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  LA SANTISSIMA TRINITA' : La Santa Trinità e la Santa Famiglia nella spiritualità di Fratel Gabriele Taborin (1799-1864), di Marco Bertinetti

 

LA SANTA TRINITA' E LA SANTA FAMIGLIA NELLA SPIRITUALITA' DI FRATEL GABRIELE TABORIN (1799-1864),

di Marco Bertinetti

 


 

MARCO BERTINETTI

La Santa Trinità e la Santa Famiglia

Antologia di documenti su Frère Gabriel Taborin

Fondatore dei Fratelli della Sacra Famiglia

 

Pro manuscripto – Torino – gennaio 2013

 

 

 

INTRODUZIONE

 

Dopo attenta analisi dei Consultori Storici (1985) e dei Consultori Teologi (1990) della Congregazione per le Cause dei Santi, il 14 maggio 1991 il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ha dichiarato "Venerabile" il Servo di Dio Fratel Gabriele Taborin (AAS 83 (1991) 772-777).

Vissuto nell'epoca successiva alla Rivoluzione, Frere Gabriel Taborin (1799-1864) è nell'Ottocento l'unico religioso laico francese fondatore di una Congregazione di Fratelli: i “Freres de la Sainte-Famille” (di Belley), dediti all'educazione cristiana dei giovani nel contesto delle comunita parrocchiali. Nello sperimentare e nell'esplicitare il carisma educativo (attraverso l'insegnamento scolastico, la catechesi e l'animazione liturgica) Fratel Gabriele rielabora la spiritualita cattolica comune in una sintesi originale, la vive, la propone ai suoi Fratelli e ne diffonde la proposta a tutte le categorie di persone attraverso i suoi scritti pastorali (destinati a studenti, a cristiani in ritiro spirituale e a membri di una confraternita).

Per farsi un'idea dei destinatari da lui raggiunti nell'attivita pastorale, si tenga presente che nel 1864, anno della sua morte, la Congregazione contava circa 152 Fratelli professi, di cui 145 destinati in 55 posti tra Francia e Savoia. Tra il 1835 e il 1864 la loro presenza e stata registrata in 22 diocesi della Francia, in 1 degli U.S.A. e in 4 diocesi della Savoia.

Furono molto richiesti ovunque, soprattutto da parroci di comunita rurali, tra i quali il santo curato d'Ars, Giovanni Maria Vianney, che con il loro Fondatore ha intessuto un rapporto di stima concreta e di profonda amicizia (dal 1837 al 1859). Non va dimenticato che gli iscritti alla confraternita da lui fondata raggiunsero, gia nel 1862, il numero di circa 5000.

Fratel Gabriele ha vissuto la sua prima giovinezza come catechista, insegnante ed animatore liturgico nella sua parrocchia e ha successivamente continuato a mettere questo carisma-ministero a disposizione della Chiesa attraverso la Congregazione di cui e diventato Fondatore.

Quale spiritualita cristiana vive e propone Fratel Gabriele? Quale il suo "riferimento spirituale"? Chi sono per lui i "Patroni" della Congregazione? E quali dati lo esplicitano? Quale "mistero cristiano" egli sceglie come riferimento spirituale della Congregazione da lui fondata?

Questo libro offre una serie di documenti che consentono di dare una risposta a queste domande. Una riflessione teologica conclusiva offrira alcuni lineamenti di sintesi. I materiali contenuti in questo libro sono stati estratti dalla ricerca teologica di BERTINETTI MARCO, La spiritualità nazareno-trinitaria di Frère Gabriel Taborin (1799-

1864), Tesi di dottorato, Universita Pontificia Salesiana, Roma 2012.

NB: D'ora in poi numeri accanto alle abbreviazioni sono le pagine del corrispondente libro citato.

 

 

ABBREVIAZIONI – BIBLIOGRAFIA

ACPA TABORIN G., L'Ange conducteur des pélerins d'Ars, ou petit manuel de piété à l'usage des fidèles qui aspirent à la sanctification. Approuvé par Mgr. A. R. Devie, évêque de Belley, Belley, Maison-Mere 1850 (rist. Chieri 1989).

ASFB Archives de la Sainte-Famille de Belley (Maison Gabriel Taborin) – Francia

ASFC Archives de la Sainte-Famille de Chieri (Villa Brea) – Italia

ChS TABORIN G., Chemin de la Sanctification, ou guide de la jeunesse et des familles dans les exercices de la vie chrétienne, Belley, Impr. J.-B. Veuillon 1843 (rist. Chieri, Arti Grafiche SA.FA. 1987).

CSF TABORIN G., Constitutions et Règlements des Frères dits de la Sainte-Famille formés à Belmont, arrondissement et Diocèse de Belley (Ain), Roma, FSF 1980.

G TABORIN G., Guide des Frères de la Sainte-Famille, contenant les règles de conduite qui leur sont prescrites, et qui sont approuvées par mgr. l'Evêque de Belley, premier supérieur de l'Institut, Bourg, Imprimerie de Bottier 1839 (rist. Barcellona 1969).

L TABORIN G., Lettres (1835-1864), voll. I-XX, Freres de la Sainte-Famille, Roma 1970-1983.

LC TABORIN G., [Lettres] Circulaires adressées aux Frères de la Sainte-Famille par le frère Gabriel, de 1843 à 1864 (contenente anche Historique et Testament spirituel olographe), Maison-Mere, Belley 1969 (traduzione italiana: Circolari ai Fratelli della Sacra Famiglia. Autobiografia e testamento spirituale, Chieri, Arti Grafiche SA.FA. 1995).

MCSA TABORIN G., Manuel des confrères de Sainte Anne, renfermant des pratiques de piété et tout qui concerne la Confrèrie de Sainte Anne, mère de la très-sainte Vierge, Belley, Impr. Leguay 1863 (rist. Chieri, Arti Grafiche SA.FA. 1992).

NG TABORIN G., Nouveau Guide des Frères de la Sainte-Famille, contenant les Règles et les Prières en usage dans leur Congrégation, approuvée par notre Saint Père le Pape, Belley, Impr. Leguay 1858 (rist. Barcellona 1969).

P CONGREGATIO PRO CAUSIS SANCTORUM - OFFICIUM HISTORICUM, Bellicen. Beatificationis et Canonizationis Servi Dei Gabrielis Taborin Fundatoris Instituti Fratrum a S. Familia (+1864). Positio super virtutibus ex officio concinnata, Roma, Tip. Guerra 1985.

TEC TABORIN G., Le trésor des écoles chrétiennes, ou livre de lecture à l'usage des élèves des Frères de la Sainte-Famille, Lyon-Paris, J. B. Pelagaud 1860 (rist. Chieri, Arti Grafiche SA.FA. 1991).

Vie FREDERIC F., Vie du Révérend Frère Gabriel Taborin. Notes sur le Révérend Frère Gabriel

Taborin, recueillies par le Frère Frédéric, Chieri, Edition Freres de la Sainte Famille 1986; trad. it. BOUVET F., Vita di Fratel Gabriele Taborin. Note sul Reverendo fratel Gabriele Taborin raccolte da fratel Federico, Chieri, Arti Grafiche SA.FA. 1990.

 

 

 

La Congregazione dei Fratelli della Santa Famiglia

è stabilita per onorare

«la Santa Trinità e le sante virtù di Gesù, di Maria e di Giuseppe»

(Costituzioni del 1836)

Articolo I

La Società dei Fratelli della Santa Famiglia è stabilita per onorare la Santa Trinità. Gli associati ne faranno la loro festa secondaria. Essi diranno molto rispettosamente tutti i giorni tre volte: il mattino, a mezzogiorno e alla sera, il "Gloria al Padre"; inoltre l'aggiungeranno ancora una volta soltanto alla fine di tutti i loro lavori e dei loro esercizi di pietà.

