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RELIGIONE : vita cristiana :  Siate Santi perché io sono Santo , a cura di Sr Maria Noemi del Monastero Carmelo Sant'Anna a Carpineto Romano

 

SIATE SANTI PERCHE' IO SONO SANTO

a cura di Sr Maria Noemi del Monastero Carmelo Sant'Anna a Carpineto Romano

              Monastero Carmelo Sant'Anna a Carpineto Romano

 


 

“Voi sarete santi, perché io sono Santo” (Lv 11, 44; 19, 2; 20, 7). Così ci dice il Signore.
Celebriamo la solennità di tutti i Santi, vale a dire di tutti coloro che hanno ascoltato e messo in pratica il comando del Signore: “Voi sarete santi….”

Essere santi che vuol dire oggi? Una bella e grande domanda. E alla fine forse, manco vale la pena farsela.
Se rispondiamo con la Sacra Scrittura...allora sono pochi quelli che sono da noi venerati e stanno sugli Altari.
Se ci guardiamo attorno e vediamo le nostre difficoltà quotidiane per essere discepoli del Signore...allora ci sorgono grandi dubbi.
Alla fine i santi chi sono?
I grandi "eroi" che i bambini vedono in tv, e che grazie a poteri sovrumani riescono in tutto?
Che ogni giorno muoiono e il giorno dopo ritornano?
Gli attori di fantascienza, che ci incantano con storie irreali e quindi, ci catturano in un mondo che non è?

La Chiesa ci fa celebrare questa ricorrenza come solennità, cioè in modo grandioso, ma è una grandezza interiore quella a cui siamo chiamati.
In questa giornata, infatti, celebriamo il mistero pasquale realizzato dai santi che, come Cristo hanno sofferto –anche il martirio- sono morti come Gesù e con Gesù sono entrati nella gloria.
“Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore produce molto frutto” (Gv 12, 44).
E “chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna” (Gv 12, 25).

Ma questi discorsi distano mille anni luce dal nostro sentire quotidiano.
Apriamo i giornali e siamo sommersi di notizie di vite "non sante", ovunque, e in ogni strato sociale, piccoli e grandi, noti e sconosciuti, lontani e vicini.
Vite additate però, a modelli o a status che non sono la moltitudine del popolo.
Apriamo la tv e lo stesso veniamo sommersi da storie tristi e squallide, quando la realtà è anche altro nella quotidianità di tutti i giorni per la maggior parte delle persone.
"Se il chicco di grano caduto in terra non muore..." rimane solo, dice Gesù, e anziché produrre vita, produce morte, come vediamo attorno a noi.
A noi fare il piccolo passo, di ogni giorno, per morire e dare vita con Gesù, e non disperderci nell'apparenza, nel vuoto ideologico, nel vuoto esistenziale, nell'immergersi solo ed esclusivamente nella scena di questo mondo.
Ma quali risultati? per la santità? neanche a pensarlo!

Se "amiamo" la nostra vita più di Cristo, non osiamo, e chi non osa, vive per se stesso.
Ma Cristo non è venuto per farci fare i "salici" ripiegati su di noi. Ma per dare vita e darla in abbondanza.
A che serve dunque celebrare la solennità dei Santi e vedere che molti sono "riusciti" e che dobbiamo aspirare a quelle altezze e non alle bassezze e leggerezze quotidiane.

Ogni giorno possiamo fare un passo, ed è il passo della fedeltà.
Ogni giorno possiamo pregare e offrire al Signore, ed è un dare tutto a Lui.
Ogni giorno si può contribuire alla crescita nostra e della società, ed è un santificare e un santificarsi.

