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  DIARIO SPIRITUALE di Anonimo napoletano :  gennaio - perfezione


La trascrizione di un importante testo di Anonimo , pubblicato a Napoli nel 1843 , un testo rilevante per la crescita cristiana e salvezza spirituale di ognuno di noi . Un libro che al pari del più famoso " L'imitazione di Cristo " spiega in maniera chiara e semplice  come aprirsi alla realtà e attualità del Vangelo . Se ne consiglia la lettura per il profondo insegnamento del significato di una vita vissuta secondo l'esempio di Gesù Cristo .

 

 

DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

 

 

che comprende una scelta di detti e di fatti di santi, o di altre persone di singolare virtù adattati ad incitare le anime all'acquisto della perfezione , e i loro confessori a condurveli

 


Indice generale dei Capitoli del libro Diario Spirituale di Anonimo napoletano


GENNAIO

PERFEZIONE

Estote perfecti , sicut et Pater voster caelestis perfectus est . Matteo 5.48.

 

1. " Fate conto , che tutto il passato sia nullo e dite con David : Adesso comincio ad amare il mio Dio ."   S. Francesco di Sales.

Così appunto facea l'Apostolo S. Paolo . Quantunque dopo la sua conversione fosse egli divenuto un vaso d'elezione , ripieno dello spirito di Gesù Cristo ; con tuttocciò per mantenersi ed avanzarsi nella via del Cielo , si valea di questo mezzo ; poiché scrivendo ai Filippesi : Fratelli miei , disse loro , io non mi penso d'esser arrivato alla perfezione , ma ho tutto l'impegno per arrivarci : ed a tal effetto mi scordo di quanto ho fatto per l'addietro , e mi metto avanti gli occhi quel che mi manca , facendomi animo , e procurando di conseguirlo .   Così pure si andava di giorno in giorno stimolando alla virtù il glorioso S. Antonio . Scrive di lui S. Attanasio , che si tenea sempre per principiante , come se ogni giorno fosse il primo , in cui cominciasse a servir Dio , e come se per l'addietro non avesse fatto niente di bene , ed allora ponesse il piede nella via del Signore , e facesse il primo passo verso il Cielo . E questo appunto fu l'ultimo ricordo , ch'egli diede ai suoi Monaci mentre stava per morire . Figli miei , disse loro , se volete far profitto nella virtù e nella perfezione , abbiate sempre questa cosa innanzi agli occhi , di far ogni giorno conto , che allora cominciate , di portarvi sempre come il primo giorno , che cominciaste .   Così ancora si trova aver fatto e consigliato ad altri fare S. Gregorio , S. Bernardo , S. Carlo . Questi per rendere a tutti più chiara la necessità e l'utilità di questo mezzo , si servivano di due belle similitudini , dicendo che si dee far in questo come fanno i viandanti , che non guardano quanto han camminato , ma quel che lor resta da camminare , e questo tengono sempre innanzi agli occhi finattanto che abbiano finita la giornata : come i negozianti di questo Mondo , che invogliati delle ricchezze non fanno conto di quel che hanno acquistato sino a quell'ora , né delle fatiche , che vi han sofferte ; ma mettono tutta la opra e sollecitudine loro in far nuovi acquisti , ed in moltiplicarli ogni giorno più , come se per l'addietro non avessero fatto , né guadagnato niente .

 

2. " Bisogna cominciare con una forte e costante risoluzione di darsi tutto a Dio , protestandogli con una maniera tenera ed amorosa , che venga dal fondo del cuore , che per l'avvenire vogliamo esser suoi senza alcuna riserva ; e poi andare spesso rinnovando questa stessa risoluzione . " S. Francesco di Sales .

Questo appunto era uno dei mezzi molto inculcato da S. Filippo Neri , per l'acquisto della Perfezione , e molto da esso praticato , di rinnovare spesso i buoni propositi .  S. Francesco di Sales facea di tanto in tanto la rinnovazione di spirito , ed in quella concepiva sempre nuovi desideri di servir meglio a Dio .  Il Ven. Gio. Beremans fin dal principio che entrò in Religione , si piantò in cuore un vero proposito di volersi fare Santo ; e poi non solo si mantenne sempre costante in tutte le pratiche e risoluzioni , che a questo fine intraprendeva ; ma ogni dì prendeva nuovo vigore per lo suo profitto spirituale .  Dando gli esercizi in Torre di Specchi in Roma un Santo Religioso , una Monaca detta Suor Maria Bonaventura , che viveva molto rilassata , non ci voleva intervenire ; pure con molti prieghi vi s'indusse . Ed alla prima meditazione del fine dell'uomo restò talmente accesa , che appena il Padre ebbe finito , lo chiamò a se , e gli disse : Pater , volo fieri sancta , et cito : e ritiratosi in stanza , si scrisse queste stesse parole in una cartuccia , che attaccò ai piedi del suo Crocifisso . E da quel punto si diede con tanto fervore all'esercizio della Perfezione , che morendo undici mesi dopo , se ne scrisse la Vita .

 

3. " Il Signore desidera sommamente da noi , che siamo totalmente Perfetti , per essere una medesima cosa con lui. Miriamo  quel che ci manca per arrivare a questo. " S. Teresa .

Il P. Pietro Fabro , compagno di S. Ignazio , tanto stimato da S. Francesco di Sales , pensando a questo , che Iddio brama molto il nostro profitto , si studiava di andar sempre crescendo , e di non lasciar passare giorno senza far qualche progresso nella virtù . Con che crebbe in gran Perfezione , ed in grande opinione di santità .  S. Pacomio , e S. Antonio con mirare le virtù degli altri , stimolava se stessi a procurarne l'avanzamento in sé .  La Ven. Suor Maria Villani nel giorno della festa di S. Francesco , di cui ella era molto divota , ebbe questa visione . Le apparse il Santo , e la condusse in un luogo eminente , il più bello che avesse mai veduto . Per entrarvi dentro , bisognava salire per quattro mura altissime , che , come il Santo le dichiarò , significavano i quattro stati della Perfezione . La fece salire sul primo muro , provandoci essa gran difficoltà , e le disse esser quello il primo stato di perfezione , chiamato di purità di coscienza , la quale confina colla purità angelica , ove l'Anima diventa come una fanciulla di tre o di quattro anni , e vi gode una monda e santa serenità , e non giudica mai male de' fatti altrui , né si cura d'intendere cosa alcuna di quelle , che non appartengono al proprio stato , parendole ogni altra cosa fuor di proposito . Indi la fece salire il secondo muro , dicendole che chi è arrivato allo stato di purità di coscienza , si rende capace dell'orazione e del vero amore : frutto indivisibile dell'orazione . E qui le scoprì le proprietà del vero amatore , che sono , esser puro , semplice spropriato , e fondato nella verità del solo Dio , il quale non si può comunicare se non alle Anime , che hanno la suddetta purità. Poi la fece salire il terzo muro , che è quello della croce e mortificazione , dicendole , che dalla purità ed amore passa l'Anima a prender coraggiosamente la croce su le proprie spalle , e ad esser crocifissa ; e che per arrivare a questo stato , dee far acquisto di quattro principali virtù : che sono una vera mortificazione di tutt'i vizi , e d'ogni affetto terreno : una perfetta povertà di spirito , con cui si pone sotto i piedi tutti i beni temporali : una morte vitale , con cui morendo a se stessa ed a tutti gli affetti del senso , vive in una totale annichilazione : e trasformata nel Crocifisso , sicchè possa dire : Vivo ego , jam non ego , vivit vero in me Christus . Giunta l'anima a questo stato , le sembra di signoreggiare il Mondo , e sopporta i patimenti e le croci di tal maniera , che le pare di non esser più capace di patire . Il quarto muro poi , le disse , è lo stato della reale e perfetta unione .

