| ARTCUREL:
Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| RUBRICHE AUTORI : Antonia Chimenti : Educazione Arte e Cultura nella Spiritualità. |
PENSIERI E RIFLESSIONI
di Antonia Chimenti
LA CROCE COME VALORE
Senza inutili compiacimenti si può affermare che
quando la vita e' incentrata sul Cristo Redentore ogni evento è considerato alla
luce di questa realtà umana e sovrumana. Tutto acquista un senso, anche gli
eventi negativi, che non scalfiscono la Fede, ma, al contrario, la rinsaldano,
in quanto ogni evento evidenzia la sua importanza o la sua futilità nel suo
rapporto con la realtà del Sacrificio del nostro Creatore.
Da ciò deriva l'ordine in cui collocare le cose che sono veramente importanti e
il riconoscere come finalità della vita la necessità di redimere se stessi e il
mondo, tenendo fisso lo sguardo a quel cammino doloroso, che si e' concluso con
la Crocifissione, ma che e' glorificato nella Risurrezione, cioè nella vittoria
della vita spirituale.
IL VERO CRISTIANO E' SANO DI MENTE
Gesù fu Maestro e Medico. Medico dell'anima e del
corpo. Il Cristiano, in virtù della sua amicizia col Redentore, vive il suo
tempo con realismo e forza. Non teme il male, perché chiede ogni giorno al Padre
di esserne liberato. Non chiede la libertà nell'arbitrio; chiede la liberazione
dal male, quel male che insudicia l'anima. Non teme attacchi ed insulti, perché
si corrobora alla fonte della Grazia e della Parola divina e riversa nel mondo
l'energia spirituale che ne deriva.
Il Cristiano e' lievito per un pane sempre fresco da distribuire per il
nutrimento dell'umanità. Il Cristiano dona se stesso, si da' in pasto per il
Regno, come il suo Dio. In ogni ambiente, in ogni attività, in ogni condizione
sociale il Cristiano anima con dinamismo sempre inedito la materia. Porta vita e
luce. Il Cristiano non fa crociate contro qualcuno, ma porta la croce con gioia;
domina il dolore con un sorriso. Il Cristiano vince gli impulsi ferini con la
ragione, illuminata dalla Fede e sorretta dalla Grazia.
La mente del Cristiano e' sana perché nel riconoscimento della sua fragilità,
guarisce al contatto salvifico con il suo Dio.
PENSIERI, PAROLE, AZIONI
L'armonia fra di loro ha una sola fonte, che
consente di non vacillare mai: la luce della Verità.
E' la luce che ispirò gli artisti di tutti i luoghi a ritrarre effluvi di luce
dorata, che investono personaggi raccolti in meditazione.
Come rappresentare diversamente la scoperta abbagliante della Verità?
Si deve accoglierla totalmente, senza riserve, senza schermi; si devono
eliminare cortine polverose, timori, futili ansie, abitudini sedimentate.
Alla luce della Verità la realtà interiore acquisisce contorni netti che non
consentono alibi, giustificazioni puerili, ambiguità.
Pensieri, parole, azioni devono seguire la scia luminosa del faro della Verità,
senza esitazioni o debolezze.
L'anima si ristora alla sorgente luminosa, si abbandona con cieca fiducia, senza
resistenze, senza paura, al suo flusso inebriante e ne e' appagata.
EDUCAZIONE NEL QUOTIDIANO
La vita quotidiana riserva gioie e dolori. La
consapevolezza di essere cittadini ed eredi del Regno assume per il Cristiano
una funzione importante.
L'amore che deve governare i rapporti fra gli esseri umani, cui è vincolato da
legami di fratellanza, non esime dal giudicare con raziocinio le situazioni.
Non è facile superare emozioni che indurrebbero talvolta all'animosità, ma il
modello di Gesù deve servire da guida. Durante la sua vita terrena il Salvatore
dell'umanità invitò a distinguere i comportamenti corretti da quelli scorretti,
mostrò una ferma condanna del male, ma non lo identificò con le persone che lo
commettevano. Lasciò loro il tempo per redimersi, per ammettere la loro
colpevolezza e per evitare di ricadere nei medesimi errori.
Il superamento delle emozioni negative, il loro dominio esercitato dalla
ragione e la costante concentrazione dell'anima, della mente e del cuore sul
modello sublime del Maestro di Vita e Verità costituisce per il Cristiano una
dolce, luminosa, lucida e virile certezza, che santifica ogni istante e lo rende
prezioso e unico.
LA FEDE OGGI
Non e' impresa facile vivere oggi l'ideale cristiano
in un mondo dove la vita e' sempre più ridotta a spettacolo da esibire, dove la
forma prevale sulla sostanza.