Perchè tutte le loro azioni siano meritorie davanti a Dio, avranno cura di pensare nello stesso tempo che e nel nome e per la gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo che essi devono cominciarle e finirle, seguendo le parole di san Paolo: "sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio" (1Cor 10,31).

Articolo II

La Società dei Fratelli della Santa Famiglia e inoltre stabilita per onorare le sante virtù di Gesù, di Maria e di Giuseppe, per attirarsi la loro protezione durante la vita e nell'ora della morte. La suddetta Società sarà conosciuta esclusivamente con il titolo di Congregazione od Ordine della Santa Famiglia [...]. Gli associati faranno la festa della Santa Famiglia tutti gli anni [...].

Articolo III

La Società, non potendo essere messa sotto piu grandi, piu santi e piu potenti auspici di quelli di Gesù, di Maria e di Giuseppe, i Fratelli si stimeranno fortunati di essere ricevuti nella Congregazione della Santa Famiglia.

Essi si sforzeranno dunque di attirare la protezione dei loro santi Patroni con la pratica di tutte le virtu di cui essi hanno dato l'esempio soprattutto della carita, dell'umilta, della castita, della poverta, della pazienza e dell'obbedienza.

I Fratelli prenderanno tutti i mezzi per unirsi quaggiu ai loro santi protettori con la preghiera e la meditazione, al fine di essere uniti un giorno a loro nella beata eternità. A questo scopo faranno molto devotamente ogni giorno, nei tempi designati e con la piu grande esattezza, tutte le preghiere, letture e meditazioni, che sono loro definite nelle presenti Costituzioni. (CSF 19-21)

 

 

 

Immaginetta «La Santa Trinità e la Santa Famiglia»

divulgata da Fratel Gabriele all'epoca di Belmont (1833-1840)

 

 

Negli anni di Belmont Fratel Gabriele divulga questa immaginetta su tela che raffigura: da una parte i cuori di Gesu, Maria e Giuseppe con l'invocazione "Cuori di Gesù, di Maria e di Giuseppe, fate che viviamo in voi"; e dall'altra, con la rispettiva scritta esplicativa, «la Santa Trinità e la Santa Famiglia". Dove compare la Santa Famiglia, Giuseppe tiene un giglio con la mano destra, Gesù soltanto (al centro) ha l'aureola e dietro alla sua testa appare una croce, Maria tiene uno scapolare, con la mano sinistra, che porta incise le lettere "J.M.J.". Sopra la croce compare la colomba dello Spirito Santo. E, al di sopra di tutti, sopra le nuvole, compare la figura di Dio Padre. La Trinità e tutta circonfusa di luce.

 

 

 

Preambolo prestampato su fogli per lettere ufficiali

(Costituzioni del 1836)

Alla maggior gloria della Santissima Trinità

e in onore di Gesù, di Maria e di Giuseppe,

nostri santi patroni e protettori,

[...]

 

Le Costituzioni del 1836 stabiliscono che i superiori maggiori di ogni casa di noviziato siano muniti di un sigillo o timbro da apporre su atti ufficiali e si servano dei fogli gia intestati con un'effigie e con un preambolo stampato, che recita: "Alla maggior gloria della Santissima Trinità e in onore di Gesù, di Maria e di Giuseppe, nostri santi patroni e protettori, io superiore legittimo [...]" (CSF 121).

"Le effigi rappresentano la Santa Trinità e la Santa Famiglia; l'effigie di nostro Signore e nel mezzo, quella della santa Vergine a destra e quella di san Giuseppe a sinistra; essi si tengono tutti e tre per mano, la santa Vergine tiene nella mano destra una corona del rosario e san Giuseppe porta un giglio nella mano sinistra; nostro Signore ha un'aureola intorno alla testa; dietro l'aureola e la testa si intravvede una croce; all'estremità di questa croce vi e una piccola colomba che rappresenta lo Spirito Santo; al di sopra della colomba si percepiscono due braccia distese e la testa di un venerando vegliardo con una grande barba e circondato da una grande raggiera" (CSF 120-121).

 

 

 

I bottoni dell'abito talare (1841)

"Riguardo all'abito dei Fratelli [...] I bottoni della loro tonaca saranno collocati a due pollici di distanza e porteranno l'impronta del timbro dell'Istituto, in cui vi sono le effigi della Santa Trinita e della Santa Famiglia" (Lettera del maggio 1841, n. 0313).

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In un pro-memoria preparato per la commissione speciale di cardinali, incaricata di studiare la situazione della Congregazione ai fini dell'approvazione, Fratel Gabriele dispone, per distinguere la tonaca talare dei Fratelli insegnanti da quella dei preti, la possibilità, già precedentemente suggeritagli, di introdurre la facciola blu bordata di nero – al posto di quella bianca – (Cf. L I 68; II 155) e che "i bottoni dell'abito dei Fratelli portino lo stampo del timbro dell'Istituto, in cui vi sono le effigi della Santa Trinità e della Santa Famiglia" (P 995; cf. L II 20).

Sebbene abbia poi deciso di soprassedere sulla questione dei bottoni (L II 24, Lettera n. 0318 del 01-09-1841), perchè aveva percepito che non era stata apprezzata dai cardinali, essa é comunque un dato di cui tenere conto e che fa riflettere su quanto per lui fosse importante questo riferimento spirituale.

 

 

 

La Santa Famiglia e la Santa Trinità sono i Patroni della nostra Congregazione (1844)

"Riguardo all'eccellente signore di cui mi avete procurato la felice conoscenza, avendomi fatto sperare che egli ci avrebbe fatto dono di un quadro della Santa Famiglia che avrebbe dipinto lui stesso, e avendomi detto di inviargli l'immaginetta che rappresenta la Santa Famiglia e la Santa Trinità che sono i Patroni della nostra Congregazione, vi sarei doppiamente riconoscente di fargliela avere con la preghiera di farci un quadro che contenga tutti i personaggi e i simboli nell'ordine in cui sono collocati nell'immaginetta. Vorremmo che fosse almeno di 5 piedi e mezzo di altezza su una larghezza proporzionata. Io ignoro il numero della via del domicilio del nostro futuro benefattore, altrimenti avrei scritto direttamente a lui" (L III 149).

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E' del 1844 una lettera di Fr. Gabriele ad un fabbricante di ornamenti di chiesa di Lione, in cui parlando di un quadro fa un riferimento esplicito al patrocinio della Congregazione. Ecco il testo integrale originale:

05-08-1844 N° 0803

A M. Chaland, a Lyon.

Mon cher Monsieur Chaland,

Je suis impatient de recevoir votre reponse au sujet des rabats qui nous pressent on ne peut plus. Veuillez donc bien me dire sans retard d'une maniere positive si vous pourrez nous en envoyer au moins deux grosses pour la fin du courant et au prix de 3 francs la douzaine, tout bien confectionnes: nous ne pourrions absolument pas depasser ce prix. Je vous recommande d'une maniere toute speciale la figure de la statue de la Sainte Vierge et de son enfant, ainsi que celle du Christ que je vous ai commandees: c'est une faveur toute particuliere que je vous demande. Je desire que vous m'envoyiez cela pour le plus tard le 14 du courant avec les autres objets que j'ai retenus chez vous.

L'excellent monsieur, dont vous m'avez procure l'heureuse connaissance, m'ayant fait esperer qu'il nous ferait don d'un tableau de la Sainte Famille qu'il peindrait lui-meme et m'ayant dit de lui envoyer la petite gravure qui represente la Sainte Famille et la Sainte Trinite qui sont les Patrons de notre Congregation, je vous serais doublement reconnaissant de la lui remettre avec priere de nous faire un tableau qui renfermat tous ses personnages et symboles dans l'ordre qu'ils sont places dans la petite gravure. Nous serions bien charmes de l’avoir pour le 17 septembre, jour de note fete. Nous voudrions qu'il eut au moins cinq pieds et demi de hauteur sur une largeur proportionnee. J'ignore le numero de la rue du domicile de notre futur bienfaiteur, sans cela je lui aurais ecrit.