 

4. " Io non sento parlare che di Perfezione , ma da pochi la leggo praticare . Ognuno se la figura a modo suo . Altri la ripongono nella semplicità del vestire , altri nell'austerità , altri nelle limosine , altri nella frequenza de' Sagramenti ; chi nell'orazione , chi nella contemplazione passiva , e chi in quelle grazie gratis date , dette gratuite : ma con un continuo inganno , prendendo gli effetti per la causa , ed i mezzi per lo fine . Io per me non conosco altra Perfezione , che è quella di amar Dio di tutto cuore , ed il prossimo come me stesso . Chi si figura altra specie di Perfezione , s'inganna : poiché tutto il cumulo delle altre virtù senza questo amore non è più che una massa di pietre . E se non godiamo subito e perfettamente questo tesoro del santo amore , il difetto viene da noi ; perocché siamo troppo scarsi e lenti con Dio , e non finiamo di darci interamente a lui , come fecero i santi . " S. Francesco di Sales

Chi non vede da questo , che la Perfezione del medesimo Santo non potè non esser della vera , e molto sublime , mentre fu sì grande e sì puro il suo amore e verso Dio , e verso il prossimo ? L'istesso pure si può dire di S. Vincenzo de Paoli , e di molti altri .  Ammirabile veramente fu in queste due cose S. M. Maddalena de' Pazzi . Essa come si vedrà in appresso , tanto crebbe nell'amor di Dio , che non potendo resistere agli eccessivi ardori di quel fuoco divino , era tal volta costretta a refrigerarsi il petto con panni lini inzuppati nell'acqua fredda , e tanto inoltrossi nell'amor dei suoi prossimi , che bramava proccurare più il bene loro che il proprio .

 

5. " Tutta la perfezione sta fondata in due soli principi , coll'uso de' quali se si attende alle azioni quotidiane della sua vocazione , sicuramente si arriva al colmo e compimento di essa . Il primo è una stima bassissima di tutto il creato , ma soprattutto di sé stesso . Della quale stima ha da derivare in pratica uno spogliarci e rinunciare a noi medesimi ed a tutte le cose create , e nell'affetto con risoluta volontà e nell'opera , quando , e come conviene , e particolarmente con restarcene contenti e con somma allegrezza , quando il Signore ci spoglia di esso e di qualsiasi altra cosa . Il secondo principio è una stima altissima di Dio , che facilmente si acquista considerando col lume della Fede , come egli è onnipotente , sommo bene , nostro fine , e quegli che tanto ci ha amato , e ci è sempre presente , e ci governa in tutto e quanto alla natura , e quanto alla grazia , ed in particolare ci chiama , e c'incammina con singolar vocazione ad un'alta perfezione . Da questa stima poi ne ha da nascere una prontezza , e gran sommessione della volontà e di tutto l'uomo alla volontà divina , per adorarla , e per eseguire tutto ciò , ch'egli vuole da noi a maggior gloria sua , senza alcun nostro interesse quanto si voglia anche santo ; ed insieme una piena conformità col divino volere , la qual sia la misura pratica di tutti i nostri segni , affetti , ed operazioni . In questa maniera arriva l'Anima all'unione , non già mistica , per via di ratti , d'elevazioni di mente e di affetti veementi , ma soda , reale , e comune per via di volontà sommamente conforme al divino volere per amor perfetto , che fa sperar senza lumi tutto in Dio , e per Dio . E di questi tutti ne son capaci , e tutti con chiarezza , ma non senza croci vi possono infallibilmente arrivare . " Il P. Achille Gagliardi .

Questo fu sempre lo studio principale di S. Vincenzo de Paoli , di ben fondarsi e perfezionarsi in questi due principi . Imperocché credendosi egli per la sua profonda umiltà affatto incapace di cose grandi , non pensò ad altro , che a voler compir fedelmente le obbligazioni che ha con Dio un vero e perfetto Cristiano . E perché illuminato da luce superna conobbe , che tutta la cristiana Perfezione dipende dal buon uso di questi due principi , questi cercò sopra ogni altra cosa di ben penetrare e stabilire nell'Anima sua ; sicché gli servissero di retta regola e guida sicura per ogni sua azione . E ben gli riuscì l'intento . Perocché Iddio ch'esalta gli umili , non si contentò di condurlo per questo mezzo a quella Perfezione cristiana , ch'egli s'avea prefissa ; ma volle di più inalzarlo ad una santità quanto soda , altrettanto eminente , e si può dir singolare : poiché pochi certamente trovansi tra quei , che senza l'aiuto di lumi straordinari della grazia , giungano ad una sì eccelsa santità , qual fu quella di questo umil servo di Dio .

 

6. " La Perfezione consiste in una sola cosa , che è di fare la volontà di Dio . Poiché se al dire di nostro Signore , per esser perfetto , basta negare se stesso , portar la sua croce , e seguir lui ; chi nega meglio se stesso , e porta meglio la propria croce , e segue più Cristo di colui , che si studia di non fare mai la propria volontà , ma sempre quella di Dio ? Or vedete quanto poco ci vuole a farsi santo ! Non altro che abituarsi a volere in ogni occasione ciò che vuole Iddio . " S. Vincenzo de Paoli .

In questo più che in ogni altra cosa mostrò il medesimo Santo la purità e sodezza della sua virtù , in istudiarsi di sempre seguitare e adempire la volontà del Signore . Era questo il gran principio , su cui fondava tutte le sue risoluzioni , e con cui fedelmente e costantemente eseguiva quanto avea risoluto ; mettendosi sotto i piedi ogni proprio interesse  , e preferendo sempre la divina volontà , e la gloria , e servizio di Dio a qualunque altra cosa , senza eccettuarne veruna .  Di Davide disse il Signore , ch'era un uomo secondo il cuor suo : ed ecco ove si fondava tutta questa gran santità ; perché , disse , farà la mia volontà .   S. M. Maddalena de' Pazzi era a questo tanto attaccata , che disse più volte , che mai non si sarebbe posta a far cosa alcuna quantunque minima , come sarebbe l'andare da una stanza all'altra , se avesse pensato non esser conforme al divino volere ; né avrebbe mai lasciato di fare cosa alcuna , che avesse creduto esser a quello conforme : e che , se avendo cominciato a fare qualche azione , nell'atto di farla le fosse venuto in pensiero , esser quella contro la volontà del Signore , in quel medesimo istante l'avrebbe subito lasciata , ancorché il non proseguirla le dovesse costar la vita .   Racconta il Taulero di un certo uomo santo e dotto , che mentre stava in punto di morte , pregato dagli amici di lasciar loro qualche buon documento , disse così : il sommario e il breviario d'ogni dottrina è di prendere dalla mano di Dio tutte le cose , che avvengono , e non voler altre ; che fare in ogni cosa la sua divina volontà .  La V. M. Serafina di Dio , era tanto affezionata alla volontà di Dio , che pregava spesso il suo Direttore a manifargliela , dicendo : avvisatemi P. che debbo fare , e non mi lasciate far niente da me : acciò tenga contenta sua divina Maestà ; perché il vederla un tantino disgustata farebbe annichilar mille mondi . Ed essendole un di venuto un gran desiderio di non far niente di proprio volere , ma il solo volere di Dio , col consenso del Direttore ne fece il voto .

 

7. " Servo di Dio vuol dire : Avere una gran carità verso il prossimo , ed una inviolabile risoluzione di seguir in tutto la divina volontà , confidare in Dio con semplicità ed umiltà : sopportare se stesso nei propri difetti , e tollerar pacificamente le altrui imperfezioni . " S. Francesco di Sales .

