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  DIARIO SPIRITUALE di Anonimo napoletano :  settembre - orazione


La trascrizione di un importante testo di Anonimo , pubblicato a Napoli nel 1843 , un testo rilevante per la crescita cristiana e salvezza spirituale di ognuno di noi . Un libro che al pari del più famoso " L'imitazione di Cristo " spiega in maniera chiara e semplice  come aprirsi alla realtà e attualità del Vangelo . Se ne consiglia la lettura per il profondo insegnamento del significato di una vita vissuta secondo l'esempio di Gesù Cristo .

 

 

DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

 

 

che comprende una scelta di detti e di fatti di santi, o di altre persone di singolare virtù adattati ad incitare le anime all'acquisto della perfezione , e i loro confessori a condurveli

 


Indice generale dei Capitoli del libro Diario Spirituale di Anonimo napoletano


 

SETTEMBRE

ORAZIONE

Oportet semper orare , et non deficere . Luc. 18. 1.

 

1. " Non v'è al certo cosa più utile dell'Orazione . E però dobbiamo concepirne stima grande e grande amore , ed usare ogni diligenza per farla bene  . "  S. Vinc. de Paoli .

Tutt'i Santi si sono mostrati molto affezionati a questo esercizio . Perciò S. Gaetano vi spendeva ott'ore continue ; S. Margherita Regina di Scozia , e S. Stefano Re d'Ungaria quasi tutta la notte ; S. Francesca Romana tutto quel tempo , che le avanzava dalle sue occupazioni ordinarie e nelle Cappelle più ritirate ; S. Rosa di Lima ne faceva dodici ore il giorno . Incominciava a farla S. Luigi Gonzaga in età molto tenera , né mai la lasciava , e ne faceva una , due , o tre ore il giorno : e stando in Corte , per non essere interrotto da' compagni , si nascondea nel legnajo ;  S. M. Maddalena de' Pazzi , dell'età di nove anni ; e ne facea prima una , poi due e quattr'ore nel secolo , e talora le notti intere : ed entrata in Religione , vi spendea tutto quel tempo , che si lasciava in libertà alle Novizie per loro sollievo . Il V. Bercmans di anni undici ; e spendea sin d'allora tutto il tempo , che gli avanzava dallo studio . Ogni cantone poi di casa gli serviva da Oratorio , e più volte fu trovato da' suoi , che passata la mezza notte , se ne stava orando colle ginocchia nude per terra .  S. Filippo Neri fin da fanciullo vi si diede così davvero , vi fece sì gran profitto , e vi acquistò un tal abito , che dovunque andava , o stava , era sempre elevato nelle cose divine . Quindi è che sebben la sua camera era spesso piena di gente , e vi si trattavano diversi negozj ; egli però non si potea contenere di non alzare alle volte gli occhi , e le mani al Cielo , e prorompere in qualche sospiro , quantunque per altro stesse molto sopra di se , per non uscire in simili atti alla presenza d'altri . Quando usciva di casa , andava per lo più così distratto , che bisognava avvisarlo allorchè dovea rendere ad alcuno il saluto , o salutarlo : e talvolta a gran fatica anche tirato per la veste se n'accorgea , facendo un certo movimento , come se allora si destasse da un profondo sonno .

 

2. " L'orazione ben fatta è di molto piacere agli Angioli , e perciò da loro molto ajutata : dispiace molto a' Demonj , e perciò da essi molto perseguitata e disturbata  . "  S. Gio. Gris.

Il medesimo Santo dice , che gli Angioli stimano molto coloro , che vengono più familiari a Dio per mezzo dell'Orazione ; e che mentre la stanno facendo , dimorano accanto ad essi con gran silenzio , e finita che l'hanno , li lodano , e loro applaudiscono .   S. Macario trovandosi una notte all'orazione comune , vide il luogo pieno di fanciulli neri , che andavano attorno a' Monaci schernendoli ; e che ad alcuni premeano con due dita gli occhi , e quelli si addormentavano ; ad altri mettevano il dito in bocca , e subito quegli sbadigliavano , ed altri apparivano in forma di donne ; ed altri in forma di fabbri , che lavoravano ; ad altri in forma di mercanti , che vendeano robe ; ad altri in figura di giuocatori , ed in tutti producevano una viva cognizione corrispondente alla Specie , che loro rappresentavano al di fuori : ma che però avanti d'alcuni appena comparivano , cadeano subito per terra , come respinti con gran violenza . Ed avendo il Santo dimandato dopo a' compagni , che avessero in quel tempo avuto , trovò che tutti avean patite quelle stesse tentazioni , che egli avea vedute .

 

3. " Le Anime , che non hanno l'esercizio dell'Orazione , sono come corpo paralitico e storpio il quale sebbene ha mani e piedi , non le può adoperare . Onde il lasciare l'Orazione , non mi pare , che sia altro , che perdere la buona strada : essendo che l'orazione è la porta , onde ci vengono tutte le grazie di Dio ; e serrata questa , non so come ci riuscirà . "  S. Ter.

Ella medesima la provò con l'esperienza . Poiché avendo lasciata l'orazione per qualche tempo , cominciò a cadere in alcuni difetti e peccati , i quali benché leggieri , non potea toglier da se ; anzi andava ogni giorno da male in peggio . Onde ella stessa ebbe a dire , che finiva d'andarsene in perdizione , come appunto il Signore le disse poi , che sarebbe succeduto , se non avesse ripigliata l'orazione .

 

4. " L'Anima che persevera nell'esercizio dell'orazione , per molti peccati , tentazioni , e cadute di mille maniere , che il Demonio l'opponga , finalmente tenga per certo , che il Signore o presto , o tardi la caverà dal pericolo , e la condurrà a porto di salvazione . "  S. Ter.

S. M. Egiziaca confessò all'Abate Zosimo , che dopo la sua conversione , per diciassette anni aveva patite orrende e continue tentazioni ; e pure perché si era data all'orazione , non cadde mai . Lo stesso accadde a S. Agostino , a S. Margherita di Cortona , e a tanti altri .

 

5. " Un uomo d'orazione è capace a tutto . E però importa grandemente , che i Missionarj si diano con particolare affetto a questo esercizio , senza del quale siccome poco o niun frutto faranno , così con l'ajuto di esso si renderanno abili a muovere i cuori , e convertire le Anime al loro Creatore assai più che con le lettere , e coll'efficacia del dire . "  S. Vinc. de Paoli .

