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LA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO E LA STORIA DEL SANTO SCAPOLARE
Statua della Madonna del Carmelo , a Caudete (Spagna)
LA BEATA
VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO E LA STORIA DEL SANTO SCAPOLARE
(memoria liturgica il 16 luglio)
A cura del Prof. Giorgio Nicolini
"Anch'io porto sul mio cuore, da tanto tempo, lo Scapolare del
Carmine!"
Giovanni Paolo II
(cfr. Messaggio all'Ordine del Carmelo del
25 marzo 2001)
“Scapolare” viene da “scapola” e
indica quell'indumento che presso molti istituti di monaci o frati nel Medio Evo
ricopriva sia il petto che le spalle (in latino: scapulæ), dopo averlo infilato
per la testa. Serviva generalmente per i tempi di lavoro, così da proteggere
l'abito. L'abito aveva però un significato soprattutto simbolico, significava il
“giogo dolce” di Cristo (cfr. Mt.11,29), così che abbandonare l'abito voleva
dire sconfessare la disciplina monastica abbracciata, abdicare al servizio di
Dio, mancare di fedeltà agli impegni assunti. Nell'ordine carmelitano - per le
caratteristiche proprie di quest'Ordine - lo scapolare assunse ben presto un
significato mariano.
L'Ordine Carmelitano, a differenza di quasi tutti gli altri ordini religiosi,
non ha un preciso fondatore: alla sua origine c'è infatti un gruppo anonimo di
eremiti, che, nel XII secolo, si ritirarono sul Monte Carmelo, in Palestina, per
vivervi in solitudine, ascesi e preghiera contemplativa, a imitazione del
profeta biblico Elia. Il loro nome originario è “Fratelli della Beata Vergine
Maria”, fatto che li caratterizzerà, fin dall'inizio, assieme al legame con
Elia, contemplativo e profeta, come “l'ordine della Vergine”.
LO SCAPOLARE
DI NOSTRA SIGNORA DEL CARMELO
INTRODUZIONE
Nelle apparizioni della Vergine Maria
a Fatima, nel 1917, sono state confermate le due principali devozioni mariane
che hanno resistito alla prova del tempo: quella del Rosario e quella dello
Scapolare.
Donate agli uomini durante il Medioevo, queste devozioni concedono privilegi
inestimabili in relazione alla perseveranza, alla salvezza dell'anima e alla
conversione del mondo. Esse furono sempre importanti e attuali, ma con le
rivelazioni di Fatima sono diventate ancor più necessarie ed urgenti.
Alla conclusione delle apparizioni, il giorno 13 ottobre 1917, mentre avveniva
il grande miracolo del sole, visto da più di 70.000 persone, la Madre di Dio si
mostrò ai tre pastorelli (Lucia, e i Beati Francesco e Giacinta) nelle vesti di
Nostra Signora del Monte Carmelo, presentando loro, nelle mani, lo Scapolare.
E' certo che, avvenendo nel momento più alto fra tutti i fenomeni accaduti a
Fatima, quest'apparizione finale non fu un dettaglio senza importanza. Si può
concludere perfino che i privilegi inestimabili legati allo Scapolare sono parte
integrante del Messaggio che ci ha lasciato la Madre di Dio a Fatima, unitamente
al Rosario ed alla devozione al Cuore Immacolato di Maria.
Infatti, i riferimenti all'Inferno e al Purgatorio, la necessità della penitenza
e l'intercessione di Nostra Signora contenuti nel Messaggio sono in assoluta
consonanza con le promesse collegate allo Scapolare.
Chi pone l'attenzione sul vero significato delle apparizioni, concluderà
facilmente che l'esaudimento delle richieste di Nostra Signora di Fatima impone
che si conosca l'importanza del dono dello Scapolare, e che questo sia diffuso
il più ampiamente possibile. Concluderà anche, certamente, che l'abbandono nel
quale cadde a poco a poco la devozione allo Scapolare avvenne parallelamente al
crescente disconoscimento del significato profondo del Messaggio della Madre di
Dio.
Così, nella commemorazione dei 750 anni della consegna dello Scapolare a San
Simone Stock, non ci potrebbe essere occasione migliore per i devoti di Nostra
Signora di Fatima per lavorare con zelo, al fine di ristabilire l'uso di questo
sacramentale che l'incommensurabile bontà della Madre di Dio ci ha lasciato.