Tutta la vita di questo santo , come pure quella di S. Vincenzo de Paoli altro non fu , che un fedele e continuo esercizio di questi atti di virtù nelle occasioni , che alla giornata se gli presentavano : con che ambidue divennero gran servi di Dio .  Nelle Vite de' PP. occidentali si narra di S. Fintano , che ogni giorno era visitato da un Angelo , e che avendo questi mancato di ciò fare per alcuni giorni , quando il Santo ebbe la grazia di rivederlo , lo richiese perché l'avesse privato per tanto tempo della sua dolcissima presenza : perché , rispose l'Angelo , mi è convenuto di assistere alla morte di Motua , ch'era gran servo di Dio , e meglio di te perché ha fatto cose che non hai fatto tu . Questo non ha offeso mai con parole alcuno presente , né ha mormorato alcuno assente , né mai si è lagnato del tempo , dolce , o rigido che fosse , né di verun altra  cosa , qualunque si fosse , e comunque avvenisse , ma sempre si è interamente conformato al volere di Dio , nelle cui mani stanno tutte le cose .  Affliggendosi un dì S. Geltrude per un piccolo difetto , nel quale era solito cadere di tanto in tanto , pregò istantemente il Signore di liberarnela ; il quale le disse con molta piacevolezza : vorresti dunque , che io restassi privo d'un grand'onore , e tu d'un gran premio ? Sappi , che quante volte uno riconosce il suo mancamento , e si propone di schivarlo per l'avvenire , si guadagna un gran premio per se ; e quante volte si astiene per amor mio dal ricadervi , fa a me tanto onore , quanto ne fa ad un Re un bravo Soldato , allorché combatte coi suoi nemici e li vince .

 

8. " L'esser perfetto nella sua vocazione altro non è , che fare i doveri o gli uffizi , che uno per la sua condizione è obbligato di fare ; ma farli bene , ed unicamente per l'onore ed amore di Dio , col riferir tutto alla gloria di lui . Chi così opera , dicesi perfetto nel suo stato , ed uomo secondo il cuore , e secondo la volontà di Dio . " S. Francesco di Sales .

Nelle Vite de' SS. PP. si narra dell'Abbate Pafunzio , tanto celebre in santità , che un giorno mostrò desiderio di sapere dal Signore se egli avesse alcun merito presso di lui ; e gli fu risposto , ch'era giunto ad uguagliare il merito di un tal gentiluomo , Barone di una terra , che gli nominò . Si portò subito il Santo a trovar colui , dal quale fu ricevuto benignamente , e ben trattato , e terminata la cena lo pregò di manifestargli il tenore della sua vita . Si scusò il Barone con dire di non aver egli in sé virtù alcuna : ma poi importunato dall'altro gli disse , ch'era attentissimo ad albergare i Pellegrini , e in provvederli di quanto era loro necessario per lo viaggio : che mai non disprezzava i poveri , e li soccorreva nei loro bisogni ; che faceva amministrar la giustizia rettamente , e dava sempre le sentenze giuste , non partendosi mai dalla ragione né per raccomandazioni , né per affetto : che non facea verun' angaria a' suoi sudditi : che lasciava seminar ne' suoi campi a chiunque voleva , e non prendeva più del dovere : che niuno si poteva lamentare d'aver mai ricevuto danno , o molestia dalla sua famiglia , o da' suoi bestiami : che non avea mai contristato alcuno , né mai detto male d'altrui ; ma onorava tutti , amava tutti , aiutava tutti in quel che poteva , e si studiava di mantenere tutti in pace e concordia . In udir ciò restò il S. Abate grandemente consolato , ed intese , che la vera Perfezione non sta in tante cose , ma in adempiere i suoi doveri .  In S. Cesario , Terra della Provincia di Lecce , vi era una Monaca di casa , tenuta in concetto di santità nel tempo che viveva il B. Giuseppe da Cupertino ; il quale trovandosi un giorno in casa del marchese di quel luogo , e richiesto dal medesimo del suo parere circa la fama di santità , che correa di quella Monaca , rispose : una ne avete qui vera santa , che non è conosciuta ; e gli nominò una povera vedova , di cui non glie n'era stata mai fatta parola . S'informò il Marchese della qualità di questa , e trovò , che se ne stava sempre chiusa nella sua piccola casuccia insieme con alcune sue figliole , faticando continuamente per potersi mantenere , e non si lasciavano mai vedere fuorché una volta il giorno , ch'era la mattina di buon'ora , che andavano alla Chiesa per sentire la Messa .

 

9. " Benché a chi è entrato in Religione , e si guarda d'offender Dio , paia di aver fatto tutto ; oh che rimangono certi vermi , che non si lascian conoscere , finché non ci abbian rose le virtù ! E questi sono un amor proprio , una propria stima , un giudicare gli altri , benché per lo più in cose piccole , ed un mancamento di carità verso il prossimo : poiché se pure strascinando , soddisfacciamo all'obbligo , non lo facciamo con quella perfezione , che Dio vorrebbe da noi ."  S. Teresa .

Ad uno di questi vermi , che è quello della propria stima , attribuiva Monsignor di Palafox la causa della sua rilassazione dopo la sua conversione , e dell'essere stato vicino a perdersi per sempre . Poiché , dice , sebbene io era umile , mi dava però a credere di esser veramente umile : ed ancorché procurassi e bramassi d'esser buono , solea presumere d'esser veramente buono : e quella occulta superbia obbligò la divina Bontà ad ammaestrarmi , acciò vedessi , che non era buono , ma cattivo , fiacco , miserabile , e pieno di superbia , di sensualità , d'infedeltà , ed un prodigo dispregiatore de' beni della grazia .   Si narra nelle Vite de' PP. che due di loro aveano ricevuto il dono di vedersi scambievolmente la Grazia uno del cuore dell'altro . Or essendo uno di loro uscito di cella un Venerdì di buon'ora , trovando un Monaco , che stava mangiando in quell'ora contro il consueto de' Monaci , lo giudicò di mancamento , e ne lo riprese . Ritornato poi a casa , il compagno non vide in lui il solito segno della Grazia , e gli dimandò che avesse fatto , e non ricordandosi l'altro di nulla : vedi soggiunse , che non abbi detta alcuna parola oziosa . Allora ricordossi quegli del suo mal giudizio , e gli narrò il fatto : per lo che ambidue digiunarono due intere settimane : quali terminate , apparve nel colpevole il solito segno .

 

10. " Avvertite , che la Perfezione non si acquista con tenere le braccia in croce ; ma convien travagliar davvero , per domar se stesso , e ridursi a vivere non secondo le inclinazioni , e le passioni , ma secondo la ragione , e secondo la regola o l'ubbidienza . La cosa è dura , non può negarsi , ma necessario : coll'uso però divien facile e gustosa . " S. Francesco di Sales .

Racconta Plutarco di Licurgo , che avendo presi due piccoli cagnolini , figli d'un istesso padre , n'allevò uno nella cucina , e l'altro nella caccia . E fatti che furono grandi , un giorno che dovea fare un'esortazione al Popolo , li condusse nel Foro ove gettò per terra delle spine di pesci , e nel tempo stesso fece uscire una lepre , alla qual vista il primo si mise incontanente e stritolar co' denti le spine , e l'altro a seguire il lepre . Allora Licurgo intimato silenzio : vedete , disse rivolto al Popolo , questi due cani sono ambedue della medesima stirpe , e pure non son portati a far la medesima cosa , ma ciascuno quella , alla quale si è assuefatto . Tant'è vero , che coll'assuefazione s'arrivano a superar fin le inclinazioni più violenti della stessa natura .   Si scrive di S. Ignazio di Loyola , che colla continua forza , che avea fatta a se stesso in mortificarsi , ed in soffrir le avversità , era giunto a tal segno , che parea non avesse più alcuna inclinazione . Ed il medesimo pure s'è veduto in molti altri .

 

11. " Tutta la scienza de' Santi si ristringeva a due cose : Fare , e soffrire . E chi meglio ha fatte queste cose , quegli si è fatto più Santo . " S. Francesco di Sales .

Chi leggerà la Vita de' Santi Ambrogio , Basilio , Girolamo , Grisostomo , Domenico , Vincenzo de Paoli , e di tanti altri gran Santi , non si maraviglierà , che riuscissero tanto eccellenti in santità , in vedere le innumerevoli opere , che fecero , ed i gran patimenti , che soffrirono .   Questa , come si narra nelle Vite de' PP. fu l'arte tanto praticata da S. Doroteo , di tenerlo in esercizio continuo , e specialmente in cose contrarie a' suoi propri voleri : dimodoché se gli vedeva in mano alcuna cosa ben fatta , ancorché necessaria al suo uffizio , come coltelli , libri , e simili , glieli toglieva : se gli chiedeva notizie di cose anche buone , lo licenziava senza rispondergli ; e così in tutte le brame , che avea , cercava di mortificarlo ; ed egli in tutto prontamente ubbidiva , e tutto soffriva senza replica . Ed in questa maniera nello spazio di soli cinque anni arrivò ad una molto alta perfezione e santità .

