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  DIARIO SPIRITUALE di Anonimo napoletano :  giugno - ubbidienza


La trascrizione di un importante testo di Anonimo , pubblicato a Napoli nel 1843 , un testo rilevante per la crescita cristiana e salvezza spirituale di ognuno di noi . Un libro che al pari del più famoso " L'imitazione di Cristo " spiega in maniera chiara e semplice  come aprirsi alla realtà e attualità del Vangelo . Se ne consiglia la lettura per il profondo insegnamento del significato di una vita vissuta secondo l'esempio di Gesù Cristo .

 

 

DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

 

 

che comprende una scelta di detti e di fatti di santi, o di altre persone di singolare virtù adattati ad incitare le anime all'acquisto della perfezione , e i loro confessori a condurveli

      

 


Indice generale dei Capitoli del libro Diario Spirituale di Anonimo napoletano


 

GIUGNO

UBBIDIENZA

Omnia quaecumque dixerim vobis , servate et facite . Matth. 33.3.

 

1. " Tutti abbiamo una inclinazione naturale al comandare , e molt'avversione all'ubbidire : e pure è certo , che ci torna più a conto l'ubbidire , che il comandare : e perciò le Anime perfette hanno tanto affetto all'ubbidienza , e trovano in essa tutto il loro gusto "  Sales .

In fatti egli si esercitava molto in questa virtù , contuttoché fosse Vescovo e Superiore di tanta gente , Poiché ubbidiva al suo cameriere nell'andar a letto , e nel levarsi , nel vestirsi e nello spogliarsi , come se esso fosse il servo , e quegli il padrone .   S. Teresa diceva : Una delle maggiori grazie , per cui mi sento obbligata al Signore , è di darmi S. D. M. desiderio d'esser ubbidiente : poiché in questa virtù vi sperimento maggior consolazione e contento , come quella che più d'ogni altra c'incaricò nostro Signore ; e perciò io desidero di possederla più di qualunque altra cosa del Mondo .   S. M. Maddalena de' Pazzi avea tanto affetto all'ubbidienza , che per qualsivoglia cosa anche più ardua , che le venisse comandata , quando anche si trovava molto affaticata , non mai si mostrò ritrosa , né diede minimo segno di dispiacimento , ma tutto accettava , con volto lieto , come se le venisse detta una cosa di suo grandissimo gusto : tanto che entrò in dubbio di non meritare nell'ubbidire , per cagione di questo gran gusto e facilità che ci provava .  Ma non contentandosi di star soggetta alla Superiora , si soggettava anche da se alle compagne , ed eziandio alle sue inferiori . Perciò se n'aveva eletta una in particolare , a cui chiedea licenza di tutte le cose più minute , che doveva o voleva fare ; e l'ubbidiva in tutto e per tutto . E quando non la poteva avere , dimandava licenza ad alcun'altra : ed avendo alcuna per compagna in qualche impiego , stava così sottomessa e rassegnata a quella , come se fosse Superiora .

 

2. " L'Ubbidienza è senza dubbio più meritoria di qualunque austerità . E qual maggiore austerità può darsi , che quella di tenere la sua volontà continuamente soggetta ed ubbidiente ? "  S. Caterina di Bol.

S. M. Maddalena de' Pazzi , quando era inferma , se le veniva offerto qualche cibo delicato , qualche medicamento prezioso , era solita di ricusarlo ; però venendo soggiunto , che lo pigliasse per ubbidienza , subito senz'altra replica dicea : Benedictus Deus , e lo prendeva .   S. Dositeo non potendo esercitare l'austerità , e neppure gli esercizj comuni della Religione , per cagione della sua infermità , si diede tutto all'esercizio dell'Ubbidienza : e con questo in soli cinque anni , che visse , fu rivelato , che aveva ricevuto in Cielo una corona simile a quella di S. Antonio . Di che attristandosi alcuni de' più ferventi nelle penitenze , ed in tutti gli altri esercizj , fu loro risposto dal Signore , che non conoscevano il merito dell'ubbidienza .

 

3. " L'Ubbidienza è una penitenza della ragione , e però un sacrifizio più accettato , che tutti quegli altri delle penitenze corporali . Ond'è , che Iddio ama più in te un minimo grado d'Ubbidienza , che tutti gli altri ossequj , che pensi di fargli "  S. Giovanni della Croce .

L'istesso Santo , finiti i suoi studj , e rimesso alla vita conventuale , siccome per la molta sua dottrina mostrava d'aver concetto di se , il Direttore gli diede il libro della Dottrina Cristiana con ordine : che lasciasse tutti gli altri libri , e leggesse solo quello , rilevando le sillabe come i fanciulli . Il che egli eseguì per molto tempo , e con molta applicazione ; e dopo confessò d'aver con quell'esercizio acquistata non solo una grande ubbidienza , ma insieme molte altre virtù .   Nella vita de' PP. si trova che vennero un giorno quattro Monaci all'Abate Pambo ; e separatamente gli raccontarono le virtù , l'uno dell'altro . Uno digiunava molto , l'altro non possedea cos'alcuna terrena , il terzo aveva un fervore di carità , il quarto era stato sotto l'ubbidienza per ventidue anni . Udite ch'ebbe separatamente l'Abate queste cose , disse : la virtù di quest'ultimo è maggior delle vostre ; poiché voi altri seguite la propria volontà , e questo si è fatto servo della volontà altrui .

 

4. " Una gocciola di semplice Ubbidienza vale un milion di volte di più , che un vaso intero della più fina contemplazione ."  S. M. Maddalena de' Pazzi .

Si legge di una santa Monaca , che un dì mentre si stava deliziando nella sua camera con Gesù Bambino , fu chiamata dalla Superiora ; ed ella pregato Gesù ad aspettarla , andò dov'era chiamata , e ritornata , lo ritrovò non più bambino , ma come un giovine di ventiquattro anni. Con che volle significarle quanto per causa di quella pronta ubbidienza in sì breve spazio Ei fosse cresciuto spiritualmente nel suo cuore .   S. Francesca Romana un giorno , mentre stava dicendo l'Uffizio della B. Vergine , le occorse d'interrompere quattro volte un'istessa antifona , per accorrere prontamente alle voci del marito , che la chiamava : e ritornando l'ultima volta a ripigliar quell'antifona , la trovò scritta a lettere d'oro .