Sarà un altro grande passo verso il compimento della missione che la Santissima
Vergine ci ha affidato a Fatima: stabilire nel mondo la devozione al Cuore
Immacolato di Maria.
LA FAMIGLIA SPIRITUALE DI SANT'ELIA
Nello scenario esuberante e poetico
della Galilea, in un piccolo promontorio sopra il Mare Mediterraneo, si eleva il
Monte Carmelo, rifugio di molti virtuosi santi che, nell'Antico Testamento, si
ritiravano in quel luogo solitario per pregare per la venuta del Divino
Salvatore. Ma nessuno di loro, tuttavia, impregnò di tante virtù quelle rocce
benedette quanto Sant'Elia.
Quando il profeta dello zelo ardente si ritirò lassù, verso il IX secolo prima
dell'Incarnazione del Figlio di Dio, erano tre anni che un'implacabile siccità
chiudeva i cieli della Palestina, castigando l'infedeltà degli ebrei verso Dio.
Mentre pregava con fervore, chiedendo che il castigo fosse alleviato per i
meriti di Quel Redentore che sarebbe dovuto venire, Elia mandò un servo sulla
vetta del monte, ordinandogli: “Vai e guarda dal lato del mare…”. Ma il servo
non vide niente. E, scendendo, disse: "Non c'è nulla". Fiducioso, il Profeta gli
fece fare sette volte l'infruttuosa scalata. Alla fine il servo ritornò,
dicendo: "Vedo una nuvoletta della grandezza di un'orma di un uomo". Difatti, la
nube era tanto piccola e diafana che sembrava destinata a scomparire al primo
soffio dell'infuocato vento del deserto. Ma no; a poco a poco crebbe, si allargò
nel cielo fino a coprire tutto l'orizzonte e precipitò sulla terra sotto forma
di abbondante acqua. Fu la salvezza del popolo di Dio.
La piccola nuvola era una figura dell'umile Maria, i cui meriti e virtù
avrebbero superato quelli di tutto il genere umano, attraendo il perdono e la
Redenzione per i peccatori. Il Profeta Elia aveva scorto nella sua
contemplazione il ruolo di mediatrice della Madre del Messia atteso. Fu, per
così dire, il suo primo devoto.
Una bella tradizione ci dice che, sull'esempio di Sant'Elia, vi furono sempre
sul Monte Carmelo eremiti che lassù vissero e pregaro¬no, recuperando e
trasmettendo ad altri lo spirito eliatico. E quel luogo santificato da uomini
contemplativi richiamava altri contemplativi.
Verso il secolo IV, quando cominciarono ad apparire i primi monaci solitari
dell'Oriente, le pendici rocciose del Monte Carmelo accolsero una cappella,
nello stile delle comunità bizantine, le cui tracce si vedono ancor oggi.
Più tardi, verso il secolo XII, un gruppo di nuove vocazioni, questa volta
venute dall'Occidente unitamente alle Crociate, aggiunse nuovo fervore
all'antico movimento. Subito venne edificata una piccola chiesa dove la comunità
si dedicava alla vita di preghiera, sempre animata dallo spirito di Elia. La
piccola "nuvoletta" cresceva sempre di più.
La crescita del numero dei fratelli di Nostra Signora del Monte Carmelo rendeva
necessaria un'organizzazione più perfezionata. Nel 1225 una delegazione
dell'Ordine si diresse a Roma per richiedere alla Santa Sede l'approvazione di
una Regola, effettivamente concessa dal Papa Onorio III nel 1226.
Con l'invasione dei Luoghi Santi da parte dei musulmani, il superiore del Monte
Carmelo diede il permesso ai religiosi perché si trasferissero in Occidente dove
fondarono nuove comunità: ciò che molti fecero dopo la caduta dell'ultimo
baluardo di resistenza cristiana, il Forte San Giovanni d'Acri. I pochi che vi
erano rimasti furono martirizzati mentre cantavano la “Salve Regina”.
SAN SIMONE STOCK
Nel Continente Europeo i frati del
Carmelo cominciarono ad andare vagando come membri di un Ordine quasi
sconosciuto, malvisto e sull'orlo della scomparsa. La famiglia religiosa di Elia
sembrava un tronco secco e vecchio, destinato a disfarsi in poco tempo.