 

12. " Io vorrei persuadere alle persone spirituali , che il cammino della Perfezione non consiste in tanti modi ; né in molto pensare , ma in negare in tutto se stesso , ed in darsi a patire in ogni cosa per amor di Cristo . E se vi è mancamento di quest'esercizio , tutte le altre maniere di camminare nella via spirituale sono un andare di pala in frasca , e per via di bagattelle senza profitto alcuno , ancorché la persona avesse un'altissima contemplazione e comunicazione con Dio . " S. Giovanni della Croce .

Scrive Cassiano dell'Abbate Pafunzio , che la strada , per la quale questi giunse a tanta santità fu per avere egli atteso a mortificare continuamente le proprie voglie : e che in questo modo estinse in sé tutt'i vizi , e perfezionò in tutte le virtù .  Il P. Baldassarre Alvarez stava continuamente affliggendosi , e negando se stesso in tutto quello che la natura appetiva , non solo nelle cose grandi , ma ancor nelle piccole : con che giunse ad un'alta Perfezione .  La B. Angela di Foligno stando in estasi , vide il Signore , che facea carezze ad alcuni suoi servi , ma a chi più , a chi meno : e bramosa d'intendere la cagione di tale diversità s'avanzò a domandarne il Signore , il quale così le rispose : Io chiamo tutti a me ; ma non tutti veggo venire , perché la strada è intralciata di spine . Quelli poi , che vengono , io tutti l'invito a mangiare al piatto mio , ed a bere alla mia coppa . Ma perché le mie vivande sono ingrate al senso , ed il mio Calice è ripieno d'amarezze ; non a tutti piace di satollarsi meco di quei travagli , de' quali io nel Mondo mi pasceva . Quelli però , che son più costanti in tenermi compagnia , quei son certamente i miei più cari , ed i miei favoriti . Udito ciò la Beata , si riempì di tanta brama di patire , e di negare in tutto sé stessa , che venendole poscia mosse molte contrarietà da' suoi Religiosi , e dai suoi Parenti , vi pruovò tanta consolazione , quanta ne avrebbe ricevuta un mondano in una ricreazione di tutto suo genio e vantaggio .

 

12. " Il peggior de' mali in quei che hanno buona volontà , e che vogliono esser quel che non possono essere , e non vogliono essere quel che necessariamente essere debbono . Concepiscono desideri di far cose grandi , che forse non gli verranno mai a taglio ; e frattanto trascurano le picciole , che il Signore mette nelle loro mani . Mille piccioli atti di virtù ; come sarebbe sopportare l'opportunità e le imperfezioni del prossimo , soffrire una parolina , o un picciol torto , reprimere uno sdegnuccio , mortificare un'affezioncella , una curiosità di dire , o di sentire , scusare una indiscrezione , condiscendere altrui in cose piccole , e simili : queste sono cose , che fanno per tutti , perché non praticarle ? L'occasioni di guadagnar grosse somme vengono di raro ; ma de' piccioli guadagni se ne possono far molti ogni giorno : e col maneggiar con giudizio questi piccioli  , vi son quelli , che si arricchiscono . Oh quanto ci faremmo santi , e ricchi di meriti , se sapessimo profittare delle occasioni , che la nostra vocazione ci somministra ! Si , si , applichiamoci a battere bene la strada , che è più vicina a noi , ed a far bene la prima giornata , senza trattenerci nel pensiero dell'ultima , che faremo buon cammino . " S. Francesco di Sales .

S. Filippo Neri , acceso di desiderio del martirio si era risoluto d'andare a predicare la Fede nelle Indie : ma avendogli Dio fatto intendere per via d'una rivelazione , che le sue Indie doveano essere in Roma , ivi si trattenne : e con menarvi una vita piena d'atti virtuosi riuscì un gran Santo .   Il V. Bercmans in cinque soli anni di Religione giunse certamente ad un'alta Perfezione . Or che fece mai ? Niente altro , che studiarsi di esser fedele in far esattamente tutte quelle cose che nella via della virtù conobbe di dovere , e di poter fare , non trascurando parte alcuna di Perfezione , che coll'aiuto della grazia potesse acquistare .  S. Geltrude una volta trovandosi molto debole , volle sforzarsi a dire il Mattutino ; ed avendo finito il primo notturno , venne un'altra inferma a pregarla di dirlo con lei , ed ella tornò a principiare . La mattina poi ebbe una visione , in cui vide l'Anima sua guarnita di gioia di gran prezzo ; ed il Signore le disse , che con quell'atto di carità fatto per amor suo , s'avea meritato quell'ornamento , nel quale tante erano le gioie , quante le parole ridette .  Di un giovine studente Gesuita si legge , che una mattina in giorno di vacanza mentre egli stava per uscire a prendere aria insieme con gli altri suoi compagni , fu pregato da uno de' Padri a trattenersi per una mezz'ora , a fine di servire la Messa , ed egli lo fece . Cresciuto poi in dottrina ed in età , andò a predicare la Fede tra gli Infedeli , e là fu fatto degno di conseguir la gloria del Martirio . Ed allora gli fu rivelato una grazia sì grande essergli stata data da Dio in premio di quella piccola mortificazione , che abbracciò in servir la Messa .

 

14. " Il nostro maggior male si è , che vogliamo servir Dio a modo nostro , e non a modo suo , secondo la volontà nostra , e non secondo la sua . Quando egli vuole , che siamo ammalati , noi vogliamo esser sani , quando egli desidera che lo serviamo co' patimenti , noi desideriamo di servirlo coll'opere : quando vuole ch'esercitiamo la carità , noi vogliamo esercitare l'umiltà : quando vuol da noi la rassegnazione , vogliamo la divozione , l'orazione , o alcun'altra virtù ; e questo non perché le cose  , che noi vogliamo sieno più grate a lui , ma perché sono di più gusto nostro . Questo è certamente l'impedimento maggiore , che noi possiamo porre alla nostra Perfezione : essendo indubitato , che se vorremo esser santi secondo la nostra  propria volontà , non lo saremo mai . Per essere veramente santo , convien esserlo secondo la volontà di Dio . " S. Francesco di Sales .

Conobbe bene questa tanto importante verità S. M. Maddalena de' Pazzi ; e con la guida d'una luce si chiara di tal maniera seppe sottomettere la volontà sua a quella di Dio , che sempre contenta di quanto le accadeva nella giornata , nulla mai bramava di nuovo ; e solea dire , che avrebbe tenuto per difetto notabile il chiedere al Signore alcuna grazia per sé , o per altri con maggior istanza , che con semplici preghiere ; e che godeva e si gloriava di fare la volontà di lui , e ch'egli non facesse la sua . Per fin la santità , e perfezione dell'anima sua desiderava , che fosse non secondo il desiderio suo , ma secondo il volere di Dio . Ond'è , che si avea scritta questa risoluzione : Offerire me stessa a Dio , e volere tutta , e quella sola Perfezione , ch'egli compiace che io abbia , e nel modo e nel tempo ch'egli vorrà , e non altrimenti . Ed una volta favellando con una sua confidente , disse così : Il bene , che non mi viene per questa via della divina volontà , non mi par bene , ed eleggerei anzi di non aver dono alcuno , fuorché quello di lasciar ogni mio volere , ed ogni mio desiderio in Dio , che avere qualunque dono per mio desiderio e volere . Si , si , in me sint , Deus , vota tua , et non vota mea . E questa era la grazia , ch'ella più frequentemente e più istantemente chiedeva al Signore , che la facesse star sempre sin alla morte subordinata ed interamente sottomessa al suo divino volere e beneplacito : e però non è maraviglia se ella divenne sì santa .   Fra gl'istessi Gentili , si son trovati di quelli , che col solo lume della ragione chiaramente compresero questa verità . Plutarco disapprova quella comune preghiera del volgo : Dio ti dia tutto quel bene , che vuoi : no , dicea , si dee dir piuttosto : Dio faccia , che tu vogli quel che vuole egli . E quel che è più . Epitetto lo praticava , poiché diceva : Io son sempre contento di quanto mi accade alla giornata : perché so , che quanto mi avviene , tutto avviene per disposizione di Dio , e son certo , esser meglio quel che vuole Iddio di quel che io possa mai volere .