 

5. " L'alzare una paglia da terra per ubbidienza è di maggior merito , che il fare una predica , un digiuno , una disciplina a sangue , ed una lunga orazione di sua propria volontà "  Rodrig.

Avendo un Monaco Cisterciense sulla fine della mensa raccolti alquanto tardi i minuzzoli del pane per mangiarseli , fu dato il segno del finire , dopo il quale v'era proibizione di più mangiare ; ed egli strettoli nella mano , dopo il rendimento di grazie genuflesso avanti il Superiore ne disse sua colpa : ed essendogli ordinato di mostrarli li trovò convertiti in gioje .

 

6. " Tutto il bene delle creature consiste nell'adempimento della divina volontà . E questa non si eseguisce mai meglio , che colla pratica dell'Ubbidienza , nella quale si trova l'annichilazione dell'amor proprio , e la vera libertà de' figli di Dio . E questa è la cagione , perché le Anime buone trovano tanta felicità e tanto gusto nell'Ubbidienza . "  S. Vincenzo de Paoli .

Il medesimo Santo per la gran sommissione , che aveva al divino volere , ubbidiva prontamente a tutti coloro , che avean superiorità sopra di lui , come il Papa , i Vescovi , i Parrochi , e tutti anche i Superiori temporali , portando ad ognuno singolar rispetto e venerazione . E' notabile ciò che fece col suo Direttore ; mentre essendosi con intelligenza di lui partito dalla Casa di Gondì per fuggire la stima grande , in cui si vedeva tenuto , fu pregato da varj personaggi di ritornare , né mai si piegò . E poi al solo ricevere una lettera del Direttore , che semplicemente l'avvisava del gran desiderio , che quei signori mostravano del suo ritorno , senza però ordinarglielo , subitamente entrò in dubbio di ciò che far dovesse ; né si quietò sinché non venne a parlar con lui : e mostrando questi d'inclinare più al ritorno , incontanente lo fece .   S. M. Madd. de' Pazzi aveva tanto effetto e divozione all'Ubbidienza , come quella , che l'esimeva dal pericolo di far la propria volontà , che se talvolta si trovava afflitta per qualche grave tentazione , o per alcun travaglio , in sentirsi comandare alcuna cosa rischiarava subito il volto , e si consolava .

 

7. " Chi non ha la virtù dell'ubbidienza , non si può dir Religioso . E però chi sta per voto sotto l'Ubbidienza , e vi manca , non mirando con ogni studio come adempire colla maggior perfezione in questo voto , io non so perché stia nella Religione . "  S. Ter.

S. Margherita d'Ungaria Domenicana avea per uso , che quando si comandava qualche cosa in comune alle Religiose , ella faceva conto , che fosse imposto a se sola , e che toccasse tutta a lei .   La B. M. di Chantal diede licenza ad una Monaca di servirsi in un suo urgente bisogno certi denari , dati da S. Fr. di Sales con ordine di spenderli solamente per gl'infermi , avendole quella promesso , che gli avrebbe rimessi da una limosina , che l'era stata offerta . Nondimeno venuta dopo la B. in scrupolo d'aver mancato all'Ubbidienza , ne scrisse al Santo , il quale venne la mattina al Monastero , ed ella se gli buttò subito a' piedi accusando con lagrime il suo mancamento ; ed appresso , come ella medesima attestò , non vi potea mai pensare senza lagrime .

 

8. " Vuoi sapere quali sieno i veri Monaci ? Quei che per mezzo della mortificazione han ridotta a tal segno la loro volontà , che nient'altro san più volere , fuorché eseguire i precetti e consigli del proprio Superiore "  S. Fulgenzio .

Il B. Egidio ebbe una volta da S. Francesco un'intera libertà d'eleggersi in qual Convento e Provincia più gli piacesse di stare ; ed avendo appena per quattro giorni goduta tal libertà , fu sorpreso da una grande inquietudine d'animo . Onde tornandosene al Santo lo pregò istantemente a determinargli esso il luogo , ove sarebbe vissuto sino alla morte , altrimenti conoscea , che il godere di quella libertà gli avrebbe tolta affatto la pace .

 

9. " Ogni Sorella nell'entrar in Religione dovrebbe lasciar la propria volontà fuori della porta per non aver altra volontà , che quella di Dio. "  Sales .

S. Dositeo questo appunto attestava di se , che dal suo primo ingresso nella Religione si spogliò affatto della propria volontà , sottoponendola a quella del superiore , al quale poi scopriva ogni tentazione ed ogni suo desiderio . E con questo dicea  d'aver conseguita tanta pace di cuore e tranquillità di mente , che niuna cosa lo poté mai disturbare .

 

10. " Molti Religiosi , ed altri sono stati Santi senza l'orazione , ma senza l'Ubbidienza nessuno. "  Sales .

Stando gravemente un frate converso di S. Bernardo , il Santo lo visitò , e l'animava a star allegro ; perché sarebbe presto passato dalla fatica all'eterno riposo . Si , rispose quegli , io confido nella divina misericordia , e tengo per certo d'andar in breve a godere Dio .  Ma il Santo temendo , che quella non fosse presunzione , lo riprese in questa maniera : Che dici fratello ? Essendo tu tanto miserabile , che non avevi onde vivere , Iddio t'ha collocato in questo luogo , ove sei vissuto così bene : e tu invece di riconoscere il benefizio , ora pretendi di più il suo Regno , come cosa ereditaria ?  Padre mio , rispose quegli , quello che dite , è vero : ma non avete voi predicato , che il Regno di Dio non s'acquista colle ricchezze e colla nobiltà , ma colla virtù dell'Ubbidienza ?  Or io mi sono attaccato a questa sentenza , e non ho mai mancato d'ubbidire a chiunque mi ha comandato , come vi potete informare da tutto il Monastero : perché dunque non ho da sperare quello che mi avete promesso ?  Piacque ciò molto al Santo , e dopo la di lui morte lo disse a tutti .