S. Francesco Borgia era uomo di molta orazione , nella quale durava spesso sei ore continue quasi rapito in estasi che gli pareano un momento , per cui col solo comparire in pulpito compungea la gente .   S. Tommaso , S. Bonaventura , il B. Alberto Magno confessavano di riconoscere assai più la dottrina loro dall'orazione , che dallo studio .  Si legge di S. Tommaso in particolare , che non potendo intendere un testo difficile della Scrittura si pose in orazione , e mentre stava nel maggior fervore gli apparvero i SS. Apostoli Pietro e Paolo , e gli spianarono la difficoltà con voce sì chiara e distinta , che fu intesa dal suo compagno Fr. Reginaldo .

 

6. " Dovendo trattar con altri di cose di spirito , bisogna trattarle prima con Dio nell'Orazione ; votandosi dello spirito proprio , per riempirsi dello Spirito Santo che solo illumina la mente , ed infiamma la volontà . E questo più d'ogni altro lo debbono fare i Superiori , ingegnandosi d'aver una continua comunicazione con Dio , e ricorrendo a lui non solo ne' casi fastidiosi , e dubbiosi , ma in ogni loro occorrenza , per apprender immediatamente da lui quello che debbono insegnare agli altri : ad imitazione di Mosè , che non annunziava al popolo , se non le cose , che dal Signore aveva apprese : Haec dicit Dominus . S. Vinc. de Paoli .

Il medesimo Santo , quando doveva deliberare sopra qualche negozio , o prendere qualche risoluzione , o dare qualche consiglio , prima di parlare ed anche prima di metter mano all'affare , alzava sempre la mente a Dio per impetrar lume ed ajuto ; e per ordinario si vedeva in tali occasioni alzare anche gli occhi al Cielo , e poi abbassatili tenerli un poco chiusi , come consultando Dio in se stesso prima di rispondere . Quando si trattava di affari di rilievo , voleva , che si prendesse tempo , per raccomandarli a Dio . E siccome unicamente appoggiavasi sopra la Sapienza Divina , e non sulla propria ; ricevea dal Cielo lumi e grazie grandi , per mezzo di cui spesso scopriva cose tali , che col solo umano intelletto non si avrebbero potuto penetrare .   S. Ignazio negli affari gravi non risolvea mai niente , se non li raccomandava prima a Dio coll'Orazione .   L'Abate Pambo , quando veniva richiesto di consiglio , solea rispondere : Dammi tempo da pensarvi . Poi vi faceva orazione sopra : e se ricevea qualche buon lume da Dio , lo diceva ; altrimenti non vi rispondea punto .

 

7. " L'orazione mentale consiste in pensare , ed intendere ciò che diciamo ; e chi siamo noi , che abbiamo ardire di trattenerci con un Signore sì grande . Avere questi e simili pensieri è propriamente far Orazione mentale . Non è però buono il sentimento d'alcuni , i quali credono che tutto il negozio di essa stia nel pensare , di modo che se possono tener molto fisso il pensiero in Dio , anco facendosi gran forza , allora par loro d'esser molto spirituali , ed uomini d'orazione : e se non potendo più , accade che si divertano un tantino , anche in cose buone , sembra loro di non far niente . No , la sostanza dell'Orazione mentale , a parer mio , in altro non sta , che in trattare d'amicizia con Dio . E però lo stare talvolta ragionando con lui , il quale sappiamo , che ci ama , o facendo altri atti simili , questa è Orazione mentale . S. Ter.

Viaggiando S. Ignazio co' suoi compagni , ciascuno col suo fardello sulle spalle , un uomo dabbene mossone a compassione , si esibì di portar esso tutte quelle robe , e lo fece . E così seguitando il loro viaggio , quando arrivavano agli alberghi , i PP. procuravano di trovarsi ciascuno il suo cartoncino per far orazione ; ed il buon uomo in veder ciò , ancor egli trovava il cantoncino suo , ed ivi se ne stava inginocchiato com'essi . Or dimandato una volta da loro , che cosa facesse in quel cantone : io , rispose , non faccio altro che dire : costoro son santi , ed io sono il loro giumento : quello che fanno essi , intendo di fare anch'io : questo io sto allora offerendo al Signore . E dicono , che con questa maniera d'orare arrivò ad esser molto spirituale , e ad aver il dono d'un Orazione molto alta .  Il V. Mons. di Palafox molte volte riflettendo nell'Orazione , chi era quegli che parlava , ed a chi parlava , ch'era il più malvagio degli uomini , alla Divina Bontà , un vermicciuolo a Dio , si ristringeva in se stesso , e piangeva , e gli dolea di aver la temerità di parlare , essendo un poco di polvere della terra , il peggiore , il più miserabile , e più perduto uomo del Mondo , a Dio , eterno , infinito , immenso : e temea e dicea : Signore io ho a parlare con Voi ? io aver l'ardire d'amarvi ? Dio immenso , Dio potentissimo , Creator di tutto il creato ed io niente ; e meno che niente ! e quel che più mi affligge , cattivo , e più che cattivo ! Ch'è questo ? come si può soffrire ? Altre volte : Signore , non è giustizia l'amarvi ? dunque come non vi ho da amare ? Signore , Voi vi abbassate , acciò vi adorassimo e vi parlassimo ; e vi pregassimo ; perché non ho da adorarvi , parlarvi , e pregarvi ?

 

8. " Se uno parlando sta attendendo e vedendo , che parla con Dio con maggior avvertenze , che alle parole che dice , questi fa insieme orazione vocale , e mentale , che molto gli può giovare . Ma se non avverte né con chi parla , né cosa parla ; sia pur certo , che per molto che meni le labbra , fa ben poco d'orazione . S. Ter.

Un certo Vescovo vide una volta calar un Angiolo dal Cielo , e portarsi a raccoglier le lagrime di una donna , che stava orando in un angolo della Chiesa . Di che egli ammirato , nell'uscire domandò a colei , che facesse in quell'ora : ed essa rispose , che allora stava recitando il Pater Noster , l'Ave Maria , ed il Credo .

 

9. " Quando nell'Orazione sono già commossi gli affetti , non bisogna più moltiplicare speculazioni ; ma fermarsi un poco a gustar quegli : e poi di tanto in tanto dir al Signore qualche parola di compunzione , d'amore , o d'abbandonamento , e simili , secondo che ci sentiamo incitati ; che questo è il meglio dell'orazione . "  Chantal .