 

15. " Due inganni veggo io comuni tra le persone spirituali . Uno è , che misurano per lo più la loro divozione colle consolazioni e soddisfazioni , che provan nella via di Dio : talmente che se talora vengono queste a mancare ad esse , allora par loro di aver perduta tutta la divozione . No , questa non è più che una divozione sensibile . La vera e sostanziale divozione non consiste in queste cose , ma in avere una volontà risoluta , attiva , pronta , e constante di non offendere Dio , e di eseguire tutto ciò che appartiene al di lui servizio . L'altro inganno è , che se mai loro accade di far alcuna cosa con ripugnanza e con tedio , credono di non averci alcun merito . Anzi allora si merita assai più : talmente che una sola oncia di bene , fatto colla punta dello spirito tralle tenebre senza gusto , e con tedio , val più che cento libbre , fatto con gran facilità e dolcezza : poiché questa si viene a fare con un amor più forte , e più puro . E però per quante sieno mai le aridità ripugnanze della parte sensibile dell'Anima , non ci dobbiamo mai perder d'animo , ma seguitare la nostra strada , come appunto fanno i viandanti all'abbaiare de' cani . " S. Francesco di Sales .

Desiderando una pia Motrana di sapere quali fossero le Anime più accette  al Signore : egli la compiacque colla seguente visione . Ascoltando ella una mattina la Messa , dopo fatta l'elevazione vide Gesù in forma d'un vaghissimo fanciullo , che si mise a passeggiar sull'Altare , indi sceso in piano , ove stavano genuflesse tre divote monache , ne prese una per la mano , e le fece molte carezze ; poi accostatosi all'altra le alzò il velo dal viso , e le diede uno schiaffo partendosi da lei come adirato ; ma poco dopo ritornò e trovatola dolente e afflitta , si diede a consolarla con mille finezze d'amore . Venne in fine alla terza , e mostrandosele tutto sdegnato , presala per un braccio , la scacciò dall'Altare caricandola di pugni e di calci , e fino strappandole dal capo i capelli ; soffrendo ella tutto con pace , umiliandosi benedicendo il Signore . Allora Gesù rivolto alla Matrona : dei , disse , sapere che quella prima è debole nella virtù , e molto mutabile ; e però per istabilirla nella buona via , me le mostro tutto amorevole e benigno , altrimenti la lascerebbe . Quell'altra è più forte , e più perfetta , però ha bisogno di provare di tanto in tanto qualche soavità di spirito . La terza poi è così ferma e stabile nel mio servizio , che per qualunque avversità le venga , non si lascia da quello di togliere , e questa è la mia più diletta .   S. Filippo Neri , per sottrarre i suoi penitenti dal primo inganno , dicea loro , che nella vita spirituale vi sono tre gradi . Il primo , che si chiama vita animale : ed è di coloro che van dietro alla divozione sensibile , la quale suole Iddio dare a' principianti , acciocché tirati da quel gusto , come gli animali dall'obbietto sensibile , si diano alla vita spirituale . Il secondo , che si dice vita da uomo : ed è di quelli , che privati della dolcezza sensibile , combattono per la virtù contra le proprie passioni , ch'è cosa propria dell'uomo . Il terzo , che dicesi vita da Angeli , al quale grado sono arrivati quei , che esercitati per molto tempo in domare le proprie passioni , ricevono da Dio una vita quieta e tranquilla , e quasi che angelica eziandio in questo Mondo . Ed a chi preserva nel secondo , Iddio a tempo suo non manca di concedergli il terzo .

 

16. " Non si ha da mirar tanto a' gran favori di Dio ; quanto alle virtù , ed a chi con più mortificazione , umiltà e purità di coscienza serve il Signore : che quest'Anima senz'altro sarà la più santa. "  S. Teresa .

Quando mancassero prove di questa verità , basterebbe per confermarla il solo esempio di S. Vincenzo de Paoli , del quale si sanno sì pochi straordinari favori : e pure egli è stato , ed è appresso tutti in concetto di rara santità .  Narra Rufino d'Aquileja di S. Macario , che stando un giorno in orazione , e parendogli d'aver già fatto molto progresso nella virtù , che si trova nelle tali due Donne , che abitano nella Città . Si portò egli subito da loro , e dopo averle ben esaminate , trovò esser quelle due maritate , le quali per quindici anni avevano abitato sempre insieme nella medesima casa in perfetta unione e carità , senza esservi mai stata tra di loro una minima discordia né di fatti , né di parole . Di che stupito il Santo , confessò esser elle in vero migliori e più perfette di lui , con tutto che fosse stato dotato dalla divina bontà di molti e straordinari favori .

 

17. " Signore , che vuoi ch'io faccia ? Ecco il vero contrassegno di un'Anima totalmente perfetta , quando uno è giunto a lasciar talmente la sua volontà , che più non cerchi , non pretenda , né desideri di fare quel ch'ei vorrebbe , ma quella solamente , che vuole Iddio ."  S. Bernardo .

Queste furono le prime parole dell'Apostolo S. Paolo , subito ch'ebbe conosciuto il Signore : Signore , che vuoi che io faccia ? e furono da lui proferite con tanta sincerità d'affetto , e con tal sommissione di volontà , che da lì in poi altra brama ed altra pretensione più non ebbe , che d'adempire in tutto e per tutto il divino volere , né tra tante avversità , travagli , patimenti , e tormenti , che se gli opposero , vi fu mai cosa , che fosse bastante a diminuire , o far vacillare d'un punto la sua costanza e fedeltà .   La B. Madre di Chantal aveva un sì gran desiderio di conoscere , e di seguire la divina volontà , che nel sol udir pronunciare questa parola , volontà divina , quasi se le fosse accostata una torcia al cuore si sentiva tutta consumare , e finattantoché non l'avea conosciuta , le parea di star ne' tormenti .   La V. M. Serafina di Dio , attesta di sé , che il Signore in una interna illustrazione le diede chiaramente a conoscere quanto buona cosa sia il vivere senza il proprio volere , standosene la persona tutta rimessa nel santo volere di lui , e restai , dice , sì persuasa , che per l'esser suo sì grandioso e perfetto , tanto appunto conveniva di fare alle sue creature , di non avere altro volere , che quello del loro amorosissimo Dio ; e che giunto che uno sia a questo  , allora viene ad essere tutto in Dio , ed a godere il Paradiso in Terra .

 

18. " Se vuoi davvero far profitto , conviene , che ti attacchi strettamente a quel consiglio dell'Apostolo : Attende tibi , il quale importa due cose . La prima è , di non impicciarsi ne' fatti altrui , né guardare a' mancamenti degli altri . Poiché non ha poco a che fare chi vuol far bene i fatti suoi , e correggere i propri mancamenti . La seconda è di prendersi a petto la propria Perfezione , ed attendervi incessantemente senza mirare , se vi attendono , o non vi attendono gli altri . Perocché la Perfezione è così propria di ciascheduno , che sebbene molti , che ora vivono insieme con una medesima Religione , Compagnia , Famiglia , o Paese , qui si dice , che fanno un sol corpo ; al Mondo di là però è certo , che ognuno farà parte da sé , ed ognuno parterà a conto suo i propri avanzamenti , ed i propri discapiti ."  L'Ab. Pastore .