Veuillez bien lui faire agreer mes respects et ma reconnaissance.

En attendant que je puisse avoir l'honneur de le faire moi-meme, recevez...

 

 

 

Il blasone

descritto nelle Costituzioni del 1836

(e compare sulle Circolari dal 1843 al 1864)

Fratel Gabriele, fin dalle Costituzioni del 1836, descrive lo stemma con le seguenti parole:

"Le effigi rappresentano la Santa Trinità e la Santa Famiglia; l'effigie di nostro Signore e nel mezzo, quella della santa Vergine a destra e quella di san Giuseppe a sinistra; essi si tengono tutti e tre per mano, la santa Vergine tiene nella mano destra una corona del rosario e san Giuseppe porta un giglio nella mano sinistra; nostro Signore ha un'aureola intorno alla testa; dietro l'aureola e la testa si intravvede una croce; all'estremita di questa croce vi e una piccola colomba che rappresenta lo Spirito Santo; al di sopra della colomba si percepiscono due braccia distese e la testa di un venerando vegliardo con una grande barba e circondato da una grande raggiera " (CSF 120-121).

La Nuova Guida del 1858 precisa inoltre: "Nel sigillo, di forma ovale, saranno collocate le effigi della Santa Trinità e della Santa Famiglia, sormontate da una scritta contenente queste parole: “Gloria a Dio”. Ai piedi del Figlio (≪Enfant≫) Gesù vi sara una stella e un alloro..." (NG 487).

 

 

 

La medaglia del Superiore Generale

descritta nella Nuova Guida del 1858

 

 

La Nuova Guida stabilisce che durante "cerimonie religiose" all'interno delle case dei Fratelli, il Superiore Generale "porterà sul petto una medaglia della Santa Famiglia conforme a quella del fondatore" (NG 439). Viene utilizzata a modo di enkolpion, tipico della tradizione ecclesiale orientale. In essa (ASFB) e riprodotto il blasone della Congregazione, raffigurante la Santissima Trinità e la Santa Famiglia.

 

 

 

Immaginetta «La Santa Famiglia»

«Dopo la Trinità, la Santa Famiglia»

 

"Dopo l'augusta Trinità del cielo, non vi è nulla di cosi degno della nostra venerazione e del nostro amore come l'amabile trinita della terra, Gesu, Maria e Giuseppe.

Dopo le tre persone divine, non vi e proprio nessuno a cui siamo piu debitori che a Gesù, Maria e Giuseppe. Infine dopo le tre persone divine, non vi è proprio nessuno che dobbiamo invocare con più fiducia che Gesù, Maria, Giuseppe"

 

  

 

Questa immaginetta (ASFB), diffusa da Fratel Gabriele, raffigura la Santa Famiglia e sul retro riporta la scritta riportata qui in alto.

 

 

 

Lo stendardo da processione

descritto in una lettera ad un parroco nel 1844 (L III 134)

 

 

 

Dello stendardo da processione (ASFC), probabilmente già usato dai Fratelli all'epoca di Belmont, vi è la descrizione in una lettera scritta da Fratel Gabriele il 18- 06-1844 a Don Descostes, parroco di "Massingy pres de Rumilly" in Alta Savoia (L III 134). Su di un lato (recto) compaiono la Santa Trinità e la Santa Famiglia sovrastate dalla scritta "Santa Famiglia proteggeteci"; la scritta sottostante riporta: "a Gesù Maria e Giuseppe siamo sempre uniti". Sull'altro (verso) e raffigurato San Francesco di Sales, patrono della Savoia, sovrastato dalla scritta "San Francesco di Sales prega per noi".

 

 

 

«Trinità terrestre, in relazione diretta con il Cielo»

(Circolare 23-08-1847)

 

Nella lettera circolare annuale del Fondatore ai suoi Fratelli del 23 agosto 1847 compare per la prima volta l'espressione "Trinità terrestre" applicata alla Santa Famiglia, mentre se ne ricorda la data della festa:

" [5] Se e vero, miei carissimi Fratelli che dove è il nostro tesoro, là è anche il nostro cuore (Mt 6,21), [2] il cuore dei cristiani e soprattutto quello di un Religioso della Santa Famiglia, dovrebbe essere sovente, o piuttosto sempre, sotto l'umile tetto di Nazareth, nel grembo (sein) di quell'augusta Famiglia che riunisce tutte le virtu divine e umane. [3] Sola in relazione diretta con il Cielo, questa Trinità terrestre, come la chiamano san Bonaventura e san Giovanni Damasceno, si offre al nostro amore con mille benefici: [4] Gesu e il nuovo Adamo, Maria e la nuova Eva, e Giuseppe il custode di queste due perle preziose: tutti e tre sono il nostro tesoro; non cerchiamone proprio altri altrove perche, all'infuori, non troveremmo che polvere, menzogna e seduzione. [5] Quanto siamo dunque fortunati, miei carissimi Fratelli, ad aver scelto un simile tesoro con la nostra vocazione! [7] Non perdiamolo mai di vista; il nemico della salvezza ce lo rapirebbe subito, se ci allontanassimo dai nostri augusti e santi Protettori, cessando di praticare le virtu di cui noi troviamo in loro dei cosi bei modelli, o abbandoniamo in modo riprovevole la Società che ha l'onore di portare il nome di questa augusta e santa Famiglia [6] che noi dobbiamo onorare con un culto tutto particolare" (LC 48-49).

 

 

 

«Trinità terrestre, in relazione diretta con il Cielo»

(Angelo guida 1850)

 

Nella terza parte del Manuale di Pietà L'Angelo guida dei pellegrini di Ars (1850), destinato ad ogni categoria di cristiani, si trova una raccolta di litanie (santi, nome di Gesù, Maria, Giuseppe, Provvidenza, Angeli custodi, ecc.). Fratel Gabriele introduce in questo modo quelle della Santa Famiglia:

"[1] Nel mondo, si pensa ai propri antenati, e ce ne si fa gloria; la Religione non potrebbe dimenticare i suoi. [2] Il buon cristiano si trasporta sovente in spirito di fede, sotto l'umile tetto di Nazareth, dove si ritrova ancora in grembo a questa augusta famiglia che riunisce tutte le virtu divine e umane. [3] Sola in relazione diretta con il Cielo, questa Trinità terrestre , come la chiamano san Bonaventura e san Giovanni Damasceno, si offre al nostro amore con le sue attrattive (charmes) e con i suoi benefici (bienfaits). [4] GESU' è il nuovo Adamo, MARIA è la nuova Eva, e GIUSEPPE il custode di queste due perle preziose: tutti e tre sono il nostro tesoro, e formano la Santa Famiglia. [5] Ricorrete

frequentemente a questo tesoro: quanti beni ne trarrete! [6] Onorate la Santa Famiglia in tutti i modi possibili; [7] sforzatevi di imitare le sue virtu, [8] e siate sicuri che vi assistera, che vi prendera sotto la sua protezione. [9] Dite sovente, a questo fine, e con devozione le seguenti Litanie: (seguono le Litanie della Santa Famiglia)" (ACPA 395-396).

