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 RUBRICHE AUTORI : Padre Claudio Traverso : Spunti di Riflessione

 

Padre Claudio Traverso

ANNUNCIO DI PASQUA !

Meditazione sulla Pasqua di Risurrezione

 

 

Cristo è risorto. È veramente risorto!

 

È questa la verità della Pasqua: è questo il grido di giubilo che percorre oggi di nuovo il mondo, è questo l’annuncio che fa fremere il cuore dei credenti. Cristo è risorto!

La Pasqua non è semplicemente una festa tra le altre feste, è "la festa delle feste", "la solennità delle solennità", così come l’Eucaristia è il sacramento dei sacramenti, perché la risurrezione di Cristo è il supremo intervento di Dio nella storia.

La risurrezione è il sigillo dell’autenticità divina di Cristo e della verità del suo Vangelo. La risurrezione, infatti, attesta che Cristo è veramente quello che ha affermato di essere, il Figlio: « Veramente quest’uomo era il Figlio di Dio ! ».

Per questo, sul fondamento sicuro della risurrezione, noi possiamo, dobbiamo dare a Cristo la nostra personale dedizione, la nostra completa fiducia: « Signore mio e Dio mio ! », « La fede dei cristiani è la risurrezione di Cristo » (S. Agostino).

Il cristianesimo continua il suo cammino dentro la storia degli uomini perché può contare sulla presenza di Cristo che si è fatto uomo, è morto sulla croce, è stato sepolto ed è risorto « come aveva predetto ».

« La fede cristiana – è la considerazione di un grande pensatore come Romano Guardini – tiene o si perde a seconda che si creda o no alla risurrezione del Signore. Essa è il suo cuore ».

Per questo Giovanni, nel libro della risurrezione ( il capitolo 20 del suo Vangelo ), non manca di fissare un tempo per un evento così decisivo. E scrive: « Il primo giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino… ». Questa è la Pasqua, il giorno del Signore, il primo della nuova storia, generato dal grande evento di morte e risurrezione.

Cosa è avvenuto in quel primo giorno dopo il sabato? È il mistero che, celebrando, noi riviviamo.

Maria di Magdala, con sollecitudine, va al sepolcro di Gesù mentre è ancora buio: vede la pietra ribaltata ma non riesce a capire cosa sia accaduto. Pensa: « Hanno portato via il corpo di Gesù ! » e corre da Pietro e da Giovanni: « Hanno portato via il Signore ! ».

Il grido di questa donna attraversa il sorgente mattino della Pasqua: il suo è un grido di dolore e di amore: « Hanno portato via il Signore…! »

Nella gente, c’è la percezione che qualcosa di grande, decisivo, essenziale ci è stato tolto, ci è stato portato via: ci hanno portato via il Signore ! Maria di Magdala sa che Lui è il grande bene, è l’unico bene: ed è stato portato via!. E allora corre da Pietro e da Giovanni come a risvegliarli a una consapevolezza: ci hanno portato via il Signore!

Osserviamo bene questa figura di donna: è la donna che "irrompe" nella comunità dei discepoli di Gesù, come per ridestare a una responsabilità: vi stanno portando via il Signore, vi hanno portato via il Signore. Ma non ve ne accorgete ? Ma ci pensate ?

E il vangelo della risurrezione continua: Pietro e Giovanni alle parole della donna escono dal Cenacolo e corrono verso il sepolcro di Gesù: « Correvano insieme tutti e due », è il segno del loro attaccamento a Gesù. Quanto significativo questo correre dei due discepoli di Gesù nel mattino di Pasqua: corrono incontro alla Pasqua, corrono incontro alla vita.

Il correre di Pietro e di Giovanni assurge a simbolo del cammino di ogni uomo verso la fede nel mistero di Cristo risorto, e in quell’avventura è rappresentata l’avventura di ogni credente, anche la nostra; è la corsa verso la certezza della risurrezione. Perché « se Cristo non è risorto – è il messaggio di Paolo ai primi cristiani – è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede ». Ma poiché Cristo è risorto, nella storia dell’uomo ha fatto irruzione una potenza che porta il nostro mondo e la nostra esistenza in una dimensione nuova.

Sant’Agostino era dentro questi grandi pensieri quando scriveva: « In Lui è risorto il mondo, il cielo e la terra: ci saranno infatti cieli nuovi e terra nuova ».

Cristo risorto è l’inizio di una nuova umanità: dobbiamo assolutamente riscoprire oggi con gioia e stupore che per tutti è il dono pasquale della luce che fuga le tenebre della paura e della tristezza; per tutti è il dono pasquale della pace che spezza le catene della violenza e dell’odio.