Era il momento atteso da Nostra Signora per far rifiorire, sull'alto della verga
disseccata, un fiore: San Simone Stock. Questo inglese di riconosciuta virtù,
era stato eletto all'incarico di Generale dell'Ordine. Tuttavia, non esercitava
un'effettiva autorità sopra i suoi sudditi, poiché il Carmelo non possedeva
ancora una struttura giuridica coesa e uniforme, capace di conservare uno
spirito, promuoverlo e trasmetterlo alla posterità.
La virtù compensava, però, la mancanza di autorità. Pregando Nostra Signora con
molto fervore San Simone La implorò che non permettesse la scomparsa dell'Ordine
Carmelitano. In questa desolante situazione la Santissima Vergine apparve al suo
buon servitore (nel 1251) e gli consegnò lo Scapolare, perché fosse usato sopra
le vesti.
In quell'epoca i servi usavano una tunica come abito civile. Sopra di essa
indossavano una tunica più piccola, che indicava, per il colore e per
caratteristiche peculiari, l'identità del suo padrone. Lo Scapolare del Carmelo
era simile a questa piccola tunica. Nostra Signora consegnava, quindi, a San
Simone Stock, una livrea propria dei suoi servi, affinché fosse usata da tutti i
carmelitani, e prometteva:
“Ricevi, figlio dilettissimo, lo Scapolare del tuo Ordine, segno della mia
fraterna amicizia, privilegio per te e per tutti i carmelitani. Coloro che
moriranno rivestiti di questo Scapolare non andranno nel fuoco dell'Inferno.
Esso è un segno di salvezza, di protezione e di sostegno nei pericoli e di
alleanza di pace per sempre".
Questa meravigliosa promessa della Santissima Vergine non è di poco valore per
il cristiano che realmente desidera salvare la sua anima. Molti Papi e teologi
hanno confermato e spiegato che chi ha una vera devozione per lo Scapolare e lo
usa effettivamente riceverà da Maria Santissima la grazia della contrizione e
della perseveranza finale. E' una promessa simile a quella dei Primi Cinque
Sabati del Mese e dei Primi Nove Venerdì del Mese.
IL PRIVILEGIO SABATINO
Ma una seconda promessa fatta da
Nostra Signora del Carmelo ha dato una ancor più rilevante importanza alla
devozione dello Scapolare.
In un’apparizione al Papa Giovanni XXII, riferendosi a quelli che avrebbero
portato lo Scapolare durante la loro vita, la Santissima Vergine disse quanto
segue:
“O Giovanni, Vicario del mio diletto Figlio… concedi ampia conferma al mio santo
e devoto ordine del Carmelo, iniziato da Elia ed Eliseo… E anche altri, se
entreranno, faranno parte per Devozione, portando l’Abito Santo… Io, Madre
Grazia, libererò quanto prima e specialmente il primo sabato dopo la sua morte,
quanti troverò nel Purgatorio: li libererò e li condurrò al monte santo della
Vita Eterna".
Lo stesso Pontefice confermò questa indulgenza plenaria nella celebre Bolla
Sabatina, del 3 marzo 1322, confermata posteriormente da diversi Papi come
Alessandro V, Clemente VII, Paolo III, San Pio V e San Pio X.
Nel 1950 il Papa Pio XII scrisse sopra lo Scapolare, esprimendo il suo desiderio
perché "sia il simbolo della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, della
quale abbiamo molto bisogno in questi tempi tanto pericolosi”. Scrisse anche:
“Non si tratta di cosa di poco conto, ma dell’acquisto della Vita Eterna, in
virtù della tradizionale promessa della Beata Vergine. Si tratta infatti
dell’impresa più importante e del modo più sicuro di attuarla…” (Lett. “Neminen
profecto”, 11 febbraio 1950).
Il Papa Paolo VI esortava (nel 1965): “Abbiamo in grande stima le pratiche e gli
esercizi di pietà verso la Beatissima Vergine, raccomandati lungo i secoli dal
Magistero della Chiesa, tra i quali stimiamo di dover ricordare espressamente la
religiosa prassi del Rosario e dello Scapolare del Carmelo”.
