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  I PIU' POVERI DEI POVERI :  la Chiesa " casa dei poveri " , di E. Ghini

 

LA CHIESA , " CASA DEI POVERI " , TRA CONCILIO E GLOBALIZZAZIONE   ( Un libro di Mons. Luigi Bettazzi )

Emanuela Ghini


 

   La terrificante tragedia dell’11 settembre ha cambiato la storia dell’umanità fino alle sue espressioni più comuni, quotidiane: il modo di vivere, di pensare, di rapportarsi agli altri, di porsi davanti alla vita e alla morte. "Il furore inascoltato dei poveri", come ha detto di recente il teologo Olivier Clément in un’intervista ad "Avvenire", impostosi drammaticamente a tutti, interroga particolarmente i cristiani e le Chiese, sacramento di salvezza e di liberazione per ogni uomo. Alla luce livida degli atti terroristici di cui siamo stati attoniti e angosciati spettatori, risuonano alte e provocatorie le parole di un pastore che coinvolge nella riflessione sulla necessità della povertà della Chiesa come manifestazione della sua stessa natura di "Chiesa dei poveri". Dall’espressione coniata da Giovanni XXIII nel 1962 nell’imminenza del Concilio alle denunce del card.Lercaro "La povertà dei più (due terzi del genere umano) è oltraggiata dalle immense ricchezze di una minoranza" e del vescovo Ancel "Il mondo di oggi è una macchina per fabbricare i poveri" l’attenzione al grido dei poveri è seguita in rapida sintesi dagli inizi del Concilio al suo sviluppo, e oltre.
   Cristo povero è il cuore dell’esigenza di povertà della Chiesa affermata dai documenti conciliari. Una Chiesa non solo per i poveri, ma "dei poveri", costituita "in modo che i poveri si sentano a casa loro, non solo come oggetto della carità dei fedeli, ma soggetto essi stessi, protagonisti attivi nella vita della Chiesa". Povertà-umiltà, in antitesi ad ogni forma di potere e di dominio. Condivisione dell’abbassamento di Gesù, suo "svuotamento". "Credo – scrive Bettazzi – che questa kenosi di Gesù, questo "svuotare", questo "mettere tra parentesi" che il Verbo ha fatto sia della sua divinità nel "farsi carne" (letteralmente nel mettere la sua tenda fra le nostre), sia poi di ogni qualifica di superiorità nel condividere la vita e le miserie di ogni essere umano, anche dei delinquenti più squalificati, costituisca l’identificazione della povertà per il cristiano e per la Chiesa". Sacramento, cioè segno sensibile e strumento efficace di Gesù, fattosi da ricco povero, la Chiesa deve vivere la povertà del e nel servizio; nella liturgia, non trascurata e brutta, ma semplice nella bellezza; nella tolleranza, propria di chi, pur nella serenità di sapersi catturato dalla verità, è consapevole che essa non è possesso, ma dono, inesauribile risposta alla fatica di una continua ricerca aperta a tutti, ma compiuta da ognuno a suo modo, lungo cammini anche tortuosi, a volte ambigui e sconcertanti.
   Si legge ancora nel volume: "Se pensiamo al miliardo di persone senza acqua potabile, al miliardo che vive con meno di un dollaro al giorno, alle vittime di malattie che potrebbero essere debellate con una spesa limitata (ma non disponibile in Paesi troppo poveri), ai trenta milioni di persone in giovane età che muoiono ogni giorno per la fame o per l’inedia, viene da chiedersi se di questi mali non debbano ravvisarsi responsabili i Paesi ricchi e quanti di essi, potendolo, nulla fanno per modificare queste situazioni di ingiustizia, che Giovanni Paolo II non ha esitato a definire "strutture di peccato".
   Come la Chiesa si pone davanti a questa realtà? La Chiesa, cioè la Comunità dei credenti, non solo gli spiriti più elevati e generosi, come, per fare un solo nome, Madre Teresa di Calcutta.

L’intensa, appassionata riflessione di Luigi Bettazzi sulla Chiesa dei poveri culmina in una conclusione che è monito per tutti i battezzati :

" La Chiesa dei poveri è la Chiesa che rinuncia a sicurezze e privilegi per preoccuparsi dell’uomo, di ogni essere umano, fatto a immagine e somiglianza di Dio e di cui Gesù Cristo è radice e modello ".

 

 

 

 


 

Fonte : http://www.saveriani.bs.it/Missionari_giornale/arretrati/2002_03/Bettazzi.htm

Luigi Bettazzi , La Chiesa dei poveri nel Concilio e oggi , Pazzini Editore .