L'istesso si può dire di quell'Abbadessa per nome Sara , di cui vien riferito nelle Vite de' PP. che essendo stata combattuta per tredici anni dal Demonio , e finalmente essendone stata per le sue ferventi orazioni liberata , il Demonio le disse : m'hai vinto , Sara , ed ella : non son io , che ti ho vinto , bensì il mio Signore Gesù Cristo .    Ma in modo singolare mostrò di possedere la bella parte di attribuire a Dio quanto di bene faceva il V. M. di Palafox . Perocché mirava egli le sue buone azioni non come suoi , ma come puri effetti della Grazia : e però in vece di credere , come comunemente si suole , di farsi con esse merito appresso Dio , credea , che anzi con farle , se gli accrescessero le obbligazioni col medesimo Dio . E come pensava , così appunto ne parlava ; essendo suo solito di professarsi obligato sommamente al Signore , perché gli avesse comunicata una gran quiete d'animo , un pentimento continuo dei suoi peccati , una gran sofferenza e consolazione nelle contrarietà e nei travagli , un grande amore , e rispetto verso dei poveri , e verso dei suoi persecutori ; per avergli tolto ogni affetto alle ricchezze , agli onori , ai comodi , alla propria stima ; per avergli fatta la grazia di frequentar con avidità le penitenze , gli Ospedali , le divozioni , e data forza e talento per far savi ed utili regolamenti , per fabbricar molte Chiese , e per fare ogni sua azione puramente ed unicamente per l'onore e servizio di S. D. M. e simili . E quel ch'è più ammirabile , si è che da tutte queste buone e sante opere , che anche nelle persone più dabbene sogliono generare un certo buon concetto e stima di se , ed un credersi meritevole di lode presso presso gli uomini , e di premio appresso Dio : altro egli non ne ritraeva , che confusione e timore ; poiché rimirandole come grazie speciali concedutegli dalla divina Bontà , delle quali avrebbe da rendere un giorno strettissimo conto pensava , che in quel giorno estremo alla presenza di tutti gli uomini , sarebbero altrettanti capi di accuse contra di lui , per non aver egli corrisposto a tanti favori divini con una vita migliore e più perfetta .   Da tutte e tre queste condizioni era accompagnata l'Umiltà di S. Vincenzo de Paoli : poiché egli avea sì bassa stima di se , che si riputava gran peccatore , un uomo scandaloso , di peso a tutti , ed indegno di stare nella medesima sua Congregazione . Quindi è , che spesso si diceva invecchiato peccatore , peccatore abbominevole , indegno di vivere , e bisognoso in estremo della Misericordia di Dio per l'abbominazione della sua vita . Ed un giorno prostrato avanti a' suoi Missionari , disse con gran sentimento : Se vedreste le mie miserie mi scaccereste di casa , alla quale son di danno , di peso , e di scandalo . Io certamente sono indegno di stare nella Congregazione per gli scandali , che le do . E perché così appunto la sentiva con tutta verità , bramava , che così pure la sentissero gli altri . E perciò aveva gusto , che a tutti fossero palese le sue imperfezioni , ed egli medesimo le scopriva spesso a tutti nelle occasioni , affine di essere tenuto da tutti in poca stima , e dispregiato . Onde spesso dicea di essere figlio di un porcaro , un ignorante , un povero studente di Grammatica . Per questo mostrò a tutti quei di casa , ed a molti Signori esteri un suo nipote povero , ch'era venuto a trovarlo . E perché quando fu avvisato della di lui venuta , sentì un primo moto di ripugnanza a lasciarlo vedere ; di questa poi si accusò più volte avanti de' suoi , come d'un gran mancamento , con esagerar molto la sua superbia . Quindi non poteva egli soffrire di sentirsi lodare , e di vedersi tenere in qualche concetto : e però avendogli un giorno una donna povera , per indurlo più facilmente a farle la limosina , detto in presenza di molte persone riguardevoli , ch'era stata serva della sua signora madre ; il Santo , a cui dispiacque quell'onore , rispose subito : O povera donna , voi vi siete ingannata , mia madre non ha tenuta mai serva , anzi , ella ha servito , ed è stata moglie di un povero contadino . Per questa cagione non fu mai inteso parlare di opere tanto eccellenti da lui fatte , e di tanti rari avvenimenti occorsogli . E basta per testimonio di ciò , che essendogli offerte infinite occasioni di parlare della sua schiavitù in Tunisi , massime nelle esortazioni , che frequentemente faceva a' suoi , ed agli esteri , per moverli a porgere aiuto ai poveri schiavi di Barbaria , non si lasciò mai uscir di bocca una parola né di se , né di quello che avesse detto , o fatto per convertire colui , che lo tenea schiavo , e per fuggirsene con lui dalle mani degl'infedeli , né di qualunque altra cosa accadutagli in que' Paesi : che è un caso raro , per lo godimento , che ognuno naturalmente ha di raccontare i piccoli e accidenti scabrosi ed avversi , da' quali è felicemente uscito ; e specialmente quando il successo fa conoscere in noi qualche virtù , e può ridondare in nostra lode . Che se poi la  necessità , ovvero il bene del Prossimo l'astringea talvolta a dire alcuna cosa di ciò che avea operato a gloria di Dio ; se vi era niente di male accaduto , attribuiva a se tutto ciò , che potea recar confusione , quantunque egli non vi avesse data occasione alcuna ; e se vi era stato del bene , lo raccontava con termini molto umili , attribuendo tutto al zelo , ed alla fatica degli altri , e sopprimendo per quanto potea quelle circostanze , che poteano ridondare in propria lode . E sempre d'ogni minimo bene , che facea , nel suo medesimo modo di parlare ne diceva Iddio la prima ed unica causa . Onde non dicea mai : Io ho fatto questo , ho detto , ho pensato questo ; ma Iddio mi inspirò alla mente questo , mi pose in bocca queste parole , mi diede forza di far questo , e simili .   L'Umiltà di S. Francesco di Sales era , dice la B. M. di Chantal , Umiltà di cuore . Poiché avea egli per massima , che l'amor della nostra abbiezione non ci dee abbandonare un sol passo ; e perciò si studiava di coprire più che poteva i doni della Grazia , proccurando di comparire uomo di minor condizione , che non era : onde mostravasi tardo e lento nel parlare anche in quelle cose , che ben sapea .

 

10. " Dobbiamo considerare sempre gli altri come nostri superiori , e soggettarci a loro , ancorché si sieno inferiori ; con prevenirli con ogni sorta di rispetto e servitù . Oh che bella cosa sarebbe questa se piacesse a Dio di stabilirci bene in tal pratica ."  S. Vincenzo de Paoli .

Così appunto egli medesimo praticava. Facea stima di tutti , e tutti riputava migliori di se , più prudenti , più perfetti , più capaci , e più atti per qualunque impiego , che non era esso , e per questo poi non sentiva alcuna difficoltà di soggettar ad ognuno i suoi sentimenti . Si legge d'una buona Monaca di casa in Napoli detta suor Rachele Pastore , che avea formato un concetto sì basso di se stessa , che riguardava tutte le persone appunto come sue Superiori , e con questa riflessione così ben fissa nel cuore si avviliva e si umiliava alla presenza di tutti .

 

11. " Nostro Signore dice , che chi vuol diventare maggiore degli altri è necessario , che si faccia minore di loro . E' questa una verità , che tutti i Cristiani la credono ; e pure come va , che si pochi la praticano ? "  S. Vincenzo de' Paoli .