Di rado esempio veramente fu in questo il V. Bercmans , il quale essendosi fin dal suo primo ingresso nella Religione prefisso per iscopo di farsi Santo , fin d'allora prese di mira , e come per suo unico ed importante affare l'attendere a sé , ed a questo appunto attese per tutto il tempo che visse ; ma con tanto impegno e con sì indefessa sollecitudine , che non gli restava neppur tempo di pensare a fatti altrui , e di mirare i mancamenti degli altri . Ond'è ch'egli non mai si fermava a riflettere perché altri facessero , o dicessero le tali cose ; e se facessero bene , o male ; né mai s'impiegava a difender uno con pericolo di offendere un altro : ma lasciava , che ognuno facesse quietamente i fatti suoi , e pensasse da sé alle cose sue . E quanto a' mancamenti degli altri , pensava sì poco : che ancorché si commettessero in sua presenza , non li avvertiva : tanto che si dice di lui , che non sapea mai dire che difetti gli altri commettessero . Tutto il suo impegno era di correggere i difetti suoi  , e di far bene i fatti suoi : e però per mantenere l'Anima sua pura da ogni difetto , le diligenze , che usava , aveano dello straordinario . Poiché oltre al far bene gli esami quotidiani , ed un rigorosissimo ritiramento d'un giorno per ogni mese , pregava di più istantemente e spesso e Superiori , e Compagni a tenergli gli occhi addosso , ed avvisarlo francamente in tutto ciò che lo vedessero mancare . E quando gli era dato alcun avviso di simil sorta , lo ricevea come un benefizio singolare , e facea particolari orazioni per chi glielo dava . Ma non contento di questo , avendo egli un'ardentissima brama di rendersi ogni giorno più grato agli occhi di Dio che gli fosse possibile . ad ogni suo sforzo lo procurava . E però si diede con un'ammirabile diligenza all'osservazione esattissima delle sue regole : ad eseguire prontamente , e fedelmente tutto ciò che gli veniva imposto dall'ubbidienza , a far bene e con particolar divozione gli esercizi spirituali , come quelli , che immediatamente risguardano l'onor di Dio , ed il proprio profitto , e specialmente le Comunioni , nelle quali spendea sempre due ore : e finalmente all'esercizio delle virtù , e massime della carità verso gl'infermi . E sebbene sentiva granve affetto allo studio , facea però , che non fosse mai di pregiudizio a' suoi esercizi spirituali , ed alla carità , ed ubbidienza : non cercando l'anima sua ov'era più gusto , ma ov'era più merito . E tutte queste cose le facea senza punto guardare , se le facevano gli altri pure , o se ne facean di meno . Perché il solo attende tibi era quello , che gli stava fisso altamente nel cuore .   Che pregiudizio apporta adesso agli altri Apostoli lo stare l'infelice Giuda penando nell'Inferno ? Tutto il danno si ferma in Giuda . E che Bercmans stia in più in alto nel Cielo di tanti , altri , che gli furono compagni nella Religione , non è egli tutto vantaggio suo ?

 

19. " Non lasciar passare occasione alcuna di meritare , dalla quale non procuri di cavar qualche guadagno spirituale . come dalla paroletta , che ti disse colui ; dall'ubbidienza , che ti fu ordinata contra la tua volontà ; dall'occasione , che ti porse d'umiliarti , di praticar la carità , la dolcezza , la pazienza . Tutte queste occasioni son tuoi guadagni , e tu stesso dovresti andarle cercando e comprando ; ed in quel giorno , nel quale più te ne saranno pervenute , dovresti andartene a dormire più contento ed allegro , come fu il mercatante in quel giorno , nel quale se gli son presentate più occasioni di guadagnare ; perché in quello le cose del suo mestiere sono andate bene per lui ."  S. Ignazio di Loyola .

Questa era una delle principali massime , che si aveva prefisse in mente il V. Bercmans , come si legge nella di lui vita , di sforzarsi di meritare in ogni cosa , e di non lasciarsi scappar di mano veruna occasione quantunque minima , che potesse essergli di profitto . Onde è , ch'egli andava continuamente in cerca di simili occasioni e quante da altri gliene venivano , tutte le abbracciava con coraggio , e con giubilo del suo cuore senza mai mirare alla loro indiscrezione e poca virtù , ma unicamente attendendo alla propria utilità . E però da ogni cosa , che sentiva , o vedea , solea cavar qualche buon frutto per se . Ed in questo modo ottenne di farsi Santo , come appunto desiderava .   Venendo S. Metilde visitata dal Signore , accompagnati da molti Santi , uno di essi le disse : O beati voi altri , che vivete tuttavia in Terra , per lo molto , che potete meritare ! Se l'uomo sapesse quanto può meritare ogni giorno , la mattina nell'istesso punto che si alza se gli riempirebbe subito il cuore di giubilo , per essere apparso quel dì , nel quale può vivere al suo Signore , e colla grazia di lui tanto aumentare il suo merito , e l'onore e la gloria di esso . Il che gli darebbe forze e vigor grande per fare e patire ogni cosa con suo grandissimo contento .   Di S. Francesco Saverio si legge , che si vergognava , e si piccava in vedere , che prima fossero andati al Giappone i Mercatanti con le loro mercanzie , che esso co' tesori del Vangelo , per dilatar la Fede , ed ampliare il regno de' Cieli .

 

20. " Datevi davvero all'acquisto delle virtù , altrimenti ve ne resterete sempre vane . Né vi crediate mai d'aver acquistata una virtù ; se non ne avete fatta pruova col suo contrario , e se non la praticate fedelmente nelle occasioni : le quali perciò non si debbono mai fuggire , ma anzi desiderare , cercare ed abbracciare con gusto . "  S. Teresa .

S. Vincenzo de Paoli non si contentava , come tanti fanno di conoscere , ed amare le virtù ; ma si applicava di continuo alla pratica di esse : avendo per massima , che la fatica e la pazienza sono i migliori mezzi per acquistarle e ben piantarle ne' nostri cuori ; e che le virtù , acquistate senza fatica e senza pena , si possono facilmente perdere ; laddove quelle , che sono state combattute dalle burrasche delle tentazioni , e praticate tra le difficoltà e ripugnanze della natura , gettano le radici profonde nel cuore . Quindi è , che in tali occorrenze egli invece di attristarsi , anzi si mostrava più allegro . Onde in occasione di non notabile perdita avvenuta alla sua Comunità , avendogli uno detto , che questa avrebbe dato motivo a molti di prendere mal concetto della Congregazione , e di sparlare di lui ; questo è buono , rispose egli , perché con tal mezzo avremo occasione più opportuna di praticare la virtù .   Con questo medesimo sentimento animava i suoi penitenti S. Filippo Neri a non affliggersi quanto pativano tentazioni e travagli , dicendo loro , che il Signore è solito quando vuol concedere ad alcuno qualche virtù , di permettere , ch'egli sia prima travagliato col vizio contrario .   S. Francesco di Sales spiegò la sodezza della virtù in questa maniera . Se il Mondo mi vorrà turbare , io lo perseguiterò a guisa di una vipera , lo calpesterò sotto i piedi , e non farò nulla di quanto mi saprà suggerire . Se Satanasso arma le sue potenze , non lo temerò punto : Io sono più forte di lui . Iddio è il mio Padre , ed egli mi compatirà , e combatterà per me . Ecco la bella virtù , e come conviene esercitarla .

 

21. " L'umiltà e la Carità sono le due corde , una la più bassa , e l'altra la più alta , e tutte le altre sono dipendenti da esse . Perciò bisogna sopra tutto mantenersi bene in queste due ; perché per la conservazione di tutto l'edifizio ben sapete , che dipende dal fondamento ,  e dal tetto . "  S. Francesco di Sales .

Sebbene non fu , né poté mai essere alcuno Santo senza il possesso di queste due tanto necessarie virtù ; nondimeno ve ne sono stati alcuni , che almeno agli occhi nostri hanno in esse spiccato in eccellente maniera . Uno di questi fu certamente S. Francesco di Paola , il quale per la sua grande umiltà non contento di tenere se medesimo per lo minimo tra tutti gli uomini , ha di più voluto , che questo medesimo titolo fosse il distintivo della sua Religione da tutte le altre : quanto alla carità , viveva egli tanto infocato d'amore , che accese talvolta le lampane estinte col solo accostarci un dito della sua mano , come se ci avesse accostata una torcia ardente .