Il dono pasquale della pace !... Spontaneo il pensiero va alla mancanza di pace per tanta parte dell'umanita': all'Iraq, alla Terra di Gesù, drammaticamente sprofondata nell’orrore e nella disperazione, dove sembra vi sia stata dichiarata guerra alla pace, e anche alle tante altre guerre in Africa di cui nessuno purtroppo parla !

Preghiamo in questo giorno di Pasqua per quanti nel mondo soffrono a causa della violenza e dell’odio:

Agnello di Dio, che togli il peccato del mondo, dona a noi la pace !, la tua pace, per essere testimoni della risurrezione.

Tutta la vita del cristiano deve essere Pasqua ! E' assolutamente necessario portare nella nostra città, nelle nostre famiglie, dentro il mondo del lavoro e della scuola come nel mondo della sofferenza, la serenità, la speranza e la fiducia che nascono dalla certezza della risurrezione di Gesù: « Sì, ne siamo certi, Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, portaci la sua salvezza ».

È al volto di Cristo che la Chiesa guarda. Nel volto di Cristo essa, la Sposa, contempla il suo tesoro, la sua gioia e canta: « Quanto è dolce il ricordo di Gesù, fonte di vera gioia del cuore ! ».

Confortata da questa esperienza la Chiesa riprende oggi il suo cammino, per annunciare Cristo al mondo, ancora e sempre, agli inizi del nuovo millennio.

La Pasqua ha una caratteristica qualificante, per cui san Paolo può dire con forza: se Cristo non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede e inutile la nostra predicazione. Ora, nel Cristo viene annunciata la risurrezione dai morti.

Va tenuto presente che questa verità è parte integrante della Chiesa. Una Chiesa senza la risurrezione sarebbe inconcepibile e noi saremmo le più misere di tutte le creature.

Non meraviglia quindi l'insistenza del Nuovo Testamento e della tradizione della Chiesa sul tema della risurrezione. Per questo gli apostoli annunciano nella persona di Gesù la risurrezione dei morti. Da qui appare chiaro che la risurrezione non è una delle verità cristiane, ma è la verità essenziale.

Le celebrazioni liturgiche, come tali, al centro hanno la risurrezione del Cristo, in quanto questo fatto è l'immagine centrale di tutta la liturgia di Dio nella storia dell'uomo.

In questa nuova dimensione, che si chiama risurrezione, l'uomo scopre la perfezione, in quanto prende consapevolezza di essere immagine e somiglianza di Dio nel Cristo per la potenza dello Spirito. Così la Chiesa diventa il momento in cui troviamo la nostra realizzazione in un rapporto intimo con le persone della Santissima Trinità che ha la sua pienezza nella risurrezione.

Tutto questo discorso ci porta a misurare fino a che punto la Pasqua di Cristo ci coinvolga non solo come individui, ma soprattutto come popolo di Dio; possiamo allora dedurre che ci troviamo realmente di fronte a un popolo nuovo che fa parte di una nuova creazione in cui questo uomo ha raggiunto in pienezza ciò che ha cercato inutilmente per una via sbagliata: essere come Dio.

Infatti nel Cristo risorto noi siamo chiamati, e realmente lo siamo, figli di Dio. Abbiamo così ritrovato quell'uomo "creato a immagine e somiglianza di Dio" che era stato perso col peccato, ma che tuttavia aveva lasciato in ciascuno di noi una profonda e nostalgica esigenza.

Ora, questo uomo nuovo non è un essere chiuso nella propria individualità, ma un popolo, il popolo dei credenti, dei testimoni, per cui la Chiesa ha una forza intrinseca tale che effettivamente può trarre in ogni momento dal suo seno e dalla sua storia energie antiche e moderne più che sufficienti a sanare quelle piaghe che con l'andare del tempo vengono inflitte.

La sua forza è la forza stessa di Cristo, di Dio. Con essa può costantemente rinnovare e ringiovanire se stessa in tutti i suoi aspetti, in tutti i suoi membri e in tutte le sue istituzioni.

Ci viene così delineata la Pasqua come speranza definitiva che, grazie alla presenza di Cristo Risorto, non potra' mai venire meno.

E come non ricordare Maria, la Madre che tiene sul grembo della vita il Figlio deposto dalla croce e che per prima gioisce per la sua risurrezione?

Nessuna creatura al mondo ha gioito come Lei, in quel giorno, per la risurrezione del Figlio. Per questo la Chiesa la invita alla grande letizia della Pasqua e non si stanca di cantare per tutto il tempo pasquale: « Regina caeli, laetare, alleluia… Cristo, che hai portato nel grembo è risorto, come aveva promesso, alleluia ». E l’antifona chiude con una umanissima implorazione, piena di fiducia: «Prega il Signore per noi ! ». Sì, prega il Signore risorto per noi, per tutti noi !

 

BUONA PASQUA A TUTTI !

Padre Claudio

 

 

 

 


 

Fonte : http://www.cantalleluia.net