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  RUBRICHE AUTORI : Carlo Sarno :  Per una definizione di Arte Cristiana

 

Carlo Sarno

PER UNA DEFINIZIONE DI ARTE CRISTIANA :

13° parte - Arte e Virtù Cristiane: l'Artista Santo

 

 

 

E’ essenziale per una vera Arte Cristiana e per l’Artista Cristiano avere uno strettissimo rapporto con le Virtù Cristiane.  Per sviluppare tale argomentazione ci rifaremo al Catechismo della Chiesa Cattolica, che meglio di qualsiasi altro scritto o disposizione definisce ed esplica il significato delle Virtù Cristiane ed il loro ambito applicativo.

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si parla delle Virtù dove si descrive della “Vita in Cristo” e quindi della vocazione dell’uomo come “vita nello  Spirito”, vocazione che determina la dignità della persona umana e il suo anelito all’unione con Dio e quindi alla santità.

 

Richiamiamo ora alcuni brani del Catechismo a riguardo delle Virtù :

 

 

 

LE VIRTU'

1803 « Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri » (Fil 4,8).

La virtù è una disposizione abituale e ferma a fare il bene. Essa consente alla persona, non soltanto di compiere atti buoni, ma di dare il meglio di sé. Con tutte le proprie energie sensibili e spirituali la persona virtuosa tende verso il bene; lo ricerca e lo sceglie in azioni concrete:

« Il fine di una vita virtuosa consiste nel divenire simili a Dio ».

I. Le virtù umane

 

1804 Le virtù umane sono attitudini ferme, disposizioni stabili, perfezioni abituali dell'intelligenza e della volontà che regolano i nostri atti, ordinano le nostre passioni e guidano la nostra condotta secondo la ragione e la fede. Esse procurano facilità, padronanza di sé e gioia per condurre una vita moralmente buona. L'uomo virtuoso è colui che liberamente pratica il bene.

Le virtù morali vengono acquisite umanamente. Sono i frutti e i germi di atti moralmente buoni; dispongono tutte le potenzialità dell'essere umano ad entrare in comunione con l'amore divino.

 

Distinzione delle virtù cardinali

 

1805 Quattro virtù hanno funzione di « cardine ». Per questo sono dette « cardinali »; tutte le altre si raggruppano attorno ad esse. Sono: la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza. « Se uno ama la giustizia, le virtù sono il frutto delle sue fatiche. Essa insegna infatti la temperanza e la prudenza, la giustizia e la fortezza » (Sap 8,7). Sotto altri nomi, queste virtù sono lodate in molti passi della Scrittura.

1835 La prudenza dispone la ragione pratica a discernere, in ogni circostanza, il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per attuarlo.

1836 La giustizia consiste nella volontà costante e ferma di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto.

1837 La fortezza assicura, nelle difficoltà, la fermezza e la costanza nella ricerca del bene.

1838 La temperanza modera l'attrattiva dei piaceri sensibili e rende capaci di equilibrio nell'uso dei beni creati.

 

Le virtù e la grazia

1810 Le virtù umane acquisite mediante l'educazione, mediante atti deliberati e una perseveranza sempre rinnovata nello sforzo, sono purificate ed elevate dalla grazia divina. Con l'aiuto di Dio forgiano il carattere e rendono spontanea la pratica del bene. L'uomo virtuoso è felice di praticare le virtù.

1811 Per l'uomo ferito dal peccato non è facile conservare l'equilibrio morale. Il dono della salvezza fattoci da Cristo ci dà la grazia necessaria per perseverare nella ricerca delle virtù. Ciascuno deve sempre implorare questa grazia di luce e di forza, ricorrere ai sacramenti, cooperare con lo Spirito Santo, seguire i suoi inviti ad amare il bene e a stare lontano dal male.

II. Le virtù teologali

1812 Le virtù umane si radicano nelle virtù teologali, le quali rendono le facoltà dell'uomo idonee alla partecipazione alla natura divina. Le virtù teologali, infatti, si riferiscono direttamente a Dio. Esse dispongono i cristiani a vivere in relazione con la Santissima Trinità. Hanno come origine, causa ed oggetto Dio Uno e Trino.

1813 Le virtù teologali fondano, animano e caratterizzano l'agire morale del cristiano. Esse informano e vivificano tutte le virtù morali. Sono infuse da Dio nell'anima dei fedeli per renderli capaci di agire quali suoi figli e meritare la vita eterna. Sono il pegno della presenza e dell'azione dello Spirito Santo nelle facoltà dell'essere umano. Tre sono le virtù teologali: la fede, la speranza e la carità.

1842 Per la fede noi crediamo in Dio e crediamo tutto ciò che egli ci ha rivelato e che la Chiesa ci propone da credere.

1843 Per la speranza noi desideriamo e aspettiamo da Dio, con ferma fiducia, la vita eterna e le grazie per meritarla.

1844 Per la carità noi amiamo Dio al di sopra di tutto e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio. Essa è « il vincolo di perfezione » (Col 3,14) e la forma di tutte le virtù.

1829 La carità ha come frutti la gioia, la pace e la misericordia; esige la generosità e la correzione fraterna; è benevolenza; suscita la reciprocità, si dimostra sempre disinteressata e benefica; è amicizia e comunione:

« Il compimento di tutte le nostre opere è l'amore. Qui è il nostro fine; per questo noi corriamo, verso questa meta corriamo; quando saremo giunti, vi troveremo riposo ».