Certo non fa rumore essere fedeli, essere onesti, essere servizievoli, darsi da fare, aiutare il prossimo…ma non fa rumore per chi? Già, per la nostra società, per la tv…
Siamo una massa anonima ma conosciuta però da Cristo. Nessuno di noi è anonimo, nessuno è senza volto, senza storia, senza amore.
La santità ci ricorda che siamo nelle mani del Signore, custoditi dalla palma della sua mano.
La sanità è essere fedeli, passo dopo passo, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, ora dopo ora a Lui che ci chiama a Sé, che ci chiama all’amore, alla speranza, alla pace.
La santità allora è per tutti: è per tutti quando non ci si tira indietro di fronte a un servizio;
quando si dà una mano per quello che si può; quando si è onesti nella vita che si conduce;
quando si è limpidi nei confronti del fratello senza falsità e ipocrisia.
Santità è essere un riflesso dell’amore di Dio, una piccola scintilla di pace e di amore che possiamo donare a chi ci sta intorno.

Arriveremo poi sugli Altari? Importante è aver prodotto frutto con Gesù, in Gesù e per Gesù.
Inutile ammucchiare tesori sulla terra…e poi perdere la propria anima, dice Gesù.
La santità è ammucchiare per il regno dei cieli…e quello che si ammucchia per il regno dei cieli non ha valore, non viene consumato dalle tarme e si moltiplica donandolo!

 

 

Liturgia di Ognissanti

 

"Rallegriamoci tutti nel Signore
in questa solennità di tutti i Santi:
con noi gioiscono gli angeli e lodano il Figlio di Dio"

Celebriamo, domani, la solennità dei Santi ed inizia il mese di novembre.
La liturgia della Parola ci è da guida in questo cammino.

La prima lettura, tratta dal libro dell’Apocalisse (7,2-4.9-14), ci allarga il cuore. L’autore, infatti, dice che ha visto una "moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua". È la vocazione alla santità alla quale ognuno di noi è chiamato e verso la quale tutti siamo in cammino.

Nella seconda lettura (1Gv 3,1-3), Giovanni ci ricorda che siamo tutti chiamati a vedere Dio così come Egli è. Siamo figli di Dio e dunque con questa speranza andiamo a Lui.
Nel Vangelo (Mt 5,1-12a) Gesù ci indica la strada da seguire. Nelle beatitudini ci ritroviamo tutti e tutti dobbiamo rispecchiarci in esse. Ognuno di noi può rispecchiarsi e impegnarsi in una di esse.

A leggere le beatitudini ci sentiamo infiammare il cuore, ma poi se pensiamo bene a quanto leggiamo, vediamo che forse tanto pronti non siamo. Qualche esempio e poi ognuno ci riflette su:
Beati i poveri in spirito… ma di quale povertà parla? Quella delle cose o quella del nostro "sapere" e delle nostre sicurezze?
Beati i puri di cuore. Di quale purezza stiamo parlando? Di quella sicuramente
che ci fa vedere l'altro senza malizia e senza concupiscenza. Ma la purezza del cuore ci porta a vedere Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia. Qui pure ci sorgono dubbi. Quale persecuzione se non sopportiamo neanche il vicino di casa, il passante per strada, il familiare che ci "ossessiona" sempre con le stesse cose? Allora quale giustizia è questa?
 
"Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi, quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli".

Il Prefazio di questa solennità è una preghiera:
"Oggi ci dai la gioia di contemplare la città del cielo,
la santa Gerusalemme che é nostra madre,
dove l’assemblea festosa dei nostri fratelli
glorifica in eterno il tuo nome.
Verso la patria comune noi, pellegrini sulla terra,
affrettiamo nella speranza il nostro cammino,
lieti per la sorte gloriosa
di questi membri eletti della Chiesa,
che ci hai dato come amici e modelli di vita".

Ci sono elementi importanti per comprendere questa solennità: siamo tutti in cammino verso la “patria comune” e i santi sono i nostri compagni nel cammino.
Nessuno si senta solo, perché non lo è, non lo siamo.

 

 

 


 

Fonte :  www.monasterocarpineto.it  , sito del Monastero Carmelo Sant'Anna a Carpineto Romano.

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