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  RUBRICHE AUTORI :  Monastero Janua Coeli , O.Carm. :  Dio ci chiama

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Sr. Maria Teresa della Croce, O.Carm.

DIO CI CHIAMA


 

Pace in terra

Natale del Signore A

25 dicembre 2004

Is 9,1-3.5-6

Tt 2,11-14

Lc 2,1-14 

LETTURA

Il testo (Lc 2,1-14)


In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazareth e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

 

Momento di silenzio

Lasciamo che la voce del Verbo risuoni in noi.

 

MEDITAZIONE

Domande

 

Lo avvolse in fasce… il Dio dell’universo avvolto in fasce! Incredibile davvero… e noi che ci lamentiamo se qualcuno ci tocca con un dito. L’infinità di Dio si è racchiusa in povere fasce umane, e non si sentiva stretto il Verbo in quei panni perché l’amore, quando è vero, sta bene ovunque!

 

Chiave di lettura

 

Giuseppe sale verso Betlemme insieme a Maria e si compiono i giorni dell’attesa. Le profezie accompagnano i loro passi e scaldano il cuore. Una mamma avrebbe trepidato perché fuori di casa, senza appoggi di sorta. Maria trepida perché anche l’imperatore obbedisce alle profezie. Betlemme è la casa del Pane di Dio, la culla del Redentore, la casa di Davide. Che importa se invece delle pareti di Nazareth li accoglie una grotta di pastori? L’albergo… non fa per loro. Dio sceglie di nascondersi. Ha scelto di scendere in terra non dalle nubi del cielo, su ali e soffi di angeli, ma da cellule umane: si è nascosto nel grembo di una donna, in un angolo sconosciuto del mondo. E ora si nasconde in una mangiatoia,  tra i bocconi di fieno del bestiame. La grandezza non ha timore di perdere perché non le cose aggiungono o tolgono ciò che si è. Non c’è posto nelle case degli uomini, si va nelle case degli animali. È uguale. Cosa cambia? Annunci o bandi per far sapere a tutti che Dio è nato? No. Basta dirlo ai pastori che sono abituati al silenzio delle notti sui colli di Betlemme e sanno scrutare lo scintillio delle stelle. Quanta luce stanotte! Sembra li porti via. È la gioia del cielo: è nato il Cristo Signore nel segno di un bimbo fasciato. Sta in una mangiatoia: a disposizione di chi vorrà mangiarlo! Torneranno alla grotta a cercare cibo i pastori e troveranno il pane fragrante del cielo! I cieli melliflui cantano la gioia di un Dio che non sa fare altro che amare. Il povero è Lui, povero perché ha voluto aver bisogno di diventare uomo. Quale amore! Assomigliare alla sua creatura, facendosi creatura… tanto l’ha vista bella e degna di lui. Si invertono le parti: Dio mendica di abitare nelle tende degli uomini… e gli uomini, ignari e indifferenti, si nutrono di avanzi e di malinconie nell’illusione di essere potenti, capaci di avere tutto ciò che desiderano. Ingordi di un tutto senza nome, non vedono la gloria scesa in terra perché dormono in albergo, paghi di cucchiaini di miele raffinato, raccolto nelle fughe giornaliere. La vedono i pastori, gli uomini che non temono il freddo della notte, ma vegliano la loro unica ricchezza: una manciata di pecore, e sognano un tetto riscaldato e fatiche meno amare. Tra le pecore del gregge l’agnello è nato: è Natale!

 

 

PREGHIERA

In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre... venne fra la sua gente… e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia (Gv 1).

 

CONTEMPLAZIONE

Nel buio dei miei pensieri questa notte si è levato un nuovo bagliore, un’eco sottile di voci lontane, dall’alto: È nato! Nei panni di un bimbo è nato il Signore. Non si è sentito arrivare, non ha intimorito alcuno: in punta di piedi, nascosto nelle pieghe della vita che va, è nato il Signore. Quanto impariamo da Dio… la presenza che salva non è quella che si fa notare, ma quella scia tenue e silenziosa che passa tra i rumori di sempre, quel profumo lieve che attrae e non sai da dove arriva… è il profumo di una stella all’orizzonte che illumina di speranza il desiderio spento degli uomini. Quanto calore in questo nome: Gesù. Tu, salvatore della nostra creta impastata di errore, porti un sorriso nuovo, il sorriso di Dio che non aspetta perfezioni al dettaglio, ma una nenia innamorata dal sapore di umanità ritrovata. È Natale ancora!

 

 

 


 

Fonte :  Monastero Janua Coeli -  Santuario dell’Addolorata (Comunità monastica carmelitana),  58010 Cerreto di Sorano GR  tel. 0564.633298-633073, fax 0564.632742 , ccp 11855582,  e-mail:  monastero@januacoeli.it ; sito web:  www.januacoeli.it  ,   www.monasterodicerreto.it www.monastero.org  ,   www.tribudeldeserto.it http://it.groups.yahoo.com/group/parola_della_domenica/   .