S. Cirillo Alessandrino rende ciò chiaro e patente con una similitudine . La meditazione , dice il Santo , è come il batter coll'acciarino la pietra focaja , acciocché n'esca fuoco . E siccome quando è uscito il fuoco , e si è attaccato all'esca si pone da parte l'acciarino ; così noi colla considerazione , e col discorso dell'intelletto abbiam da battere la dura pietra del nostro cuore sin a tanto che si accenda in esso l'amor di Dio , e il desiderio dell'umiltà della mortificazione , e de' patimenti , o d'alcuna altra virtù : e venuto che sia questo , là fermarci e procurar di bene stabilirci , perché questa è certamente migliore e più utile orazione , che se faremo molti discorsi e considerazioni molto alte e pellegrine . E così appunto dovea far esso e tutti gli altri , che han profittato nell'orazione .   Avea ben intesa questa verità un buon Servo di Dio , il quale perciò nella sua orazione , che per lo più era sopra la Passione del Signore , non troppo si diffondeva in andar accumulando speculazioni e ragioni ; ma dopo d'aversi rappresentato alla mente il mistero , ch'era per meditare , mentre si sentiva mosso a qualche affetto d'amore , o di gratitudine verso Dio , o a dispiacere d'averlo offeso , ed a proponimento di non più offenderlo , ovvero al desiderio d'imitarlo nell'umiltà , o nella sofferenza , o ad alcun altro simile affetto ; in quello si fermava , e procurava di fomentarlo e accrescerlo in se . E quando vedea che si andava raffreddando , tornava a svegliarlo or con tutta , or con parte di quella medesima considerazione , che da principio lo mosse , dicendo : Che gran patimento fu mai questo ! Chi lo soffrì ? Il figlio di Dio . Il figliuolo di Dio ! e per chi lo soffrì ? per me , oh Dio ! ed il figliuolo di Dio si è indotto a soffrir tanto per me ! Ed io non posso indurmi a soffrire una parolina , una picciola , disattenzione per amor suo ! Ecco quanto ha fatto Gesù Cristo per me ! Ed io non finisco d'offenderlo ! dov'è l'umiltà ? Oh quanto mi dispiace d'aver così trattato il mio Dio ! certamente che non l'offenderò più . Ecco quanto mi ha amato il mio buon Dio ! ed io non amo chi tanto amò me ! Ah si , io voglio amare questo Dio , che tanto lo merita . E così si andava raggirando e trattenendo in simili affetti . E in questo modo divenne un uomo di gran perfezione .

 

10. " Gli spiriti poco sodi nella pietà camminano bene ed allegramente , quando il Signore dà loro delle consolazioni nell'orazione . Ma se viene a privarneli , diventano subito languidi e scontenti , all'usanza de' ragazzi , che ringraziano la madre quando dà loro le cose dolci , e piangono quando le toglie loro : perché son ragazzi ; e non conoscono che la continuazione di quelle è loro nociva , ed in essi genera i vermini . Le consolazioni sensibili dello spirito generano per ordinario il vermine della compiacenza , e questa l'orgoglio , ch'è il veleno dell'anima , e la corruzione d'ogni opera buona . E questa è la causa , perché il Signore che a principio ce le dà , per allettarci , dopo ce le toglie , perché non ci nuocano : e però non merita egli minori ringraziamenti il togliercele , che in darcele . "  Sales .

Un gran servo di Dio dicea di se medesimo : per quarant'anni mi sono esercitato nell'orazione senza veruna intera consolazione , con molto mio profitto : e l'unico mio sollievo si è d'aver servito Dio a proprie spese .  Il V. Bercmans provava spesso delle gran consolazioni nell'orazione , ma di tanto in tanto anche delle grandi aridità ; né però in queste si perdea mai d'animo , o punto se ne affliggea .

 

11. " Quando l'Anima si trova oppressa dalle aridità e sterilità , allora dee far l'orazione di riverenza , confidenza , e conformità al divin volere standosene alla presenza di Dio , come un poverello innanzi al suo Principe , servendosi di qualche parola , ch'esprima un'amorosa sommissione al suo divin beneplacito . "  Chantal .

Io , dicea S. Teresa , non vorrei altra Orazione , che quella che mi facesse crescere nelle virtù . Onde se mi riuscisse con molta aridità , tentazioni , e tribolazioni , che mi lasciassero più umile , quella stimerei io buona orazione . Ma si può dir che non ori , chi sta in tali travagli ? perché se li va offerendo al Signore , e li soffre confermandosi , come dee , al suo santo volere ; questo è orare , e bene spesso assai meglio di chi va rompendosi la testa con varie riflessioni , e persuadendosi che con spremer quattro lagrime , ciò sia orazione .   S. Filippo Neri dava per ultimo rimedio in questi casi l'immaginarsi di essere come un mendico alla presenza di Dio e de' Santi ; e come tali andare or da questo or da quell'altro a dimandar loro la limosina spirituale con quell'affetto e verità , con cui soglion dimandarla i poverelli . E questo esortava , che si facesse alle volte anche corporalmente , andando or alla Chiesa di un Santo , or a quella d'un altro per chieder loro questa limosina .  Dimandato il V. Bercmans di quali rimedj si servisse per sopportar le aridità , rispose : Prego , procuro di star occupato , ed ho pazienza .

 

12. " Chi vuol profittar nell'Orazione , non faccia conto delle consolazioni spirituali : perché io so per esperienza , che l'Anima , la quale in questo cammino comincia con vera determinazione di non far caso , che il Signore le dia , o le nieghi gusti e tenerezze , e chi così veramente fa , ha fatto gran parte del viaggio . "  S. Ter.

S. Francesco di Sales non si prendea mai fastidio delle desolazioni , aridità , ed abbandoni interni , che gli venivano . Onde disse una volta alla B. M. di Chantal , ch'egli stando in Orazione , non solea riflettere se era in consolazione , od in desolazione , ma che quando il Signore gli dava buoni sentimenti , li ricevea con profonda riverenza e semplicità , e se non gliene dava , non vi rifletteva punto : standosene sempre innanzi a Dio con gran confidenza , e come un picciolo figlio d'amore .

 

13. " Vi è un'altra cosa , che suole affliggere non poco quei che si danno all'Orazione ; e sono le distrazioni , che in essa vengono , e portano il pensiero quà e là , e dietro al pensiero spesso anche il cuore . Procedono queste alle volte dall'immortificazione de' sensi ; altre dall'esser l'Anima in se stessa distratta ; e molte altre , perché così vuole il Signore , per provare i suoi servi . Or in questi casi bisogna di tanto in tanto richiamare il pensiero a se con ravvivar la fede della presenza di Dio , e con starsene avanti di lui con riverenza e rispetto : e se non riesce di poterlo fissare sul punto prefisso , conviene soffrire tali molestie ed importunità con umiltà e pazienza : che non sarà tempo perduto , come a prima vista può parere , ma anzi una tal'Orazione sarà talvolta più fruttuosa di tante altre fatte con raccoglimento e piacere . Perché tanti atti , che si fanno per iscacciar e soffrir le distrazioni , facendosi per non disgustare Dio , e per potersi abilitare a meglio servirlo , quelli son tutti atti di amor di Dio . "  S. Ter.