 

 

 

«Trinità terrestre, in relazione diretta con il Cielo»

(Nuova Guida 1858)

 

Nella seconda parte della Regola intitolata Nuova Guida (1858), all'interno del capitolo ventiseiesimo dedicato agli "esercizi di pietà per certi giorni dell'anno", vengono chiariti il significato e l'importanza della "festa" liturgica (solennità) della Santa Famiglia:

"La festa della Santa Famiglia e stata istituita dal Fondatore per essere la festa propria dell'Associazione; cosi deve essere la più cara a tutti i Fratelli, che hanno avuto la fortuna di arruolarsi sotto gli auspici di Gesù, Maria e Giuseppe, prendendoli come patroni particolari. [5] Nostro Signore ha detto che dove è il nostro tesoro, là è anche il nostro cuore [Mt 6,21]. [2] Il cuore di un cristiano, e soprattutto quello di un Fratello della Santa Famiglia, dovrebbe essere sovente sotto l'umile tetto di Nazareth, nel grembo (sein) di questa augusta Famiglia che riunisce tutte le virtu divine e umane. [3] Sola in relazione diretta con il Cielo, questa Trinità terrestre, come la chiamano san Bonaventura e san Giovanni Damasceno, si offre al nostro amore con mille benefici: [4] Gesù è il nuovo Adamo, Maria è la nuova Eva, e Giuseppe il custode di queste due perle preziose. [5] I Fratelli si stimeranno fortunati ad aver scelto un simile tesoro; [7] e per piacere ai loro augusti e santi Patroni, si sforzeranno di praticare le virtu di cui trovano in loro dei cosi bei modelli. [6] Essi devono onorarli con un culto tutto particolare, ed e a questo scopo che e stata stabilita l'amabile festa di cui si tratta, cosi come l'Ufficio che le e proprio (questo ufficio, come abbiamo visto, contiene la messa, i vespri e la compieta) [...] [9] Questa festa di famiglia religiosa deve essere molto preziosa per tutti i membri dell'Associazione, sia a motivo dei beni spirituali che vi sono annessi e dell'indulgenza plenaria che il Sommo Pontefice accorda in questo giorno ai Fratelli, sia perche [8] essa contribuisce a rafforzare i legami che li uniscono in Gesu, Maria e Giuseppe. Questa festa deve essere per loro una festa tutta celeste; essa deve rappresentare, per quanto cio si possa fare quaggiu, un'immagine delle feste del Paradiso" (NG 305-307).

 

 

 

«Dopo l'adorabile Trinità, la Santa Famiglia»

(Nuova Guida 1858)

 

Nella seconda parte della Regola intitolata Nuova Guida (1858) il Fondatore sottolinea per i suoi Fratelli ciò che ritiene piu importante a livello pratico e spirituale. Due paragrafi mettono a fuoco i due elementi piu importanti della Congregazione: il nome dei Patroni e il nome di "Fratello" (Frère). Sia il "nome" della Congregazione, cioè della Santa Famiglia, sia il "nome" di Fratello (Mt 28,10.16ss) vengono messi in relazione con Gesù e con il mistero della Trinità.

"Ogni Corporazione religiosa ha ricevuto un nome che le è proprio, ed è stata quasi sempre posta sotto il nome di un Santo o di una Santa; ma non ce n'è una che sia stata posta sotto la protezione dei piu grandi Santi, se non quella dei Fratelli della Santa Famiglia. [3] Che cosa c'e infatti di piu grande nel cielo, dopo l'adorabile Trinità, della Santa Famiglia, GESU', MARIA E GIUSEPPE? Chi ha dato le piu belle lezioni di sapienza, i piu grandi esempi di virtu e di santita? chi ha piu credito e potenza nel cielo degli augusti e santi Patroni dei Religiosi della Santa Famiglia? [1] Nel mondo si pensa al proprio rango, al proprio nome, ai propri antenati, e ce ne si fa gloria. La Religione non potrebbe più dimenticare i suoi; [2] e per questo che i Fratelli si ricorderanno con una santa gioia che, sotto l'umile tetto di Nazareth, abitava la piu augusta e la piu santa Famiglia, e che e da essa che la loro pia Congregazione ha tratto il bel nome che essa porta: nome salutato e venerato da tutti con rispetto. [6] I Fratelli non permetteranno mai che la loro Associazione ne prenda un altro.[7] Quanto sarebbe colpevole chi, invece di benedire e di venerare questo nome tanto bello, e tanto caro ai degni Fratelli dell'Associazione, venisse a disonorarlo con una vita che non rispondesse affatto alla sua professione e alla condotta dei suoi santi Patroni Gesù, Maria e Giuseppe, al solo nome dei quali ogni testa deve inclinarsi! [9] I Fratelli si ricorderanno che pronunciando devotamente il santo nome di Gesù, si mettono i demoni in fuga, e pronunciandolo devotamente in articulo mortis baciando la propria croce di professione, acquisteranno una indulgenza plenaria. [9] Si ricorderanno anche che acquisteranno cento giorni d'indulgenza ogni volta che faranno una delle invocazioni seguenti, e avranno cura di farle parecchie volte al giorno. Prima: Gesù, Maria e Giuseppe, vi dono il mio cuore e la mia anima. Seconda: Gesù, Maria e Giuseppe, assistetemi quando sarò in agonia. Terza: Gesù, Maria e Giuseppe, fate che dopo la mia morte la mia anima si trovi in

pace presso di voi nel cielo. [5] Ah! Quale immensa risorsa (ressource) il Religioso della Santa Famiglia può trovare nei santi Patroni della sua Congregazione! [7-8] Se sa attirare la loro protezione, mai perirà, qualsiasi cosa gli accada; e quando la sua ultima ora sarà venuta, avrà l'insigne fortuna di morire tra le braccia di Gesù, Maria e Giuseppe, dopo essersi consacrato a loro e averli imitati durante la sua vita". (NG 49-51).

 

 

 

Immaginetta del 1861

«La Santa Trinità e la Santa Famiglia»

 

 

Sotto all'immagine compare la seguente preghiera:

"O adorabile Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, illuminatemi con le vostre luci divine, non abbandonatemi allà fragilita della mia carne, alla leggerezza del mio spirito e alla malizia dei miei nemici. O amabile Santa Famiglia, Gesù, Maria e Giuseppe, proteggetemi durante l'esilio di questa vita, prendetevi cura del mio corpo e della mia anima e assistetemi nell'ora della morte. Così sia".

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Fratel Gabriele conobbe a Parigi il tipografo Bertin, in Rue St-Sulpice 6, e gli chiese di stampare questa immaginetta. Da maggio ad agosto 1861 si susseguì una fitta corrispondenza tra i due: il tipografo sottoponeva le bozze e Fr. Gabriele segnalava ritocchi e correzioni grafiche da apportare. Già la cura minuziosa dei dettagli e l'ordine di una prima tiratura di 3100 copie (e di 300 copie iniziali per la litografia) dice quanto questa iniziativa fosse importante per Fr. Gabriele e necessaria per l'apostolato dei Fratelli (ASFB).

 

 

Labaro da processione

(l'immagine della Santa Famiglia e la stessa dell'immaginetta del 1861).

 

    

 

Il labaro (ASFC) portato in processione nella festa della Santa Famiglia mostra due immagini: ● su di un lato (recto) la Santa Famiglia di Nazareth in piedi, sormontata da un cartiglio con le parole «Santa Famiglia pregate per noi» (con le immagini: Gesu al centro, nell'eta di un dodicenne e con alle spalle una croce, tiene per mano Giuseppe alla sua destra e Maria alla sua sinistra); ● sull'altro (verso) la Santissima Trinita, sormontata da un cartiglio con le parole «Santa Trinità proteggeteci» (con le immagini: a destra Dio Padre, seduto su un trono di nube, tiene nella mano destra uno scettro e nella mano sinistra il mondo; a sinistra ― quindi alla destra del Padre ― il Figlio risorto seduto sullo stesso trono di nube, tiene nella mano destra la croce e con la mano sinistra indica come intercessore verso il basso (l'umanita pellegrinante); in altro tra i due la colomba dello Spirito Santo circondata da raggi di luce)

 

 

 

Eucologia

Ogni giorno

al mattino (dopo la comunione – durante la Messa, culto latreutico trinitario) e alla sera recita dell' "orazione universale alla Santa Trinità e alla Santa Famiglia" in latino;

con scansione triadica, recita delle litanie (da Fratel Gabriele preferite proprio per l'invocazione trinitaria iniziale) del santo Nome di Gesù al mattino, di san Giuseppe a mezzogiorno e della beata Vergine Maria alla sera;

nei vari momenti della giornata, recitare le altre preghiere caratterizzate ora dall'orientamento trinitario ora da invocazioni alla Santa Famiglia.

