Sr. Maria Teresa della Croce,
O.Carm.
DIO CI CHIAMA
Férmati sul monte!
1 Re 19,11
Quando il sole si leva e inonda ogni cosa
con la sua compenetrante presenza, appare il tu leggero, irradiante, tutto
tessuto di luce: la luce nata dalla Luce...
La luce si separa dalle tenebre: è un separare che nelle pagine dell’Antico
Testamento torna a riproporsi come modalità di giungere alla consapevolezza
della presenza divina. Le acque che sul far del mattino, trascorsa la notte di
Pesach, si separano per lasciar passare i figli d’Israele fino all’approdo
della libertà, rammentano che la storia è un inno di luce e di tenebre
composto dall’uomo e dallo Spirito in un movimento incessante di unità e
separazione perché non vi sia mescolanza ma distinzione, unicità e non
dispersione.
Percorrendo il tracciato delle orme dei passi di antica memoria, ci si accorge
che Dio è sempre presente all’uomo, come luce che illumina il suo cammino e
come tenebra insondabile. Nelle tradizioni dell’esodo la presenza divina è
guida visibile: colonna di nube di giorno e colonna di fuoco di notte. Nella
luce umana, il giorno, Dio è nube; nella tenebra umana, la notte, Dio è luce.
Una simbologia di contrasti che evidenzia il limite e il confine della
conoscenza, un susseguirsi di volti che si riflettono e di ombre che si
dileguano.
Dio aveva rivelato il suo nome nel fuoco di un roveto. Il roveto, l’ultima
erbaccia che cresce nel deserto, era il simbolo di ciò che non ha significato.
Colui che è mistero dell’Essere sceglie ciò che è insignificante e non accolto
come un groviglio di rovi che nessuno sceglie di toccare per mutarlo in
luminoso splendore. È la storia perenne della debolezza che chiama presenza.
La luce di Dio può penetrare nella vita dell’uomo e farne una fiaccola. Il
roveto non si consuma, ma si trasforma nella Presenza. L’uomo non cambia la
sua natura, ma, restando quello che è, lascia apparire la gloria di Dio... la
terra anche si trasforma in luogo santo per attraversare il quale è necessario
togliersi i calzari.
sr teresa della + o.carm.
Fonte :
Monastero Janua Coeli -
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