Il medesimo Santo fu uno di questi pochi . Poiché avendo egli sempre avuto sì basso concetto di se , ed avendo tanto procurato di abbassarsi sotto di tutti , Iddio l'esaltò per mezzo di tante opere grandi , che gli commise , per mezzo del concetto grande , in cui era comunemente , e colle copiose benedizioni , che dava a tutte le sue azioni .   S. Paola , per attestazione di S. Girolamo , spiccò tanto nell'abbassarsi , che se alcuno non l'avesse mai veduta , e per la gran fama , che di lei correva , avesse bramato di vederla , nel vederla non avrebbe creduto , quella esser lei , ma l'ultima delle sue serve : perocché stando attorniata da Cori di pie Verginelle , e nel vestire , e nel parlare , e nel camminare compariva sempre la minima di tutte .

 

12. " Non credere d'aver fatto profitto nella Perfezione , se non ti tieni per lo peggiore di tutti , e se non desideri di esser posposto a tutti : perché questo è proprio di quei , che sono grandi negli occhi di Dio , essere piccoli negli occhi propri : e quanto più sono gloriosi innanzi al Signore , tanto più vili appariscono appresso se medesimi . " S. Teresa .

Orando un dì S. Antonio , intese questa voce : Antonio tu non sei ancora giunto alla perfezione di un tal Coriario , ch'è in Alessandria . Andò subito il Santo a trovar colui ; e richiestolo dalla sua vita , quegli rispose : Io non so d'aver mai fatto bene alcuno ; onde alzato che sono la mattina , dico tra me , che tutta la gente di questa Città si salverà per le sue buone opere , ed io solo mi perderò per li miei peccati ; e l'istesso dico pure la sera con tutta sincerità prima d'andare a letto . No , no , ripigliò S. Antonio , tu coll'arte tua t'ha assicurato il Cielo ; ed io , come senza discrezione , non sono arrivato alla tua misura .   Nelle vite de' PP. si narra di un certo Monaco , il quale dando conto del suo interno all'Abate Sisois , disse , che portava quasi di continuo dentro di se la memoria di Dio . L'Abate gli rispose . Questa non è gran cosa : la gran cosa sarebbe se tu vedessi sempre te stesso sotto ogni creatura .   Essendo stato ricevuto in un Monastero un uomo principale d'Alessandria , l'Abate , che nel suo aspetto , e da altri segni lo prese per uomo aspro , altiero , e gonfio della vanità del secolo , volle guidarlo per la via sicura dell'Umiltà , e però lo mise alla porteria con ordine di gettarsi a' piedi di tutti quelli , ch'entravano ed uscivano , dicendo , che pregassero Dio per lui , ch'era un peccatore . Ubbidì colui esattamente , e dopo d'essere stato sette anni in quell'esercizio , e di aver acquistata una grande Umiltà , stimò bene l'Abate di fargli prendere l'ordine , ed ammetterlo in compagnia degli altri . Ma egli , ciò inteso , tanto lo pregò e lo scongiurò di lasciarlo in quell'impiego per quel poco tempo , che dicea dovergli restar di vita , che finalmente l'ottenne . E fu indovino , perché dieci giorni dopo se ne morì con gran quiete , e sicurezza della sua salute . Il fatto vien riferito da S. Giovanni Climaco , il quale dicea di aver parlato con quest'uomo ; e che avendogli domandato in che si occupasse in tutto quel tempo che stava alla porta ; rispose , che tutto il suo esercizio era di riputarsi indegno di stare in quel Monastero , e di godere la compagnia e vista dei Padri , e di neppur alzar gli occhi per guardarli.   Si legge della V. M. Serafina di Dio , che parea non avesse gli occhi , che per guardare ed esagerare i propri difetti , e per ammirare negli altri la loro virtù . Ond'è che quando vedea , che gli altri facessero alcun bene , con gran sentimento dicea : o beati loro ! Tutti attendono a servire Iddio fuorché io . E quando ne vedea a' piedi de' Confessori , stima , che d'altro non parlassero , che di Dio ; e si rammaricava con se medesima , che altro non andava a dire a quelli , che scelleraggini e peccati . E se mai vedea farsi da alcuno qualche difetto , lo sapea facilmente scusare e compatire . Ed in questa maniera ella sapea mantenersi anche in vista degli altrui mancamenti nel concetto , che di se avea di esser peggiore di tutti .

 

13. " Esser uno molto insegne in virtù , e veramente grande innanzi a Dio , e da esso accarezzato e stimato , e con tutto ciò tenersi per piccolo e vile negli occhi propri , quanto è quella umiltà tanto grata a Dio , e tanto rara fra gli uomini , che si trovò perfettissimamente nella SS. Vergine , la quale al sentirsi eleggere per Madre di Dio , si riconobbe per serva e schiava . " S. Bernardo .

Fu ammirabile in questo S. M. Maddalena de Pazzi , la quale tutto che fosse arrivata ad una eccelsa perfezione e santità , e si vedesse arricchita da Dio di straordinarie grazie e favori , fin della virtù di far miracoli , contuttocciò aveva una stima sì bassa di se , ed un concetto sì vile , che facea stupire quanti la conosceano . Né era questo un concetto di pura immaginazione , e sole parole , ma vero e schietto , come chiaramente lo diede a conoscere in un'estasi , in cui mostrandolo il Signore la forza e virtù , che volea comunicarle contra le gagliarde tentazioni , che avrebbe patite da' Demoni ; proruppe con gran sentimento in queste parole : Confusione mia , che nella più bassa e vile creatura del Mondo , quale io sono , tu vuoi mostrare l'immensità de' tesori della tua liberalità e misericordia !   L'istesso fu di S. Vincenzo de Paoli . Benché le sue virtù fossero conosciute da tutti quei , che lo praticavano , non ostante tutte le industrie usate da lui per nasconderle : con tutto ciò a lui solo erano ignote : perché mettendosi di continuo avanti gli occhi la propria bassezza , questa gliene toglieva la vista : dimodoché quantunque in verità egli fosse ricco , e molto abbondante di virtù e di doni celesti , pure si stimava sempre povero , bisognoso , e nudo di ogni bene spirituale : Onde il titolo , che ordinariamente si dava , era : Questo miserabile .   S. Teresa nel pensare a' favori , che ricevea da Dio in tanta abbondanza , si umiliava di vantaggio , con dire , che il Signore in questo Mondo teneva in piedi la sua estrema debolezza , e che questi sostegni la dimostravano più cadente , come più cadente si mostrava una casa , che ha bisogno di puntelli per reggersi .

 

14. " La vana compiacenza ed il gusto di comparire , e che si parli di noi , che si lodi la nostra condotta , e si dica , che riusciamo bene , e che facciamo maraviglie ; questo è un male , che ci fa scordare di Dio , e che infetta le nostre più sante azioni ; ed è un vizio il più pernicioso , che vi sia per lo progresso nella vita spirituale . Io non so intendere , come possa credere , e tener per verità di Fede , che chi si esalta sarà abbassato , uno che cerca di passar per uomo dabbene , e per persona savia , vigilante , e capace . "  S. Vincenzo de' Paoli .