 

11. " L'ubbidienza è il compendio della perfezione e di tutta la vita spirituale ; è la via men laboriosa , men pericolosa , e la più sicura e più breve , che vi sia per arricchirsi di tutte le virtù , e per arrivare al fine d'ogni nostro desiderio , ch'è la vita eterna . "  Il P. Alvarez .

S. Teresa era ben persuasa di questa verità : onde dicea , che se tutti gli Angeli insieme le avessero detta una cosa , ed il Superiore le avesse comandato il contrario , ella avrebbe preferito sempre l'ordine del Superiore . Perché soggiungeva , l'Ubbidienza a' Superiori è comandata da Dio nella Sacra Scrittura , e conseguentemente è di fede , e non vi può essere inganno ; ma le rivelazioni son soggette alle illusioni . E di fatto le accadde molte volte di scoprire al Direttore alcune cose rivelate da Dio ; e perché questi le disapprovò , subito le lasciò .   S. Francesca Romana avendo più volte ordine da Dio di far certe cose , non le fece mai senz'averne avuto prima il consenso dal Confessore . Il che al Signore piacque assai .   S. M. Maddalena de' Pazzi in punto di morte disse , che non trovava cosa , che più la quietasse circa quanto l'era succeduto in tutta la sua vita , che l'esser certa di non essersi mai guidata in cosa alcuna colla propria volontà e giudizio , ma sempre colla volontà e giudizio dei suoi Superiori e Direttori .   S. Paolo cognominato il semplice in poco tempo che servì a Dio in perfetta Ubbidienza , ebbe la grazia di far miracoli .

 

12. " Vedendo il Demonio , non esservi strada , che conduce più presto alla sommità della perfezione , quanto quella dell'Ubbidienza , vi frappone molti disgusti e difficoltà sotto colore di bene . "  S. Ter.

Stando S. Brigida molto affezionata alle penitenze , il P. Spirituale le ne levò una parte e sebbene ella ubbidì v'intese però qualche difficoltà , per timore di non divenire immortificata . Ma apparendole la Vergine , le disse : Vedi figlia , se due desiderano un giorno di digiunare , ed uno di essi , che sta in sua libertà , digiuna ; e l'altro , che sta sotto l'Ubbidienza , non digiuna ; il primo riceve una paga , e l'altro due , una per lo desiderio e l'altra per l'Ubbidienza . E con ciò restò istruita , e consolata .

 

13. " Quanto più si vede , che uno si soggetta in qualche cosa all'Ubbidienza , tanto più chiaro apparisce , ch'è tentazione . Perché quando Iddio manda ispirazioni in un cuore , la prima , che vi sparge , è quello dell'Ubbidienza ."  S. Teresa .

S. Fr. di Sales ad una Monaca , la quale gli scrisse , che facea mal volentieri alcune cose della regola e dell'Ubbidienza , rispose così : voler vivere secondo la propria volontà , per far meglio quella di Dio , che chimera è mai questa ? Che' un'inclinazione , o piuttosto una fantasia malinconica , varia , dispettosa , dura , amara , pertinace possa essere un'ispirazione , che contraddizione è mai questa ?   Del B. Giordano Generale dell'Ordine di S. Domenico racconta il Surio , come essendosi ammalato di febbre acuta in una Città del Piemonte , ove non v'era Convento del suo Ordine , il Vescovo l'accolse , e lo collocò in un letto nobile con coltrice e cortine preziose . Non volea l'umil servo di Dio coricarsi in tante morbidezze , ma vi fu indotto da un Priore dell'Ordine , a cui come esperto nella medicina , e però deputato alla cura di lui , doveva allora ubbidire . Il Demonio per tanto preso il buon punto , gli comparve la prima notte in figura d'Angelo luminoso , e rimirandolo con sopracciglio d'ammirazione lo sgridò , dicendogli , che non sapeva intendere com'egli potesse prendere riposo in tanto lusso , e come avesse lasciato sì presto le sue solite mortificazioni senza pensare al grave scandalo , che con ciò dava alla sua Religione ; e che perciò dovea piuttosto penare su la nuda terra . E ciò detto disparve . Ed il Santo uomo incontanente calato dal letto , si distese sul pavimento . Ma venuto la mattina il Priore , e stupito di quella novità , trovandolo tutto tremante di freddo , gli disse , ch'egli voleva esser micidiale di se stesso e lo costrinse a lasciarsi rimettere sul medesimo letto .  Non si perdé però d'animo il Demonio , e la notte seguente comparsegli di nuovo sotto la forma d'Angelo di luce : oh , disse , io credeva che bastasse un avviso del Cielo per ridurvi all'osservanza regolare , ma veggo , che in coi prevale l'amor proprio . Così dunque siete voi ribelle a' lumi del Cielo ? Ubbidite una volta alla voce di Dio , che vi vuol fuori di queste morbidezze .  Chi 'l crederebbe ? Il buon uomo si lasciò nuovamente trarre fuori dal letto , e stendersi sul nudo suolo . Ma ritornato a visitarlo il Priore , e ritrovatolo indirizzito e mezzo svenuto , prese a querelarsi con dirgli : che stranezza ? che spirito di rigore è mai questo ?  Ma l'interruppe il Santo , dicendo che non giacea così per suo capriccio , ma per avviso dell'Angelo del Signore , che espressamente gli avea fatto intendere , esser volere di Dio , che non stesse in quel letto sì morbido : No , Padre mio , soggiunse il buon Priore , non può esser Angelo del Signore quegli che v'ha insegnato di contravvenir all'ubbidienza . Questo è lo spirito maligno , che tenta di torvi la vita , o almeno di prolungarvi il male , per impedir le vostre imprese a gloria di Dio ; e però se ritornerà , dategli pure il mal venuto . E con questa ed altre parole lo persuase a rimettersi in letto , e lasciarsi curare . Ritornato poi il Demonio la terza notte , egli lo sgridò sì forte , che vedendosi scoperto , svanì in un baleno pieno di scorno e di rabbia , e l'infermo cominciò a ricuperar la salute , e dopo proseguì le sue apostoliche fatiche , colle quali operò tante maraviglie , che il suo nome divenne terribile all'Inferno , e molto glorioso nel Mondo .