La B. M. di Chantal dava questo consiglio alle sue figlie , e dovea praticarlo anch'essa : quando una si trova disturbata dalle distrazioni nel tempo , che fa l'orazione ; allora convien fare l'orazione di pazienza , e dir , se si può , umilmente ed amorosamente : Signore , voi siete l'unico appoggio dell'Anima mia , e tutta la mia consolazione .   S. Gio. Grisostomo consigliava uno che nell'orazione si lasciava facilmente trasportar dalle distrazioni , a risvegliarsi con questo paragone : Come ! sto discorrendo con un amico di storie , di nuove , di bagattelle , e vi sto con tutta l'attenzione ; ed ora che sto trattando con Dio del perdono de' miei peccati , e del modo di salvarmi , son tutto torpedine ; e colle ginocchia piegate vado girando col pensiero per la casa e per le piazze !  Dov'è qui la Fede ? dov'è il giudizio ?   E' degno non men di maraviglia , che d'invidia il dono d'Orazione , ch'ebbe S. Luigi Gonzaga , del quale si legge esservi egli arrivato a tanto , che in quel tempo quasi mai pativa distrazioni , talmente che dando una volto conto del suo interno al P. Spirituale , e da lui richiesto , se pativa molte distrazioni nell'Orazioni ; dopo di essere stato un po' sospeso col pensiero su di ciò , rispose , che mettendo insieme tutte quelle , che aveva avute in sei mesi , a parer suo , non avrebbero empito lo spazio di un'Ave Maria .  Gran dono in vero ! Ma le diligenze da lui usate , per muovere il Signore a concederglielo , non furon picciole . Poichè col praticare una somma e continua mortificazione di tutt'i suoi sensi , col non occupar mai la mente in altri pensieri , fuorché in quelli , che lo potean perfezionare nella pietà e nella dottrina ; e coll'essere nel tempo dell'Orazione tutto , e con tutto il fervore in essa , in questa maniera avea talmente chiusi i passi alle distrazioni , che quasi non ardivano di accostarsi a lui .

 

14. " Tutta la pretensione di chi prende a darsi all'orazione , ha da essere il travagliare , ed il determinarsi , e disporsi con ogni possibile diligenza a conformar la sua volontà con quella di Dio . Poiché in questo consiste tutta la maggior perfezione , che acquistar si possa nel cammin spirituale . "  S. Ter.

Questo era il principale scopo di tutte le orazioni della medesima Santa , il conformarsi in ogni cosa al divin volere . Questo pure era il fine , che si prefiggea S. Bernardo nel principio della sua orazione , come si legge nella di lui vita , animandosi a farla col desiderio d'arrivar a conoscere e fare la volontà di Dio . E l'istesso vien riferito di S. Vincenzo de' Paoli , e di molti altri servi di Dio .

 

15. " L'Orazione dee esser umile , fervente , rassegnato , perseverante , ed accompagnata da una gran riverenza , considerando , che si sta alla presenza d'un Dio ; e si parla con un Signore , avanti al quale le Virtù celesti tremano per rispetto e timore . "  S. M. Madd. de' Pazzi .

S. Francesco di Sales in tutto il tempo dell'Orazione , anche quando era solo , se ne stava dinanzi a Dio umile , basso , composto , immobile , e con singolar riverenza , come figlio d'amore . Il V. Bercmans sempre in ginocchio , cogli occhi chiusi , colle mani al petto , senz'appoggiarsi , immobile come un sasso , con un volto gioviale , e pieno di tale ardore , che molti se gli ponean vicino per osservarlo , ed infervorarsi .  S. Rosa di Lima si tenea tutta raccolta , e con tant'attenzione e divozione , che qualunque altr'oggetto se le presentasse avanti , non le cagionava verun'alterazione , come se fosse divenuta insensibile . Onde mentre le faceva in Chiesa , si metteva in un cantone con gli occhi fissi al Sacramento , e là restava per molte ore immobile senza che il passaggio delle persone , o lo strepito e mormorio della gente punto la disturbassero . Quando uscivano dall'Orazione per indizio del loro fervore , San Gervasio Vescovo si vedea spesso con raggi sul capo ; il Ven . P. Gio. Leonardi tanto acceso e mutato nel volto , che parea divenuto un Serafino ; e l'Abate Silvano talmente fuor di se , che tutte le cose della Terra gli sembravano vili ed abbiette ; e però si copriva gli occhi colle mani per non vederle , dicendo : occhi miei , chiudetevi , e non vogliate mirar le cose del Mondo , poiché non vi è cosa in esso , che sia degna d'essere mirata .   S. Bernardo vide una mattina un Angiolo , che andava attorno per lo Coro con un turibolo pieno di profumi incensando i Monaci che stavano in orazione , e che questa incensazione producea nel cuor de' ferventi un soavissimo odore , e nel cuor de' negligendi e sonnolenti fetore e nausea .

 

16. " Disimpegnati un poco da tante cure , e prendi un po' di tempo per pensare a Dio e riposarti in esso . Entra nel gabinetto del tuo cuore e cacciane fuora ogni cosa , a riserva solo del tuo Creatore , o di tutto ciò che ti può ajutare per trovar lui . E poi avendo chiusa la porta , digli con tutta l'Anima tua : Signore , io cerco la vostra divina faccia , insegnatemi a ritrovarla  . "  S. Agost.

S. Francesco di Sales chiamava il centro dell'Anima sua il Santuario di Dio , dove non entra altro che l'Anima e Dio . E questo era il luogo del suo ritiro , ed il suo ordinario soggiorno . E però nell'Anima sua non vi era che purità , semplicità , umiltà , ed unità , dello Spirito del suo Dio .   S. Bernardo quando andava all'Orazione , ed entrava in Chiesa , diceva a' suoi pensieri : trattenetevi qui fuori pensieri inutili , ad affetti disordinati ; e tu Anima mia entra nel giudizio del tuo Signore .

 

17. " Quelli , che potranno racchiudersi in questo picciol cielo dell'Anima , dove sta colui che ha creato il Cielo e la Terra , credano pure , che vanno per eccellente cammino , e che non lasceran di arrivare a bere l'acqua del fonte ; perché in poco tempo faranno gran viaggio  . "  S. Ter.

