| ARTCUREL:
Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| PERSONAGGI : Martino Martini s.j. , un gesuita pioniere dei rapporti culturali della Cina con l'Europa |
MARTINO MARTINI s.j. (1614-1661)
un gesuita pioniere dei rapporti culturali della Cina con l'Europa
Al tempo in cui l’espansione
della cultura europea raggiungeva l’Impero Cinese e doveva affrontare enormi
difficoltà per comprenderlo ed introdurvi i valori civili e cristiani ad esso
ignoti, emersero figure di personaggi di eccezionale levatura, quali Matteo
Ricci, Giulio Aleni, Adam Schall von Bell e Martino Martini.
Martino Martini S.J. nasce a Trento il 20 settembre del 1614 in una
famiglia di mercanti. A 18 anni si trasferisce a Roma ed entra nel Collegio
Romano (l’attuale Pontificia Università Gregoriana) per diventare gesuita.
Nel marzo 1640 salpa da Lisbona con
24 confratelli alla volta delle Indie Orientali. La traversata, che tocca in
successione Goa, in India, e Macao, in Cina, è a dir poco avventurosa.
Nell’ottobre 1643 si stabilisce ad Hangzhou, provincia del Zhejiang, “la città
più bella che esiste sotto il cielo” – a giudizio dei cinesi – e là inizia la
sua attività missionaria, mentre il Paese è sconvolto dalla guerra fra la
dinastia autoctona dei Ming e quella tartara dei Qing. A seguito di spostamenti
dettati dai suoi superiori visita alcune province della Cina lungo il Canale
Imperiale, acquisendo una profonda conoscenza della geografia, dell’economia e
della popolazione di quel grande Paese.
Nel 1651 parte per raggiungere Roma in qualità di procuratore della missione,
per spiegare alla Santa Sede il significato delle consuetudini funerarie e
confuciane cinesi, ma la nave, sulla quale si era imbarcato dopo quasi un anno
di attesa nelle Filippine, viene catturata dagli olandesi, che lo trattengono a
Batavia (Giacarta) per altri otto mesi. Nel settembre 1653 sbarca a Bergen, in
Norvegia, da dove prosegue alla volta di Amburgo, Amsterdam, Anversa e
Bruxelles.
Nel marzo 1654, ad Anversa, dall’editore B. Moret viene pubblicata la De Bello
Tartarico Historia ovvero la cronistoria della guerra civile, di cui era stato
suo malgrado spettatore, che riscosse un successo straordinario. In quell’anno
si ebbero quattro edizioni del testo latino e cinque traduzioni (tedesca,
italiana, francese, inglese e olandese). I cinesi a tutt’oggi fanno riferimento
alla sua opera, a riprova della serietà e affidabilità del testo.
Predisposto il materiale del Novus Atlas Sinensis, Martini lo affidò all’editore
J. Blaeu, che pubblicò l’opera nella seconda metà del 1655, ad Amsterdam. Era il
primo grande atlante della Cina che gli europei poterono consultare, con 170
pagine di testo, oltremodo ricche di informazioni sulle singole province, di cui
sono illustrati confini, caratteristiche generali, variazione nel nome, indole
degli abitanti, prodotti principali e status amministrativo, corredate da 17
tavole, sulle quali Martini tracciò le linee della latitudine e della
longitudine, riuscendo a fornire l’esatta ubicazione di oltre 2100 località
cinesi, giapponesi e coreane.
Giunto a Roma nell’ottobre 1654, Martini affida all’editore I. de Lazzeris la
stampa della Brevis Relatio de Numero et Qualitate Christianorum apud Sinas,
resoconto riservato ai superiori di Roma, sulla situazione in terra di missione,
con particolare riguardo ai progressi nell’opera di apostolato, evidenziati dai
dati statistici sul numero dei convertiti. Sostiene con successo, davanti al
Santo Ufficio, la legittimità dei riti confuciani cinesi e ottiene l’avallo
della Congregazione Propaganda Fide col decreto di papa Alessandro VII, il 23
marzo 1656.
Salpa da Lisbona alla volta della Cina il 4 aprile 1657 con altri 16 gesuiti e
rientra ad Hangzhou nel giugno del 1659, dopo un viaggio reso drammatico a causa
di un attacco pirata, terribili tempeste e una grave epidemia e bordo che non
risparmiò neppure il missionario trentino.
Mentre Martini era ancora in viaggio, a Monaco di Baviera i suoi confratelli
fecero pubblicare (1658) la Sinicae Historiae Decas Prima, storia della Cina
antica, dalle origini fino alla nascita di Cristo. Il testo, come dice il
titolo, è suddiviso in dieci libri, ai quali, nelle intenzioni del Martini,
doveva seguire una seconda deca. Purtroppo la morte prematura gli precluse la
possibilità di completare l’opera.