Ogni domenica

recita dell'Ufficio "con l'intenzione di onorare la Santa Trinità e la Santa Famiglia" (NG 584; cf. 276)

Ogni anno

celebrazione solenne, e con concorso di popolo, della festa (solennità) della Santa Famiglia con la Messa e l'Ufficio propri appositamente approvati (NG 305-307)

 

 

Le litanie

(invocazioni trinitarie e ai santi patroni)

La struttura quotidiana dell'Ufficio proprio della Congregazione e data dalle litanie del santo nome di Gesù al mattino, quelle di san Giuseppe prima di pranzo e quelle della santa Vergine alla sera. Alle litanie Fratel Gabriele attribuisce una grande importanza, perche "sono composte da una serie di invocazioni giaculatorie che si rivolgono prima alla Santa Trinità, poi ai Santi con lo scopo di onorarli e di invocare la loro potente protezione" (Cf. G 136-138, 168-171, 219-220; NG 272; cf. 558-560, 655-657, 672-674).

Infine le "litanie della Santa Famiglia" vengono utilizzate soprattutto per il giorno della loro festa patronale annuale; e viene consigliato ad ogni cristiano di recitarle "ogni tanto" (ChS 339) o "frequentemente", con "sentimenti di fede e di devozione": "se ne raccoglieranno grandi frutti", soprattutto quando le si dice ogni giorno della novena particolare (ACPA 395-396).

 

 

Le litanie

(invocazioni trinitarie e ai santi patroni)

 

Signore, pietà

Cristo, pietà

Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici.

Padre del cielo, che sei Dio, Abbi pietà di noi.

Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio, Abbi pietà di noi.

Spirito Santo, che sei Dio, Abbi pietà di noi.

Santa Trinità, unico Dio, Abbi pietà di noi.

 

1 - Litanie del Santo Nome di Gesù → AL MATTINO

 

2 - Litanie di San Giuseppe → PRIMA DI PRANZO

Fratel Gabriele esprime la volontà di «onorare» Giuseppe «accanto a» Maria (ChS 259) e «come» Maria (NG 273)

alcune invocazioni degne di nota:

"San Giuseppe, aiuto di Maria, prega per noi

San Giuseppe, padre del Figlio di Dio, prega per noi

San Giuseppe che hai salvato il Salvatore del mondo, prega per noi

San Giuseppe, sposo vergine della Vergine madre, prega per noi".

 

3 - Litanie della Beata Vergine Maria → ALLA SERA

 

╬Litanie della Santa Famiglia → ALLA FESTA PATRONALE

alcune invocazioni degne di nota:

"Santa Famiglia del Verbo incarnato, abbiate pietà di noi

Santa Famiglia, immagine dell'augusta Trinità sulla terra, ...

Santa Famiglia, oggetto delle compiacenze del Padre celeste, ...

Santa Famiglia, che avete vissuto nascosta e sconosciuta al mondo, ...

Santa Famiglia, modello di tutte le famiglie cristiane, abbiate pietà di noi".

 

 

 

La Messa

 

Nel rito tridentino, che era ordinariamente seguito nelle celebrazioni ai tempi di Fratel Gabriele, la finalità ultima di ogni Messa è quella di rendere lode alla Santissima Trinità: sono indizio di questa struttura il Kyrie, il Gloria, la preghiera offertoriale Suscipe Sancta Trinitas, l'orazione finale Placeat tibi, Sancta Trinitas e il fatto che il Prefazio della Santissima Trinita non fosse utilizzato solo il giorno della festa omonima, ma presente in tutto il ciclo domenicale ordinario.

 

Verso la fine dell'Offertorio, prima del "Pregate, fratelli":

 

Suscipe, sancta Trínitas,

hanc oblationem, quam tibi offerimus

ob memoriam passionis, resurrectionis, et

ascensionis Iesu Christi Domini nostri:

et in honorem beatae Mariae semper Virginis, et

beati Ioannis Baptista, et sanctorum

Apostolorum Petri et Pauli, et istorum, et

omnium Sanctorum:

ut illis proficiat ad honorem,

nobis autem ad salutem;

et illi pro nobis intercedere dignentur in coelis,

quorum memoriam agimus in terris.

Per eumdem Christum Dominum nostrum.

Amen.

* * *

Accetta, o Santissima Trinità,

questa offerta che ti facciamo

in memoria della passione, risurrezione e

ascensione di nostro Signore Gesù Cristo,

e in onore della beata sempre Vergine Maria, di

san Giovanni Battista, dei santi Apostoli Pietro e

Paolo, di questi [martiri le cui reliquie sono

nell'Altare], e di tutti i Santi,

affinche ad essi sia d'onore

e a noi di salvezza,

e si degnino d'intercedere per noi in Cielo,

mentre noi facciamo memoria di loro in terra.

Per il medesimo Cristo nostro Signore.

Cosi sia.

 

 

Verso la fine della Messa, prima della benedizione finale:

 

Placeat tibi, sancta Trínitas,

obsequium servitutis mea:

et praesta: ut sacrificium,

quod oculis tuae Maiestatis indignus obtuli,

tibi sit acceptabile,

mihique, et omnibus, pro quibus illud obtuli,

sit, te miserante, propitiabile.

Per Christum Dominum nostrum. Amen.

* * *

O santa Trinità, ti piaccia

l'omaggio della mia servitù,

e concedi che questo sacrificio, offerto da

me, indegno, agli occhi della tua Maestà,

a Te sia accetto,

ed a me e a quelli per i quali l'ho offerto,

torni giovevole, per tua misericordia.

Per Cristo nostro Signore. Così sia.

 

Per i Fratelli partecipare alla Messa è un dovere quotidiano inderogabile (NG 218):

"I Fratelli ascolteranno una messa tutti i giorni≫, anche se fossero in viaggio. Nel caso fossero impediti a farlo, "sarà loro facile ascoltarla spiritualmente, in qualsiasi momento del giorno o della notte, dato che, quando per noi e notte, ci sono dei paesi in cui il giorno inizia e vi si celebra la messa", realizzazione e compimento promessa del Signore contenuta nell'insegnamento del profeta Malachia (Ml 1,11 «Dall’oriente all’occidente grande è il mio nome fra le nazioni e in ogni luogo si brucia incenso al mio nome e si fanno offerte pure, perché grande è il mio nome fra le nazioni. Dice il Signore degli eserciti»).

 

 

 

«Orazione universale alla Santa Trinità e alla Santa Famiglia»

(al mattino dopo la Comunione e ai Vespri)

 

Deus, Pater Domini nostri Jesu Christi,

origo atque creator omnium [...]

per Spiritum Sanctum

firma nos in gratia interioris hominis [...]

ut dum eorum merita recolimus,

intercessionis effectum sentiamus:

maxime beatae Mariae Virginis

sanctique Joseph,

honorificorum patronorum

defensorumque nostrorum:

quorum memoriam laetantes agimus,

supplici voce auxilium imploramus [...]

Ob eorum merita, quaesumus, Domine,

ac potissimum divini Filii tui,

propitius esto nostrae Congretationi, [...]

hanc a te exposcimus gratiam,

Deus omnipotente,

in nomine Filii tui carissimi,

qui tecum vivit et regnat

in unitate Spiritus Sancti.