S. Caterina da Siena , ch'era amatissima del ritiro , venendo aggravata da' genitori da occupazioni , e fatiche , si formò una cella nel proprio cuore , dove se ne stava continuatamente ritirata anche tra le maggiori occupazioni rimirando Dio e discorrendo familiarmente con lui . E così giunse ad avere una stabile , e continua unione con S. D. M. , e solea dire che nel nostro cuore propriamente sta il regno di Dio , dove egli fissa la sua sede .   Una divota Verginella , fattasi Religiosa , si diede ad una vita molto ritirata specialmente dalla comunicazione alle grate ; per lo che i parenti si studiavano di persuaderla che si sollevasse con qualche onesta conversazione . Ma ella rispose loro , che aveva una conversazione che la tenea sempre allegra ; ed era la conversazione con Gesù Cristo .   Quanto mi giova , dicea S. Teresa , quel ricordarmi , che ho compagnia dentro di me , cioè Iddio ; e che io me ne sto quivi con lui .

 

18. " Nel far l'Orazione non si ha sempre da discorrere coll'intelletto ; ma può anche uno trattenersi alla presenza di Dio , ragionando , e consolandosi con lui , senz'affaticarsi in compor ragioni e belle parole ; ma rappresentandogli semplicemente le sue necessità , e l'obbligo , ch'egli ha di compatirci . Per esempio , mettendosi uno a pensare ad un passo della Passione , è buona cosa il discorrerci sopra , meditando le pene , che quivi il Signore patì ; con tutto ciò non si stanchi l'Anima in andar sempre cercando questo : ma stiasi alle volte quivi con Gesù Cristo , ed acchetato l'intelletto , se può , l'occupi in pensare , ch'egli lo sta mirando ; lo accompagni , gli chiegga , s'umili , si consoli con essolui , e si ricordi , che non meritava di stare ivi . Questa maniera di orare reca molto utilità . "  S. Ter.

La medesima Santa attesta di se , che frequentava molto questo modo d'orazione , e che ne avea provati grandissimi vantaggi .  Racconta il P. Gersone , che un servo di Dio solea dire : Sono quarant'anni , che io attendo all'Orazione con tutta la diligenza possibile , e non ho trovato mezzo migliore , né più breve per far buona Orazione , che presentarmi innanzi a Dio , come un fanciullo , e come un povero mendico , cieco , ignudo , ed abbandonato .  Così in verità dovea far S. Francesco , quando passava le notti intere con quelle poche parole : Dio mio , chi sei tu , e chi son io ? ripetendole e ruminandole tra se ; ed ora eccitandosi all'amore di un Dio sì grande e sì buono , or al disprezzo d'una sì vile e sì ingrata creatura , si confondeva , si vergognava di tanti suoi mancamenti , e ne chiedeva al Signore perdono e rimedio .

 

19. " Nell'Orazione è bene occuparsi talora i far atti di lode , e di amor di Dio : in desiderj , e determinazioni di piacergli in ogni cosa : in rallegrarsi della sua bontà , e che egli sia quello ch'è : in desiderare l'onore e la gloria sua ; in raccomandarsi alla sua pietà , in mettersi anche semplicemente avanti a lui mirando la sua grandezza e la sua misericordia , ed insieme la propria viltà e miseria ; e poi lasciar che ci dia egli quello che vorrà , sia acqua , o aridità , perché ben sa esso meglio di noi quello che più ci conviene . Questi atti svegliano grandemente la volontà e gli affetti . Ed avvertite , quando vengono , di non lasciarli , per finir la solita meditazione : perocchè per profittar grandemente in questo cammino , non sta la cosa in molto pensare , ma in molto amare , e però tutto ciò che più vi desterà ad amare , quello fate  . "  S. Ter.

Il P. Segneri juniore disse un giorno ad un suo confidente piangendo : non fate come ho fatto io , che sin tanto che studiai Teologia , passava sempre il tempo dell'Orazione in far varie considerazioni per eccitare gli affetti , e poco in raccomandarmi a Dio . Ma finalmente il Signore si degnò d'aprirmi gli occhi . E da allora in oi sempre ho procurato di spendere tutto il tempo a raccomandarmi a lui . E se ho fatto alcun bene in me , e negli altri , tutto mi pare di doverlo riconoscere da questo santo esercizio .   Si legge della B. M. di Chantal che trovava le sue delizie ed il suo centro nella considerazione delle immense perfezioni di Dio , e nel desiderio , che questo sommo bene fosse conosciuto ed amato in tutte le sue creature . E del B. Egidio compagno di S. Francesco , che meditando spesso , e con grande affetto sopra le perfezioni , le opere ed i benefizj di Dio , venne a riempirsi di tanto amore verso Dio , che non poteva più né parlare , né sentirne parlare , e neppure rivolgervi il pensiero , che subito non andasse in estasi .

 

20. " Nell'Orazione bisogna talora immaginare , che ci vengon fatte delle ingiurie e degli affronti , e che ci sopraggiungano delle avversità e poi studiarci di avvezzare il nostro cuore a perdonare e sopportar tutto con pazienza ad imitazione del nostro Salvatore , in questo modo s'acquista molto spirito . "  S. Filippo Neri .

S. Ignazio stando in letto infermo si mise a pensare se gli potea succedere alcuna cosa , che l'avesse a turbare ; e dopo essersi immaginate molte avversità e travagli , trovò che niuna cosa l'avrebbe potuto affliggere , e levargli la pace , fuorché se avesse veduto distruggersi la Compagnia . Però avendo meditato più volte sopra quell'istesso punto , tanto si moderò , che disse , parergli , che se ciò accadesse , con un quarto d'ora di Orazione si sarebbe quietato e rasserenato .

 

21. " Bisogna far gran conto del meditare la Passione del nostro Redentore . Poiché una semplice ricordanza , o meditazione di questa vale più , che se per un anno intero uno facesse ogni settimana una disciplina a sangue , ed un digiuno in pane ed acqua ; ovvero leggesse ogni giorno tutto il Salterio . "  Il B. Alberto Magno .