Anche il Papa Giovanni Paolo II lo ha raccomandato insistentemente.
All'inizio lo Scapolare era di uso esclusivo dei religiosi carmelitani. Più
tardi, la Chiesa, volendo estendere i privilegi e i benefici spirituali di
questo abito religioso a tutti i cattolici, estese la possibilità del suo
ricevimento a tutti i fedeli.
A partire dal misericordioso intervento della Madre di Dio, dopo l’apparizione a
San Simone Stock, l'Ordine Carmelitano rifiorì e conobbe altri periodi di
gloria, accrescendo in tutta la Chiesa Cattolica la devozione alla Santissima
Vergine. In questo Ordine nacquero tre luminari, per non citare che questi, che
risplenderanno dappertutto e per sempre nel firmamento della Chiesa: Santa
Teresa d’Avila, San Giovanni della Croce e Santa Teresa del Bambino Gesù, tutti
e tre proclamati “Dottori della Chiesa”.
ESEMPI DI CONVERSIONE E MIRACOLI
Lo Scapolare non è soltanto uno
strumento che ci garantisce l’indulgenza divina nell’istante dell'ultimo
respiro. Esso è anche “un sacramentale”, che attrae le benedizioni divine su chi
lo usa con pietà e devozione. Innumerevoli miracoli e conversioni hanno
dimostrato la sua efficacia spirituale tra i fedeli. Nelle "Cronache del
Carmelo" ne troviamo innumerevoli esempi. Vediamone appena qualcuno.
1 - Nello stesso giorno in cui San Simone Stock ricevette dalla Madre di Dio lo
Scapolare e la promessa fu chiamato ad assistere un moribondo, che era
disperato. Quando arrivò, mise sul pover'uomo lo Scapolare che aveva appena
ricevuto, chiedendo a Nostra Signora che mantenesse la promessa che gli aveva
appena fatto. Immediatamente l'impenitente si pentì, si confessò e morì nella
grazia di Dio.
2 - Sant'Alfonso Maria de’ Liguori morì nel 1787 con lo Scapolare del Carmelo.
Quando venne avviato il processo di beatificazione del santo vescovo,
all'aprirsi del suo tumulo si constatò che il corpo era ridotto in cenere, così
come il suo abito; soltanto il suo Scapolare era completamente intatto. Questa
preziosa reliquia si conserva nel Monastero di Sant'Alfonso, a Roma. Lo stesso
fenomeno di conservazione dello Scapolare si verificò quando venne aperto il
tumulo di San Giovanni Bosco, quasi un secolo dopo.
3 - Nell'ospedale di Belleview, di New York, fu ricoverato un anziano.
L'infermiera che lo assistette, vedendo sopra le sue vesti uno Scapolare colore
castagno scuro, pensò subito di chiamare un sacerdote. Mentre questi recitava la
preghiera degli agonizzanti, il malato aprì gli occhi e disse: "Padre, io non
sono cattolico". "Allora, perché usa questo scapolare?''. "Ho promesso ad un
amico che l'avrei usato sempre e di pregare tutti i giorni un'Ave Maria". "Ma
sei in punto di morte. Non vuoi diventare cattolico?". "Sì, Padre, lo voglio.
L'ho desiderato tutta la mia vita". Il sacerdote lo preparò rapidamente, lo
battezzò e gli somministrò gli ultimi sacramenti. Poco tempo dopo il povero
signore moriva dolcemente. La Santissima Vergine aveva preso sotto la sua
protezione quella povera anima che indossava il suo scudo".
LO SCAPOLARE E IL MESSAGGIO DI FATIMA
Nel 1917, a Fatima, a conclusione
delle apparizioni, durante le quali Nostra Signora proclamò la verità della sua
sovranità e profetizzò il trionfo del suo Cuore Immacolato, Ella apparve
rivestita dell'abito della sua più antica devozione, quello del Carmelo. E, in
questo modo, mostrò come una sintesi tra lo storicamente più remoto (il Monte
Carmelo), il più recente (la devozione al Cuore Immacolato di Maria) ed il
futuro glorioso, che è il trionfo ed il regno di questo stesso Cuore.
