| ARTCUREL:
Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| RELIGIONE : vita cristiana : La Pentecoste , a cura del Monastero Carmelo Sant'Anna a Carpineto Romano |
LA PENTECOSTE
a cura del Monastero Carmelo Sant'Anna a Carpineto Romano
E' la Pentecoste. Dovremmo "parlare"
dello Spirito Santo, ma non è facile.
Si può tentare qualche cosa solo con l'aiuto dello stesso Spirito.
Le nostre parole infatti sono inadeguate per esprimere questo "Fuoco", questo
"Amore" che ci riempie "ma è lo Spirito stesso che intercede con insistenza per
noi, con gemiti inesprimibili" (Rm 8, 26), che noi non comprendiamo.
Lo Spirito Santo viene in noi continuamente perché siamo sua dimora, ci rende
abitabili, ci porta il Figlio con il Padre. Lo Spirito Santo crea in noi quella
comunione di amore che regna tra il Padre e il Figlio. Ci rende aperti e
disponibili ai fratelli. Lo Spirito Santo è il nostro "maestro interiore" ed
esercita questa funzione sempre, anche quando noi non vogliamo ascoltare.
Lo Spirito Santo ci spinge alla preghiera, è la guida, è il regista e noi
parliamo al Padre e al Figlio con le parole da Lui suggerite.
Lo Spirito Santo ci allena alle prove della vita, ci rende forti e costanti.
San Paolo ci dice:"Camminate secondo lo Spirito" e "il frutto dello Spirito è
amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di
sé" (Gal 5, 16; 22).
In un altro passo dice ancora:"Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo
secondo lo Spirito" (Gal 5, 25).
Il giorno della Pentecoste gli apostoli, riuniti nel cenacolo, ricevettero il
dono dello Spirito Santo, da allora e prima di allora noi assistiamo alle
meraviglie del Signore che opera continuamente.
Facciamo nostra la preghiera della Beata Elisabetta della Trinità, carmelitana:
"O Fuoco consumatore, Spirito di amore,
scendi sopra di me,
affinché si faccia nella mia anima come un'incarnazione del Verbo
ed io sia per lui un'aggiunta d'umanità
nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero" (Elevazione).
O Spirito Santo, vieni in noi nella Pentecoste quotidiana che il Signore ci
prepara nella mensa della Parola e del Suo Corpo e Sangue;
vieni in noi e trasformaci continuamente in apostoli fedeli e coraggiosi del tuo
regno; vieni in noi e opera meraviglie di amore;
vieni in noi e facci essere, insieme con il Padre e con il Figlio, quella
comunione di amore che si perpetua continuamente per tutta l'Eternità. Amen.
"Non vi lascerò orfani" (Gv 14, 18). Così dice Gesù ai suoi discepoli prima di
salire al cielo dopo la sua risurrezione. Lo ripete ad ogni cristiano, ad ogni
figlio della luce. Gesù per rendere testimonianza al Padre
è morto sulla croce. Per rendere testimonianza a Gesù i discepoli dovranno
soffrire, subire persecuzioni e, talora, la morte.
Il cristiano deve percorrere la stessa via di Gesù. Egli dice:"se qualcuno vuol
venire dietro a me...prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16, 24). Egli parla di
una croce reale che esige, talvolta, una forza eroica:"vi scacceranno dalle
sinagoghe, anzi viene l'ora in cui chi vi ucciderà penserà di rendere omaggio a
Dio" (Gv 16, 2).
La vera testimonianza a Cristo si dà quando l'esser cristiani ci costa. Il vero
amore a Cristo si rivela nelle difficoltà, nelle fatiche, nelle persecuzioni,
ecc. Quanti Sacerdoti e cristiani servono il Signore della gloria in catene
e...fino al sangue? Ora, dove si attinge tale forza capace di testimoniare
l'amore a Gesù e la fedeltà a Lui fino al sangue? "Non vi lascerò orfani" (Gv
14, 18), Egli promette il Paraclito.