Il famoso Fra Giustino Religioso di S. Francesco , dopo d'aver ricusati gran favori ed uffizi onorevolissimi offertigli dal Re di Ungaria , si fece religioso di S. Francesco ; e vi profittò tanto , che pativa frequenti estasi , e un giorno pranzando a mensa in Convento , fu rapito in aria , ed andò sopra tutt'i Religiosi ad adorare un'immagine della Vergine , ch'era dipinta in alto sul muro . Per lo qual fatto Eugenio IV lo chiamò a se , e non lasciandosi baciar i piedi , l'abbracciò ; e poi fattolo sedere , e tenuto con lui un lungo discorso , gli diede molti regali e indulgenze . E perché egli s'invanì di tal favore , S. Giovanni da Capistrano nel vederlo : Oh , gli disse , andasti Angelo e sei ritornato Demonio ! In fatti da allora in poi crescendo ogni dì nelle insolenze , uccise col coltello un Religioso , e dopo fattane la penitenza in carcere , se ne fuggì nel Regno di Napoli , ove fece tante scelleraggini che morì in prigione .   Un Santo Monaco abitando una notte in una casa di Religiose , ove era un figliuolo tormentato continuamente dal Demonio : questi per tutta quella notte stette quieto : per lo che la mattina lo pregarono a portarselo seco nel Monastero , e tenerselo sinché ei fosse guarito affatto . Il che avendo fatto , e vedendo , che al figliuolo non succedea più niente , disse a' suoi Monaci queste parole con qualche compiacenza : Il Demonio burlava con quelle Monache nel tormentar questo fanciullo , ma dappoiché egli è venuto al Monastero de' servi di Dio , non ha avuto più ardire di accostarsegli . E subito detto questo , il figliuolo , in presenza di tutti ricominciò a patire le solite vessazioni : ed il Monaco pianse il suo errore .   Essendosi un altro Monaco gloriato di aver fatto due stuore in un giorno avanti S. Pacomio suo Abate ; il Santo lo riprese , e gli ordinò , che portasse le due stuore su le spalle avanti gli altri Monaci , e chiedesse perdono a tutti , perché aveva stimato più quelle stuore , che il Regno de' Cieli , e li pregasse di raccomandarlo a Dio ; ed in oltre per cinque mesi stesse chiuso in cella , senza mai lasciarsi vedere , ed in tutto quel tempo facesse due stuore al giorno .    S. Tommaso d'Aquino sin da' suoi primi anni fu sempre nemico degli applausi popolari ; poiché non uscì mai dalla sua bocca una parola di propria stima . Perché poi non intese mai tentazioni di vanità , o di compiacenza , come attestò egli medesimo a Fra Reginaldo , dicendo , che rendea grazie a Dio , per non essere mai stato travagliato dalla superbia .   S. Vincenzo de' Paoli per chiudere il passo alle compiacenze , si avea fatto questa risoluzione . Quando sto facendo un'azione pubblica , e posso tirarla innanzi con onore , e non la farò ; ma lascerò che quelle circostanze , che potrebbero darle lustro , e portare a me stima . Di due pensieri , che mi vengono in mente , manifesterò il più infimo per umiliarmi , e riterrò il migliore per farne nel segreto del mio cuore un sacrifizio a Dio ; essendo alle volte più espediente il far meno bene una cosa nell'esterno , che compiacersi d'averla ben fatta ; ed esserne applaudito e stimato : poiché è una verità evangelica , che il Signore in niun'altra cosa tanto si compiace , quanto nell'umiltà di cuore , e nella semplicità del parlare , e dell'operare . In questo è dove risiede il suo spirito , e indarno cercasi altrove . E questa risoluzione l'osservava puntualmente . Onde viaggiando un giorno con tre de' suoi Sacerdoti , raccontò loro per divertimento un caso altre volte occorsogli ; ma nel più bello del discorso percotendosi il petto , troncò il ragionamento , con dire di essere un miserabile , pieno di superbia , e che sempre parlava di se . Ed arrivato a casa , prostratosi avanti di loro , dimandò perdono dello scandalo dato ad essi con parlare di se stesso .

 

15. " Che è questo , Dio mio , che pensiamo noi di cavare dal comparire avanti le creature , e dal piacere ad esse ? Che importa a noi l'essere da loro incolpati , o tenuti per vili , se avanti di voi siamo grandi , e senza colpa ? Ah , che noi non finiamo mai d'intendere questa verità , e così non arriviamo mai a stare sulla cima della perfezione ? I Santi non aveano maggior gusto , quanto di vivere sconosciuti ed abbietti nel cuor di tutti . " S. Teresa .

Un Santo Vescovo , per vivere sconosciuto , lasciò il Vescovato , e di nascosto andò in Gerusalemme vestito poveramente , e si mise a lavorare . Ma un Conte avendolo trovato più volte in terra dormendo con una colonna di fuoco , che usciva di lui , e s'innalzava sin al Cielo , un giorno ritiratolo da parte , lo richiese chi fosse ; ed egli rispose di esser un povero uomo , che viveva delle sue fatiche , per non avere di che sostentarsi . Non contento di ciò il Conte , lo pregò tanto a dirgli la verità , che egli , facendosi promettere di tenerlo segreto fin che vivesse , gli scoprì chi fosse , e di esser partito di là per fuggir la riputazione e la stima : tenendo per cosa indegna d'un Cristiano , che dee aver sempre a memoria le ingiurie ed obbrobri , che furono fatti al Signore , l'aver gusto di essere onorato e riverito dagli uomini .   S. Niccolò di Bari avendo gettato occultamente di notte nella casa di un Gentiluomo scaduto , per due volte una somma di denaro , perché potesse maritar le figlie , tornato a farlo la terza volta , fu scoperto , ed egli fuggì con prestezza .   L'Abate Pitiro , uomo celebre in santità , bramava di sapere , se nel Mondo vi fosse qualche Anima più perfetta della sua , per poter da lei apprendere il modo di meglio servire a Dio . Gli apparve pertanto un Angiolo , e gli disse : va nel tal Monastero della Tebaide , ove abitano 400 Monache ; fra le quali ne troverai una per nome Isidora , che porta in capo un diadema ; e sappi , che questa è di gran lunga più perfetta di te . Era questa una buona verginella , la quale si avea posto in cuore d'avvilirsi per Cristo quanto più potea . Perciò portava uno straccio avvolto in capo , andava scalza , stava applicata a' ministeri più vili della cucina , dimorava sempre sola , se non quando dovea trovarsi alle faccende comuni : non mangiava con le altre , ma dopo raccoglieva gli avanzi loro , e di quelli cibavasi , e per bere usava quell'acqua , che era servita per lavare i piatti e le pentole . Sicché tutti l'abborrivano di tal maniera , che per qualsiasi gran cosa niuna avrebbe mangiato con essa ; era finalmente il giuoco e lo scherno di tutte , e da tutto ingiuriata e maltrattata , e tenuta per pazza . Ella però non parlava mai , non facea ingiuria a nessuna , né mai mormorava , o si lamentava per qualunque maltrattamento che le fosse fatto . Si portò dunque Pitiro a questo Monastero ; e pregata l'Abbadessa di far venire alle grade tutte le Monache , riguardandole , in niuna scoprì il segnale datogli dall'Angelo ; e però disse , che non vi eran tutte . Ma no , risposero ,  non manca alcuna , fuorché una pazza , che sta sempre chiusa in cucina . E bene , fatela venire , soggiunse egli . Ma ella , che in ispirito avea conosciuto ciò che le doveva avvenire , si era nascosta in un luogo secreto per non intervenirvi . Però ritrovata a grande stento , ed istantemente pregata a nome della Superiora , venne : e Pietro appena vedutala , la riconobbe , e subito si gettò a' suoi piedi , e si raccomandò alle sue orazioni . Attonite a tal fatto le monache : Padre gli dissero , voi prendete abbaglio , questa è una pazza : Le pazze siete voi ripiglia l'Abate , sappiate che questa è più santa di me e di voi . Allora prostratesi tutte a' piedi di lei , confessarono la loro iniquità , e le chiesero perdono di tanti strapazzi fattile . Ed essa non potendo soffrir l'onore ricevuto , dopo pochi giorni se ne fuggì di là , e non se n'ebbe più nuova .   Leonora Imperatrice avendo penetrato , che il suo Confessore , per molte istanze fattegli da altri , si avea scritte molte delle di lei eroiche azioni e virtù , per divulgarle dopo la di lei morte , venuto questi all'ultima malattia ella fu più volte a visitarlo ; ed un giorno fra gli altri uscì dalla stanza di lui con alcune scritture avvolte in un fascio , e giunta in Corte , le diede immantinente alle fiamme . E fu comune e costante opinione , che fossero appunto le cose , che gli avea scritte di lei , e che a forza di preghiere le avesse da lui ottenute ; poiché dopo la di lui morte tra i suoi scritti nulla di ciò si trovò , che pur si sapea aver egli scritto . Non le riuscì però lo stesso in un'altra cosa , ancorché la tentasse a tutto suo potere . E fu , che stando essa nell'ultima sua infermità , le venne a mente una cesta , in cui tenea riposto il tesoro dei suoi ordigni di penitenza , quali antecedentemente non avea potuto ritirare , ed allora non potea , per aver perduto la favella . Ond'è , che si mostrava in grande affanno , facendo segni colla mano al suo Confessore verso dov'era quel deposito , acciocché lo togliesse di là , e lo portasse via . Ma il Signore , che esalta gli umili , non permise , che quei cenni fossero bastantemente intesi , se non dopo la di lei morte , allorché si scoprì quel tesoro nascosto , che mosse tutti a pianto , mentre si traevan fuori tele macchiate di sangue , vari flagelli altri insanguinati , altri sfilati e logori per lo lungo uso , e molte catenelle con punte acute , i cilici intessuti di setole di cavallo , tutti stromenti , con cui ella macerava le innocenti sue carni .