Non e' facile soprattutto per chi ha ricevuto talenti speciali.
Se si rilegge attentamente il Vangelo si scopre che Gesù parla alle folle e che
le folle sono alternativamente entusiaste e ostili, amiche e nemiche, osannanti
e violente.
I momenti più belli sono quelli delle conversioni individuali, dove i personaggi
decidono di cambiar vita e lo fanno perché nel loro cuore, nella loro mente,
nella loro anima la Parola opera uno sconvolgimento che li rimette in
discussione.
Lo stesso avviene giorno dopo giorno per il credente.
La Parola pone interrogativi ineludibili.
La mancata risposta positiva al richiamo di Dio alimenta ansie e timori, produce
disorientamento. La salda certezza della Fede congiunta all'Amore e al sacro
timore produce un dinamismo che nulla può arrestare.
La dimensione terrena si vive con slancio ed entusiasmo, ancorati al Salvatore.
E la Grazia non tarda a manifestare l'imprevedibile.
GESU' NELLA CULTURA ACCADEMICA
Recenti studi tendono ad ulteriori approfondimenti su Gesù e con rigorose indagini storiche e filologiche si impegnano a restituire al mondo della cultura un ritratto tratteggiato secondo criteri scientifici, che vogliono porsi senza pregiudizi ideologici di sorta.
Impegno lodevole, che, tuttavia, non deve far trascurare un analogo impegno ad individuare ciò che permane, aldilà dei motivi indagati dagli studiosi, e cioè l'esemplarità di una vita nella quale anima, cuore e mente formano un'armonia perfetta, nell'ordine e nella pace.
Che Gesù sia nato da una vergine, preservata per volontà divina dal peccato originale, e' un mistero ineffabile e dolcissimo, ma questo dogma di fede, che ci fa valicare i limiti della dimensione materiale e' congiunto all'evidenza tangibile di uno stile di comportamento improntato a coerenza e giustizia. In ogni occasione della sua vita Gesù ha mostrato come ci si deve comportare.
Che Gesù sia da considerare inserito nella dimensione culturale e ideologica ebraica risulta secondario rispetto al fatto che ci ha mostrato come si deve vivere. Poche parole, molti fatti, molta solitudine, talvolta subita e sofferta, talaltra ricercata.
Gesù ha insegnato come vivere da soli e con gli altri e come accettare la morte.
La Sua vita terrena chiede di essere osservata, meditata, capita e imitata.
Ne consegue l'impegno quotidiano di essere buoni nel cuore, nella mente, nelle parole e nelle azioni.
I MIRACOLI
Tutti gli esseri umani amano le cose belle che la vita può riservare, inattese, poiché nel fondo di ogni cuore permane quella nicchia ovattata che sollecita sorprese piacevoli.
Il fanciullino di cui il poeta Giovanni Pascoli parlò vive perennemente nel cuore più indurito dal male e dalla sofferenza.
La pietà di Gesù per l'uomo sofferente lo indusse a compiere prodigi, che colmarono di entusiasmo le folle, ma nel contempo il Maestro invitò a cambiare vita, a diventare Santi.
La fiducia nell'intervento soprannaturale nelle umane vicende non deve far perdere di vista l'impegno personale a fare miracoli, non a riceverli dall'alto.
Fare miracoli per l'essere umano significa accettare eroicamente di portare la croce col sorriso sulle labbra, rispondere con parole pacate alle osservazioni, compiere opere buone senza ostentazione, essere continuamente sorpresa e meraviglia per gli altri, con l'aiuto soprannaturale del Creatore.
PASQUA DI RESURREZIONE
IL CANTICO DELLE CREATURE - SAN FRANCESCO - IL FRANCESCANESIMO
Il Cantico delle creature di San Francesco costituisce uno dei primi documenti della lingua italiana, E’ la prima poesia in Italiano. Fu composto nel 1226.
Altissimo, onnipotente, bon Signore
Tue so’ le laude, la Gloria e l’honore et onne benedictione
Ad te solo, Altissimo, se konfano
Et nullo homo ène digno te mentovare
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
Spetialmente messer lo frate Sole’
Lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bello et radiante cum grande splendore;
De te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra madre terra,
La quale ne sustenta et governa,
Et produce diversi fructi con coloriti fiori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore,
Per quelli che perdonano per lo tuo amore
Et sostengo infirmitate et tribulatione,
Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
Ke da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
Dalla quale nullu homo vivente po’ scappare;
Guai a quelli ke morranno ne le peccata mortali;
Beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntadi;
Ka la morte secunda no ‘l farà male.
