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  ORIENTE E OCCIDENTE : monastero di san serafino di sarov

 

IL MONASTERO DI SAN SERAFINO DI SAROV

 
 
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Il Monastero Ortodosso di San Serafino di Sarov sorge sui primi declivi
dell'Appennino Tosco-Emiliano nelle immediate vicinanze di Pistoia, in località
San Felice. La fondazione risale al 1985 e si propone di creare un centro di
testimonianza e di sviluppo della fede Ortodossa comune, nel primo Millennio, ad
Oriente ed Occidente. Presso il Monastero funziona una  
Scuola Teologica
intitolata a San Gregorio Magno .

Il Monastero appartiene all'Associazione dei Cristiani Ortodossi in Italia (Ente
Morale riconosciuto con Decreto del Presidente della Repubblica Italiana del 14
Gennaio 1998).
Viene pubblicata una
Rivista Teologica,La Pietra

Via di Lizzanello , 51030 - San Felice - Pistoia - tel. 0573/41249

Orari delle Celebrazioni

Nel Monastero si segue il seguente orario degli Uffici aperti al pubblico:

Sabato sera e Vigilia delle Feste: ore 18 - Grande Veglia

Domenica e Feste - ore 10 - Divina Liturgia

Speciali Celebrazioni vengono effettuate nel periodo della Quaresima e
della Pasqua e nelle grandi Feste dell'Anno Ecclesiastico.

Nei giorni feriali i monaci seguono questo orario:

Ore 7: Ore, seguite talvolta dalla Divina Liturgia

Ore 19: Vespro

Nel periodo invernale questi uffici si celebrano nella cappella interna del Monastero,
accessibile ai soli uomini.

Nel Monastero si segue
il Calendario Antico, ossia il Calendario Giuliano-Costantiniano che era in
vigore universalmente prima della riforma gregoriana nel sec.XVI°

 


 

 

 
I Pilastri dell'Ortodossia: San Gregorio Palamas, San Fozio il Grande,
San Marco di Efeso.


 

Il Monastero di San Serafino di Sarov è una realtà che esiste in Italia da più di 10 anni : è una piccola fraternità monastica ortodossa che appartiene - anzi è il centro della "Associazione Cristiana Ortodossa dei Santi Agapito Martire e Serafino di Sarov" di cui è - per statuto - presidente il superiore del Monastero, attualmente l'Archimandrita Silvano (Livi).

Monastero e Parrocchia, con le piccole Comunità che su loro stimolo si stanno formando in Italia, la Scuola Teologica (che è l'organismo di studio e ricerca dell'Associazione) e la Comunità S.Agapito, appartangono alla giurisdizione canonica della Chiesa Greco Ortodossa Tradizionale (o del Calendario dei Padri) sotto il Sinodo "Ton Enistamenon", presieduto da Sua Eminenza il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì.

Questa nostra scelta ecclesiale è maturata dopo molti anni di appartenenza ad altre giurisdizioni e dopo un dopo un lungo percorso spirituale all'interno dell'Ortodossia, e rappresenta la nostra piena condivisione di quelle Tesi ecclesiologiche alle quali rimandiamo per una più approfondita riflessione sulla ecclesiologia a cui ci rifacciamo.

La nostra realtà Ortodossa esiste infatti dal 1985, prima sotto il Patriarcato di Mosca, poi sotto quello di Serbia. In ambedue i casi abbiamo dovuto constatare che i Patriarcati a cui appartenevamo non avevano nessun reale interesse alla costituzione di una Ortodossia evangelizzatrice in Italia, al massimo eravamo "tollerati" e sottoposti a molte restrizioni. Col tempo ci siamo resi conto che dietro questo comportamento stavano motivazioni più lontane e profonde. Le Chiese cosiddette "ufficiali" sono ormai tutte - più o meno - compromesse col cosiddetto "ecumenismo" che le porta a tenere un atteggiamento diplomatico che bilanci opposti equilibri: quindi una Ortodossia in casa del papa (l'Italia) rappresenta un discorso troppo compromettente per chi ha più interesse ad evitare che i romano-cattolici non facciano proseliti nelle loro terre tradizionali (cosa per loro molto facile visto che sono dotati di molti mezzi finanziari ed organizzativi) che non a pensare di riportare gli eterodossi (eretici) di Occidente all'Ortodossia dei loro padri del primo millennio.

Ebbene, proprio mentre il secondo millennio dell'eterodossia dell'Occidente va a concludersi, la Chiesa Tradizionale Greca, così come la sua sorella ossia la Chiesa Russa fuori frontiera (nata dopo la Rivoluzione Comunista per benedizione del Patriarca San Tichon) ha condannato decisamente e senza compromessi l'Ecumenismo che è - come si espresse il Venerato Padre Justin (Popovic) la "paneresia del nostro secolo", il primo passo (anche se il secondo, ossia l'allargamento alle religioni non cristiane - si veda il convegno di Assisi ed altre simili manifestazioni, ultima delle quali l'incontro recente in Piazza S. Pietro - è già in atto ) verso quella che p.Serafim (Rose) chiamò la "Religione del futuro" ossia una panreligione sincretistica, una fusione di tutte le religioni del globo nella quale ogni singola religione rinunci ad essere in possesso della Verità. Ma i Cristiani - intendo quelli Veri - sanno che la VERITA' è CRISTO - "Io sono la Via, la Verità e la Vita" - e non possono certo abbandonarsi al relativismo di una simile prospettiva.