 

16. " Quando vedete alcuno , che desidera stima ed onori , e fugge i disprezzi ; e venendo contrariato e dispregiato , si risente , e mostra d'averlo a male : Questo tale , ancorché facesse miracoli , tenete per certo , che è lontano molto dalla perfezione ; perché tutto sarà virtù senza fondamento ."  S. Tommaso d'Aquino .

Che questo Angelico Dottore la sentisse veramente così avanti Dio , è chiaro , perché così  appunto operava egli stesso . Non solo non desiderava egli onori ed applausi , ma gli abborriva , e li fuggiva a tutto suo potere . Venendogli offerto da Clemente IV , l'Arcivescovato di Napoli nel tempo , che i suoi congiunti , per essere decaduti dalla grazia dell'Imperatore , eran venuti in gran povertà , e perciò e da essi , e da molti altri era stimolato ad accettarlo ; egli nulla però di meno lo rifiutò , ottenendo di più dal medesimo Pontefice la grazia , che non gli fosse nell'avvenire mai più offerta dignità alcuna . Pregò in oltre i suoi Superiori di non stringerlo a prendere il grado di Dottore , per l'affetto che avea più ad esser tale , che a comparirlo ; e se lo prese , fu per pura ubbidienza . I dispregi poi in vece di fuggirli , gli accettava volentieri , e sempre con animo tranquillo e volto sereno . Essendo studente non isdegnò di ricevere per ripetitore un suo condiscepolo , il quale vedendo , che egli parlava poco , ciò attribuiva ad ignoranza , ed a poco talento , e lo chiamava il bue muto . Ma ben presto si disingannò , quando vide , esser lui di tale ingegno , che potea fare a lui stesso non solo da ripetitore , ma da maestro . Leggendo egli una volta in refettorio in tempo del pranzo , venne corretto d'una parola come malamente profferita ; ed ancorché sapesse esser profferita bene , nondimeno la replicò conforme gli fu ordinato . Interrogato poi da' compagni perché avesse ciò fatto : perché , disse , poco importa il pronunciare una sillaba breve , o lunga ; ma importa bensì molto l'esser umile ed ubbidiente .   S. Chiara disse un di : se io mi vedessi onorata da tutto il Mondo , non ne concepirei punto di vanità ; e se mi vedessi vilipesa e vituperata da tutto il Mondo , non ne proverei minimo disturbo .    S. Filippo Neri per qualunque oltraggio , o dispregio ei ricevesse , non mai si mostrava rattristato , o scontento . E questa era una cosa tanto chiara e nota appresso i suoi , che solean dire : Al P. Filippo se gli può dir qualsivoglia cosa , che non si turba mai . Venendogli un giorno riferito , che alcuni l'avean chiamato barbocchio , egli se ne rise , e ne fece gran festa .   S. Antonio sentendo lodar molto un Monaco gli fece un'ingiuria ; e vedendo , che quegli se l'ebbe a male , disse : Costui è simile ad un palazzo ricco e vago nel prospetto , e di dentro spogliato da' ladri .

 

17. " Io son disprezzato e deriso , e me ne prendo fastidio . Così appunto fanno i pavoni e le scimie . Io son disprezzato e deriso , e ne gioisco . Gli Apostoli così faceano . Questo è il più profondo grado dell'Umiltà , compiacersi nelle umiliazioni e abbiezioni , come gli spiriti vani si compiacciono ne' grandi onori ; e sentir pena nelle cose d'onore , e di stima , come la sentono quelli ne' disprezzi ed affronti . "  S. Francesco di Sales .

S. Domenico stava più volentieri nella Diocesi di Carcassona , che in quella di Tolosa , che avea convertiti tanti Eretici . E domandato del perché , rispose : Perché in questa vi sono molti onori , ed in quella solo villanie e strapazzi .   S. Felice Cappuccino sentiva grande afflizione nel vedersi onorato e stimato , e più volte fu sentito dire , che avrebbe desiderato d'essere sommamente deforme , acciocché tutti l'abborrissero ; ed altre volte replicò , che gli sarebbe stato più grato l'esser frustrato e strascinato per le strade di Roma , che riverito dalla gente .   S. Crescenzio Chierico Ostiario , che serviva ad una Chiesa presso ad Ancona , vivea tanto staccato dal Mondo , ch'era cresciuto in grande opinione di santità ; onde venivano da diversi Paesi a vederlo . Fra gli altri ci venne un contadino : e dimandò di lui , mentre stava su la scala aggiustando le lampane . Ma essendo egli di statura molto piccola e sottile , il contadino nel mirarlo , pentissi d'aver fatto quel viaggio , come gli pareva , allo sproposito ; e facendone in cuor suo le beffe , disse tra di se , parlando forte : mi pensava , che costui fosse un uomo grande ; ma per quel che veggo , egli neppure ha le fattezze d'uomo . Il che udito Crescenzio , lasciò incontanente la lampana , e scese con gran celerità ed allegrezza , corse incontro a colui , ed abbracciatolo strettamente disse : Tu solo fra tutti gli altri hai tenuto gli occhi aperti , ed hai saputo conoscere chi io mi sia .   La V. Suor M. Crocifissa non potea ricevere maggior disgusto , che in sentirsi lodare , tanto che quando vedea , che la tenevano in buon concetto , non poteva astenersi dal pianto . Sentiva gran dispiacere , che venissero a notizia d'altri le sue occorrenze soprannaturali . E perciò le Monache per non cagionarle disturbo allorché andava in estasi , appena vedeano qualche segno , che rinvenisse in sé , si partivano tutte fuorché la di lei sorella : la quale però mostrava di aver appressa quella cosa per un deliquio derivato da infermità ; compatendola perciò , edofferendole qualche sollievo . Ma di tutto ciò essa non contenta , tale e tanto era l'abborrimento , che avea alla propria stima , che parendola l'amor di Dio inseparabile dal plausibile concetto di esser tenuta per santa , giunse a fare al Signore questa preghiera : O Signore , io vorrei ubbidirvi , vorrei a' vostri tocchi impennarmi sin al Cielo ; ma che la via vostra patisca questo mostro orribile della umana stima , questa è per me una insoffribile sciagura : poiché niuna vi può amare senza portare buona stima . Vorrei ben far tutto il vostro cammino ; ma solo questo mi è amaro , né vi trovo altra difficoltà  , che questo frapposto d'Inferno . Onde io  qui mi resto , acciocché o voi uccidiate questo mostro , o mi cambiate sentiero .