III. I doni e i frutti dello Spirito Santo

 

1830 La vita morale dei cristiani è sorretta dai doni dello Spirito Santo. Essi sono disposizioni permanenti che rendono l'uomo docile a seguire le mozioni dello Spirito Santo.

1831 I sette doni dello Spirito Santo sono la sapienza, l'intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà e il timore di Dio. Appartengono nella loro pienezza a Cristo, Figlio di Davide.  Essi completano e portano alla perfezione le virtù di coloro che li ricevono. Rendono i fedeli docili ad obbedire con prontezza alle ispirazioni divine.

« Il tuo Spirito buono mi guidi in terra piana » (Sal 143,10).

« Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. [...] Se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo » (Rm 8,14.17).

1832 I frutti dello Spirito sono perfezioni che lo Spirito Santo plasma in noi come primizie della gloria eterna. La tradizione della Chiesa ne enumera dodici: « amore, gioia, pace, pazienza, longanimità, bontà, benevolenza, mitezza, fedeltà, modestia, continenza, castità » (Gal 5,22-23 vulg.).

 

 

 

 

 

 

Da tutto ciò si vede chiaramente che l’Arte Cristiana e il suo artefice, l’Artista Cristiano, non possono prescindere da un preciso riferimento alle Virtù. 

Nella "Lettera agli Artisti" di Giovanni Paolo II si legge : "...La bellezza è in un certo senso l'espressione visibile del bene, come il bene è la condizione metafisica della bellezza...".  Questo rapporto tra bellezza e bene è fondamentale nel campo dell'Arte Cristiana, significa collegare lo splendore dell'arte alle virtù cristiane, attivarsi per una santificazione dell'arte. 

In effetti, come nella rappresentazione dei santi necessita un richiamo allo splendore e alla bellezza con il simbolo dell'aureola luminosa e dorata , così anche per le opere d'arte cristiana occorrerebbe trasmettere la presenza di virtù trascendenti, l'incarnazione dell'Essere, far avvertire una immateriale aureola luminosa che dona splendore e significato all'opera stessa.

Ancor più l’Artista deve approfondire ed esercitare le virtù cristiane in modo eroico , per pervenire a quella santità di vita che diventa humus fecondo di opere partecipi e congruenti con la missione dello Spirito Santo, che lavora instancabilmente per la nostra salvezza e santificazione.

Solo allora le nostre opere d’Arte Cristiana potranno assumere tutte quelle caratteristiche che di diritto le renderanno parte di quei “frutti” dello Spirito Santo che anticipano, trasfigurando la materia informe, la gloria eterna del Regno di Dio, e che a loro volta seminano, nel terreno buono dei fruitori delle opere, messaggi di pace e amore secondo l’insegnamento di nostro Signore Gesù Cristo.

Concludendo, il perfetto Artista Cristiano dovrebbe essere quindi l' " Artista Santo " , colui che ha esercitato in modo eroico le virtù cristiane, trasfigurando la materia del mondo in immagine della Bellezza di Dio, e che ha fatto della sua vita stessa una meravigliosa " Opera d'Arte Cristiana Vivente ".

 

 

 

 

(continua...)

 


 

Fonte : parole , scritti e appunti di Carlo Sarno , sito personale :  www.carlosarno.it

Articolo pubblicato sul sito ARTCUREL  il 16/07/2005 .

 

PER UNA DEFINIZIONE DI ARTE CRISTIANA , di Carlo Sarno

Indice :

1°parte - Gesù Cristo fondamento dell'Arte Cristiana (16/07/2004)

2°parte - Il bello , il buono , il vero (22/08/2004)

3°parte - Escatologia e sintropia (18/09/2004)

4°parte - Arte Cristiana come lode a Dio (23/10/2004)

5°parte - L'Arte Cristiana è un "cammino" (14/11/2004)

6°parte - La funzione e la forma nell'Arte Cristiana (19/12/2004)

7°parte - "Ab intra ad extra" - Dall'interno all'esterno  (19/01/2005)

8°parte - La Bibbia "sorgente viva" dell'Arte Cristiana  (16/02/2005)

9°parte - L'Arte Cristiana è umile  (19/03/2005)

10°parte - Rivelazione e apostolato  (18/04/2005)

11°parte - Carità come finalità dell'Artista Cristiano  (18/5/2005)

12°parte - Il Sacramento della Luce nell'Arte Cristiana  (15/6/2005)

13°parte - Arte e Virtù Cristiane: l'Artista Santo  (16/07/2005)

14°parte - Libertà e Incarnazione: essenza dell'Arte Cristiana  (15/08/2005)

15°parte - L'Arte Cristiana è l'Arte del Risorto !   (15/09/2005)

 

Si consigliano anche sull'argomento dell'Arte Cristiana i seguenti articoli di Carlo Sarno : 

1)  MANIFESTO DELL'ARTE CRISTIANA , di Carlo Sarno OESSG  , pubblicato il 31 maggio 2006 sul sito ARTCUREL : Arte , Cultura e Religione

2)  Maria , modello sublime per l'Arte Cristiana , Carlo Sarno OESSG , pubblicato il 4 novembre 2005 sul sito ARTCUREL : Arte , Cultura e Religione