Ebbene noi sappiamo che la Chiesa Ortodossa è profondamente malata in quanto, pur essendo la detentrice della Verità che è Cristo, pur essendo 'L'Una, Santa, Cattolica ed Apostolica' che conserva inalterato il messaggio di Cristo, degli Apostoli e dei Padri, in una unica ininterrotta ed inalterata Tradizione che giunge fino ai nostri giorni, si è lasciata anch'essa intrappolare nel movimento Ecumenico.

Allora, alcuni Cristiani Ortodossi hanno deciso di resistere a questo andazzo, e pur senza negare l' "ecclesialità" pur malata delle Chiese ufficiali, si sono posti su una posizione di distacco e di attesa con due intenti:

1 - conservare immune dai compromessi la santa Dottrina della fede Ortodossa;

2 - lanciare un avviso forte alla Chiese ufficiali perché si allontanino dai compromessi in cui si stanno invischiando e ritornino alla genuinità della tradizione anche se questo è antimoderno, anche se questo è contrario al percorso economico e sociopolitico dell'attuale globalizzazione che la storia contemporanea sta percorrendo mossa dalla forza del suo vero dio "il denaro - Mammona"; sia che questo prenda il nome di profitto o di libero mercato o che altro, resta sempre in reatà l'espressione dell'egoismo umano che si manifesta in quella "avarizia insaziabile che è una idolatria" per usare le parole apostoliche.

Non è la prima volta nella lunga Storia della Chiesa che i Patriarcati e le Chiese ufficiali si sono ritrovate "in eresia", basti pensare (senza dimenticare le vicende dell'Henotikon promulgato da Zenone nel 482) al periodo Monotelita (periodo nel quale il campione dell'Ortodossia fu san Massimo il Confessore) quando tutti i Patriarchi sottoscrissero l'eretica Ekthesis dell'Imperatore Eraclio ed il Typos di Costante II, periodo che si conclude con il Concilio di Costantinopoli III del 680/81.

Analoga situazione si ebbe nel periodo iconoclasta dove su tutti i troni dei patriarcati Orientali sederono patriarchi eretici, finchè l'eresia non venne debellata col Concilio Niceno II del 787.

Ultimo, ma non meno significativo, il periodo in cui al falso Concilio di Ferrara-Firenze (1438-1443) i vescovi Orientali firmarono la sottomissione al Papa di Roma ad eccezione di S.Marco di Efeso che la Chiesa venera giustamente come il secondo Confessore.

Anche in queste epoche ci furono i resistenti ai Gerarchi caduti in eresia e come ben dice il canone 14 del Concilio Primo-secondo essi non sono scismatici ma, al contrario meritano lode dai credenti perché si sforzano di conservare incontaminata la Chiesa di Dio .

Un tempo l'eresia si chiamò "monotelismo", un tempo "iconoclasmo" un tempo "uniatismo" oggi "ecumenismo" - ed è a questa eresia che il nostro Monastero intende resistere nella linea dei grandi confessori della fede.

La Chiesa Greca Tradizionale o "del Calendario dei Padri" nacque in Grecia dopo che venne introdotto - per motivazioni che già lasciavano presagire la scelta di campo ecumenista, nel 1924 sotto la spinta del Patriarca di Costantinopoli Melezio (Metaxachis) e per l'influenza d ideologie e forze del tutto estranee alla fede ortodossa, quando non addirittura contrarie ad essa, al posto del Calendario Giuliano Costantiniano, Tradizionale della Chiesa Cristiana Cattolica ed Apostolica Ortodossa.

Chi rifiutò questa scelta e si pose in resistenza dette origine alla Chiesa tradizionale o "del Vecchio calendario". In essa si precisò il nostro Santo Sinodo attorno a coloro che si ritrovarono nelle Tesi ecclesiologiche formulate dal Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì .

Oggi la Chiesa Tradizionale fa parte di una fraternità Ecclesiale di Chiese Ortodosse sorelle che difendono strenuamente la Santa Tradizione della Chiesa Ortodossa, formata dal nostro Sinodo, dalla Chiesa Russa fuori frontiera, dalla Chiesa Tradizionale di Romania e da quella di Bulgaria.

Il Cristiano sa che la fede, vissuta in pienezza e coerenza, può portarlo nelle Catacombe, là dove la Chiesa è stata nel suo nascere e dove starà nel suo finire al ritorno di Cristo ( "al suo ritorno il Figlio dell'Uomo troverà ancora fede sulla terra?" si è espresso il Signore ), ma questo non può né deve spaventarlo perché, secondo la Parola di Cristo:

Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e vi perseguiteranno, e - mentendo - diranno ogni male contro di voi per cagion mia

 

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Collegamenti di interesse

 Monastero dei SS. Cipriano e Giustina in Filì

 Centro di Studi Ortodossi Tradizionali

 Sulle Chiese Ortodosse Tradizionali

Chiesa Russa Fuori Frontiera
 

 

 

 

 

 


 

Fonte:  http://www.cristianiortodossi.it/63007.php