 

18. " Di grazia non facciamo conto di certe coselle , che alcuni chiamano torti ed aggravj ; che par che facciamo coselle di pagliuccole come i bambini con questi punti d'onore . Un vero Umile non crede mai , che gli si possa far torto in cosa alcuna . Veramente ci dobbiamo vergognare di risentirci di cosa , che si dice , o si faccia contra di noi : essendo la maggiore iniquità del Mondo il vedere , che il nostro Creatore sopoorta tante ingiurie dalle sue creature , e che noi ci risentiamo anche d'una paroletta contraria . Avvertano bene , sopra tutto le Anime contemplative , che se non si trovan molto determinate a perdonare qualunque aggravio , o ingiuria , che loro venga fatta , non possono molto fidarsi della loro orazione . Perciocché l'Anima che Dio unisce a se in orazione sì alta , non sente veruna di queste cose , e nonl'importa più l'essere stimata , o no ; né , che si dica bene , o male di lei : anzi le danno più pena gli onori ed il riposo , che i disonori ed i travagli . "  S. Teresa .

S. Francesco di Sales se tal volta vedea , che i circostanti mostrassero dispiacere per la malignità di quei che diceano male di lui , soggiungea loro : Vi ho dato mai io quell'autorità di risentirvi in luogo mio . Lasciate che dicano : Questa è una croce di parole , è una tribulazione di vento , la cui memoria perisce col suono . Bisogna che sia ben dilicato chi non può soffrir lo incomodo d'una mosca . Pretenderemo noi forse di essere irreprensibili ? Chi sà , che essi non veggano i miei difetti meglio di me , e non sieno quei che mi amano ? Spesse volte diciamo , che sono maldicenze , quando non sono a nostro gusto . Che torto mai ci vien fatto , quando si ha cattiva opinione di noi , dovendola noi stessi aver tale .   La V. Maria Crocifissa mostrava un estremo contento , quando si vedea poco stimata e tenuta per vile . E perciò le Monache per secondare il suo genio , ordinariamente la trattavano con disprezzo , e con segni di farne poco conto , chiamandola inesperta , sciocca , ignorante . Onde quando voleano indurla a ragionamenti spirituali , che la infervoravano molto , le dicevano : O via Suor Maria Crocifissa date di mano a' vostri spropositi , udiamo le vostre sciocchezze . Ed allora credendo ella , che avesse veramente  a servir per oggetto di burla , con facilità si mettea a parlare . Ma bisognava in oltre che mostrassero di far poco conto di quello che dicea , con istar poco attente , e con parlare di quando in quando tra di loro , mentre ella stava parlando ; altramente si fermava . E per questa medesima cagione niuna potea raccomandarsi alle di lei orazioni ; perché giudicava , che con questo la stimassero atta ad intercedere qualche cosa appresso Dio . Onde per ottenere le orazioni sue , dicevano , esser ella riconosciuta per tanto miserabile , che obbligava le altre a raccomandarla al Signore ; e che però , per non esser ingrata , conveniva , che ella facesse altrettanto per esse .

 

19. " Chi è vero umile venendo umiliato , più s'umilia : venendo rigettato , gode dello strapazzo ; venendo posto in officj bassi , e vili , li riconosce per più onorati di quelli che merita , e li fa volentieri , e solo abborrisce e fugge le cariche sublimi ed onorevoli . "  Chantal .

Un Cavaliere trasportato da furor giovanile , disse un dì a S. Vincenzo de Paoli , ch'egli era un vecchio matto ; ed il Santo inginocchiatosegli subito a' piedi gli chiese perdono dell'occasione , che forse gli avea data di dirgli tali parole . Ed un Giansenista , che un dì tentava d'insinuare nel medesimo Santo le sue false massime , vedendo , che non gli riusciva , tutto sdegnato lo caricò di villanie , dicendogli tra le altre cose , ch'era un ignorante , e che si stupiva , che la sua Congregazione lo potesse sopportare per Superior Generale . Al che rispose egli : me ne stupisco più io , che sono più ignorante di quello , che possiate voi immaginarvi .    Udendo alcuni Monaci la gran fama dell'Abate Agatone , per far prova della di lui virtù , andarono a ritrovarlo , e gli dissero , che molti erano scandalizzati di lui , perché fosse superbo , immondo , mormoratore , e riscoprisse i suoi difetti con buttarli sopra gli altri . Ed egli rispose , che veramente avea tutti quei vizj ; e prostrato a' loro piedi li pregò , che lo raccomandassero a Dio , e gli ottenessero il perdono di tanti mancamenti . E quelli si partirono molto edificati e stupiti .   Essendo l'Abate Mosé ordinato Prete , il di lui Vescovo comandò a' suoi Chierici , che mentre egli fosse venuto all'Altare , lo scacciassero con vergogna , ed ascoltassero quello che dicea . Quelli così fecero , dicendogli : fuor mal Saracino . Ed egli umilmente si partì , e dicea tra sé : Ben ti sta , uomo malvagio , che non essendo neppur uomo presumesti di andar fra gli uomini .   S. Rosa di Luna per la singolarità della sua vita veniva spesso ingiuriata , e strapazzata in varie guise dalla madre e da' suoi fratelli ; e l'umilissima figliuola credea sempre di meritarsi di peggio e però non solamente non si scusava mai , anzi accresceva ed amplificava le case ; acciò non paresse , che la castigassero a torto , e tutta ne giubilava .   S. M. Madd. de' Pazzi si esercitava volentieri in impieghi laboriosi : e quanto erano più bassi e vili , con tanto maggior gusto e prontezza li facea . L'istesso pure facea S. Luigi Gonzaga .   Che non fecero poi molti grandi uomini per non essere ammessi alle maggiori dignità , massimamente Ecclesiastiche ?   S. Filippo Benzio sentendo , che i Cardinali , essendo accaduta la morte del Papa , voleano elegger lui per successore , si nascose in un Monte , finché fu fatta l'elezione d'un altro .   S. Gregorio Magno essendo già stato eletto in Sommo Pontefice , scappò segretamente , e si nascose in una grotta ; ove scoperto per una colonna di fuoco che apparve là sopra , e forzato ad accettar quella dignità , pure supplicò l'Imperator Maurizio di non confermare la sua elezione ; sebbene non l'ottenne .   S. Ambrogio eletto miracolosamente Vescovo di Milano per bocca d'un fanciullo non ancor atto a favellare , si diede di notte tempo alla fuga , e fece anche altre cose per esser appreso dal Popolo per mal vivente .   S. Gio. Grisostomo , per non essere eletto Vescovo , se ne fuggì nelle solitudini , e tra i deserti .   E S. Amonio Eremita , per non esser fatto Sacerdote , giunse fin a recidersi un'orecchio .

 

20. " I Missionari debbono gradire di esser riputati poveri di talenti , di nascita , di virtù , e la feccia e spazzatura del Mondo . E quando si presenta loro qualche occasione d'abbiezioni e di disprezzo non solo proprio , ma anche della medesima Congregazione , se ne debbono rallegrare . E con questa misura potranno conoscere i progressi , che fanno nell'Umiltà . "  S. Vincenzo de' Paoli .

Questo Santo , che ben sapea il gran giovamento , che seco portano le umiliazioni , s'innamorò talmente di esse , che un degno Ecclesiastico il quale lo conosceva a fondo , disse di lui di non aver mai conosciuto alcuno tra gli uomini tanto ambizioso d'innalzarsi , e di farsi stimare ed onorare , quanto era questo umil servo di Dio , bramoso d'abbassarsi , d'abiettarsi , e di ricevere umiliazioni , confusioni , e disprezzi : tanto che parea , che in queste avesse egli costituito il suo tesoro in questa vita : e però mettea ogni studio per prevalersi di tutte le occasioni , che se gli offerivano , e da ogni cosa prendea motivo d'umiliarsi . E con quell'istesso affetto , che lo procurava per sé , col medesimo ancor lo desiderava per la sua Congregazione ; bramando , che fosse disprezzata e tenuta in basso concetto . E quando ciò accadea , ne godea non poco .   Avendo la B. M. di Chantal intrapreso un affare di grande importanza , e poi riflettendo , che le avrebbe tirato dietro un gran concetto , subitamente lo lasciò . Ed a quei che si maravigliano come avesse con tanta prestezza troncato e ridotto al niente tutto quel negoziato , disse : subito che mi si offerse agli occhi lo splendore delle sovrane potenze , io rimasi talmente sbagliata e priva di luce , che niente più ho veduto . Eh , ripeté più volte , lo splendore delle Figlie della Visitazione è l'esser senza splendore , e tutta la loro gloria sia nell'umiltà e nell'abbiezione !