Per omnia saecula saeculorum. Amen.

* * *

Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,

origine e creatore di tutte le cose [...]

mediante lo Spirito Santo

rafforzaci nella grazia dell'uomo interiore [...]

mentre onoriamo i loro meriti,

ne sperimentiamo l'efficace intercessione:

in particolare della beata Vergine Maria

e di san Giuseppe ,

nostri gloriosi patroni e protettori:

di cui celebriamo, con gioia, la memoria,

mentre con voce supplichevole

imploriamo il loro aiuto [...]

Per i loro meriti, Signore, e soprattutto

per quelli del tuo divino Figlio , ti supplichiamo:

sii propizio alla nostra Congregazione, [...]

Con insistenza ti chiediamo questa grazia,

Dio onnipotente,

nel nome del tuo Figlio amatissimo,

che con te vive e regna

nell'unita dello Spirito Santo.

Per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Al mattino (durante la Messa, nel ringraziamento dopo la comunione) e alla sera (al termine dei vespri) si dice in latino "l'orazione universale alla Santa Trinità e alla Santa Famiglia, in cui si prega per ogni sorta di persone e in cui si domanda tutto cio che riguarda i beni dell'anima e del corpo" (G 188-189). Di questa preghiera (in latino e in francese) esiste una prima formulazione in un manoscritto del 1836, mai pubblicato, di G. TABORIN, Recueil des exercices de piété, s.p..

 

 

 

Ogni persona è profondamente unita alla Trinità

 

L'immagine della persona umana che emerge dagli scritti di Fratel Gabriele è fondata su una visione antropologica eminentemente trinitaria; ogni persona umana, corpo e anima, è in rapporto costante con la Trinità. Parlando "del corpo dell'uomo, della sua bellezza, della sua finalità e della cura di cui bisogna prendersi", egli ricorda che "noi dobbiamo rispettare il nostro corpo in un modo tutto particolare, poichè è una delle piu belle opere di Dio, le sue membra sono le membra di Gesù Cristo, esso e la dimora della nostra anima e il tempio dello Spirito Santo, a partire dal nostro battesimo≫ (ChS 12).

Del battesimo egli ricorda la formula trinitaria (ChS 79) e commenta "Questo rito [...] applica all'uomo i meriti del divino Salvatore, per donargli una nuova nascita, che lo rende figlio di Dio, membro di Gesù Cristo, tempio dello Spirito Santo, e che gli da' il diritto al regno celeste, come erede di Dio e coerede di Gesù Cristo" (ChS 80). Per riuscire a vivere in castità, i Fratelli devono ricordarsi che "essi sono i templi viventi dello Spirito Santo, che la loro anima e la sposa di Gesù Cristo, che i loro augusti patroni Maria e Giuseppe erano vergini" (NG 28). Nell'apostolato i Fratelli hanno il dovere di vigilare anche sulla castità dei loro alunni perchè "i nostri corpi sono le membra di Gesù Cristo e i templi dello Spirito Santo" (NG 81).

Quando Fratel Gabriele parla dei malati e dei poveri che i Fratelli che saranno chiamati a servire nelle prigioni e negli ospedali, ma anche nelle parrocchie in cui si trovano (CSF 116), esorta alla "carita", all' "ospitalita spirituale e corporale" nei loro confronti. Dunque dall'amore di Dio Trinità, cosi come si è rivelato, Fratel Gabriele faceva derivare il primo criterio per esercitare la carità: considerare, guardare e servire le persone secondo una prospettiva trinitaria:

≪Nostro Signore ce lo assicura: “Nessuno ha carita piu grande di colui che dona la sua vita per il suo nemico” [cf. Gv 15,13] e tutti gli associati devono essere disposti ad esporre la loro [vita] per la salvezza del prossimo, amico o nemico, cattolico o eretico, cristiano o infedele; dovranno farsi tutto a tutti per conquistare tutti a Gesu Cristo [...]. Si convinceranno che e una verita ferma il fatto che i poveri, per quanto spregevoli siano in apparenza, sono le membra di Gesu Cristo, i figli del Padre celeste, i coeredi del Figlio, i templi dello Spirito Santo, le immagini viventi della Santa Trinita e i loro fratelli, poiche essi hanno tutti uno stesso Padre e attendono una stessa eredita. Se e un onore servire Gesu Cristo nei suoi membri infermi sulla terra, e anche un mezzo sicuro per rendersi simili a Lui≫ (CSF 113-115).

 

 

 

Nel «nome» e per la «gloria» della Trinità

(biografia di Fratel Federico Bouvet)

 

"Nel nome e per la gloria del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Sia gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo,

ora e sempre, e nei secoli dei secoli.

Cosi sia!"

— — —

Fratel Federico Bouvet è il primo biografo contemporaneo del Fondatore. Nella sua opera, composta fra il 1879 e il 1891, dedica un intero paragrafo a "La sua devozione verso la santissima Trinita e verso i Patroni dell'Istituto"; estrapolando alcuni passaggi delle Circolari che il Fondatore inviava ai Fratelli, espone dapprima le invocazioni frequenti di Fratel Gabriele alla Trinita e alla Santa Famiglia, poi richiama l'immagine fatta da lui stampare e raffigurante insieme le due "Trinita", in terzo luogo sottolinea alcune espressioni liturgiche della devozione alle singole persone della Santa Famiglia (Vie 436-439).

Egli annota in primo luogo: "Le sue meditazioni e preghiere non erano, per così dire, che invocazioni al nome adorabile delle tre persone divine. "Nel nome e per la gloria del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" – diceva abitualmente all'inizio dei suoi esercizi di pietà – "Sia gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Cosi sia!"  Le ripeteva molto sovente durante la giornata. Oh! Quando si ama davvero, si prova piacere nel ripetere sovente le stesse invocazioni" (Vie 436).

E illustrandone lo spirito di preghiera, aggiunge: "tra i suoi discepoli chi non ricorda ancora con quale ardore si rivolgeva a Dio nelle sue iniziative e perplessita? Egli faceva tutto a gloria di Dio; in tutte le cose importanti incominciava con queste parole: “Nel nome e per la gloria del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Cosi sia”" (Vie 456).

 

 

 

CONCLUSIONE

 

I documenti riportati in queste pagine si rivelano indizi convergenti (a livello normativo, iconografico, eucologico e catechistico) che testimoniano in modo evidente la volonta di Fratel Gabriele Taborin di proporre "la SS. Trinita e la Santa Famiglia" abbinate come riferimento spirituale per i Fratelli della sua Congregazione e per tutti i cristiani. Egli ha espresso tutto cio da "catechista", cioe in modo pratico, non teorico. Per Fr. Gabriele i Patroni della Congregazione – lo afferma chiaramente – sono ≪la Santa Famiglia e la Santa Trinita≫: e questo il "mistero" cristiano che egli sceglie come riferimento spirituale.

In modo analogo, seppur diverso, sempre in Francia, avevano scelto lo stesso "mistero" di riferimento alcuni Fondatori — come Jean-Pierre Medaille (1610-1669), Pierre Bienvenu Noailles (1793-1861) e Basile-Antoine Moreau (1799-1873) — di Congregazioni presenti e attive all'epoca di Fratel Gabriele (1799-1864).

Dai documenti illustrati in questo studio risulta di una evidenza inoppugnabile che Fratel Gabriele abbia scelto e proposto "la Santa Famiglia e la Santa Trinità" unite come riferimento spirituale per se, per i Fratelli della sua Congregazione e per tutti i beneficiari del loro apostolato. Per usare un paragone, si potrebbe dire che, per Fratel Gabriele, la Santa Famiglia e come un "dito puntato" che indica l' "orizzonte" a cui bisogna volgere costantemente lo sguardo, cioe la SS. Trinità di Dio.