 

14. " Per aver un'Ubbidienza intera , bisogna mostrarla in tre cose : nell'esecuzione , nella volontà , e nel giudizio . Nell'esecuzione , con eseguir prontamente , allegramente , e puntualmente quello che ordina il Superiore . Nella volontà , che non voler altro , che quello che vuole il Superiore . Nel giudizio , con essere dello stesso sentimento del Superiore ."  S. Ign. Loy.

S. M. Madd. de' Pazzi , qualinque cosa le veniva ordinata , l'accettava sempre con volto allegro , e l'eseguiva con tutta prontezza ed esattezza . E quel ch'è più ubbidiva alla cieca , senza star ad investigare il fine o la ragione del comando , e se fosse meglio quella , o quell'altra cosa : perché , come dicea , non le parea d'ubbidire , benché eseguisse il comando , se prima non soggettava il suo giudizio al giudizio del Superiore . Onde quando l'era ordinata alcuna cosa , primieramente si piegava a giudicare e sentire , come giudicava e sentiva la Superiora , e poi inclinava la sua volontà a volere ciò che quella voleva : e perciò non trovava difficoltà in eseguire qualunque cosa se le comandava .  Quando le fu ordinato dal Signore , che si cibasse di solo pane ed acqua , e che andasse scalza , e vestisse una sola tonaca rattoppata e vile , non avendo acconsentito a questo il Superiore , ella si mise tosto le calze , e scarpe , e la tonaca , e si pose a mangiar de' cibi comuni ; benché con gran travaglio del suo stomaco , finché Iddio con evidente miracolo  non mutò la volontà de' Superiori . Con che mostrò di fidar più del Giudizio de' Superiori , che del suo , e delle medesime rivelazioni .   L'Abate Silvano amava con singolar affetto un suo Monaco chiamato Marco . Or essendo avvisato da uno , che gli altri molto si offendevano di ciò , menò colui alle Celle de' Monaci ; e chiamandoli uno per uno per nome , tutti furono lenti a venire , eccettuato Marco , che incontanente uscì fuori . Ed essendo entrato nella di lui cella l'Abate coll'altro Monaco , trovarono , che egli allora stava scrivendo , e che alla voce del Superiore , per non tardare , avea lasciata la terra imperfetta . Con che tutti videro , ch'egli avea ragione di esser amato più degli altri .   Io , dicea S. Francesco di Sales  , ammiro il piccolo Bambino di Betlemme , il quale sapeva tanto , potea tanto , e si lasciava maneggiare senza dir una parola .

 

15. " L'Ubbidienza non consiste solo in fare attualmente ciò , che viene ordinato , ma anche in una continua disposizione di fare tutto ciò , che ci può esser imposto in qualunque occasione . "  S. Vinc. de Paoli .

S. Francesco Saverio era così disposto per ogni ubbidienza , che sebbene operava nelle Indie con tanto frutto delle Anime , e con tanta sua soddisfazione , dicea , che se avendo principiata una fruttuosa Missione , avesse ricevuto l'ordine da S. Ignazio suo Superiore di ritornar prestamente in Italia , avrebbe subito interrotta l'opera per partire .   Spiccò molto in questo S. Felice Cappuccino , il quale ad ogni minimo cenno de' suoi Superiori si mostrava sempre pronto e facile ad eseguir tutte quelle cose , che gli venivano da loro ordinate , per quanto difficili , e varie che fossero , senza eccettuarne veruna : tanto che quegli stavano ben attenti a non mai manifestare neppur per ischerzo , senza preciso bisogno , la loro volontà alla presenza del santo uomo : perché immantinente era da lui ricevuto quel semplice detto come un rigoroso precetto , e subitamente eseguito .

 

16. " L'Ubbidienza vera si conosce in eseguire allegramente , e senza ripugnanza alcuna le cose di contraggenio , e di proprio vantaggio . "  Rodr.

S. Teresa racconta di se , che avendole la Priora ordinato di lasciar affatto una certa fondazione , che avea intrapresa per ordine di Dio , e per la quale avea faticato molto , subito la lasciò , restandone contenta : perché parendole d'aver fatto tutto quello che avea potuto , giudicava di non esser tenuta a più . E l'istesso Confessore non finiva di crederlo , pensando , che se ne stesse afflitta e confusa .   La V. Suor Maria Crocifissa , essendosi introdotto il costume nel Monastero , che le Monache , parlando cogli uomini , tenessero un velo su la faccia , ricevé ordine , che con alcuni trattasse senza velo , e lo facea volentieri , sebbene vi provasse estrema ripugnanza .  Il V. Bercmans fu assegnato a servire una lunga Messa , ed in un'ora molto incomoda per li suoi studj , e l'accettò allegramente ; servendola per più mesi senza mai dir una parola di lamento , né cercar d'esserne sgravato .  Si legge di S. Felice Cappuccino , ch'era sempre pronto a rimuoversi dal proprio sentimento , e dall'esercizio di alcune azioni meritorie , le quali dalle persone virtuose non sogliono tralasciarsi sotto pretesti di carità , di mortificazione , e simili , quando accadea che non fossero approvate dai suoi Superiori , o Direttori . E così al semplice divieto , che gli veniva fatto da loro , di qualche austerità , o altro spirituale esercizio , immantinente lo lasciava non solo senza ripugnanza , ma anche con somma quiete dell'animo suo . In fatti essendo andato per molto tempo scalzo col consenso del Superiore , perché nella sua vecchiaia il Cardinal Protettore , a richiesta di un compagno di lui gli ordinò , che ripigliasse i sandali , subitamente ubbidì senza lamentarsi , né cercare chi ciò avesse suggerito al Cardinale , e senza fare alcun conto di perdere di stima presso de' Secolari , che l'avrebbero giudicato come rallentato nella virtù .

 

17. " Un vero ubbidiente non discerne una cosa dall'altra , né desidera più un impiego , che un altro . Perché egli non bada ad altro , ad eseguir fedelmente quel che gli viene ordinato . "  S. Bern.

