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  ORIENTE E OCCIDENTE : Centro Studi Oriente Occidente : un progetto interculturale ad Ancona

 

CENTRO STUDI ORIENTE OCCIDENTE

un progetto interculturale ad Ancona

 

 

 

 

Il Centro Studi Oriente Occidente è un’associazione culturale sorta ad Ancona nel 1994 su progetto del dr. Giuseppe A. Possedoni, giornalista, cultore di studi indologici e attinenti il fenomeno religioso. Dal 1998 il Centro Studi Oriente Occidente annovera tra i suoi aderenti, in qualità di Socio sostenitore, l’Ente Provincia di Ancona.

Dal 1999 la Regione Marche ha iscritto il Centro Studi nel Registro regionale degli enti, associazioni e fondazioni culturali di particolare rilevanza culturale, istituito dalla L.R. 7/1993. Dal 2001 l’Università Politecnica delle Marche, di Ancona, caratterizzata da un indirizzo didattico tecnico-scientifico, ha concesso all’associazione una sede operativa all’interno dei propri locali; dal 2002 aderiscono al Centro Studi, come Soci sostenitori, anche il Comune di Ancona e la Regione Marche.

Dal 2003, il Centro Studi ha attivato ad Ancona, all’interno dello storico Palazzo monumentale Mengoni-Ferretti, una propria biblioteca associativa specializzata, in rapporto convenzionato con la Biblioteca comunale "L. Benincasa" e, attraverso questo, è entrato a far parte del Polo Bibliotecario Provinciale e del Sistema Bibliotecario Nazionale.

Dal 1996 l’associazione è effettivamente operativa nella realizzazione di iniziative culturali (convegni, seminari, cicli di conferenze, rassegne musicologiche, letture, ecc...) volte all’attuazione di un progetto di studio e ricerca nel campo delle relazioni interculturali e degli studi religiosi - ma anche teologici, filosofici e letterari - comparati, che si richiama alla plurisecolare tradizione di studi e ricerche che vantano Ancona e le Marche.

Una tradizione che può farsi risalire addirittura a Francesco d’Assisi, il quale nel 1219 scelse il porto di Ancona per partire alla volta della Terra Santa e dell’Egitto con la finalità di inaugurare un dialogo di pace fra cristianità e mondo islamico in un’epoca in cui il confronto fra le due civiltà era contrassegnato dalla guerra. Una tradizione che prosegue con il missionario gesuita maceratese Matteo Ricci (noto in Cina come Li-Ma-To), che fra il '500 e il '600 fondò in Cina, dove si era stabilito, gli studi sinologici, superando, primo fra gli occidentali, l'esclusivista mentalità allora dominante nell'impero cinese e in tal modo allacciando un primo, importante, vero legame culturale fra Oriente e Occidente, mediante un'opera scientifica e apostolica ispirata alla coerenza con la propria fede e a una singolare capacità di adattamento a costumi e usanze locali.

Un percorso che continua con i missionari cappuccini marchigiani i quali, arrischiandosi in lunghi viaggi e soggiorni, pericolosi, avventurosi e tragici a un tempo, gettarono il primo ponte culturale fra Occidente, Nepal e Tibet. Emergono, dal novero di costoro, per l'entità del contributo scientifico dato, tale da porli fra i padri dell'orientalismo mondiale, il maceratese Cassiano Beligatti (1708-1791), l'ascolano Carlo Orazio da Castorano (1673-1755) e, soprattutto, il pesarese Orazio della Penna (Pennabilli 1680 - Patan, Nepal 1745). Il ricordo di quest'ultimo è a tutt'oggi ancora cosÏ vivo fra le popolazioni tibetane (le quali lo ricordano con l'appellativo "gran lama testa bianca" per via della sua canizie) da aver indotto il XIV dalai lama Tenzin Gyatso, suprema autorità spirituale di quelle genti, a dedicare un giorno della visita da lui compiuta in Italia nel 1994 al pellegrinaggio alla casa natale del cappuccino, nel piccolo paese del Montefeltro.

E ancora, vanno annoverati tra gli studiosi e gli appassionati di studi orientali e interculturali, l'archeologo-viaggiatore anconetano Ciriaco Pizzecolli (1391 - 1452 o 1455), umanista e fondatore della moderna archeologia, con i suoi viaggi d'avanscoperta in Grecia (allora poco o punto conosciuta direttamente, ma quasi soltanto attraverso i testi degli autori classici), in Egitto, in Dalmazia, nel mare Egeo e a Costantinopoli. O il glottologo e orientalista arceviese Antelmo Severini (Arcevia 1827 - Corridonia 1909), primo insegnante di cinese e giapponese nelle università italiane, fondatore insieme con Angelo De Gubernatis del Bollettino italiano degli studi orientali, oltrechè in rapporto epistolare con personalità quali Manzoni, Carducci, D'Azeglio, Garibaldi, Mamiani.

E, da ultimo, il grande orientalista, pure maceratese, Giuseppe Tucci (Macerata 1894 - San Polo dei Cavalieri 1984), tra i padri mondiali dei moderni studi asiatici, esploratore delle distese nepalesi e degli altipani tibetani e infaticabile raccoglitore e traduttore di testi della tradizione buddhista e delle altre correnti di pensiero e religiose dell’Asia orientale.

Ebbene, sulla scorta di questi elementi, lo scopo primario, a lungo termine, del Centro Studi Oriente Occidente resta la promozione ad Ancona - di una struttura - configurata come Istituto di Studi interculturali e religiosi comparati - nel quale raccordare in modo stabile e continuativo l’impegno umanistico della città in tali settori, dove l’azione formativa dell’Università non si estende, coprendo un spazio, attualmente scoperto, nel quale, come si è detto, Ancona e le Marche hanno espresso una vocazione a dir poco plurisecolare, che pone la regione ai primi posti in Italia per il contributo dato ai contatti con i Balcani, il Levante e le civiltà e culture asiatiche, in quanto terra natale di viaggiatori e studiosi distintisi particolarmente in questo campo; - di iniziative, specie di natura, musicale, coreutica e teatrale, volte alla diffusione della conoscenza delle culture e tradizioni artistiche delle aree del pianeta costituenti l’oggetto privilegiato dei propri interessi scientifici.

 

 

CENTRO STUDI ORIENTE OCCIDENTE

Associazione Culturale - Ancona - Italia

Casella postale 3025
Ancona Succursale 3
60121 Ancona
mobile +39 339 7575640
e-mail: orienteoccidente@tin.it

 


 

Fonte: www.orienteoccidente.org