Lo Scapolare è un segno inequivocabile che il cattolico zelante dell'adempimento
delle richieste della Madre di Dio troverà in questa devozione una fonte
abbondante di grazie per la sua conversione personale e per il suo apostolato,
specialmente in questi tempi di profonda scristianizzazione della nostra
società. Questo "Vestito di Grazia" fortificherà la sua certezza che, nel
chiudere gli occhi a questa vita e nell'aprirli all’eternità, troverà il suo
fine ultimo, Cristo Gesù, nella Gloria Eterna.
QUESTIONI PRATICHE SULLO SCAPOLARE
1 Gode dei privilegi legati allo
Scapolare colui che diventa membro della famiglia carmelitana. A tale scopo esso
deve essere obbligatoriamente imposto dal sacerdote, secondo il rituale
previsto. In caso di pericolo di morte, però, se è impossibile trovare un
sacerdote, anche un laico lo può imporre, recitando una preghiera a Nostra
Signora e utilizzando uno Scapolare già benedetto. Qualunque sacerdote o diacono
può effettuare l'imposizione dello Scapolare. Per fare questo, deve utilizzare
una delle formule per la benedizione previste nel Rituale romano.
2 Lo Scapolare deve essere indossato in modo continuo (anche durante la notte).
In caso di necessità, come quando ci si deve lavare, è permesso toglierselo,
senza perdere il beneficio della promessa.
3 Lo Scapolare viene benedetto soltanto una volta, quando viene fatta
l'imposizione: tale benedizione ha valore per tutta la vita. La benedizione del
primo Scapolare, perciò, è trasmessa agli altri scapolari che si utilizzassero
per sostituire quello precedente deteriorato.
4 La “medaglia-scapolare” - Il papa San Pio X concesse la facoltà di sostituire
lo Scapolare di stoffa con una medaglia, che deve avere su una delle facce il
Sacro Cuore di Gesù e, nell'altra, qualche immagine di Nostra Signora. La si può
usare ininterrottamente (al collo o in altro modo), godendo dei medesimi
benefici promessi per lo scapolare. Tuttavia, la medaglia non può essere
imposta, ma deve essere soltanto utilizzata in sostituzione del tessuto già
ricevuto. E' raccomandabile, quindi, che non si smetta completamente di usare lo
scapolare di stoffa, anche quando si usa abitualmente la medaglia (per esempio,
si può portarlo durante la notte). In ogni modo, la cerimonia dell'imposizione
deve necessariamente essere fatta con lo scapolare di tessuto. Quando si cambia
la medaglia, non è necessaria un'altra benedizione.
CONDIZIONI PER BENEFICIARE DELLE PROMESSE
1 - Per beneficiare della promessa
principale, la preservazione dall'Inferno, non esiste altra condizione che
l'appropriato uso dello Scapolare: cioè, riceverlo con retta intenzione e
portarlo effettivamente sino all'ora della morte. Si suppone, per questo
effetto, che la persona abbia continuato a portarlo, anche se nel punto di morte
ne fosse stata privata senza il suo consenso, come nel caso dei malati negli
ospedali.
2 - Per beneficiare del "privilegio sabatino'', è necessario adempiere a tre
requisiti:
a) Portare abitualmente lo Scapolare (o la medaglia).
b) Conservare la castità consona al proprio stato (totale, per i celibi, e
coniugale per gli sposati). Si noti che questo è un obbligo di tutti e di
qualunque cristiano, ma godrà di questo privilegio soltanto chi vivrà
abitualmente in tale stato.
c) Recitare quotidianamente il piccolo Ufficio di Nostra Signora. Tuttavia il
sacerdote, nel fare l'imposizione, ha il potere di commutare questa obbligazione
un po' difficile per il comune laico. Si suole sostituirlo con la recita
giornaliera del Rosario. Le persone non devono temere di chiedere al sacerdote
questa commutazione.
3 - Coloro che ricevono lo Scapolare e poi dimenticano di portarlo non
commettono peccato. Cessano soltanto di ricevere i benefici. Colui che torna a
portarlo, anche se lo ha lasciato per un lungo tempo, non ha bisogno di
un’imposizione.
INDULGENZE LEGATE ALLO SCAPOLARE
1 - E' concessa l’indulgenza parziale
a colui che, portando devotamente lo Scapolare, o la medaglia sostitutiva,
faccia un atto di unione con la Santissima Vergine o con Dio attraverso lo
Scapolare; per esempio, baciandolo, o formulando un'intenzione o una richiesta.