Scrive S. Girolamo , che visitando i Monaci dell'Eremo , ne trovò uno , che per otto anni continui avea portata su le spalle due volte il giorno una grossa pietra per lo spazio di tre miglia , per ordine del Superiore ; e chiedendogli esso , come facesse volentieri quell'ubbidienza , rispose , che l'aveva fatta sempre con tanta contentezza d'animo , come se fosse stata la cosa più sublime e più importante del Mondo . Questi conchiude il Santo , son quelli , che fan profitto e crescono in perfezione ; perché si nutriscono sempre di fior di farina , cioè col far la volontà di Dio : ed attesta di se , di esser talmente stato mosso da una tale risposta , che da quell'ora cominciò a vivere da Monaco .

 

18. " L'eccellenza dell'Ubbidienza non sta in seguir la volontà d'un Superiore dolce e piacevole , che comanda piuttosto con preghiere , che coll'autorità ; ma in istar sottoposto al giogo di quello ch'è imperioso , rigoroso , severo , di cattivo umore , e mai non si mostra soddisfatto . Questo è un prendere l'acqua chiara da un fonte , che scaturisce dalla gola d'un Leone di bronzo . "  Sales .

La V. M. di Chantal solea dire , che avrebbe avuta maggior soddisfazione di ubbidire alla minima sorella , la quale non facesse altro che contrariarla , e comandarle con maniera dura e aspra , che alla più abile ed esperimentata di tutto l'ordine : perché , dicea , dove meno si trova della creatura , là più v'è del Creatore .  Riferisce S. Attanasio degli antichi Monaci , che cercavano Superiori aspri e disgustevoli , i quali non gradissero quello che essi facevano , e li riprendessero , come appunto faceva S. Pacomio col suo discepolo Teodosio per purificarlo ; e che quanto più difficili e dispiacevoli quegli erano , tanto più essi eran loro ubbidienti .  S. Caterina di Bologna bramava , che la sua Superiora la trattasse sempre con asprezza , e le imponesse le cose più gravi . Perché , dicea d'aver provato colla propria esperienza , che l'ubbidire nelle cose buone e lecite è molto utile , ma l'ubbidire quando la Superiora impone cose ardue , e comanda con ciera brusca , in poco tempo riempe l'Anima di virtù e l'unisce con Dio .

 

19. " Se non farai forza a te stesso , e non arriverai a tanto , che per quello che tocca al tuo interesse , poco t'importi che quello , o quell'altro sia Superiore ; non ti persuadere mai di poter divenire uomo spirituale , e fedele osservatore de' tuoi voti . "  S. Giov. della Croce .

S. Francesco d'Assisi dicea , che fra le altre grazie , che avea ricevute dal Signore , una era , che avrebbe ubbidito con tanta prontezza ad un novizio d'un'ora , che qualunque anziano dei più benemeriti .  S. Francesco Borgia prestava una singolar venerazione a tutt'i Superiori , non solo quando erano nell'uffizio ; ma ancora quando l'avean lasciato . Ed avendogli S. Ignazio assegnato un fratello Laico , perché avesse cura della di lui sanità , usava a quell'istessa ubbidienza , che avrebbe usata al Santo .

 

20. " Ricordati , che ti è dato il Superiore per amor del Signore , e per conseguire il Regno de' Cieli , e per conseguenza non sei più tuo , ma di colui , a cui ti donasti . Onde non ti è più lecito di fare cosa alcuna da te stesso , e senza il di lui volere : perché egli , e non tu , è il padrone della tua volontà . "  S. Giov. della Croce .

S. M. Madd. de' Pazzi per quanto poteva non faceva cosa alcuna senza cercare l'ubbidienza , o la licenza della Superiora , o della Maestra .  La V. Pudenziana Terziaria Francescana disse al suo Confessore prima di morire : padre , da che mi rinunziai nelle vostre mani , non ho mai col divino ajuto neppur gettato un sospiro senza il placet dell'ubbidienza . Restami ora l'ultimo fiato il quale nemmen voglio , ch'esca di me senza l'istesso merito , e però ve ne chiedo la licenza . Restò attonito per un poco il padre a sì strana proposta , e poi disse : io , figlia , non voglio che tu parta per ora . Chinò ella il capo , e rivolta al Crocifisso , Signore , disse , ecco che son trattenuta , non mi violentate , che non posso acconsentire . Alquanto dopo fece al padre l'istessa istanza , e n'ebbe l'istessa risposta . Ma poi mosso quegli a compassione : O via , disse , vattene , Anima benedetta , all'eterno riposo ; ed ella soggiunse subito : Benedicite Pater ; e ricevuta la solita benedizione , girò gli occhi come salutando gli astanti , e poi strettosi tra le braccia il Crocifisso , e baciatolo , e sorridendo , disse : io me ne vado , e spirò .

 

21. " Avverti di non mirare mai alle qualità , arti , e maniere d'operare del tuo Superiore ; altrimenti cambierai l'ubbidienza divina per l'umana ; movendoti ad ubbidire per li modi , che sensibilmente vedi in esso , e non per Dio insensibilmente rappresentato nella sua persona . O la grande starge , che fa il Demonio del cuore dei Religiosi , quando arriva a farli avvertire alle maniere del Superiore . "  S. Giov. della Croce .

Il P. Pietro Fabro non guardava mai i difetti de' suoi Superiori , ma le virtù , per poterli onorare con verità . E se avesse veduto un Superiore pieno di difetti , e privo d'ogni virtù , pure si sforzava d'onorarlo e d'ubbidirlo con molta fedeltà per l'amore e timore di Dio , e perfezionare se stesso .  Il V. Bercmans guardava Dio ne' suoi superiori , e non le loro qualità ; e per questo trattavali sempre con molta venerazione , e dicea di non aver mai sentita minima avversione verso di qualunque di loro , né mai avuto alcun pensiero contra le persone , o ordini , o sentimenti loro .

 

22. " Quando il Superiore ordina qualche cosa , avverti , che non è esso allora , che parla , ma Iddio , ed il superiore non è in quel punto altro , che una tromba , per cui passa la voce di Dio . E questa è la vera chiave dell'Ubbidienza , e la cagione , perché i perfetti ubbidiscono in ogni cosa sì prontamente , e non fan differenza da uno all'altro superiore ; ma nel medesimo modo ubbidiscono agl'infimi ufiziali , che a' primi ; e così agl'imperfetti , che a' perfetti : perocché non guardano né alle persone , né alle qualità de' Superiori , ma unicamente a Dio , il quale da per tutto è per sempre il medesimo , e di eguale merito , e di eguale autorità . "  Rodrig.

