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 ARTE :  pittura :  Gigi Gherardi , pittura come realismo esistenziale umoristico .

 

 GIGI GHERARDI 

pittura come realismo esistenziale umoristico

 

                    Naturalis Historia (in vino salus et laetitia), Gigi Gherardi.

 

“ Dipingere è colorare un pensiero, una meditazione, un momento della Vita; mentre Dio mi guida la mano nasce l'immagine reale o fantastica, così il racconto fin dai primordi non finisce mai... ” Gigi Gherardi.

 

 

SAPPIATE CHE...

Non sono certo un protagonista, un promotore attivo, che affianca gli sperimentatori dell'arte visiva di questo tempo, troppo inquieto, ma un infaticabile ricercatore della realtà, facendo indagini profonde per poter trasfondere con i colori più appropriati le mie sensazioni sulla tela o disegnandole in qualsiasi foglio.

Con la mia pittura realista voglio far pensare, mentre con l'umorismo, che mi diverte un mondo voglio far divertire, per alleviare le cose pesanti del quotidiano. Questo "Mutis Mutandis" innato è dovuto alla mia attenzione di tutto ciò che mi circonda, così rido per non piangere. Il segreto del mio umorismo non è la gioia ma il dolore; penso che l'umorismo rappresenti un'affermazione di dignità dell'uomo su tutti gli avvenimenti che lo toccano...

Nella mia memoria la voce di un vecchio amico Parroco; uomo di larghe vedute e di formidabili bevute, nonché illustre studioso, enologo, astrologo, biologo, ornitologo, e via dicendo; era tutto Lui quando aveva alzato troppo il gomito, non poteva essere dietologo perché venerava la buona tavola, e la sua stazza si stabilì a 130 Kg. Mi è rimbalzata spesso la sua voce greve nella mente, come un eco martellante che viene da lontano e diceva gioiosamente: Gigione, quest'anno sarà un'ottima vendemmia e ripeteva: VITE! VINO! VITA! Era il suo motto che non ho mai dimenticato...

Tonache e preti ci sono da centinaia di anni; conservano ancora una loro caricaturabilità che sollecita in me i miei segreti umorismi, facendomi diventare Boccaccesco. Con la mia lingua biforcuta d'Aretino di razza, con la penna, con il pennello, col mio realismo, nonché l'umorismo mi faccio scudo, difendendomi dal diavolo e divento un disarmato armato vivendo agrodolcemente, tra la gente, con la gente, per la gente.   Gigi Gherardi - L'Aretino.

 

 

 

  Gigi Gheradi disegna a tavola con gli amici.

 

 

Gigi Gherardi , pittore - disegnatore - scrittore - umorista,  è nato ad Arezzo, dove studia sotto la guida della professoressa Franci; completa gli studi al Liceo Artistico di Roma, si dedica alla pittura, ceramica, grafica, all'umorismo. Ha partecipato a numerosissimi concorsi e rassegne ottenendo riconoscimenti e segnalazioni. Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private, fra cui il Muse d'Arte Contemporanea di Piacenza, la Sede dell'Associazione Antinazista della città di Herfurt (Germania Orientale), la collezione privata del fu Maresciallo Tito nella ex-Jugoslavia, Museo d'Arte Contemporanea fondazione Laiolo Vimercate.

Ha lavorato negli affreschi di Tor Sapienza in Roma. Altre pere si trovano nel Comune di Pallanza (VB), nel Comune di Cernusco sul Naviglio (MI), all'Ospedale San Raffaele di Segrate (MI).

Con Montico, Mazzetti, Vignas è uno dei fondatori del P4 (Nuovo Realismo), gruppo operativo culturale con il quale ha tenuto numerose personali, tra cui al Palazzo Gotico di Piacenza. Pur dedito alla pittura fin da giovanissimo, solamente nel 1969 riesce a realizzare la sua prima personale a Milano, fino allora negatagli da difficoltà economiche, e da quel momento il successo è in crescendo.

Nel 2003 le opere di Gherardi entrano nella raccolta d'arte della Fondazione D. Laiolo Museo di Vimercate (MI).

 

Gherardi ha ideato:

La goccia d'oro AVIS italiana 1974; Il Mensile "L'Ozio"; "Dipingere la Musica" rassegna TV con cantanti e pittori; L'Arte Humor Pictures 1981 Milano; Il libro umoristico "Naturalis Historia" edizioni Puercher (MI); La rassegna "Euroarte" Cernusco sul Naviglio (MI); E' un dei fondatori del Centro Studi G. Puercher e dal 1992 ne è il presidente; Gherardi in permanenza c/o Galleria d'Arti Moderne; Savergnini Cernusco s/n (MI); Studio del Maestro Cernusco s/n (MI); Studio del Maestro Quaranta (AR); Ideatore del Premio culturale Euro Indice di gradimento al merito.

 

Collaborazioni:

Ha illustrato i seguenti libri: La febbre delle erbe Ediz. ELAC. Milano; Erbe e fantasia Ediz. ELAC Milano; Ha illustrato il disco LP Memo Lerici Ediz. Ricordi; Ha collabrato coi suoi disegni al settimanale "Giorni Vie Nuove".