Si potrebbe dire che Fratel Gabriele ha vissuto e proposto una spiritualità nazarenotrinitaria. Egli non coltiva una spiritualita "nazaretana" nel senso che si limiti al periodo in cui Gesù, Maria e Giuseppe sono vissuti insieme  a Nazareth. Non si sofferma mai ad immaginare la loro vita familiare a Nazareth come invece fanno altri autori spirituali o Fondatori e Fondatrici dell'Ottocento. A lui interessa la Santa Famiglia nel suo essere in passato "trinita terrestre" e al presente "famiglia celeste". Si tratta invece di una spiritualità "nazarena" nel senso che fa riferimento alle loro singole persone (diremmo: Gesu di Nazareth, Maria di Nazareth e Giuseppe di Nazareth), nelle loro relazioni interpersonali (nell'unione del vincolo di Famiglia) e nelle loro relazioni con Dio Trinità.

E si tratta contemporaneamente di una spiritualita "trinitaria" perchè guarda alla Santa Famiglia "dopo l'adorabile Trinità", nell'ottica del suo essere "unica in relazione diretta con il Cielo, Trinità terrestre", "immagine dell'augusta Trinità sulla terra". L'imitazione delle virtù di Gesù, Maria e Giuseppe è finalizzata ad "onorare la Santa Trinità" e fare tutto per la gloria di Dio, come hanno fatto loro.

Il fatto che Fratel Gabriele si orienti a considerare complementari Maria e Giuseppe, centrale Gesù ed essenziale la loro relazione con la Trinità Divina, può costituire il suggerimento a prediligere e a coltivare una progressiva complementarietà fra mariologia e josefologia nelle loro imprescindibili dimensioni cristocentrica e trinitaria.

Gesù, Maria e Giuseppe sono le persone, unite tra loro (nell'unicita della famiglia teandrica), "immerse" nella vita della Trinita nell'atteggiamento di accoglimento del Mistero e di dono di questo all'umanita. Cosi i cristiani, uniti nella Chiesa: in qualita di discepoli di Cristo vivono "immersi" ("battezzati") nel mistero del Dio Unitrino e in qualità di apostoli di Cristo sono chiamati ad "immergere" ("battezzare") tutte le nazioni nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Questo insegna a guardare e a trattare ogni persona, a partire da se stessi, come creatura voluta e amata da Dio Padre, preziosa perche redenta dal sangue di Gesu Cristo e illuminata e santificata dallo Spirito Santo.

In quest'ottica trinitaria Fratel Gabriele, facendo gli auguri del nuovo anno ai suoi Fratelli, scrive loro: "L'Onnnipotente conserverà la vostra salute e voi l'adopererete, con zelo sempre crescente, per fare il bene che Dio, la società e i Superiori attendono da voi: sarete perseveranti nella vostra santa vocazione fino alla morte; fuggirete il peccato e tutte le occasioni per commetterlo; sarete colmi delle consolazioni divine e dei sette doni dello Spirito Santo; avrete lo spirito del vostro santo stato e porterete dappertutto il buon profumo di Gesù Cristo: tutto questo vi procurerà la felicità in questa vita e vi meriterà il Paradiso nell'altra" (LC 363).

La centralità di Cristo si manifesta nel fatto che e proprio l'accoglienza di Gesù Cristo (che ascolta il Padre lasciandosi guidare dallo Spirito Santo) che immerge nella vita trinitaria. Per questo anche nel ministero educativo i Fratelli sono chiamati ad attuare la stessa katabasi e la stessa kenosi che Cristo stesso ha realizzato nella sua incarnazione e missione salvifica: occorre "imitare la profonda umiltà e l'ineffabile carità dell'Uomo-Dio, che ci ha insegnato ad amare i fanciulli, e a diventare piccoli e semplici come loro, annunciandoci che il regno dei cieli appartiene solo a quelli che somigliano a loro" (LC 291), coltivare "buona condotta e zelo nel portare il profumo del divino Salvatore tra i ragazzi interessanti delle nostre buone popolazioni della campagna facendoci piccoli come loro per conquistarli tutti a Gesu Cristo≫ (LC 144), perche ≪per elevare il ragazzo fino a se occorre saper discendere fino a lui≫ (LC 223). I Fratelli devono fare questo ovunque: sono chiamati ad ≪imitare nostro Signore Gesu Cristo il quale, quando era sulla terra, insegnava nelle borgate, nei villaggi e nelle città, ovunque era chiamato dalla gloria del Padre" (LC 371).

E la Trinità, Dio amore, che è sorgente di unità nella Congregazione (e nella stessa Chiesa): ≪cio che contribuisce grandemente alla felicita, alla prosperita e alla forza di una corporazione religiosa [...] e lo spirito di corpo e di famiglia. Esso trae la sua sorgente dalla carita, e per conseguenza da Dio, che e la carita stessa≫ (LC 446; cf. NG 37, 55. L'Entretien Familial IX (1966), 758-761; XV (1984), 51).

E l'agire di Dio Padre che e sorgente della virtu della laboriosità e dell'autorità educativa. E l'obbedienza del Figlio eterno che è sorgente sia della sottomissione di Gesù all'autorita paterna-materna-divina sia dell'evangelizzazione. E l'azione interiore dello Spirito Santo che e sorgente della castità che fa fruttificare la capacità di amare.

Il culto taboriniano della Santa Famiglia come "Trinita terrestre" o come "immagine dell'augusta Trinità sulla terra" apre gli occhi sul centro di questo "mistero": il Figlio eterno di Dio nel farsi piccolo, nel farsi uomo, "mette in relazione" , cioè collega e unisce, con Dio Padre attraverso lo Spirito Santo e "mette in relazione" le persone fra di loro. Alla luce di ciò diventa più comprensibile il carisma educativo taboriniano: attraverso l'insegnamento e l'animazione del culto, unire le persone alla Trinità e tra loro in Dio. Le due "Trinita≫ sono esempi di virtù che possono essere chiamate relazionali, non tanto le virtù della singola persona, ma le virtù specifiche che riflettono il fine ultimo della visione taboriniana della vita religiosa, cioè una relazione con Dio vissuta nell'orientare la propria vita e quella delle altre persone alla gloria di Dio e alla salvezza delle anime (Cf. L I 9,25,30,142,101; II 3,11,13-14).

In questo senso la Santa Famiglia e la Santa Trinità costituiscono il nucleo catalizzatore che unifica ed illumina tutti gli aspetti della vita cristiana dei fedeli e religiosa dei Fratelli. Risultano ora quanto mai illuminanti e ricche di significato le considerazioni dello storico estensore della Positio e dell'ottavo consultore teologo per la causa di beatificazione e

canonizzazione: "Il rapporto fra la Santa Trinità del cielo e la Santa Famiglia, “trinità della terra”, e stato frequentemente sottolineato da Fr. Gabriele nei suoi scritti. Questo rapporto [...] è alla base della spiritualita dell'Istituto" (P LIV);

"Il Servo di Dio non aveva una formazione teologica sistematica, e tanto meno completa, non avendo fatto studi superiori. Ma è sorprendente notare come egli metta sovente in relazione tra loro la Trinità Divina e la Santa Famiglia di Nazaret: mistero e nascondimento. Il suo pensiero, più che con parole, lo esprime con immagini stampate che presentano unite la Trinità Divina e la Santa Famiglia" (CONGREGATIO PRO CAUSIS SANCTORUM - OFFICIUM HISTORICUM, Bellicen. [...] Relatio et Vota Congressus peculiaris super Virtutibus, 78).

Non essendo teologo, non si trovano nei suoi scritti descrizioni estese di questa spiritualità, ma nella sua azione pastorale pratica egli la propone in modo molto convinto, sintetico e completo. Si potrebbe utilizzare il seguente paragone: se questa spiritualità nazareno-trinitaria fosse un "libro", si potrebbe dire che Fratel Gabriele ne offre l' "indice" e suggerisce, in questo modo, di cercare gli "argomenti" che lo compongono nella ricca Tradizione della Chiesa cattolica.