S. Luigi Gonzaga dicea , che non si ricordava d'aver mai trasgredito un minimo ordine de' superiori . Quindi è , che portava tanta sommissione e riverenza al bidello , quanta n'avrebbe prestata all'istessa persona del Generale .  La B. Solomea eseguiva con tanta esattezza gli ordini de' Superiori , come se glieli avesse dati Dio medesimo ; per questo punto che li guardava come usciti da Dio  , e solo promulgati dalla voce del Superiore .   La V. M. Serafina ebbe talvolta de' Confessori men savj , e pure ubbidiva a quelli con la medesima esattezza , che agli altri . E solea dire , che quando quelli non comandano cose peccaminose , si dee sempre loro ubbidire senza mai cercar ragione di quello che ordinano .

 

23. " Sai d'onde procede che molti , stando tanto tempo in Religione , e praticando tanti atti d'ubbidienza ogni giorno , ad ogni modo mai non arrivano ad acquistare l'abito di questa virtù ?  Perché non sempre che ubbidiscono , lo fanno per essere quella la volontà di Dio ( ch'è la ragion formale dell'ubbidienza ) , ma ora ubbidiscono per un riguardo , ora per un altro , e così non essendo quegli atti simili tra di loro , non possono giunger mai a produrre l'abito di questa virtù . "  Rodrig.

S. M. Madd. de' Pazzi non riguardava mai la persona , che l'era Superiora , e che la comandava , qualunque ella fosse , ma riconosceva in quella la persona di Dio : né mai ubbidiva per altri rispetti , se non perché riputava , quella esser la volontà di Dio , e tutto ciò che la superiora le imponea , teneva per esserle imposto con autorità divina . E perciò poi tanto volentieri ubbidiva alla priora , quanto alla cuciniera ; e nell'ubbidienza provava tanta felicità e tanto gusto .   Così pure si narra de' Monaci d'Egitto , che qualsiasi cosa venisse loro imposta , la faceano prontamente senz'alcuna discussione e difficoltà , come se loro fosse stata ordinata dallo istesso Dio , la di cui volontà si erano assuefatti a riconoscere in quella del superiore .

 

24. " Se mai ti venissero movimenti , pensieri , o giudizj contra l'ubbidienza , ancorché ti paressero buoni e santi , non gli ammettere in conto alcuno , ma rigettali prontamente , come fareste coi pensieri contra la castità , o contra la fede . "  S. Giov. Clim.

Il V. Bercmans mentre stava per le difese della filosofia ; e però avea bisogno di studiare , essendo richiesto da uno per uscire , intese interiormente un poco di ripugnanza ; però subito senza darne alcun segno si represse con divertire il pensiero in altro oggetto . Ma tornato a casa , si mise di proposito a far riflessione sopra quell'interno movimento , che intese nell'animo , e alcuni giorni v'applicò l'esame particolare , e vi fece sopra alcune mature considerazioni : e poi andò dal Superiore a riferirgli , che per la grazia di Dio avea ottenuto vittoria di se stesso , e non vi sentiva più alcuna ripugnanza .   La V. M. Serafina tenea licenza dal suo Direttore , che stava in Napoli , di comunicarsi ogni giorno : questi però per evitar l'ammirazione , l'avea consigliata di chiederne ogni volta la permissione al Confessore ordinario di Capri , il quale glie la negò più volte ; ed ella benché con sua gran pena sempre ubbidiva . Una di queste volte ascoltando essa la Messa , dopo la consegrazione le apparve il Signore , e le parea , che la invitasse alla Comunione , che le accese un veementissimo desiderio , e pure non volle fare , persuasa , che nella visione vi potea esser dell'inganno , non già nel comando del Confessore .

 

25. " Gurada di non fermarti mai ad esaminare e giudicare gli ordini de' Superiori , perché abbiano comandata quella cosa , o se sarebbe stato meglio di farla in quell'altro modo , perché questo non è uffizio del suddito , ma del Superiore . "  S. Girol.

Essendo un giorno il V. Bercmans uscito tre o quattro volte in tempo d'estate tra i maggiori caldi , per accompagnare alcuni , che l'aveano richiesto al Superiore , il compagno di camera mosso a compassione di lui gli disse , che di grazia avesse un poco di discrezione e prudenza ; se no , si sarebbe ammalato con tanto uscire per que' caldi : ed egli con molta piacevolezza rispose : Fratello mio , la prudenza la debbo lasciare a chi comanda . Io non son tenuto ad altro , che ad ubbidire .   Dovendo il Vescovo di Capri celebrar una mattina la Messa nel Monastero della V. M. Serafina , ed amministrar la Comunione alle Monache , mandò a dire , che non volea farla al comunicatorio consueto , ma all'Altare ; e che però si portassero tutte nella Chiesa . Stava allora la serva di Dio nella sua cella , ed all'udire un tal avviso fermossi ad esaminare quella irregolarità importuna , ma incontanente si prostrò inginocchioni avanti il suo Crocifisso , e baciò il suolo ; ed alzatosi , baciò i piedi del Signore , dicendo affettuosamente : Factus est obediens usque ad mortem , e poi senza dimora uscì di cella , ed andò a sollecitare le altre ad ubbidir all'ordine del prelato .  Ricevuta poi ch'ebbero la comunione , si portarono tutte nel coro per fare il rendimento di grazie . Ed ivi fu ella rapita in estasi , nella quale il Signore le manifestò quanto avesse gradito quell'atto di ubbidienza , conforme diede essa a conoscere alle compagne del tempo che stavano tutte insieme nella solita ricreazione : ove alcune andavan raccontando la ripugnanza , che avean sentita in quell'azione ; ed ella : a me , disse , ha dato il Signore un gran premio questa mattina per l'ubbidienza cieca , che ho fatta : e sebbene par che la cosa non sarebbe stata buona , però è stata l'ubbidienza .