Su di questo soggetto faceano la loro meditazione S. Francesco Saverio ordinariamente , S. Casimiro continuamente , anche sentendo Messa , e con tale attenzione , che spesso veniva alienato dai sensi , e S. Brigida quasi sempre , né la facea mai senza lagrime .   Leonora Imperatrice dal lungo meditar la Passione concepì un amor sì tenero verso Gesù Crocifisso , che quando anche fosse stata sicura , com'ella dicea di salvarsi egualmente tra gli agi e tra gli onori , avrebbe nondimeno scelto la via della Croce , per rassomigliarsi in parte al suo Signore . E quindi trasse quelle generosità , con cui dissimulava tutte le sue infermità e i dolori del corpo , senza querele e senza lamenti . Ed a chiunque mostrava in questi casi di compatirla , rispondea l'umil serva del Signore : questa croce è molto leggiera , e mi è troppo cara , e senza di essa non posso vivere contenta : ne ho troppo bisogno , altramente diverrei troppo insolente .   Si esercitava spesso in questo il V. Mons. di Palafox . Alle volte si gli rappresentava l'Anima sua come un uccello che volava , e nel volare straccandosi , si andava a posare sul chiodo dei piedi in croce , e quivi si metteva a contemplare il Signore e a bere del sangue , che scorrea da quelle piaghe e si consolava assaissimo ; altre volte gli sembrava come un ape , che andava succhiando fiori or di qua , or di là dall'una all'altra piaga del Signore ; in quelle della testa , delle mani , de' piedi , e specialmente in quella del costato , nel quale soleva entrare e bagnarsi . Altre trovandosi staccato dalle cose temporali , come dallo scrivere , o dal ragionare , si rivolgeva a' piedi di Gesù , dicendogli : Gesù mio riposiamoci qui .   Questa divozione ebbe un non so che di singolare in S. Filippo Neri , il quale non potea né meditare , né leggere , né parlare , o sentir parlare della passione del Salvatore , e specialmente nella settimana Santa , e massimamente se si trattava dell'amore , col quale egli ha patito per noi ; che subito si vedea divenire smorto come la cenere , e liquefarsi in lagrime . Un giorno fra gli altri  discorrendo egli in pubblico su questa materia , sorpreso da uno straordinario fervore , si pose a piangere , ed a dar in singulti tali , che non potea raccogliere il fiato onde fu necessitato a scender dal pulpito , e partirsi dalla Chiesa . Il che occorrendogli più e più volte , né potendovi rimediare , per molti anni prima della sua morte lasciò di più ragionare in pubblico , e di più parlar di questa materia in pubblico , ed in privato : essendo divenuto in questo sì sensibile , che alle volte il solo sentir queste parole : Passione di Cristo , piangeva in modo , che non potea formar parola .   Una cosa simile si narra esser avvenuta nel giorno del Venerdi Santo al V. P. Luigi di Granata , allorché salito in Pulpito per far la predica della Passione , appena profferite quelle parole del sacro testo : Passio D. N. J. C. proruppe in un dirottissimo pianto , poi ripigliando alquanto di lena , prese a ripetere le stesse parole ; ma colle parole fu astretto a ripetere anche il pianto , e più forte di prima : finalmente sforzandosi con animo virile di ripigliar la terza volta da capo le sacre parole , ripigliò per la terza volta anche il pianto con veemenza e con impeto tale , che eccitò una universal commozione in tutta l'udienza , tanto che per lungo spazio di tempo in tutta quella Chiesa altro non si sentiva , che singhiozzi e pianti . E così si terminò la predica senza essersi principiata .

 

22. " Siccome un amico visita spesso il suo amico , andando a dargli il buon giorno la mattina , e la buona notte la sera , e riverendolo tra il giorno più volte ; così voi visitate spesso Gesù Sagramentato : ed in ogni visita offerite più volte il di lui prezioso sangue all'Eterno Padre : e vedrete , che con queste visite crescerà a maraviglia il vostro amore . "  S. M. Madd. de' Pazzi .

S. Francesco Borgia lo visitava sette volte il dì , e vi avea preso tanto affetto e familiarità , che appena entrato in Chiesa all'odorato conosceva ove stesse il Sacramento .  Altrettanto il V. Bercmans , sempre che usciva a prender aria procurava di visitarlo in alcuna Chiesa di fuori o esposto , o nel Tabernacolo . Ed allora in un subito s'internava tanto che non s'avvedea quando il suo compagno si alzava e partiva : di modo che fu questi più volte obbligato di tornar dalla porta della Chiesa ad avvisarlo ; e più fiate lo trovò tanto astratto da' sensi , ch'era costretto a chiamarlo forte per nome .  S. M. Madd. de' Pazzi poi lo visitava trentatré volte il giorno con sua gran contentezza e frutto .  E S. Vinceslao Duca il Boemia andava a visitarlo per le Chiese la notte a piedi scalzi anche in tempo di ghiacci , ed insanguinava le strade .   S. Vincenzo de' Paoli lo visitava quanto più spesso poteva : ed il sollievo , che si prendea dalle sue gravi occupazioni , era starsi lungo spazio avanti il sagro tabernacolo alle volte per più ore .  Vi dimorava poi con un contegno sì umile , che parea si sarebbe volentieri abbassato nel centro della Terra : e con un esteriore sì modesto e divoto , che sembrava vedesse co' proprj occhi la persona di Gesù Cristo : con che inferiva divozione in chiunque lo mirava .  Quando poi gli occorreano negozj ardui , ricorrea come Mosè al sagro Tabernacolo , per consultare l'oracolo della verità . Quando usciva di casa , andava a chiedergli la benedizione , e nel ritorno , a ringraziarlo delle grazie ricevute , e ad umiliarsergli per li mancamenti , che potesse aver commessi . Il che facea , non per una certa formalità , ma con veri sentimenti di Religione .

 

23. " Non bisogna scordarsi mai d'esercitarsi nel proprio conoscimento : perché questo è quello che importa in questo cammino dell'Orazione . Si ha però da fare con tassa e misura . Voglio dire , che dopo che si vede un'anima arresa e soggetta , e che chiaramente intende , che per se stessa non ha cosa buona , e si vergogna e confonde di star avanti ad un sì gran Re , e vede il poco , che gli rende per lo molto , che gli dee : che necessità vi è allora di trattenerla , e di farle spendere più il tempo in questo ? Bisogna lasciarla passare ad altre cose , che il Signore le pone d'avanti , sicché esca di se , e voli al considerare le grandezze el suo Dio . "  S. Teresa .

