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Arte, Cultura e Religione
(Art , Culture and Religion) |
| RUBRICHE AUTORI : Padre Claudio Traverso : Cammini di Santitą |

Padre Claudio Traverso
ORDINI RELIGIOSI
S. Benedetto e i benedettini
Le forme iniziali del
monachesimo storico compaiono in Oriente sul finire del secolo III° e si
sviluppano pienamente dopo la pace religiosa sancita da Costantino nel 313.
In Occidente lo sviluppo del monachesimo e' frutto dell'azione di San Benedetto
da Norcia (480-547). Egli non ne e' il fondatore, bensi' l'organizzatore.
La regola benedettina rimase l'unico testo legislativo determinante per il
monachesimo occidentale e per tutto il movimento ascetico, maschile e femminile,
fino al sorgere degli ordini mendicanti. Le caratteristiche
fondamentali del monachesimo benedettino sono il cenobitismo, la preghiera
strutturata secondo ritmate suddivisioni della giornata, il senso patriarcale
dell'autorita', l'intensita' del lavoro soprattutto manuale, l'apprezzamento per
la cultura. Il monastero, concepito come autosufficiente, diviene
percio' una cittadella laboriosa e produttiva; ma per Benedetto il lavoro e'
innanzi tutto un elemento equilibratore, che inserisce percio' l'opera dell'uomo
nella piu' generale collaborazione all'azione divina. La regolarita'
di una disciplina, il fedele esercizio delle diverse funzioni, il puntuale
compimento dei singoli atti alle "ore prescritte" sono resi possibili da una
salda struttura gerarchica, tipica del cenobio benedettino. A capo
di essa e' l'abate, padre spirituale e rappresentante del Cristo, modello ai
monaci di sollecitudine, imparzialita' e prudenza, nel disporre ogni cosa per la
salvezza delle anime. Da cio' deriva il carattere profondamente
Cristocentrico della Regola, che addita il Cristo nel superiore, nei fratelli,
negli ospiti, negli infermi. Se infatti il segno distintivo della vocazione
monastica e', insieme con la sollecitudine al servire Dio, il desiderio della
ricerca di Dio, tale ricerca si manifesta nel non anteporre nulla all'amore di
Cristo. E' la via dell'obbedienza, intrapresa con diffidenza nelle
proprie forze ma percorsa con letizia di cuore per il conforto della grazia
divina, nella consapevolezza di una perfetta conformazione all'esempio del
Signore; obbedienza che vuole sia resa a tutti, in una emulazione reciproca.
Tale docilita' di spirito costituisce un bene cosi' grande e apre orizzonti
spirituali cosi' elevati che l'atteggiamento piu' connaturale al monaco deve
essere sempre quello di una profonda umilta'. Ma ogni prescrizione
disciplinare e ogni norma spirituale e' dominata da una saggia conoscenza
dell'animo umano, delle sue debolezze e delle sue infermita', come pure delle
esigenze proprie di ciascuno: e' la "discrezione" benedettina di cui in modo
speciale deve essere dispensatore l'abate. Sotto questo aspetto gli
altissimi ideali ascetici del monachesimo orientale in fatto di digiuno, di
sonno, di mortificazione, di preghiera continua, appaiono inseriti in una
concezione piu' realistica ed equilibrata che mira innanzi tutto alla
conversione del cuore, allo sradicamento dei vizi e al fervore della carita'.
Ne e' frutto la pace dell'anima e la gioia dello spirito. La
comunita', il luogo dove si desidera e si cerca di dare gloria a Dio con
l'offerta di se stessi, deve essere amministrata da persone sagge e capaci
affinche' nessuno abbia a contristarsi o, peggio, a mormorare. In essa invece
tutti devono prevenirsi nel rendersi onore, emularsi nelle virtu', considerare
ogni cosa e persona con spirito buono, per cui tutto, nella casa di Dio, e'
degno d'onore. Di fatto, tutta la vita monastica acquista nel
pensiero di Benedetto un carattere sacrale, derivato fondamentalmente
dall'unione di cuore con Dio e dalla disponibilita' costante del servizio ai
fratelli.
LA REGOLA DI S. BENEDETTO
Fonte : http://www.cantalleluia.net , website a cura di Padre Claudio Traverso ; per la versione integrale dell'articolo accompagnato con immaginette sacre della Collezione Privata Ercole Oliva si rinvia al sito Cantalleluia.net .