Il visitatore che si apre
con disponibilità di spirito ad accogliere il messaggio che sale dalle
colline, dalle basiliche e dai santuari, dalle Madonne dolci e protettive,
riporta indelebile un ricordo che arricchisce la sua cultura e la sua
anima.
Con gli itinerari proposti, pellegrini e turisti sono invitati ad un
suggestivo percorso in compagnia di eremiti, contemplativi, poveri
mendicanti, uomini e donne come Benedetto, Scolastica, Francesco, Chiara,
Angela, Rita, Veronica e tanti spiriti anonimi che hanno arricchito la
nostra “madre terra” umbra.
Venendo da Roma, alle porte dell’Umbria, troviamo a Terni la memoria del
vescovo e martire San Valentino, venerato in ogni parte del mondo come
patrono dell’amore umano e divino. E’ la prima accoglienza o l’ultimo
saluto dell’Umbria al pellegrino romeo.
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Itinerario Francescano
Francesco d'Assisi è il figlio più famoso dell'Umbria. Il piccolo uomo che
si definiva "simplex et idiota", in realtà era un genio della poesia e un
mistico innamorato di Dio.
Vedeva nella Povertà una Madonna, una grande signora di cui si considerava
amante e sposo. Chiamava le creature fratelli e sorelle lodando Dio per la
loro bellezza, fortezza, gentilezza e umiltà: frate sole, le stelle
sorelle "clarite e belle", l'acqua "umile utile preziosa et
casta"."Sorella" persino la morte, per un santo che amava ricongiungersi a
Dio ed era diventato, con le stimmate della crocifissione nella carne, un
"alter Christus".
L'impronta della sua santità è rimasta impressa nella città che gli ha
dato i natali e nei tanti altri luoghi del suo continuo peregrinare.
La sua vicenda umana ha commosso e continua a commuovere cristiani di ogni
confessione, religiosi e laici. Ad Assisi si può visitare la tomba che
conserva il corpo mortale dentro la massiccia basilica che porta il suo
nome dove i più grandi artisti del secolo XIII, come Giotto e Cimabue ne
hanno narrato la vita.
In tutta la regione Francesco è passato lasciando una traccia piena
di fascino e ha vissuto i suoi innumerevoli "Fioretti".
Compagna, amica, confidente e seguace, Chiara ha tradotto lo
spirito francescano al femminile, radicalizzando l'aspetto ascetico e
mistico e dando vita, sull'esempio dell'ordine francescano maschile, ad un
parallelo ordine femminile, quello delle Clarisse, da cui hanno preso vita
tante altre declinazioni.
A distanza di otto secoli dalla morte di
Francesco questa terra umbra è sempre permeata dal messaggio d'amore e di
pace del “Poverello di Assisi”.
La ragione di tale ricordo sta nel fatto che egli, comprendendo
perfettamente l'esperienza del tutto singolare che si apprestava a
compiere, si pose subito all'opera manifestando nella vita di ogni giorno
ciò in cui credeva fermamente.
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Egli non fece tanti discorsi astratti
sull'essere povero, umile, mite, ma provò la sofferenza, il dolore,
l'abbandono totale da tutti per testimoniare la sua fede. La sua fede fu
un'evangelizzazione della società del tempo divenendo esempio per credenti
e non credenti.
Molte zone dell'Umbria sono ancora cosparse di memorie francescane. In
esse si vivono esperienze spirituali particolarmente forti in assoluta
armonia con la natura.
Lo spirito evangelico traspare soprattutto dalla povertà e dalla
semplicità dei luoghi da lui fondati. E' per questo che molte persone
decidono di abbracciare la spiritualità francescana in un mondo
secolarizzato.
Percorso degli tinerari suggeriti:
n. 1 - La Verna, Montecasale, Città di Castello, Umbertide, Gubbio, Assisi
n. 2 - Cortona, Isola Maggiore sul Trasimeno, Città della Pieve, Perugia,
Collestrada, Assisi
n. 3 - Valle Reatina, Speco di Narni, Calvi dell'Umbria, Spoleto, Foligno,
Assisi
n. 4 - Valle Reatina, Narni, Amelia, Todi, Deruta, Bettona, Cannara,
Assisi
n. 5 - Gubbio, Vallingegno, Caprignone, Giomici, Valfabbrica, San
Gregorio, Assisi (itinerario pedonale)
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Itinerario Benedettino
In Umbria sono ancora in piedi antiche abbazie, dall'architettura solida e
robusta come fortezze, testimonianze di un periodo di storia burrascoso,
ma anche glorioso per il monachesimo benedettino che ha costruito
l'Europa.
Dai monti di Norcia, incastonata tra boschi verdi e altipiani fioriti, è
partito quel gigante dello spirito che è San Benedetto, patrono
d'Europa, seguito dalla sorella gemella Santa Scolastica, per
recarsi a Roma e poi nelle grotte di Subiaco e infine a Montecassino
(529), esempio e modello di tutti i monasteri benedettini che sorgeranno
in ogni angolo dell'Europa.