 

26. " Per esser vero ubbidiente , non basta far quel che l'ubbidienza comanda ; ma bisogna che si faccia senza discorso , e si tenga per certo , che ciò , che viene comandato è la migliore , è la più perfetta cosa , che si possa fare , ancorché paja , o sia veramente il contrario . "  S. Filippo Neri .

Il P. Alvarez si solea soggettare volentieri all'ubbidienza in ogni cosa . Perché dicea d'aver veduto per esperienza , che se ben parea , che si dovesse fare il contrario di quel che l'ubbidienza ingiungea ; però con ubbidire succedea sempre il meglio .  Il Signore , per guarire il cieco , che fece ? unse a lui gli occhi col loto , e gli ordinò , che andasse a lavarsi nella piscina di Sileo . Vedete voi ? Potea colui dire : questa è una medicina più atta a toglier la vista , che a renderla ; e però potea francarsi quel viaggio : ma perché ubbidì senza discorso , guarì .  S. Colombano Abate avendo quasi tutt'i suoi Monaci ammalati , ordinò , che andassero tutti all'aja a tritolare il grano . Parve cosa ben dura ed indiscreta l'obbligar ad un esercizio , sì laborioso , ed esporre a' raggi del sole cocente tanti , che per la malattia non si potean reggere in piedi : e pure tanti subitamente si portarono ad eseguire il comando ; a riserva di alcuni pochi , che come più prudenti e più cauti , stimarono meglio di restarsene in letto . Ma che ne succedette ? Quei , che ciecamente ubbidirono , in un tratto tutti guarirono , e gli altri , che diedero luogo al discorso , si restarono con la lor febbre nel letto per un anno intero .   Apparsa la Vergine ad una Monaca , le disse che per mezzo dell'ubbidienza si vengono ad eseguire gli ordini della divina sapienza , la quale spesso per vie sublime , e non penetrate dall'umana prudenza , conduce le cose a' fini , che pretende , senz'alcun impedimento .

 

27. " Chi vuol essere buon Religioso , ha da far conto d'esser il giumento della casa . Questo non si elegge da se il carico , che ha da portare , né va per la strada che vuole né si riposa quando vuole , né fa quel che vuole ; ma s'accomoda a tutto ciò che da lui si vuole . Cammina , si ferma , torna , ritorna , soffre , e travaglia di giorno , di notte , in ogni tempo , e porta quel peso , che si gli mette addosso senza dire né perché , né a che fare , è troppo , e poco , né altra cosa . "  L'Ab. Nesterone .

Questo S. Abate , come si narra nelle vite dei PP. fece appunto nell'entrar in Religione questa bella risoluzione , dicendo tra se : ego et asinus unum sumus : Farò conto d'esser l'asino del Monistero . E così riuscì un ottimo Religioso .  Il V. Bercmans era pure uno di questi . Poiché qualunque cosa gli venisse ordinata , egli non la ricusava mai , né mai si scusava , o dava alcun segno di averci dispiacere , o difficoltà ; ma tutto accettava allegramente , e l'eseguiva prontamente e fedelmente . E però quando i superiori aveano qualche occupazione difficile , e non sapeano chi dare ad alcuno per compagno per andar fuori , egli era il loro refugio . Onde alle volte accadea , che appena era tornato a casa con uno , gli conveniva di ritornar fuori con un altro , sino ad uscire tre e quattro volte il giorno . E coi compagni poi andava , tornava , girava , e si fermava dove , e quanto voleano essi , senza mai opporsi o lamentarsi di perdita di tempo , o dell'essere strapazzato più degli altri , perché ad altro non mirava che ad ubbidire e servire gli altri .  Ma meglio forse di tutti si vestì di tal sentimento S. Felice Cappuccino , il quale non solamente si tenea per tale nel proprio concetto ; ma lo dicea pubblicamente per esser tenuto da tutti appunto per tale , e sommamente pregiavasi di questo titolo . E però quando andava carico di pane , o di vino per luoghi ove fosse calca di gente , solea liberamente dire con voce alta per esser inteso da tutti , lasciate passar l'asino . E se alcuno dicea di non veder quest'asino , rispondea : e non sapete voi , che io son l'asino dei Cappuccini ? Camminando un dì per la Città con la tasca in spalla , cadde inavvedutamente nel fango ; e non potendosi rialzare disse al compagno : non vedi che l'asino è caduto : perché dunque non adopri il bastone , acciò si alzi ? e quando alcun Religioso lo chiamava col nome suo , solea subito rispondere : avete sbagliato , padre mio : io mi chiamo frat'asino , e per tale appunto mostravasi in pratica . Poiché come se appunto fosse stato un giumento , il Superiore in ogni tempo , ed in ogni luogo potea piegarlo dove voleva , ed ordinargli indifferentemente ciocché gli era a grado , che egli tutto prontamente eseguiva senza mai scusarsi , o dar segno di minima renitenza , per qualunque cosa gli fosse imposta .

 

28. " Chi vive sotto l'ubbidienza , s'ha da lasciar reggere dalla divina Provvidenza per mezzo del Superiore , come un morto . Il segno di essere un morto è il non vedere , non sentire , non rispondere , non lamentarsi , e non mostrar di voler più una cosa , che un'altra ; ma lasciarsi portare e maneggiare ovunque si sia , e comunque si voglia . Vedi , che cosa manca di questo alla tua ubbidienza . "  S. Ign. Loy.