Grande prestigio ebbe in Europa la Grammatica Sinica del Martini, testo base per
i sinologi del Nord Europa, rimasto purtroppo manoscritto data l’impossibilità
di stampare i caratteri cinesi. Dal testo manoscritto, fatto pervenire da
Batavia dopo il 1689, oltre che da quello donato da Martini a Golius nel 1653,
derivarono le prime grammatiche cinesi. Nel vol. II dell’Opera Omnia, pp.
385-464, è stato riprodotto integralmente il testo del manoscritto di una delle
grammatiche della lingua cinese, conservate nella Biblioteca di Glasgow. Il
testo è stato reso unico dalle note esplicative preparate dal sinologo prof.
Giuliano Bertuccioli, rivolte agli specialisti, ma fruibili anche da un comune
lettore.
Postumo fu pubblicato in lingua cinese il Trattato sull’Amicizia, nel quale
l’autore illustra la concezione europea del sentimento dell’amicizia, tema
oltremodo caro ai cinesi: quasi un’antologia della letteratura classica
sull’argomento.
Martino Martini muore il 6 giugno 1661, all’età di 47 anni, a seguito di una
breve malattia, dopo essere riuscito ad avviare la costruzione della “Chiesa
dell’Immacolata Concezione”, in stile europeo, secondo un progetto da lui stesso
predisposto. La fama del Martini non si spense con lui: dopo 15 anni la sua
salma era ancora oggetto di omaggio e di venerazione non solo da parte dei
cristiani, ma anche dei taoisti e buddisti, al punto che un superiore della
missione dei lazzaristi nel 1877 (due secoli dopo la morte) diede ordine di
seppellire nuovamente Martini per stroncare un culto divenuto idolatrico. Oggi
le sue spoglie riposano in un mausoleo presso la città di Hangzhou, in un’area
di ca. 1600 metri quadrati, riservata dal 1993 ad uso cimitero cattolico.
Il Centro Studi “Martino Martini”, costituitosi a Trento nel 1997 ad opera di un gruppo di studiosi dell’Università di Trento, è un’Associazione culturale il cui scopo è lo sviluppo delle relazioni culturali Europa-Cina.
Dall’art. 2 dello
Statuto. L'Associazione si propone di sviluppare le relazioni interculturali fra
Europa e Cina, favorendo lo scambio di conoscenze scientifiche, umanistiche,
economiche e tecnologiche; in particolare l’Associazione potrà:
a. promuovere e divulgare studi, ricerche e conoscenze sulla Cina di carattere
storico, economico, sociologico, linguistico, tecnologico e scientifico.
b. sostenere iniziative in Cina miranti a promuovere gli studi sull’Europa, con
particolare riferimento alla realtà italiana e regionale.
c. promuovere l'interscambio delle risorse umane, accademiche e professionali,
tra Centri universitari, Istituti di Cultura, Enti socio-economici dell'Italia e
della Cina.
d. valorizzare le relazioni scientifiche tra Istituti universitari cinesi e
istituzioni italiane ed europee, con particolare riferimento all'Università di
Trento; estendere i rapporti di cooperazione culturale con persone ed Enti,
europei e asiatici, che perseguono scopi simili.
e. valorizzare la figura e l'eredità culturale di Martino Martini, mediatore e
interprete tra il mondo cinese e quello europeo, curandone l'edizione critica
delle opere e stimolando la ricerca sui rapporti tra la civiltà occidentale e le
civiltà extra-europee.
Dall’art. 3 dello Statuto. Per realizzare le finalità sopra descritte, il Centro
Studi “Martino Martini” potrà intraprendere le seguenti iniziative:
a. promuovere, coordinare, organizzare studi, seminari, ricerche, convegni,
mostre.
b. raccogliere, ordinare e conservare materiale documentario relativo alle
principali tematiche di ricerca individuate.
c. divulgare conoscenze e risultati in campo scientifico, umanistico,
economico-sociale, attraverso pubblicazioni, audiovisivi, annali monografici o
miscellanei, documentazione varia.
d. creare le basi per iniziative congiunte Europa-Cina di carattere culturale,
sociale ed economico, nonché per lo sviluppo di convenzioni e accordi per gli
scambi di studiosi, di ricercatori e di esperti presso Istituzioni scientifiche,
culturali, economico-professionali dei rispettivi paesi.
e. creare una rete stabile di comunicazione e informazione tra persone e tra
Istituti coinvolti nei programmi di attività.
Centro Studi “Martino Martini”,
Via Verdi 26, 38100 Trento, I
Tel. 0461-881343 Fax: 0461-881348
e-mail: centro.martini@soc.unitn.it
internet:
www.soc.unitn.it/martinicenter
Fonte : www.soc.unitn.it/martinicenter