 

21. " Il sopportar gli abbassamenti , e gli obbrobrj è la pietra di paragone dell'Umiltà ed insieme della vera virtù . Perché in questo si è più conforme a Gesù Cristo , ch'è il vero modello d'ogni soda di virtù . "  S. Francesco di Sales .

Il B. Serafico laico Cappuccino , essendo Portinajo solea trattenersi ad orare in una Cappelletta del muro incontro alla porteria . Or un giorno passeggiando il guardiano con un Padre forestiere per là , volete , gli disse , vedere un Santo ? ed accostatosi alla Cappella , lo riprese severamente con dire : che fai tu quà , ipocritaccio ? Insegna il Signore , che si faccia orazione in istanza a porte chiuse , e tu la fai in pubblico per essere veduto . Levati di quà , gabbamondo , e vergognati d'ingannare così i poveri forestieri . A tali rimbrotti tutto lieto Fra Serafino baciò la terra , e quindi partissi con volto sì allegro , con cui altri avrebbe ricevuta una nuova di tutto suo gusto e vantaggio . Un altro giorno fu egli richiesto da un suo compagno di un ago , e d'un poco di filo . E rispondendo esso , che l'ago l'avea , ma non il filo ; l'altro con un modo dispettoso gli disse : si vede bene , che sei uno sciocco , e non sei mai stato buono a nulla . Che farà la Religione di un uomo inetto come sei tu ? Levamiti d'avanti , che non ti posso più vedere . Allora egli senza punto scomporsi , né alterarsi ; si allontanò dal suo correttore , e poco dopo se gli restituì colla solita sua serenità di volto , con grande edificazione dell'altro .   Nelle vite de' PP. si narra di S. Antonio , esser egli arrivato a tanta perfezione , ch'era divenuto insensibile agli oltraggi , come una pietra ; e che per quanti gliene venissero fatti , non istimava mai , che se gli facesse ingiuria . Nelle medesime vite vien riferito , che l'Abate Giovanni un giorno raccontò a' suoi discepoli il fatto d'un giovane , il quale avendo fatta una grave ingiuria al suo Maestro , fu da esso condannato a stare tre anni in ufizio vile , e riceversi tutte le ingiurie , che gli sarebbero fatte senza mai vendicarsene ; e che dopo il triennio essendo ritornato a lui , questi gli ordinò , che per tre altri anni dovesse pagare chiunque gli avesse fatta qualche ingiuria . Il che avendo fedelmente eseguito , lo mandò in Atene a studiar la Filosofia ; ove giunto entrò in una scuola , nella quale vi era un Maestro vecchio , che avendo per uso d'ingiuriare al primo ingresso i suoi discepoli , ingiuriò ancor costui , il quale se ne rise . E richiesto dal Maestro , perché ridesse : come non volete , ch'io rida , rispose , mentre per molto tempo ho pagato a chiunque mi facea delle ingiurie , ed ora le trovo senza pagar niente ? Figliuoli miei , soggiunse qui il S. Abate , il soffrir le ingiurie è la porta , per la quale son passati i nostri Padri per andare al Signore : il che quantunque a prima vista sembri tanto difficile , vedete come coll'esercizio si rende non solo facile , ma anche giocondo .

 

22. " Il vero Umile dee con verità desiderare di esser disprezzato , burlato , perseguitato , ed incolpato benché a torto . Se vuole imitar Cristo , dove può farlo meglio , che in questo ? Oh quanto savio si vedrà un giorno essere stato colui , che si rallegrò di esser tenuto per vile e anche per pazzo ! poiché tale fu anche stimata la Sapienza medesima . "  S. Teresa .

Narra Cassiano dell'Abate Pafunzio , che essendo questo Superiore d'un Monastero , e vedendosi per la sua venerabile vecchiaja e vita ammirabile molto onorato e stimato da' suoi Monaci , dispiacendogli tanto onore , e desiderando di vedersi umiliato , scordato e disprezzato , una notte se ne uscì segretamente dal Monastero , e vestitosi da Secolare , se ne andò a quello di S. Pacomio , che era molto lontano dal suo , e stette molti giorni alla porta , chiedendo umilmente un abito , prostrato innanzi a tutti quei Monaci , che lo dispregiavano ; rinfacciandogli come dopo di essersi saziato di godere il Mondo , andava a servire Dio , spinto dalla necessità perché gli dessero il vitto ; ma finalmente mossi dalle sue grand'istanze , gli diedero un abito , imponendogli la cura del giardino ; ed assegnandogli uno per Superiore , dal quale dovesse dipendere . Or facendo egli il suo uffizio molto esattamente , e con grande umiltà , non contento di ciò , procurava in oltre di fare ancora tutto quello che gli altri ricusavano , e le cose più moleste e più vili della casa ; e levandosi di notte segretamente , facea molte cose degli ufizj degli altri : del che tutti la mattina si maravigliavano , perché non sapeano chi le avesse fatte . E così di seguito egli a vivere per tre anni molto contento della buona occasione , che avea di faticare , e di essere disprezzato , ch'era quello che tanto avea desiderato . In tanto i suoi Monaci , che sentendo grandemente la perdita di un tal Padre , erano usciti a cercarlo per diverse bande , finalmente lo trovarono che stava stercorando il terreno , se gli gettarono ai piedi . Quei che ciò videro , rimasero stupiti , e molto più ancora , quando intesero , ch'egli era Pafunzio , il cui nome era tanto celebre presso di loro , e gli chiesero perdono . Ma il santo vecchio piangea la sua disavventura di essere stato scoperto per invidia del Demonio , e di aver perduto il tesoro , che pareagli di aver trovato : e benché per forza , venne ricondotto al suo Monastero , onde fu ricevuto con allegrezza indicibile , e con somma diligenza guardato e custodito , acciò non potesse più scappare .

 

23. " Se considerassimo bene tutto ciò che è in noi d'umano e d'imperfetto , troveremmo pur troppo di che umiliarci innanzi a Dio , e innanzi agli uomini , anche a noi inferiori . "  S. Vincenzo de' Paoli .

Avendo una santa donna chiesto lume al Signore , per ben conoscere sé medesima , vide tanta bruttezza e tanta miseria nella sua persona , che non potendo soffrire una simil vista , tornò a pregar Dio , che la liberasse da quell'angustia ; perché , dicea , che se più fosse durata , sarebbe venuta meno .   La V. M. Serafina di Dio ebbe una volta un lume superbo molto chiaro , il quale le fece vedere l'Anima sua ripiena di tanti e sì abbominevoli difetti , che sembrava come una sentina piena d'immondezze , e giudicava , che ve ne dovessero essere ancor di più ; perché , dicea , se io avessi più lume , più ne vedrei : ond'é che mi è venuto più volte in cuore di fuggirmene in una grotta , pensando quanto poco mi esercito nella virtù , e particolarmente nell'Umiltà ; mi pare d'esser un Lucifero . E' bella la Religione per chi esercita le virtù : ma non per me , che altro non fo , che innaffiare i vizj . E perciò quando ricevea ingiurie e disprezzi , non si turbava mai , né si lamentava , ma dicea : dicono bene , fanno bene , mi sta bene : né vi fu mai in tutta la vita sua avversità , o travaglio di sorta alcuna , che bastasse a farle mutar sentimento .