S. Francesco Borgia da che si diede all'Orazione , spendeva ogni mattina due ore sopra il proprio conoscimento : e con questo arrivò ad avere sì basso concetto di se , che si stupiva come tutti non lo maltrattassero .   Di S. Francesco narra S. Bonaventura , che solea passar i giorni e le notti intere in quella breve Orazione : Signor mio e Dio mio , chi sei tu , e chi sono io ? e che in quel tempo fu veduto più volte sollevato da terra , e circondato da una risplendente nuvoletta .  Si narra nelle vite de' PP. d'un Monaco giovine , che disse ad un vecchio Padre , il pensiero mi dice , che io son buono ; e che il vecchio gli rispose così : Chi non vede i suoi peccati , crede sempre di esser buono : ma chi il vede , non può il pensiero persuadergli tal cosa .  E però è necessario d'affaticarsi a conoscer se stesso .   E dell'Abate Isidoro si racconta , che un giorno entrato nella di lui Cella il suo Discepolo , lo trovò che stava piangendo , e chiedendogli colui perché piangesse : Piango , disse , i miei peccati .  Ma padre voi non avete peccati , replicò il discepolo . E l'Abate : o figlio , soggiunse , se Iddio manifestasse agli uomini i miei peccati , empirebbe il Mondo di spavento !   Fu ammirabile a questo proposito una visione , che scrisse d'aver avuta la V. Suor M. Crocifissa . Mi fu , dice , permesso di entrare con un interno sguardo nelle più segrete parti dell'uomo interiore , ove vidi con mia somma maraviglia gran cose della malizia e deformità dell'umana creatura , per essermi stato mostrato il fomite del peccato , come un orribile sotterraneo cavernone , ove scaturiva di continuo un immenso stuolo di vermacci , e di animalacci grandi , e piccioli , tutti orribili e schifosissimi , che significavano i peccati mortali , e veniali , e le imperfezioni .  A tal orrenda vista penetrai nel gran concavo del proprio conoscimento e della mia estrema miseria , per cui di altro non mi conoscea meritevole , che di derisioni e d'ignominie , parendomi di essere come uno straccio di fuliggine , e come uno sputo corrotto e stomachevole , e un mostro orribile e schifoso , nel quale niuno avrebbe potuto mirare senza darsi incontanente alla fuga . Ebbe ella questa visione nel giorno , in cui fece la sua professione ; ed una tal vista di se medesima se le impresse sì fortemente nell'Anima , che le durò per un anno intero ; nel quale , perché credea , che la medesima vista apparisse visibilmente a tutte le sue compagne , come appariva a lui , si stupiva della loro dissimulazione e virtù ; non sapendo intendere come tutte non l'abborrissero , e non la fuggissero .  Onde  se io , dicea , avessi avuto a fare , per levare avanti gli occhi loro la mia intollerabile figura , mi sarei volentieri sepolta viva . E però in ricever torti ed ingiurie , mi sembrava che anzi mi lodassero e mi onorassero ; perché di quella maniera mi vedea trattata meglio di quello che conoscea di meritare , e mi era come impossibile il pensare altramente . Ond'é che se mi avessero detto , ch'era senza talento , insipida , brutta , villana , e balorda ; al certo che mi sarei maravigliata , ed avrei detto : o quanta poca notizia voi avete delle mie miserie ! Sono insoffribile negli occhi di Dio per l'estrema mia miseria , e vi stupite come io non sia ricca di buone qualità ?  Come farebbe un mendico , il quale vedendomi mal coperto di stracci si sentisse rimproverare che gli manca la catena d'oro ed il tosone ? Che farebbe egli nell'udir tali rimproveri ? In vece di risentirsi , si stupirebbe , e direbbe : sono senza camicia , e voi state a mirare , che sono senza catena d'oro e senza tosone . Per carità datemi un tozzo di pane , che io non so che cosa sia oro e tosone .

 

24. " La grand'opera della nostra perfezione nasce , cresce , e si mantiene in vita per mezzo dei due piccoli , ma preziosi esrcizj ; che sono le aspirazioni ed i ritiramenti spirituali .  Le aspirazioni sono certi slanciamenti di spirito verso Dio , i quali quanto più son veementi ed amorosi , tanto migliori sono .  I ritiramenti sono certi sguardi interni , che l'Anima dà a Dio , i quali quanto più sono semplici , tanto sono più preziosi : e si esercitano con rimirare con semplice sguardo quello ch'egli è , o quel che ha fatto , e fa per noi , eccitando in seguito il cuore ad atti di umiltà , d'amore , di rassegnazione , di abbandonamento , e simili , secondo le varie occorrenze .  Or questi due esercizj non si può credere la forza , che hanno per tenerci in dovere , per sostenerci nelle tentazioni , per rialzarci prontamente nelle cadute , e per unirci strettamente a Dio .  Dall'altro canto si possono fare in ogni tempo , in ogni luogo , e con ogni facilità , e però ci dovrebbero essere tanto familiari , quanto l'inspirare e l'espirare .  "  Sales .

Ogni volta che sonavano l'ore S. Ignazio si raccoglieva , ed alzava la mente a Dio .  S. Vincenzo de Paoli al suono delle ore , ancorché fosse tra' signori grandi , sempre si scopriva la testa , e lanciava qualche divota aspirazione al Cielo ; ed in altri tempi ancora usciva egli spesso in qualche aspirazione , o giaculatoria , e la sua più ordinaria era questa : O mio Signore , o divina Bontà ; quando ci farete la grazia d'essere interamente vostri , e di non amare altro che te .  S. Bartolomeo Apostolo adorava Dio con genuflettere cento volte il giorno , e cento la notte .   S. Tommaso d'Aquino usava spesso tral giorno queste specie d'Orazioni quando studiava , quando usciva di Cella , e nel ritornarvi , ed in tutt'i ritagli di tempo , che gli occorrevano .  E Cassiano narra dei monaci d'Egitto , che usavano frequentemente quella breve giaculatoria piena d'umiltà e di confidenza : Deus in adjutorium meum intende , Domine , ad adjuvandum me festina .   Il V. Mons. di Palafox le praticava in tutte le occasioni . Sempre che si offeriva qualche dubbio , si voltava a Dio , o gli dicea : Signore che faremo in questo ? consigliatemi Voi .  Ne' pericoli : Signore , reggetemi : non sia io presuntuoso , ma utile : non permettete , che io esca un punto da quello che vi aggrada . Quando per la sua fiacchezza cadeva , dicendo , o facendo alcuna cosa , che non conveniva : Signore , rilevatemi : ch'è stato questo , o Signore ?  E' possibile che io abbia da esser sempre il medesimo ?  Tenetemi , acciocché io vi tenga .  Spesso poi andava dicendo tra se : Niente desidero , niente voglio , niente abbraccio fuorché Voi , Dio mio , e mio tutto .  Gloria ? è Vostra , e per Voi solamente la bramo .  Onore ? tutto il mio onore , Gesù mio , è l'Onor vostro .  Soddisfazioni ? l'unica mia soddisfazione e contento è , che siate soddisfatto e contento Voi ; e simili .