Con la sua Regola ha insegnato ai monaci che pregare è "opera divina" e
che lavorare è compito pienamente e degnamente umano: "Ora et labora".
A migliaia, giovani di ogni ceto sociale hanno dato vita all'esperienza
monastica che continua nel tempo. Benedetto,fondatore dell'ordine maschile
e Scolastica, del parallelo ordine femminile, sono stati seguiti nel tempo
da riformatori che hanno aggiunto al carisma originario una loro
particolare spiritualità.
Percorso dell'itinerario:
Norcia, Sant'Eutizio di Preci, San Felice di Narco, Spoleto, Terni, San
Cassiano di Narni, Sant'Angelo in Massa, Narni
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Itinerario Romualdino
L'Appennino umbro tra Marche e Toscana conserva rilevanti tracce del
passaggio di San Romualdo, mistico, riformatore della tradizione
benedettina, fondatore di eremi e cenobi ispirati alla semplicità, e
raffigurato nella Cappella nova del Duomo di Orvieto al vertice della vela
dei dottori della Chiesa.
La piccola abbazia di Sitria da lui fondata, stretta tra il ruscello ed il
bosco, testimonia oggi i luoghi della preghiera e del riposo di San
Romualdo e dei suoi compagni, come le suggestive abbazie di Camporeggiano
e Montecorona e le più grandi e note Fonte Avellana (nelle Marche, ma fino
a pochi anni fa compresa nella diocesi di Gubbio) e Camaldoli (in
Toscana).
Sulle orme di questo santo e attraverso le chiese da lui fondate, spesso
dedicate alla Trasfigurazione, si può rievocare una cristianità che non è
ancora divisa tra oriente e occidente.
Percorso dell'itinerario:
Fonte Avellana, Badia di Sitria, Gubbio, Badia di Camporeggiano, Monastero
Madonna del Deserto, Badia San Salvatore, Montecorona, Città di Castello,
Camaldoli.
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Itinerario dell'Amore Misericordioso ed
Eucaristico
Due gioielli dell'Umbria sono le città di Orvieto e di Todi, che
conservano monumenti di grande valore artistico.
In primo piano si pone il Duomo di Orvieto, capolavoro di architettura
gotica arricchita all'esterno e all'interno da mirabili opere d'arte. La
sua costruzione è legata alla conservazione e venerazione del corporale
sul quale sono rimaste impresse gocce del sangue scaturito dall'ostia
consacrata durante le liturgia celebrata da un dubbioso prete boemo:
evento noto come miracolo eucaristico di Bolsena, perché avvenuto
in una chiesetta di quella cittadina a ridosso del lago.
A Todi, oltre l'armoniosa costruzione del Tempio della Consolazione, vi
sono ricordi del famoso francescano radicale Jacopone da Todi
autore del bellissimo Pianto della Madonna.
Un sontuoso santuario di forme arditamente moderne sorge nei pressi di
Todi, a Collevalenza, dove in epoca recente si è insediata nella regione
una forma di spiritualità dell'Amore misericordioso, promosso dalla
venerabile spagnola Madre Speranza, fondatrice di una congregazione
di suore e di religiosi dediti all'adorazione eucaristica e al servizio al
clero secolare.
Percorso dell'itinerario:
Todi, Collevalenza, Orvieto, Bolsena.
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Itinerario della santità femminile
Le donne sante dell'Umbria sono uno stuolo sorprendente che suscita
meraviglia. Donne innamorate di Cristo al quale hanno voluto unirsi
misticamente come spose che condividono il calice della Passione. Di esse
troviamo suggestive memorie che parlano con i segni umili e poveri
dell'arte popolare, come è ampiamente e profondamente popolare la
devozione che le circonda.
Da Scolastica a Chiara di Assisi la santità femminile porta
il nome di Chiara di Montefalco, mistica di umili origini che
sapeva correggere gli errori teologici dei suoi visitatori, di Veronica
Giuliani che a Città di Castello vive con tutta se stessa la 'follia
della Croce'. E ancora la francescana, chiamata "maestra dei teologi", la
beata Angela da Foligno, che ha descritto con parole estreme la
visione del mistero insondabile di Dio e, nella stessa città, la beata
Angelina da Montegiove che ha abbandonato la vita nobile per
abbracciare la povertà.
A Città di Castello ha vissuto la sua esperienza di santità Margherita
della Metola. Cieca, abbandonata dalla famiglia, seppe trasformare la
sua triste condizione in un cammino di perfezione cristiana. A Cascia è
maturata in anni di preghiera e di sofferenza la santità di Rita,
chiamata dal popolo "la santa degli impossibili". Fu operatrice di
pace come la domenicana beata Colomba da Rieti che a Perugia operò
per portare pace tra i suoi concittadini.
Anche la beata Lucia di Narni ha partecipato misticamente alla
passione di Cristo da cui è rimasta segnata con le stimmate impresse nel
suo corpo.
Percorso dell'itinerario:
Città di Castello, Perugia, Assisi, Foligno, Montefalco, Cascia, Norcia,
Narni.
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