Il Paraclito è lo Spirito Santo che manderà dal cielo ai suoi discepoli. I
discepoli si riunirono con Maria nel cenacolo ed erano assidui e concordi nella
preghiera in attesa dello Spirito promesso loro da Gesù. La Chiesa, ogni
cristiano, sono in attesa di speranza. Essi possiedono già lo Spirito di luce,
di forza, di santità per dare testimonianza della presenza di Gesù risorto. La
Chiesa maestra di verità e Madre di ogni figlio di Dio
rigenerato nella grazia attende con fiducia la nuova Pentecoste, perché Dio
mediante lo Spirito, rinnovi la faccia della terra. La Chiesa -e la Chiesa siamo
noi!- prega ed implora i doni dello Spirito facendosi forte della promessa di
Gesù:" Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga in
eterno con voi" (Gv 14, 16). Lo Spirito non è altro che la carità-amore di cui
vive la Chiesa, di cui vive ogni figlio di Dio e della Chiesa. Chi vive la
carità attira dentro di sé l'Amore del Padre e del Figlio. Gesù ce lo dice
chiaramente:"Se nel fare la tua offerta nell'altare ti ricordi che il tuo
fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì la tua offerta...e va prima a
riconciliarti con il tuo fratello" (Mt 5, 23-24).
Come la Chiesa dobbiamo sperare, pregare, amare. La speranza si ravviva nella
preghiera fatta in comune, es: nella Messa. Nella Liturgia eucaristica infatti
ci sentiamo tutti fratelli e i nostri cuori si
infiammano di amore per Gesù e i fratelli. E' pure nella celebrazione
eucaristica che Gesù rinnova la preghiera al Padre per implorare sulla Chiesa il
dono dello Spirito Santo nella nuova Pentecoste. Lo
Spirito scende e opera nel cuore di chi vive la vita cristiana e gli fa capire
la sua vocazione divina alla salvezza.
Il vangelo di Giovanni proposto (Gv 15, 26-27; 16, 12-15) ci parla della venuta
del Paraclito, della forza che darà, della capacità di portare il "peso" della
testimonianza e della Parola.
"Mentre il giorno di pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme
nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo e riempì tutta la
casa dove si trovavano. Ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e
cominciarono a parlare come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi" (At 2,
1-4).
-Tempo (momento);
-Luogo (circostanza);
-Modo (modalità);
-Trasformazione (capacità di assimilazione/accoglienza/apertura).
Tutti sappiamo in che cosa consiste l'"avvenimento" della Pentecoste; conosciamo
il racconto apostolico che, annualmente, viene letto cinquanta giorni dopo la
Pasqua, nelle nostre assemblee domenicali.
Ma forse non tutti sappiamo come la Pentecoste sia un avvenimento attuale, nel
senso che viene reso attuale, cioè si attualizza, si compie, avviene ogni volta
che "due o più persone si riuniscono assieme nel
nome del Signore".
Rileggiamo attentamente il passo. Sono quattro i "passaggi" da prendere
seriamente in considerazione.