 

25. " E' una cosa di grande utilità l'assuefarsi a cavare qualche riflessione propria da tutte le cose , per sollevarsi da ogni cosa a Dio ; rimirando in esse le Perfezioni di lui ovvero l'amore che egli ci porta , o l'obbligo , che abbiamo di servirlo fedelmente .  "  Scupoli .

Ecco la pratica di S. Francesco di Sales . Nel vedere belle campagne , dicea : noi siamo i campi coltivati da Dio .  In vedere Chiese magnifiche e bene addobbate : noi siamo i tempj vivi di Dio : e perché le Anime no sono così bene ornate delle virtù ? In vedere fiori , quando verrà il tempo , che i nostri fiori faranno frutti ? Il vedere pitture rare e preziose : non vi è niente di bello , come l'Anima , ch'è fatta ad immagine di Dio .  Se vedea giardini : e quello dell'Anima nostra quando sarà egli seminato di fiori , ripieno di frutti , ben ordinato purgato e pulito ?  Se fontane : ah quando beveremo noi a sazietà nelle fontane del Salvatore ?  Se fiumi : quando andremo noi a Dio , come vanno queste acque al mare ?  E così si serviva di tutte le cose visibili per sollevare il suo spirito a Dio .

 

26. " Vi è una certa maniera d'orare molto facile , e molto utile  , che si fa con assuefare l'Anima nostra a stare alla presenza di Dio ; ma in maniera che questa produca in noi una unione intima , nuda , semplice e perfetta .  Oh che preziosa Orazione è questa !  "  Sales .

Il Rusbrochio in tutte le sue azioni ed esercizj tenea sempre alzata la mente a Dio : tanto che confessò d'aver ottenuta dal Signore questa grazia particolare di poter senza difficoltà immergersi , quando voleva in una soavissima contemplazione della Divinità , ad unirsi strettamente a Dio o stesse solo in camera , o fuori in compagnia d'altri .  S. Luigi Gonzaga non trovava cosa più facile , che tenere la sua mente unita continuamente con Dio di maniera che sentiva egli tanta difficoltà di distaccare il pensiero da Dio , quanta ne sentono altri in tenervelo unito .

 

27. " Con durare un anno a camminare alla presenza di Dio , alla fine dell'anno ci troveremo alla cima della perfezione senz'avvedercene .  "  S. Ter.

Un Santo Abate , come si narra nelle vite de' PP. diede nel noviziato al suo Discepolo questo avvertimento : che procurasse di non perdere mai di vista  Dio , e che pensasse d'averlo sempre presente .  Poiché , disse , questo è il mezzo de' mezzi : è quello , che insegnò il Signore ad Abramo , quando gli disse , Ambula coram me , et esto perfectus .  Il che s'impresse in modo nella mente del giovane , che lo praticò a maraviglia ; e da giovane sbrigliato ch'era , divenne Monaco sì perfetto , che morto dopo pochi anni , fu veduto volarsene a dirittura , con molta gloria in Cielo .

 

28. " La maggior parte de' mancamenti , che commettono le persone Religiose contra le loro regole , e tutti negli esercizj di pietà provengono dal perder facilmente la presenza di Dio .  "  Sales .

Del V. Bercmans si dice , che non perdea mai di vista la presenza di Dio , e che la praticava con una rara facilità e naturalezza ; e quel ch'è più da stupire , con esser sempre presentissimo a se , ed a quanto faceva attualmente , ed insieme officiosissimo con ogni puntualità verso degli altri .  E per questo poi facea con tanta divozione i suoi esercizj spirituali , e non fu mai veduto trasgredire una minima delle sue regole , né commetter difetto di sorta alcuna .

 

29. " Vi è un certo modo di star alla presenza di Dio , col quale se l'Anima vuole , può star sempre in Orazione , e continuamente accesa ed infocata d'amor di Dio .  Questo si fa con attuarsi uno tra le sue occupazioni in questo , che sta facendo la volontà di Dio ; e di questo godere e rallegrarsi .  "  Rodr.

S. Francesco di Sales molti anni prima di morire non prendea quasi più tempo per far la sua Orazione , trovandosi oppresso dagli altri affari .  Onde chiedendogli un dì la B. di Chantal , se l'avesse fatta : No , rispose , ma faccio ciò che vale l'Orazione . Ed era , che si studiava di tnersi unito continuamente con Dio : e dicea , che in questo modo convien fare l'Orazione di opere e di azioni .  E così la sua vita era un Orazione continua , non contentandosi egli di godere solamente una deliziosa unione con Dio nell'Orazione , ma amando egualmente la di lui volontà .

 

30. " L'Orazione più alta e più perfetta è la contemplazione . Ma questa è tutta opera di Dio , essendo soprannaturale , e superiore alla nostra naturalezza : e però l'Anima in questa Orazione non può far niente , solo vi si può apparecchiare .  Or il miglior apparecchio per questa , e andare con umiltà , darsi davvero all'acquisto delle virtù , e massime della carità fraterna , e dell'amor di Dio , ed avere un animo risoluto di far in tutto la volontà di Dio , di camminare per la via delle croci , e di far morire l'amore proprio ; ch'è un volere noi dar più gusto a noi stessi , che a Dio .  "  S. Ter.

La medesima Santa tutto ciò adempì perfettamente ; e però fu dotata d'una sì sublime contemplazione , e di sì rari doni .   Venendo dimandato S. Antonio Abate come mai potesse passar le notti intere in Orazione , rispose così : Io non ho mai saputo in che consistesse la vera contemplazione , sinché ho avuto riguardo a me stesso : e quando giunsi a purgar la mia mente d'ogni inquieto movimento , ed a segregare il cuore da ogni affetto terreno , allora presi a gustar quell'ammirabile frutto della divina volontà , che nella contemplazione soglion gustare le Anime purgate .   Un'Anima molto illuminata scrisse così : Io ho coll'esperienza conosciuto , che per imparare la Teologia Mistica , bisogna più studiare il Crocifisso , che i libri , cioè bisogna più faticare in praticar le virtù , in imitare Gesù Cristo , ed in attendere alla purità della vita all'Orazione ed alla fedeltà in fare e patire quello che Iddio vuole da noi col morire a noi stessi , che occuparsi in molto leggere .

 

 

 

 

 


 

Fonte : DIARIO SPIRITUALE , di autore anonimo , Tipografia Paci , Napoli , 1843 .