 

22. " I due piedi , co' quali si cammina alla Perfezione , sono la mortificazione , e l'amor di Dio . Questo è il destro , e quello il sinistro . "  S. Francesco d'Assisi .

Con questi due stromenti salì ad un'altissima Perfezione il glorioso S. Francesco d'Assisi , il quale menò una vita tanto austera e sì rigida , che in punto di morte ebbe bisogno di chieder perdono al suo corpo , per averlo trattato sì malamente ; e per l'eccellenza del suo amore verso Dio acquistò non solo a se , ma alla sua stessa Religione il bel titolo di Serafico .   Quanto S. Francesco di Sales voleva disporre alcuno a vivere cristianamente , ed a lasciar la vita mondana , non solea parlargli dell'esteriore , come de' capelli , delle vesti , e cose simili ; ma parlava solo al cuore , e del cuore : sapendo , che superata questa fortezza , tutto il resto si arrende ; e che quando il vero amore di Dio arriva a possedere un cuore , tutto ciò che non è Dio , gli sembra cosa da niente .   L'istesso pure praticava co' suoi penitenti S. Filippo Neri . Non soleva egli troppo esagerare certa vanità nel vestire , ma le dissimolava al meglio per qualche tempo , per poter più facilmente venire all'intento suo . Onde ad una Gentildonna , che gli dimandò se era peccato di portar le scarpe troppo alte , altro non rispose , se non guardati di non cadere : e ad un uomo , che portava il collare colle lattughe assai grandi , dopo qualche tempo che veniva da lui , una volta toccandolo alquanto nel collo , disse : ti farei carezze più spesso , se questo tuo collare non mi facesse male alle mani . E con questo solo si l'uomo , che la Gentildonna si corressero de' loro mancamenti .  E ad un Chierico nobile , che vestiva con abito di colore , e molto vanamente , per quindici giorni che continuò ad andare ogni giorno da lui per aiuto dell'Anima sua , non gli fece mai parola circa il vestito , ma solamente procurava di farlo compungere de' suoi peccati . Dopo il qual tempo colui da se stesso vergognandosi di quell'abito , lo depose e fatta una buona Confessione generale , si diede tutto nelle sue mani , e divenne uno de' più intimi , e familiari , ch'egli avesse .

 

23. " Quando uno cammina bene davvero , sente in sé una brama continua d'avanzarsi ; e quanto più cresce nella Perfezione , tanto più gli cresce la stessa brama . Perocché crescendogli ogni dì di più il lume , gli par sempre di non aver virtù alcuna , e di non fare verun bene : o se pur vede d'avere , o di far qualche bene , gli par sempre molto imperfetto  , e ne fa poco conto . Quindi è , ch'egli sta di continuo faticando per l'acquisto della Perfezione senza mai stancarsi . " S. Lor. Giust.

S. Fulgenzio era tanto invaghito della Perfezione , che quanto per essa facea , gli sembrava sempre poco , e sempre desiderava di esser migliore .   S. Vincenzo de Paoli ogni dì si conosceva sempre più imperfetto , e però mettea di continuo tutto il suo studio per emendarsi e perfezionarsi .   S. Ignazio confrontava continuamente un giorno coll'altro , ed un profitto coll'altro profitto . Con che si avanzava di giorno in giorno , e sempre con brama maggiore di più avanzarsi , per giugnere al colmo della Perfezione , a cui Iddio lo chiamava .   S. Giacomo Apostolo vien lodato molto , perché ogni giorno andava crescendo nel divino servizio .

 

24. " Il gradir le correzioni e riprensioni fa vedere , che uno ama le virtù contrarie a quei mancamenti , de' quali viene corretto e ripreso . E però questo è un buon contrassegno di profittare nella Perfezione ." S. Francesco di Sales .

Essendo venuto un monaco a visitare l'Abate Serapione , questi lo pregò , che prima di tutto facessero orazione insieme ; e quegli dicendosi peccatore , e che non era degno di portare quell'abito , non volle . Dopo l'Abate gli volle lavare i piedi , ed egli ricusò . Postosi dunque a mensa , l'Abate prese a dir così : Fratello mio , se vuoi divenir perfetto , stattene in cella a lavorare , e non discorrer molto , perché l'andare attorno non ti è cosa utile . Alle quali parole il Monaco si turbò non poco . Il che vedendo l'Abate : che è questo , fratello mio ? soggiunse , finora hai detto che eri sì gran peccatore , che non eri degno di vivere ; ed ora perché io ti ho ammonito con carità di quello che ti bisogna , ti sei sdegnato ? Secondo questo , pare che la tua umiltà non sia vera . Se vuoi dunque con verità esser umile , impara a ricevere umilmente le ammonizioni . A questo dire si riconobbe colui , e si diede in colpa , e si partì molto edificato .   Leonora Imperatrice  avea raccomandato al suo Confessore  , ed alle donne di suo servizio  più intime , che dove osservassero in lei alcuna cosa da emendarsi o da migliorarsi , l'avvisassero con ogni libertà , che le avrebbero fatta cosa gratissima ; e quando lo faceano , le ringraziava con molta cordialità .   S. Pietro ripreso da S. Paolo non si sdegnò , né si inalberò , come Superiore , né disprezzò l'altro , per essere stato persecutore della Chiesa , ma ricevé in buona parte il consiglio .  Si legge di S. Ambrogio , che quando alcuno l'avvertiva di qualche difetto , lo ringraziava come di un singolar beneficio : e d'un monaco Cisterciense , che tutto si rallegrava , e diceva un Pater Noster per lo ammonitore .   Il V. Bercmans mantenne sempre un gran desiderio che gli fossero detti i suoi difetti in pubblico , e ne fosse ripreso ; il che se mai accadeva , molto se ne consolava . A questo fine egli li scriveva in certe cartucce , che dava a' Superiori , acciç le leggessero , e gliene facessero la riprensione . Né di ciò contento , impetrò dal Superiore quattro de' suoi compagni , che gli tenessero gli occhi addosso , e l'ammonissero . Ed uno di questi attestò , che avendolo una volta avvisato di una leggiera omissione incorsa da lui , per fare in quel tempo un'altra opera di carità ; egli lo ringraziò con allegrezza dell'avviso , e disse per lui tre Corone , promettendogli di far sempre l'istesso per ogni difetto , di cui l'avvisasse .

 

25. " La maggior sicurezza , che noi possiamo avere in questo Mondo di esser in grazia di Dio , non consiste già ne' sentimenti , che abbiamo del suo amore , ma nel puro , ed irrevocabile abbandonamento di tutto il nostro essere nelle sue mani , e nella risoluzione ferma di non mai consentire , ad alcun peccato né grande , né piccolo ." S. Francesco di Sales .

Si legge d'una Verginella , che si ritrovava tanto afflitta , che le parea di patir le pene dell'Inferno . Ed essendo stata gran tempo in tale stato , un giorno rivolta a Dio gli fece questa orazione : Dolcissimo mio Signore , ricordati che io sono una tua povera creatura , del resto fa pure di me quello che ti piace adesso , nell'eternità ; perché io mi abbandono nelle tue mani , e son pronta a soffrire questi tormenti quanto piacerà a te . Piacque tanto a Dio quest'atto di rassegnazione , ch'ella fece con tutta la  sincerità del suo cuore , che appena fu finito , l'unì a sé , e la immerse felicemente nel dolce abisso della sua Divinità .   Caterina da Genova diceva : io non son più mia : o che io viva , o che io muoia, sono del mio Salvatore . Io non ho più niente di mio , né delle cose mie . Il mio Dio è tutto , l'essere mio è l'essere io tutta sua . O Mondo , tu sei sempre il medesimo ; ed io fin qui sono stata sempre la medesima , ma da ora innanzi non sarò più tale .

 

26. " Impariamo da Gesù nel Presepio a far quella stima , che si dee , delle cose del Mondo ." S. Francesco di Sales .

