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  RUBRICHE AUTORI : Padre Claudio Traverso : Spunti di Riflessione

 

Padre Claudio Traverso

UNA DEFINIZIONE DI SPIRITUALITA'

3° parte

Il Cristo sorridente , Abbazia di Lerins

 

Cercare Dio significa cercare la vera vita, non accontentarsi di vivere superficialmente ma voler assaporare la propria esistenza a fondo. Chi cerca Dio anela a sperimentare in lui una nuova qualità di vita, anzi una nuova identità.

La parola latina quaerere non significa soltanto "cercare, andare alla ricerca di qualcosa, darsi da fare per ottenere", ma anche "chiedere, porre una domanda". Cercare Dio, quindi, significa non stancarsi di chiedere di Lui.

L'essere umano è colui che chiede incessantemente. Non si appaga di nessuna risposta. Solo Dio può essere la risposta ultima alla sua domanda. Dobbiamo porre sempre nuove domande per riconoscere Dio come l'unico che potrebbe darci la risposta che placa il nostro cuore.

La Bibbia loda coloro che cercano Dio: «Si ravvivi il cuore di chi cerca Dio», dice il Salmo 69,33. E nel Salmo 105 preghiamo: «Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto!» (3-4). Cercare Dio significa soprattutto cercare il suo volto. Ma come?

Per l'uomo orientale esser guardati con misericordia da Dio era l'anelito più grande. Gesù ci invita a cercare prima il regno di Dio e la sua giustizia (Mt 6,33). E a coloro che cercano Dio nella preghiera promette che lo troveranno (Mt 7,7). Egli stesso cerca da buon pastore la pecora smarrita (Mt 18,12-13), il figlio perduto (Lc 15), per riportarli nella casa del Padre, là dove possano sentirsi davvero "a casa". . E in ultimo, le donne cercano Gesù, il Crocifisso.... ma non lo trovano: incontrano invece il Risorto (Mt 28,5).

Dio stesso, questo è il messaggio di Gesù, ci cerca !

Il nostro compito non è andare dietro a segni e miracoli, ma cercare Dio stesso e, con Lui il regno di Dio.

Dobbiamo andare alla ricerca del Dio che in Gesù Cristo è andato alla ricerca dell'uomo. E a coloro che lo cercano, Gesù mostra che il regno di Dio è già in loro, che in loro è già presente un nucleo divino, che essi sono in Dio e solo in Dio rinvengono la loro vera essenza.

L'accentuazione su Dio ci rende capaci di amare il mondo "con il suo cuore". Vedere Dio attraverso gli altri ed in essi sarà più facile se contempliamo Dio nella nostra interiorità. L'essere coscienti della presenza di Dio in noi, ridà vigore e forza, rinnova le energie, riconferma la determinazione, offre la pace del cuore e della mente e un senso di tranquillità che è difficile da descrivere. Dio, la Trinità, si manifestano pure attraverso le creature, gli eventi, le situazioni concrete della nostra vita.

Quel Dio, la cui essenza riceviamo nella contemplazione diretta, è pure Colui che vive nell'universo, che continua la sua opera di creazione, redenzione e realizzazione del suo regno, e che comunica con noi attraverso le situazioni ordinarie della vita.

Siamo chiamati ad ascoltare e a lasciarci istruire. Il cammino interiore è lastricato di ascolto, di presa di coscienza dell'Ospite della nostra anima, della presenza del Dio che è in noi e desidera essere scoperto più in profondità. Tale scoperta però avviene principalmente attraverso la Parola di Dio contenuta nella Bibbia. La Bibbia è diventata il libro comune per la spiritualità. Chiunque sia chiamato all'intimità con Dio, non può dispensarsi dalla frequente e profonda meditazione sulla Parola di Dio, dal momento che le Scritture, nella loro totalità, sono Rivelazione di Dio.

 

Continua...

 


 


 

Fonte : http://www.cantalleluia.net  ,  website a cura di Padre Claudio Traverso .