2 - E' concessa l'indulgenza plenaria (remissione di tutte le pene del
Purgatorio) nel giorno in cui si riceve per la prima volta lo Scapolare; e anche
nelle feste di Nostra Signora del Monte Carmelo (16 luglio), di Sant'Elia (20
luglio), di Santa Teresa del Bambino Gesù (1° ottobre), di tutti i Santi
dell'Ordine del Carmelo (14 novembre), di Santa Teresa d’Avila (15 ottobre), di
San Giovanni della Croce (14 dicembre) e di San Simone Stock (16 maggio).
E' bene notare che le indulgenze plenarie si possono acquisire solo se si
adempiono alle condizioni stabilite dalla Chiesa: Confessione (se non si è in
grazia di Dio), Comunione, distacco da tutti i peccati (anche veniali), e una
preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre (si usa recitare un "Padre
Nostro", un’"Ave Maria" e il "Gloria"). Mancando una di queste condizioni
l’indulgenza è solo parziale.
NOTA IMPORTANTE
Non è necessario precisare che coloro
che si permettono deliberatamente di vivere una vita di peccato, supponendo che
con l'uso dello Scapolare si salveranno, fanno molto male. Dio potrà permettere
che muoiano senza di esso.
Tuttavia, non dobbiamo combattere l'uso dello Scapolare da parte dei peccatori.
San Claudio Colombière, gesuita, in un sermone sulla Vergine del Carmelo, che
predicò nella Chiesa delle Carmelitane di Lione, disse: "Non vi voglio
lusingare: in nessun modo si può passare da una vita di peccato e di disordine
alla vita eterna, se non per la strada della sincera penitenza; però, questo
sincero pentimento, la più affettuosa delle madri lo saprà facilitare in tale
modo che, quando meno lo penserete, farà brillare nelle vostre anime un raggio
di luce soprannaturale che in un istante vi farà scorgere l'errore".
IL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
RACCOMANDA LO SCAPOLARE NEL 750° ANNIVERSARIO
"Carissimi, questo felice avvenimento coinvolge non soltanto i devoti di Nostra Signora del Carmelo, ma tutta la Chiesa, perché nel corso dei tempi, grazie anche alla diffusione del Santo Scapolare, il ricco patrimonio del Carmelo è diventato un tesoro per tutto il popolo di Dio. Dovete respirare costantemente questo ammirevole patrimonio spirituale per essere, ogni giorno, testimoni credibili di Cristo e del suo Vangelo".
Lo Scapolare è un " sacramentale "
"No, non basta dire che lo Scapolare
è un segno di salvezza. Io sostengo che non vi sia altro che faccia tanto certa
la nostra predestinazione” (San Claudio Colombière, S. J.).
l. E' un segno di alleanza con Nostra Signora. Con il suo uso, esprimiamo la
nostra consacrazione a Lei.
2. E’ un segno di salvezza. Chi muore con esso non patirà il fuoco dell'Inferno.
3. Nel primo sabato dopo la morte la Santissima Vergine libererà dal Purgatorio
tutti quelli che lo hanno portato.
4. E' un segno di protezione in tutti i pericoli.
FORMULA BREVE PER L'IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE
Ricevi questo scapolare segno di unione speciale con Maria, la Madre di Gesù, che ti impegnerai di imitare. Questo scapolare ti ricordi la tua dignità di cristiano, la tua dedizione al servizio degli altri e ad imitazione di Maria. Usalo come segno della sua protezione e come segno della tua appartenenza alla famiglia del Carmelo: disposto a compiere la Volontà di Dio e ad impegnarti nel servizio per la costruzione di un mondo che risponda al suo piano di fraternità, di giustizia e di pace.
Fonte : Giorgio Nicolini , Professore di Religione - Scrittore - Responsabile locale di Ancona del " Movimento con Cristo per la Vita " , residente in via Maggini, 230, cap 60127, Ancona, Italia, Cell. 338-2892353 , tel. 071-83552 e 071-2801766, fax 178-4413104 , e-mail: giorgio.nicolini@poste.it , Siti Web: www.lavocecattolica.it , www.lavoce.an.it , www.fuocovivo.org