Il Tempo: c'è sempre un tempo privilegiato, "un'ora della salvezza", "un momento
favorevole" nella vita di ciascuno di noi in cui il Signore passa, ci si
manifesta, ci si rivela. Bisogna essere attenti, riflessivi,
saperlo cogliere, vedere. Però, prima occorre porsi in atteggiamento di
ricerca, occorre desiderarlo, ricercarlo "con tutto il cuore, la mente e le
proprie forze". Cioè solo a chi cerca Dio con tutto se stesso,
cioè sinceramente, il Signore si manifesterà. Indispensabile è il secondo
"passaggio" in questa nostra comune ricerca: il Luogo, cioè la circostanza. La
circostanza richiesta dal Vangelo per trovare il Signore,
è quella di non essere mai soli. Rileggiamo le varie apparizioni di Gesù ai suoi
discepoli o gli stessi episodi in cui si narra dei momenti di "intimità" che
Gesù passava con i suoi: Egli "in privato spiegava loro tutto", ma spiegava
tutto a tutti. Oggi come allora, e come ogni domenica, noi siamo insieme per
ascoltare la Parola di Dio, la vera luce che illumina ogni uomo e che non può
essere nascosta sotto il tavolo, ma che
viene posta in alto , davanti a tutti noi, sull'Altare perché faccia luce a
tutti quelli che sono nella casa, cioè a noi che ci troviamo insieme in Chiesa,
che è la Casa di Dio e quindi casa nostra. C'è dunque un
"momento favorevole" pregno e pregnante di speranza, quella che il Signore ci si
manifesti, che è quello che ci vede particolarmente riuniti insieme in una
comune ricerca. Ogni nostra Messa diviene un incontro: incontro con il Signore e
tra di noi. E l'incontro si fa attesa:"è bene aspettare in silenzio la salvezza
del Signore" (Lam 3, 26). Il nostro cuore deve essere il luogo dell'incontro,
desiderato e atteso: qui tutto deve essere silenzio; una silenziosa attesa e una
certa speranza. Anche la speranza
gioca un ruolo importante nel nostro cuore, infatti, "mentre il giorno di
Pentecoste stava per finire" e, forse, mai nessuno di coloro che stavano insieme
si sarebbe aspettato qualcosa, noi, forti della loro esperienza e "cementate"
dall'Amore che ci unisce, attendiamo in silenzio la novità della salvezza.
Il terzo "passaggio", cioè la Modalità con cui si manifesta tale salvezza da
parte del Signore, è unica e irrepetibile ma decisamente personale. Lo Spirito
del Signore pervade l'universo e riempie tutte le cose:"riempì tutta la casa
dove si trovavano", ma indubbiamente ricolmò ogni cuore del suo Amore.
E questo suo Amore ciascuno lo percepisce, lo sperimenta, lo vive, in maniera
tutta sua, in modo personale.
Eccoci giunti al quarto "passaggio": la Trasformazione. C'è chi coglie la
manifestazione del Signore con fervore, "come un rombo, un vento gagliardo", chi
invece, nella calma del proprio carattere, "come un vento leggero, una brezza
soave", ma rimane certo che lo Spirito è per tutti: per tutti, il "vento"
soffia.
Ora l'accoglienza che è apertura allo spirito, comporta una necessaria
trasformazione. Chi permette allo Spirito di posarsi su di lui, cioè nel proprio
cuore gli chiede la forza di cambiare perché gli domanda una
trasformazione, un rinnovamento di vita. Lo Spirito, Colui che rinnova tutte le
cose, farà nuovi anche noi, se glielo permettiamo. E ciascuno cambierà come può
perché ad ognuno è data una manifestazione particolare dello Spirito, secondo
le proprie capacità, per il bene comune. Ciascuno di noi, infatti, ha la
propria capacità di assimilazione. Dunque, solo così la nostra sarà una
Pentecoste
permanente: se soprattutto nelle nostre assemblee domenicali, sapremo cogliere
il momento del Signore e ci lasceremo trasformare nella nostra vita quotidiana.
In definitiva dobbiamo imparare ad amare il Signore e il luogo in cui Egli
dimora: la Chiesa; e, la nostra Chiesa, come la nostra casa, il luogo che ci
vede riuniti insieme per ascoltare il Signore di tutti.
Fonte : www.monasterocarpineto.it , sito ufficiale del Monastero Carmelo Sant'Anna a Carpineto Romano.
Carmelo Sant'Anna tel. 06
97.18.90.49
Monache Carmelitane tel. e fax 06 97.19.458
Via B.P. Caldarozzi, 32 ccp 79066007
00032 CARPINETO ROMANO (RM)
E-mail: info@monasterocarpineto.it
N.B. non si dispone di adsl non inviare immagini. Grazie.
Siti web : http://www.monasterocarpineto.it ; www.moscati.com/carmelo.s.anna