E' questo il compito che ci spetta: cominciare ad elaborare una spiritualità nazarenotrinitaria organica, dal punto di vista teologico, fruibile dai cristiani di oggi.

 

 

 

BIOGRAFIE – STUDI

ACHIGAR N., Vocabulario Taboriniano, Montevideo, Hermanos de la Sagrada Familia 1995.

AFONSO DE SANTA CRUZ, Quando a Obra é de Deus (Irmão Gabriel Taborin), Cutiriba, Edicoes Rosario 1986.

BECHIS E., Tonaca senza prete. Il Servo di Dio Fratel Gabriele Taborin, fondatore dell'Istituto della Sacra Famiglia di Belley, Torino, Borla 1964.

BERZAL T., Guida, Cammino, Angelo, Tesoro. Gli scritti di Fr. Gabriele Taborin. Antologia di testi, Belley, Freres de la Sainte-Famille 2004.

—, Taborin (Gabriel), in Dictionnaire de spiritualité ascétique et mystique, doctrine et histoire, t. XV, Paris, Beauchesne 1991, coll. 1-3.

BIEMMI E., Le défi d'un religieux laïc au XIX siècle. Le Frère Gabriel Taborin (1799-1864), These du Doctorat d'Histoire des Religions - Anthropologie Religieuse (Universite de Paris – Sorbonne) et de Theologie (Institut Catholique de Paris – Faculte de Theologie et de Sciences Religieuses), Paris 1995.

BOUCHARD F., Frère Gabriel Taborin à l'école de la Sainte Famille. Préf. de Mgr. Guy Bagnard; Postf. de Frère Théodore Berzal, Paris, Salvator 2004.

CARLIER L., Le très révérend frère Gabriel Taborin, fondateur et premier supérieur de l'Institut des Frères de la Sainte-Famille de Belley, Grenoble, Impr. Saint-Bruno 1927.

CENTRO DI SPIRITUALITA NAZARENA E TABORINIANA, G. M. G. I vincoli che ci uniscono in Gesù, Maria e Giuseppe. Spiritualità della Famiglia SA. FA., Roma, s.e. 2011.

CHARBONNET J., Un ami du Curé d’Ars: Gabriel Taborin (1799-1864) fondateur des Frères de la Sainte-Famille de Belley, ≪Le Bugey≫, 73 (1986) 14-30.

FERRARIS I., Fratel Gabriele Taborin, fondatore dei Fratelli della Sacra Famiglia, Chieri, s.e. 1945.

FREDERIC F., Vie du Révérend Frère Gabriel Taborin. Notes sur le Révérend Frère Gabriel Taborin, recueillies par le Frère Frédéric, Chieri, Edition Freres de la Sainte Famille 1986; trad. it.

BOUVET F., Vita di Fratel Gabriele Taborin. Note sul Reverendo fratel Gabriele Taborin raccolte da fratel Federico, Chieri, Arti Grafiche SA.FA. 1990.

GARCIA LOPEZ E., Gabriel Taborin religioso laical, catequista y fundador, in ≪Vida Nueva – Suplementos≫, Madrid, Publicaciones Claretianas 1994.

JOLY L., Les Saints du diocèse de Belley, Bourg-en-Bresse, Impr. Jeanne-d'Arc 1932.

MOSCATELLI E., Gabriele, amico di Dio. Biografia di fratel Gabriele Taborin, fondatore dei Fratelli della Sacra Famiglia, Chieri, Fratelli della Sacra Famiglia 1982.

—, Via del Capitolo 7, Torino, Fratelli della Sacra Famiglia 2002.

—, Fratel Gabriele Taborin, fondatore dei Fratelli della Sacra Famiglia, Torino, Fratelli della Sacra Famiglia 2012.

SECHAUD P., Frère Gabriel Taborin, fondateur des Frères de la Sainte-Famille, Poligrafato, Belley 1983; trad. ingl. Gabriel Taborin. Simply a brother, Davao City, s.e. 2001.

SICCARDI C., Semplicemente fratello. Gabriele Taborin. L'amico del Curato d'Ars, Cinisello Balsamo, San Paolo 2009.

ZIND P., Gabriel Taborin, Fondateur des Frères de la Sainte-Famille de Belley, ≪L'Entretien Familial≫, IX (1963), 66-81.

 

 

 

INDICE

03 – INTRODUZIONE

04 – ABBREVIAZIONI – BIBLIOGRAFIA

05 – ≪La Santa Trinita e le sante virtù di Gesù, di Maria e di Giuseppe≫ (1836)

06 – Immaginetta ≪La Santa Trinità e la Santa Famiglia≫ (1833-1840)

07 – Preambolo prestampato su fogli per lettere ufficiali (1836)

08 – I bottoni dell'abito talare (1841)

09 – I Patroni della nostra Congregazione (1844)

10 – Il blasone descritto nelle Costituzioni del 1836

11 – La medaglia del Superiore Generale (1858)

12 – Immaginetta ≪La Santa Famiglia≫

13 – Lo stendardo da processione (1844)

14 – ≪Trinita terrestre, in relazione diretta con il Cielo≫ (Circolare 23-08-1847)

15 – ≪Trinita terrestre, in relazione diretta con il Cielo≫ (Angelo guida 1850)

16 – ≪Trinita terrestre, in relazione diretta con il Cielo≫ (Nuova Guida 1858)

17 – ≪Dopo l'adorabile Trinita, la Santa Famiglia≫ (Nuova Guida 1858)

18 – Immaginetta del 1861

19 – Labaro da processione

20 – Eucologia

21 – Le litanie

22 – La Messa

23 – "Orazione universale alla Santa Trinità e alla Santa Famiglia"

24 – Ogni persona è profondamente unita alla Trinità

25 – Nel ≪nome " e per la ≪gloria" della Trinità

26 – CONCLUSIONE

29 – BIOGRAFIE – STUDI

 

 

 

Frere Gabriel Taborin

(1799-1864)

— — —

Benedetto sei tu, Signore nostro Dio, Trinità Santissima,

perchè vive per sempre, presso di Te, nella pace e nell'amore,

Fratel Gabriele Taborin

che tu hai scelto

come cultore della tua Presenza trinitaria,

devoto della Santa Famiglia di Nazareth

e catechista apostolico, dedito

all'educazione cristiana della gioventù e all'aiuto al clero.

Benedici, ascolta ed esaudisci il tuo servo fedele

che prega con noi e per noi.

Il suo esempio di vita e la sua intercessione ci stimolino a vivere sempre

nel nome e per la gloria di te, Dio nostro Padre, del Messia Gesù e dello Spirito Santo.

Amen.

(MARCO BERTINETTI, Preghiere bibliche alla Trinità con la Santa Famiglia, Effata Editrice, Cantalupa - Torino 2007)

 

 

La Santa Trinità e la Santa Famiglia

Questo sussidio è una raccolta dei documenti piu significativi che consentono di individuare il nucleo specifico della spiritualità di Fratel Gabriele Taborin (1799-1864) fondatore dei Fratelli della Sacra Famiglia di Belley. Egli sceglie e propone "la Santissima Trinita di Dio e la Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe" come riferimento spirituale per se, per la sua Congregazione e per tutti i destinatari del loro apostolato.

 

 

 

 

 


 

Fonte : la Redazione di ARTCUREL ringrazia l'Autore Marco Bertinetti  marcobte@virgilio.it  che ha cortesemente inviato la documentazione per la pubblicazione dell'articolo.

Note biografiche di Marco Bertinetti al link: www.teologiatorino.glauco.it/pls/ppd_teologiatorino/dsc_docenti.h_preview?id_doc=5&lingua=3