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  RUBRICHE AUTORI : Ugo Abate  : Riflessioni Teologico Spirituali

  

Ugo  Abate

Breve riflessione sull'amore e sulla preghiera fruttuosa

 

 

 

 

“ Voi non avete chiesto ancora nulla…”

 

 

 

     Giacobbe viene sconfitto, perciò Giacobbe è vincitore…Dio gli resisteva con tutta la Sua forza, ma ora che lo vede infermo, non gli resiste più e Giacobbe può ottenere tutto ciò che vuole.

Dio resiste ai superbi, dicono i Salmi. Non vi sono barriere da parte di Dio; le uniche barriere si trovano nel cuore dell’uomo. E’ alla nostra resistenza che Dio resiste! Occorre lasciare che Dio abbatta in noi gli ostacoli che sono le nostre resistenze, le nostre barriere. E ciò per poi ottenere tutto da Dio.

     Ma dopo aver fatto breccia, non è più offrendoci resistenza che Dio vuole sconfiggere la nostra durezza, ma abbandonandosi, offrendoci il contatto della Sua dolcezza indifesa. Dolcezza che sentiamo come un fuoco divorante, più crudele del terremoto e tuttavia già infinitamente soave. Dio non è in questo fuoco, perché Egli non è crudele e perché l’aspetto dolorosamente divorante di questa dolcezza è ancora un’illusione dovuta alla nostra crudeltà, che agonizza dolcemente, sciogliendosi a contatto col calore di Dio :” Le “montagne” si struggono come cera davanti al Signore, davanti al padrone di tutta la terra” (Salmo 97,5), le montagne della nostra durezza si struggono come cera a contatto col volto di Dio…

     La preghiera mostra la sua onnipotenza; Dio, infatti, è letteralmente incapace di resistere ad una vera preghiera: il peccato è la debolezza dell’uomo; la preghiera è la potenza dell’uomo e la debolezza di Dio. Occorre essenzialmente la preghiera, la fede e l’adorazione di Dio. Ed ancora: “ Se avrete fede quanto un granello di senapa, e direte a questa pianta di sicomoro: “sradicati e trapiantati in mare, vi obbedirà. E nulla vi sarà impossibile” (Lc 17,6; Mt 17,20). “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede, riceve,chi cerca, trova e a chi bussa sarà aperto” (Lc 11, 9). E, come prima cosa, occorre chiedere essenzialmente il dono dello Spirito Santo, somma di tutti i beni, Il Bene Infinito, il massimo di ciò che possiamo chiedere. E per capire se lo Spirito Santo è sceso ed è libero dentro di noi ed è presente in noi in modo attuale, dobbiamo scorgere in noi proprio la presenza  dell’Amore, della Carità verso tutti, anche verso i nemici.

Dice ancora Gesù nel Santo Vangelo:” ……Per questo io vi dico: tutto quello che voi chiederete, pregando, credete di averlo ottenuto e vi avverrà” (Mc 11, 23-24). Ed infine : “ Fino ad ora non avete chiesto nulla in nome Mio” (Gv 16, 24).

     Dio ci resiste quando chiediamo beni temporali finalizzati a se stessi od anche quando chiediamo beni spirituali, che non rientrano, però, nel nostro piano di santificazione, quello pensato da Dio specificamente e personalmente per ciascuno di noi, fin dal momento del nostro concepimento.

A volte Dio resiste anche per beni spirituali che servono per la nostra santificazione, anche se Egli vuole darceli, ma attende a concederceli, per vedere se noi sappiamo attendere fiduciosi.

Si spiega, perciò, l’obbligo di perseverare nella preghiera ed a volte si fa “anticamera” anche per lunghi anni, ed a volte anche per tutta una vita. E ciò a motivo dell’Infinita Sapienza di Dio, che tutto opera per Amore e per amore della nostra e di ciascuna anima, di ciascun Suo figlio!

     Non ci si deve abituare mai a pensare che Dio sia diventato refrattario alle nostre richieste e che Egli mantenga una certa distanza tra Lui e noi. A volte ci rassegniamo. E facciamo bene! Ma tale sentimento non è fruttuoso, davanti a Dio, se non associato a gioia. Occorre rassegnarsi con gioia e fiducia certa. Ecco il segreto di un fruttuoso rapporto di amore col Padre, ecco quale filiale rapporto .   Egli vuole da noi: abbandono e fiducia in Lui; altrimenti caschiamo nella falsa umiltà, che è peggio della superbia e che obbliga Dio a rimanere chiuso nella Sua trascendenza, anche a costo di farsi considerare, nella Sua Infinita umiltà, quasi un “superiore”, un “distaccato” dalle vicende umane e dai bisogni dei Suoi figli. E per finire, affinché la nostra preghiera sia fruttuosa, occorre che sia fatta con pietà, cioè che sia una preghiera povera ed altruista. Se preghiamo per i nostri fratelli e persino per i nostri nemici, noi preghiamo anche per noi stessi, perché Dio premia sempre la pietà e la generosità, fin da questa terra. Infatti, lo stesso Gesù fu esaudito dal Padre Suo a motivo della sua pietà, della sua preghiera povera, fatta, cioè, con lo spirito povero, non pieno di se stesso, non pieno di presunzione o di orgoglio alcuno e tutta per noi, che eravamo Suoi nemici, avendoLo poi messo in Croce.

 

Tutto dal Padre , tutto ritorni al Padre !              Amen.    

 

                                                                                         

 

 

 


 

Fonte : Dal libro "Un figlio di un grande albero" , di Ugo Abate; chi è interessato al libro, essendo edito in proprio,  può contattare l'Autore scrivendo a ugoabate@libero.it   , oppure telefonando al n° 3291861293.