 

24. " A mio parere non acquisteremo mai la vera Umiltà , se non alziamo gli occhi a mirar Dio . Mirando la grandezza di lui vede meglio l'Anima la propria bassezza : mirando la di lui limpidezza , vede più la propria immondezza . Considerando la di lui pazienza , vede quanto sta lontana dall'esser paziente . In somma con fissar essa gli occhi nelle divine perfezioni , scopre in sé tante , e sì grandi imperfezioni , che vorrebbe tornare a serrarli . "  S. Teresa .

Questo appunto era uno de' principali fonti , da' quali nascea quel tanto basso concetto , che avea di sé , e quella sì gran brama che avea delle umiliazioni S. Vincenzo de' Paoli ; cioè la gran cognizione , ch'egli avea delle infinite perfezioni di Dio , e dell'estreme miserie e debolezze delle creature : tantoché gli sembrava una manifesta ingiustizia il non umiliarsi sempre , ed in ogni cosa . Onde parlando un giorno coi suoi così disse : in verità , se ciascuno di noi attenderà a conoscer bene sé stesso avanti a Dio , troverà , essere cosa giustissima e ragionevolissima di dispregiarsi ed umiliarsi . Perché se consideriamo seriamente l'inclinazione naturale e continua , che abbiamo al male , la nostra impotenza per ogni bene , l'esperienza , che tutti tenghiamo , che anche quando ci crediamo d'esser riusciti bene in qualche cosa , e d'esser accorti ne' nostri sentimenti , spesso riesce tutto l'opposto , e Iddio permette , che ne siamo dispregiati ; a che finalmente in tutto quel che pensiamo , diciamo , e facciamo , sia nella sostanza , sia nelle circostanze , siamo pieni ed attorniati sempre da motivi di confusione e di disprezzo , come non ci riputeremo degni di essere ributtati e disprezzati nel riflettere a tali cose , ed in vederci sì lontani dalla santità , e dalle altissime perfezioni di Dio , e dalle stupende operazioni della sua grazia , e della vita di Gesù Cristo Signor nostro .

 

25. " Uno , che voglia divenir veramente santo , toltine alcuni casi , non dee mai scusarsi , ancorché quello , di che viene incolpato , non sia vero . Così fece Gesù Cristo . Sentì rinfacciarsi il male , che non avea fatto , e non disse mai parola , per liberarsi da quella confusione . "  S. Filippo Neri .

Leonora Imperatrice fu trattata sempre dalla Madre aspramente , e senza alcuna dimostrazione d'affetto . Per cose minutissime , che da niun altro erano osservate , ad ogni tratto la riprendeva acremente , e di raro ritenea le mani dalle percosse . E la buona fanciulla le stava avanti in silenzio , con gli occhi bassi , senza mai profferire parola benché minima in sua difesa , e molto meno piangere e querelarsi : anzi più volte dopo sfogata la tempesta , inginocchiavasi a baciarle i piedi , con dimandarle perdono e prometterle d'emendarsi .   S. Vincenzo de Paoli non si giustificava mai per le mormorazioni e calunnie , che venivano imposte sì s sé , che alla sua Congregazione , per qualunque travaglio , o danno ne venisse a patire . In fatti essendosi adoperato , perché non si conferisse un Vescovado ad un soggetto stimato da lui immeritevole , questi intentò contra di lui un'enorme calunnia : la quale penetrata alle orecchie della Regina , ella veduto un giorno il Santo , gli disse ridendo , che veniva accusato della tal cosa ; ed egli senza punto turbarsi rispose : Madama , io sono un gran peccatore . E replicando S. M. , che dovea giustificare la sua innocenza , soggiunse : ne hanno ben dette delle altre contra Cristo nostro Signore , ed egli non si giustificò mai .   Accadde un giorno , che un Signore disse in una pubblica sala , che i Missionarj si eran raffreddati nell'esercizio delle Missioni . Il che saputo il Santo , sebbene potea far apparire il contrario , per essersi in quel medesimo anno , e nel precedente fatte Missioni più del solito ; non volle mai aprir bocca in sua difesa . E ad uno , che l'esortava a farlo con dire , che quel Personaggio , per non essere informato della verità , avrebbe seguitato a sparlare della Congregazione , rispose : Lasciamolo dire ; Io per me non mi giustificherò mai , fuorché colle opere . Accadde un altro giorno , che un Prelato avendo chiamato il Santo ad un'assemblea , alla quale erano molti Personaggi , lo riprese pubblicamente d'una cosa , in cui egli non avea alcuna colpa ; ed esso non rispondendo parola di lamento , o di scusa , postosi subito inginocchione , gli chiese perdono , con ammirazione grande degli astanti , a' quali era nota la sua innocenza . Onde uno di loro di molto pietà e dottrina , finita la Congregazione , e partito il Santo , disse che quegli era un uomo di straordinaria virtù , e d'uno spirito soprannaturale e divino .   S. Marina Vergine , vestitasi da uomo , e ritiratasi in un Monastero di Monaci , fu incolpata di aver violata una femmina , e perciò scacciata dal Monastero ; ed ella soffrì quella confusione , senza mai giustificarsi , finché dopo la di lei morte si scoprì la verità con sua somma gloria .   La V. M. Serafina non si scusava mai né anche co' Confessori , ancorché la riprendessero a torto : né dichiarava come la cosa era andata , se non le veniva comandato per ubbidienza . Una volta fra le altre che fu ripresa aspramente dal suo Direttore , sebben la cosa impostale non era vera , non rispose altro , se non : avete ragione . Ma poi avendole quegli comandato di dirgli la verità ; uditala , sentì dispiacere d'averla tanto maltrattata a torto .

 

26. " Più innalza e perfeziona tal volta un'Anima il non iscusarsi , ché dieci prediche . Poiché col non iscusarsi uno comincia ad acquistar libertà , ed a non curarsi , che si dica più bene , che male di lui . Anzi con assuefarsi a non rispondere , arriva a segno tale , che sente parlar di sé , e gli pare , che non si parli di lui , ma come se fosse negozio , che spettasse ad altri . "  S. Teresa .

Il P. Alvarez , che fu Confessore di S. Teresa essendo stato incolpato falsamente d'un grave fallo in un'assemblea Provinciale , ed ivi gravemente ripreso in pubblico : egli né in pubblico , né in privato disse mai parola in sua difesa . Però gli rimunerò Iddio quell'eroico silenzio con istraordinarj favori .   Fra quei Monaci antichi ve n'era uno nominato Eulogio , molto umile e paziente . Perciò i negligenti e dissoluti imponevano a lui tutti i mancamenti loro : ed egli venendone corretto e ripreso , senza negarli , né scusarsi mai , accettava umilmente le penitenze , che per quelli gli erano date , e le facea con gran pazienza .   Onde i Padri più vecchi vedendolo ogni giorno con qualche difetto , si mossero contro di lui , e dissero all'Abate , che ci mettesse rimedio , perché non lo poteano più sopportare . L'Abate prese tempo , e postosi in orazione pregò il Signore a volerlo illuminare , ed insegnargli ciò che si dovesse fare di quel Frate . E Iddio gli rivelò l'innocenza e la gran santità di lui . Del che egli stupito soprammodo , congregò tutt'i Monaci , e disse loro : Credetemi , che io vorrei piuttosto i mancamenti di Eulogio insieme colla sua pazienza ed umiltà , che tutte le buone opere e virtù di tanti altri , che sono mormoratori , e par loro di fare molto bene . Ed acciò veggiamo di quanta virtù è questo nostro compagno , porti quà ognun la stuora , sopra la quale dorme : e venute tutte le stuore , fece accender là un buon fuoco , e gittarvele dentro ; le quali in un subito restarono tutte arse , fuorché quella di Fra Eulogio , che rimase illesa . Allora prostrati a terra , chiesero tutti perdono a Dio , e presero gran concetto di lui ; il quale dolendosi di essere scoperto , la notte seguente se ne fuggì nel deserto , ove non fosse conosciuto ; sapendo egli benissimo , che niuno può essere onorato in questo Mondo e nell'altro .