La V. Beatrice di Nazaret vide in una visione tutta la macchina dell'Universo sotto i suoi piedi , e Dio sopra il capo , e nient'altro , di maniera che ella veniva a starsene fra Dio , e il Mondo ; il Mondo sotto , Iddio sopra , ed ella in mezzo . Ed intese , che il sommo della Perfezione è , quando uno non ha sopra la sua testa , se non Dio unicamente , e tutto il rimanente del Mondo l'ha sotto i piedi ; non facendo di esso alcun conto , come se non fosse , e riponendo tutto l'amore , e tutta la stima in Dio , e non in altra cosa , neppure in se stesso , se non per Dio .   Santa Edugia Regina di Polonia fattasi Religiosa , non parlava mai , né voleva sentir parlare di cose del secolo , se non riguardavano l'onor di Dio , e la salute delle Anime .

 

27. " Se vuoi un mezzo breve e compendioso , che contiene in se tutti gli altri mezzi , ed è efficacissimo per superare qualunque tentazione e travaglio , e per acquistar la Perfezione , questo è l'esercizio della Presenza di Dio ."  S. Basilio .

Un Sacerdote , familiare del medesimo Santo , patì molte tentazioni brutte , e molte minacce gravi fattegli da Giuliano apostata , e si mantenne sempre intatto . E la ragione l'assegnò egli medesimo , perché , disse , in tutto quel tempo non mi ricordo , che mi fuggisse mai di mente la divina presenza .   Giuseppe sollecitato al male : come , disse , potrò far questo sotto gli occhi di Dio ? E Susanna : è meglio che io cada nelle mani vostre senza colpa , che peccare a vista di Dio .   S. Efrem invitato al male da una mala femmina si mostrò pronto , purché , disse , lo facciamo in piazza . Il che ricusando quella , per non subire tal confusione . Dunque ripigliò il Santo , tu temi la confusione appresso agli uomini , e non la temi appresso agli Angeli e Dio ? E con questo la convertì .    Taide con apprendere , che peccando era veduta da Dio , si convertì , si mantenne tra mille tentazioni , e si fece Santa .

 

28. " Per poter profittare molto nella Perfezione , conviene attaccarsi ad una cosa sola , ad un sol libro di divozione , ad un solo esercizio spirituale , ad una sola virtù , ad una sola giaculatoria , e simili . Non già , che si debbono rigettare , e trascurare affatto tutte le altre cose ; ma in modo che quella , alla quale uno si appiglia , si prenda per ordinario più in particolare di mira , e come per principale oggetto della sua più frequente applicazione , sicché se occorre applicarsi ad altre , queste siano come accessorie . Il far diversamente , passando da un esercizio ad un altro , è un imitare coloro , che ne' conviti assaggiando qua e là un poco d'ogni pietanza , si guastan lo stomaco ; ed è un sempre studiare , senza mai giugnere alla scienza de' Santi , e così perdere la tranquillità di spirito verso Dio , ch'è quell'unico necessario , che prescelse Maria . Bisogna però qui guardarsi da un vizio , nel quale non pochi incorrono ; che è di attaccarsi troppo alle loro pratiche , e spirituali esercizi . Il che naturalmente fa sentir disgusto di tutte l'altre maniere di operare , che alle sue non si conformano : parendo alla persona di operar appunto quel che conviene , stimando imperfetti quei , che non operano come essa . Chi ha buono spirito , si edifica tutto  , e niuna cosa condanna ."  S. Francesco di Sales .

Sebbene i Santi d'ogni cosa approfittano , ognuno di loro però ha avuta qualche sua pratica particolare , in cui si esercitava . E così il libro diletto di Sales era lo Scupoli : quello di S. Domenico le Collazioni di Cassiano : la giaculatoria più frequente di S. Francesco era quella , il mio Dio è il mio tutto : quella di S. Vincenzo de Paoli , in nomine Domini : quella di S. Brunone , O Bontà !   Alcuni ebbero per loro esercizio spirituale la presenza di Dio , altri la purità d'intenzione , altri la sommissione al divino volere , altri il rinunziare a sé stessi . E l'istesso in quanto alle virtù . Chi fu più affezionato ad una , chi ad un'altra . Ond'è , che quasi tutti si resero in modo particolare eccellenti in qualche virtù speciale .  Santa Caterina da Siena in mirar questi vari affetti delle Anime Buone , non disapprovava né questo , né quello ; ma si rallegrava , che il Signore venisse in tante , e sì diverse maniere servito .

 

29. " Se tu vuoi arrivar presto al sommo della Perfezione , datti ad amare davvero le confusioni , le ingiurie e le calunnie ."  S. Ignazio di Loyola .

Il medesimo Santo meditando un giorno il gran bene  , che partoriscono le confusioni e le ingiurie , ne concepì tanta brama , che voleva andar per le piazze di Roma carico di stracci , e di altre cose ignominiose ; e solo se ne astenne , per lo timore di non poter più promuovere così bene la gloria del Signore .   Di  S. Caterina di Bologna si legge , che quando ricevea qualche ingiuria o disprezzo , ne provava del godimento , e sempre più se gliene accrescea la brama . Con che crebbe tanto nell'amor di Dio , che per ubbidire al voler di Dio , sarebbe stata pronta , conforme una volta se ne protestò , non solo a patir tutti i travagli del Mondo , ma anche le pene dell'Inferno .   Dell'Ab. Stefano narra S. Gregorio , aver egli conceputo tanto amore alle ingiurie , ed alle calunnie , e molestie , che quando ne riceveva alcuna , gli parea d'aver fatto un gran guadagno , e rendeva affettuosi ringraziamenti a chi glie l'avea fatta ; e che per questa via giunse a tanta fama di santità , che chiunque gli faceva alcun male , tenea per certo d'averselo fatto amico .

 

30. " Mettiti sotto la disciplina d'un uomo austero e severo , il quale titratti aspramente e con rigore ; e poi studiati di bere tutte le sue riprensioni e mali trattamenti ; non altrimenti che se bevessi latte e miele , e ti assicuro , che in poco tempo ti troverai sulla cima della Perfezione ."  L'Abate Mosè .

L'Ab. Giovanni Tebeo , come si narra nelle Vite de' PP. servì con molta diligenza e con molto affetto per dodici anni uno de' Padri vecchi infermo . E sebbene quel Padre vedea durargli sì lunga e grande fatica , non gli disse però mai una parola dolce ed amorevole , ma lo trattava sempre con asprezza . Quando poi stava moribondo , lo chiamò a sé , e presolo per la mano , gli disse tre volte : Restane con Dio , e poi lo raccomandò a' Padri , dicendo : Questo non è uomo , ma Angelo .

 

31. " Essendo certissimo , che la dottrina di Cristo non ci può ingannare , per camminare sul sicuro , dobbiamo a questa attaccarci con ogni fiducia , e far professione d'operar sempre secondo essa , e non mai secondo le massime del Mondo , che sono tutte fallaci . E questa è la massima fondamentale di tutta la Perfezione cristiana ."  S. Vincenzo de Paoli .

Quest'appunto fu la più cara , e più ordinata base , su cui egli stesso regolò la vita sua , ed in cui trovava tutta la sua confidenza e quiete : tanto che quando trovava d'appoggiarsi a qualche santa massima , allora operava francamente , passando sopra il proprio giudizio , e sopra qualunque rispetto umano e timore , che potesse essere biasimata , o contrastata la sua condotta .   S. Francesco di Sales era spesso contrastato da' suoi amici , perché non approvavano la di lui maniera  di procedere , dicendogli , che si dovea difendere con più ardore dalle calunnie dei malevoli , e sostenere la sua dignità . A' quali egli rispondea , che la mansuetudine deve essere il carattere de' Vescovi , onde quantunque il Mondo e l'amor proprio avessero stabilite massime d'altra sorta , egli non se ne volea servire , per essere contrarie a quelle di Gesù Cristo , alle quali si avrebbe sempre riputato a gloria di conformarsi .

 

 

 

 

 


 

Fonte : DIARIO SPIRITUALE , di autore anonimo , Tipografia Paci , Napoli , 1843 .