Uno di questi fu Paolo il semplice Discepolo di S. Antonio . Dimandò egli una volta al suo maestro , se Cristo fosse prima de' Profeti : per lo che il Santo gli comandò , che non parlasse , perché non era capace di dir altro che spropositi , ed egli per tre anni continui osservò un perpetuo silenzio . Dopo de' quali S. Antonio per più sperimentare la di lui ubbidienza , gli andava comandando molte cose assurde e superflue : come tirar acqua dal pozzo , e poi buttarla , scucir vesti , e poi ricucirle , e simili . E queste cose eran stimate tutte da lui necessarie : e benché fossero frivole e da nulla , pure perché comandate , l'eseguiva prontamente ed allegramente ; e le facea con tutta la diligenza possibile senza una minima riflessione sul comando .   Un altro simile fu un certo Discepolo dell'Ab. Martino , il quale avendo in mano una verga secca , la ficcò in terra , e poi comandò al Discepolo , che l'inaffiasse con l'acqua fintantoché fiorisse . Il che questi eseguì prontamente per tre anni continui , andando ogni giorno a prender l'acqua al Nilo , ch'era distante due miglia , ed adacquandola senza mai lamentarsi , mostrarsi attediato dal veder , che per tanto tempo avea faticato indarno . Però il Signore volle mostrare quanto avesse gradita la sua fatica : perché finalmente la verga cominciò a rinverdirsi , e fiorì . Il fatto vien riferito da Severo Sulpizio , il quale dice d'averla veduta egli stesso , che sin al suo tempo si conservava per memoria nell'atrio del Monastero .   S. M. Madd. de' Pazzi l'istesso giorno della vestizione si prostrò in atto umile , e con affetto sincero a' piedi della maestra , e si rassegnò totalmente alla di lei volontà dicendo , che si dava nelle sue mani per morta , e che però facesse di lei tutto ciò che le piacea , che sarebbe stata sempre pronta ad ubbidirla in ogni cosa : e la pregò a non portarle rispetto nell'umiliarla e mortificarla : e questo medesimo atto fece pure coll'altra maestra che succedette . Ed effettivamente poi così sempre visse tutta rassegnata alla loro volontà , obbedendole prontamente in ogni cosa , e lasciandosi da loro impiegare in tutto quel che voleano senza mai contraddire , o dar segno di non approvare ciò che dicevano . In questo modo venne ella a spropriarsi talmente del proprio giudizio , e volontà , che parea non gli avesse più , e che fossero in lei morti .

 

29. " La perfezione del Religioso stà nell'esatta ubbidienza alle sue regole : e chi più sarà fedele nell'osservanza di esse , quegli senz'altro sarà il più perfetto . "  Rodriguez .

S. Vincenzo de Paoli era esattissimo nell'attuale osservanza di tutte le regole della Congregazione a segno tale , che si facea scrupolo di trasgredire anche le minime ; come di non inginocchiarsi nell'entrare e nell'uscir dalle camere domestiche , benché negli ultimi anni per indisposizione delle gambe ciò gli riuscisse molto penoso : così pure era per ordinario sempre il primo ad intervenire a tutti gli esercizj comuni , e specialmente alla meditazione .  Il P. Joli Superior generale della Congregazione della Missione era attentissimo , quanto a se nell'osservanza delle regole , ed inflessibile quanto agli altri , non arrendendosi mai né a ragioni né a prieghi in permettere una minima inosservanza . Onde avendogli una superiora scritto per una certa licenza , gli diede questa risposta . La nostra regola è ad essa contraria : bisogna , che stiamo a questa attaccati e forti . Ecco la migliore di tutte le ragioni . E discorrendo un giorno alla sua Comunità disse così : Dobbiamo tener conto , ed avere per nostro principal affare le regole e sante pratiche della Congregazione , lasciando per osservar queste tutte le nostre particolari divozioni : facendo più conto per esempio , di non parlar senza licenza a persone nostre conoscenti , che incontriamo per casa , che di far venti discipline di nostra propria volontà .  La B. M. di Chantal aveva tanto a cuore l'osservanza delle regole , e stava tanto sopra di se in ogni tempo , ed in ogni luogo , per non trasgredirne veruna anche delle più piccole , eziandio quand'era superiora , e di età molto avanzata , che il suo operare serviva di viva efficacissima regola per eccitare e promuovere tutte le altre ad una perfettissima osservanza . Accadde in specie , che ritornando ella dal Parlatorio alla ricreazione alquanto abbattuta per cagion dell'età , fu pregata dalle compagne di riposarsi per quel poco di tempo che rimaneva per terminare la ricreazione ; ma sorridendo ella rispose : e che faremo della regola , che ordina il lavoro nelle ricreazioni ?  S. Luigi Gonzaga non fu mai veduto trasgredire una minima regola dell'Istituto . Era in questo tanto esatto , che non sapeva indursi a dare ai suoi compagni un mezzo foglio di carta , o ricever un'immagine da loro offertagli , se prima non ne ottenea la licenza dal Superiore , secondo il prescritto della regola .  Una notte si mise il Demonio a tormentare un religioso laico Domenicano nel Convento di Bologna , ma con tanta crudeltà , che i colpi ed il romore destarono i Religiosi . Ed avendo S. Domenico , che ivi era , richiesto il Demonio del perché , rispose , essere perché la sera antecedente quegli avea bevuto senza licenza , e senza far prima la benedizione , secondo ingiunge la regola .  S. Gregorio riferisce d'una Monaca , che l'entrò addosso un Demonio , e l'afflisse molto , perché avea mangiata una lattuga senza far prima la benedizione , conforme al prescritto della regola .

 

30. " La predestinazione de' Religiosi sta attaccata all'amor della propria regola , ed a far puntualmente ciò che debbono in virtù della loro vocazione . "  Sales .

S. Bonaventura si avea scritte in un libretto queste parole : Non son venuto nella Religione per vivere come vivono gli altri , ma per vivere come da tutti si deve vivere secondo la mente dell'Istituto , ed in una piena osservanza della regola . Perciocché nell'entrare mi furono date a leggere le regole , e non le vite degli altri ; le regole furono allora accettate da me volentieri , e per mia norma di vivere : e però debbo osservarle tutte esattamente , ancorché vedessi , che niun altro le osservi .  S. Francesco di Sales lodava estremamente un certo Generale de' Certosini per la gran puntualità nell'osservanza delle sue regole , poiché , dice ch'era tanto esatto anche nelle cose meno importanti , che non la cedeva al miglior novizio .   Il V. Bercmans si attaccò tanto all'osservanza delle regole , che in tutto il tempo che visse in religione , da niuno mai fu veduto trasgredirne veruna . Però nel morire domandò il librettino delle regole : e stringendosele nelle mani disse : con questo muojo volentieri .

 

 

 

 

 


 

Fonte : DIARIO SPIRITUALE , di autore anonimo , Tipografia Paci , Napoli , 1843 .