Laudate et benedicete mi’ Signore et rengraziate
Et serviteli cum grande humilitade.
La vita esemplare di San Francesco ispirò Giotto che ritrae il Santo negli episodi più significativi, quando è incaricato di affrescare la basilica superiore d’Assisi.
(Il dono del mantello, Il miracolo della fonte, La predica agli uccelli)
Giotto comprende l’anima francescana, non si limita a ritrarre fatti, non fa dell’agiografia.
Con gli strumenti a sua disposizione e con i tratti dei suoi pennelli illumina il canto e la musica aggraziata del Poverello, grande, umile creatura, la cui vita stessa fu lode perenne.
L’anima francescana è colta nel vivo anche da Alessandro Manzoni, quando ritrae Padre Cristoforo
“… tale era la condizione de’ cappuccini che nulla pareva per loro basso, nè troppo elevato.
Servire gli infimi ed esser servito da’ potenti, entrar ne’ palazzi e ne’ tuguri. Con lo stesso contegno d’umiltà e di sicurezza, esser talvolta, nella stessa casa, un soggetto di passatempo e un personaggio senza il quale non si decideva nulla, chieder l’elemosina per tutto. “
Il Cantico delle creature ha compiuto un lungo cammino, si è fatto indagine scientifica, dialogo incessante, quesito non appagato, ma la limpidezza innocente dello sguardo sul creato e sulle creature resta integra e diviene forza che scatena rimorsi, illumina i più reconditi anditi della psiche, dove vorrebbe rifugiarsi la menzogna per sfuggire alla Verità, per non farsi avvolgere dalla Grazia, per macerarsi in un logorante autismo morale, impossibile perchè suicida.
Tuttora questa sobrietà elegante nella semplicità caratterizza le anime nobili che hanno scelto di condividere con San Francesco la via austera della povertà nell’obbedienza.
Figure luminose di francescani sono un modello, costituiscono un modello ed un orientamento alle anime semplici e pure che il messaggio evangelico affascina.
Tra queste Padre Aldo Bergamaschi, insigne filosofo- pedagogista, formatore di coscienze, rigoroso predicatore della parola di Dio, fermo e risoluto baluardo contro la dispersione di un’epoca tumultuosa e confusa.
Voce chiara, profonda e autorevole di una lotta senza tregua contro il Male in tutte le sue forme, soprattutto quelle ideologiche e mentali, le più radicate e perniciose. Una vita al servizio della Verità, l’olocausto di una forte personalità, offerta per il ritorno di tanti figli prodighi al Padre.
In riferimento al testo evangelico, alla parabola del Figliol prodigo (San Luca 15,1-3,11-32) si espresse così nel corso di un’omelia:
“ dopo la lettura di questo testo non ci sarebbe bisogno di spiegazione alcuna tanto la parabola è chiara…
Le anime più belle del cristianesimo sono insoddisfatte e sto pensando a San Francesco il quale non si è trovato a suo agio in quel tipo di civiltà …
La parabola è per colui e per coloro che finalmente hanno capito che fuori dalla casa del Padre c’è il Male, c’è l’inizio della definalizzazione di ogni bene… non si è scoperto dall’insegnamento di Gesù… che l’amore del Padre è l’ideale etico che puö appagare tutti i desideri della persona umana e creare finalmente una società rinnovata”.
A Toronto, nella Cappella della Madonna della Salute, un altro frate francescano, Padre Celestino Canzio, anima, protegge, guida la comunità dei residenti della casa di riposo ‘ Villa Colombo’.
L’ispirazione di San Francesco è magistralmente attuata in un ministero speciale, dove carità, servizio, severità e giocosità convivono.
Le sue omelie scavano con serenità la coscienza.
La S. Messa diviene un momento reale di comunione coi fratelli, è un momento privilegiato, una vera festa.
In quell’occasione la sofferenza dei residenti si stempera in dolci sorrisi di gratitudine per la generosità del loro padre spirituale.
Il gusto per l’arte in tutte le sue forme ( pittura, musica, canto), l’amore prodigato agli ospiti della residenza e…ai canarini dalle piume variegate, nutriti, allevati e custoditi – ma non imprigionati - in una gabbietta situata di fianco alla cappella, evidenziano uno stile che fu quello spontaneo, naturale, diretto, vivo di Gesù, di San Francesco e dei loro seguaci.
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Antonia Chimenti
Writer
Italian and French Teacher
Fonte : scritti e appunti della prof.ssa Antonia Chimenti. E-mail: a.chimenti@email.it .