 

27. " Ecco uno de' migliori mezzi per acquistar l'Umiltà . Fissarsi bene in mente questa massima ; che tanto uno è , quanto è negli occhi di Dio , e non più ."  A. Kemp.

S. Francesco diede principio alla sua santità con mettersi sotto i piedi i rispetti umani : perché avea ben penetrata la verità di questa santa massima , la quale perciò egli andava spesso rivolgendo dentro di sé .   In questa sola massima si era parimente ben fondato e stabilito S. Francesco di Sales , il quale perciò molto poco aveva a cuore la sua riputazione , nulla curandosi in qualunque modo gli altri sentissero di lui . Onde parlando una volta con una persona , oh , disse , fosse in piacere a Dio , che la mia innocenza non fosse mai riconosciuta , né anche nel giorno dell'universal Giudizio , ma stesse sempre nascosta ed eternamente celata nel gabinetto segreto dell'eterna Sapienza ! Ed un'altra volta : se la grazia di Dio avesse collocata alcun'opera di giustizia in me , o avesse operato qualche bene per mezzo mio , io mi contenterei , che nel giorno del Giudizio , quando si manifesteranno i segreti dei cuori , altri che Dio solo , non sapesse le mie giustizie , e che le mie ingiustizie all'incontro si vedessero da tutte le creature .

 

28. " Tutti quelli , che ha voluto arrivare davvero al possesso dell'Umiltà , si son dati a tutto potere all'esercizio delle umiliazioni : perché conobbero , che questa è la via più spedita e più corta ."  S. Bern.

Il B. Alessandro Sauli , Vescovo d' Aleria , essendo il Religione uomo dotto e stimato , anche quando era superiore , si occupava volentieri in impieghi bassi : come scopare la casa , lavare i piatti , tirar acqua , portar legna in cucina , lavorar nel giardino , servire a' vecchi ed indisposti , portar some pesanti sulle spalle , tener cura della porta , sanar gl'impieghi , ajutare il Sagrestano , e simili . E quando per cagione di prediche , o di altre opere spirituali veniva qualche giorno impedito da tali esercizj a lui quotidiani , il giorno seguente solea supplire al passato con raddoppiare gli atti .   Spiccò molto in questo S. Camillo de Lellis , il quale anche quando era Generale della sua Religione si vedea spesso servire alla mensa in refettorio , lavare i piatti nella cucina , portar la Croce , e talvolta anche il cataletto nel trasporto de' morti , e girar per Roma colle bisacce sulle spalle , cercando il pane , quantunque ne venisse ripreso da' Signori principali , e da' Cardinali suoi parziali , che talora l'incontravano per le strade in questa guisa .   La V. M. Serafina si esercitava spesso in varj uffizj vili : tra gli altri fu veduta più volte stropicciarsi il volto con scopa vecchia .   S. M. Mad. de' Pazzi praticava volentieri cose , che la rendeano dispregevole : come farsi bendare gli occhi , legar le mani di dietro , calpestare , percuotere , farsi dir parole di sua confusione , e simili .   Di  S. Policronio si legge , che portava un abito vile , usava un cibo vile , e molto scarso , e passava quasi tutta la notte in orazione con un tronco di quercia su le spalle tanto grave , che Teodoreto , scrittore della vita di lui , attesta di averlo veduto , e ch'essendovisi provato , appena poteva alzarlo da terra con tutte e due le mani .   S. Rosa di Lima oltre dell'occuparsi giornalmente come una serva negli ufizj più vili , per maggiormente avvilirsi inventò una maniera strana ; e fu , che avendo in casa per serva una donna di condizione rozza ed indiscreta al sommo , con industrie e con preghiere l'indusse a strapazzarla con parole e con fatti .  Ritiravasi con essa in qualche parte segreta della casa , e gettatosi per terra , si facea da lei sputar in faccia , calpestar co' piedi , e percuoter co' pugni , co' calci , e con battiture , come si sarebbe fatto con un giumento ; né si alzava da terra finché non avesse ottenuto quanto bramava .   S. Giovanni Climaco racconta d'un monaco molto amante dell'Umiltà , il quale per superare i molti pensieri di vanità che il Demonio gli metteva in capo , trovò questa industria . Scrisse nel  muro della sua Cella queste memorabili parole .  Carità perfetta . Orazione altissima . Mortificazione totale . Dolcezza inalterabile . Pazienza invitta . Castità angelica . Umiltà profondissima . Confidenza filiale . Diligenza squisita . Rassegnazione somma . Quando poi il Demonio veniva a tentarlo di vanità , egli rispondeva tra se : andiamo alla prova di questo , ed accostatosi al muro , leggea tutti quei titoli : Carità perfetta . Carità si , ma come pefetta , se parlo male degli altri ? Umiltà profondissima . Questa io non l'ho , mi contenterei di profonda . Castità angelica . Come tale in me , che do luogo ai pensieri immodesti ? Orazione altissima . No , che mi distraggo in altre cose . Mortificazione totale . No , che vado dietro alle mie soddisfazioni . Dolcezza inalterabile . No , che per ogni minimo incontro vado fuor di me . E così in tutti gli altri . E con questo facea presto sparire il pensiero di vanità .

 

29. " L'Umiltà per esser vera dee andar sempre accompagnata colla carità : cioè amando , cercando , ed accettando le umiliazioni , per piacere a Dio , e per somigliarsi a Gesù Cristo , altrimenti sarebbe un praticarla all'uso de' Gentili ."  S. Franc. di Sales .

S. Vincenzo de' Paoli , non si può dire , che non avesse la vera umiltà . Poiché se tanto facea per nascondersi , abbassarsi , umiliarsi , e rendersi dispregevole quando potea negli occhi del Mondo , non lasciando passare occasione alcuna di sua umiliazione , che non l'accettasse volentieri e con tutta allegrezza : tutto ciò facea , perché tale appunto era il sentimento interno che avea di sé e del suo niente : e per operare ed imitare le umiliazioni del Figliuolo di Dio , il quale , come egli disse un giorno in una conferenza , essendo lo splendore della gloria di suo Padre , e la figura della di lui sostanza , non contento di aver menata una vita , che si potea dire una umiliazione continua ha di più voluto anche dopo la sua morte restarsi continuamente avanti gli occhi in uno stato d'estrema ignomia , qual'è la figura del Crocifisso . Quindi è , che l'Umiltà del servo di Dio era di cuore , e così sincera , che se gli leggeva in fronte , negli occhi , ed in tutto il suo portamento esteriore .   Di S. Paolo riferisce S. Girolamo , come sentendo che alcuno avea detto , esser ella impazzita per troppo favore dello spirito , e che sarebbe stato bene farle un buco nel capo , per dar aria al cervello ; essa modestamente rispose con quel detto dell'Apostolo : Non stulti propter Christum , soggiungendo , che l'istesso era avvenuto a Gesù Cristo , che i suoi persecutori cercarono di legar come matto . Dice ancora il medesimo Santo , che avendo ella ricevute più volte villanie , ingiurie , e contumelie , non si lasciò mai scappar di bocca una minima parola di risentimento : ma soleva in quei casi ripeter tra sé quelle parole del Salmo : Ego autem quasi surdus non audiebam , et quasi mutus non aperiens os suum .

 

 

 

 

 


 

Fonte : DIARIO SPIRITUALE , di autore anonimo , Tipografia Paci , Napoli , 1843 .