Scrive dall'Aprile 1996 sulla pagina culturale dell'Eco di Bergamo la sua rubrica è: In punta di penna e di pennello. Scrive sul mensile cernuschese "Il Cortile" di Italia Media; La Gazzetta Martesana; Il Taccuino del Puecher.

Dal 1997 collabora con Mediaset con la sua "Fucina delle Idee" e radio RCS di Milano. Collabora con Il Punto di Cernusco sul Naviglio dal 2003.

 

Gigi Gherardi ha partecipato a varie trasmissioni della RAI Televisive e Radiofoniche. Hanno scritto su di lui i maggiori giornali e riviste nazionali. Gigi Gherardi è stato pubblicato nei seguenti cataloghi: Pittura dell'Italia Contemporanea (Revue Moderne Parigi); Il Miliardo; Gente nostra dell'Arte; Vigilia Diplomatica; Arte Roma; Il Centauro: Pittori e pittura contemporanea; Il Narciso SEDA (idaf); Bolaffi Arte (1972, 73, 74, 75); La Tela; Il Quadrato (pittori contemporanei 1986, 87, 88, 89 , 90, 91, 92, 93).

Gigi Gherardi è stato premiato a "L'Angelo dell'Anno" quarta Ediz. Milano 2004 Conservatorio di Milano; alla XIV Edizione di "Iniziative Letterarie" a Milano 2004 Circolo della Stampa.

 

 

 

Naturalis Historia (in vino salus et laetitia), Gigi Gherardi.

 

 

Esposizioni Mostre Personali:

Galleria Salenia 1969 Milano;

Galleria Palazzo Gotico 1970 Piacenza;

Galleria Agrati 1971 Monza MI;

Galleria Merlo 1972 Vigevano PV;

Galleria Hotel Palace 1972 Taormina;

Galleria La Scaletta 1972 Cremona;

Teatrin Sper. F. nebbia 1973 Milano;

Teatro dell'Arte 1973 Milano;

Cascina Malpaga 1973 Cassina de Pecchi MI;

International Art Gallery 1973 Padova;

Sala Galeazze Porto Ferrario 1973 Isola D'Elba;

Studio Gherardi 1973 Cernusco s/n MI;

Hotel Hilton 1974 Milano;

Scuola Elem. Manzoni 1975 Cernusco s/n MI;

Circolo della Stampa 1975 Milano;

Galleria Agrati 1976 Monza MI;

Centro Arte Sintesi 1976 Milano;

Comune Chiusi della Verna 1977 Arezzo;

Trattoria della Pace 1978 Cernusco s/n MI;

Centro Culturale Francese 1978 Milano;

Circolo della Stampa 1979 Milano;

Studio Gherardi 1979 Cernusco s/n MI;

Galleria Agrati 1979 Monza;

Studio P.I. La Chimera 1979 Cernusco s/n MI;

Galleria Comunale 1981 Cernusco s/n MI;

Il Tirreno Arte 1982 Milano;

Villa Burba 1983 Rho Milano;

Centro Culturale 17 1983 Milano;

Mostra Mercato 1983 Cernusco s/n MI;

Borgo Culturale Quarantino 1987 Arezzo;

Galleria Comunale Carugate 1989 Carugate MI;

Mobilificio Guzzi 1989 Cernusco s/n MI;

Arte Studio Chimera 1990 Quarata AR;

Centro Esp. La Filanda 1990 Cernusco s/n MI;

Euromercato Carosello di Carugate 1991 Carugate MI;

Galleria Comunale Cernusco s/n MI;

Studio Pensatoio 1993-94-95 Cernusco s/n MI;

Ospedale S. Raffaele 1996 Segrate MI;

Fax Art Italia Media snc 1996 Cernusco s/n MI;

Hotel Villa Centa 1997 Varazze SV;

Comune di Cernusco s/n 1997 MI;

Studio La Chimera 1999 Quarata AR;

Studio La Chimera 2000 Quarata AR;

Studio La Chimera 2001 Quarata AR;

Comune di Vimodrone 2001 Vimodrone MI;

Azienda Agrituristica 2002 Ziano Piacentino PC;

Kursal 2002 Varazze SV;

Centro Culturale Arte 2003 Quarata AR;

Centro Culturale Arte 2004 Quarata AR;

Centro Culturale Arte 2005 Quarata AR;

Centro Culturale Arte 2006 Quarata AR;

Centro Culturale Arte 2007 Quarata AR;

Biblioteca  Civica Cernusco sul Naviglio 2008 Milano.

 

Esposizioni Mostre Collettive:

Nel 1970 - Villa Argentina Cortina d'Ampezzo AO; Il Moderno Lovere BG; Palazzo Gotico Piacenza; Galleria Agrati Monza MI; Galleria di Diamante Cosenza; Rassegna Cernuschese S. Giuseppe Cernusco s/n MI; Galleria Merlo Vigevano PV; Limonta Bellagio CO; Galleria Lanzone MI; Residenza Oggi Milano; Galleria Mantenga Pioltello MI;

Nel 1974 - Centro Culturale S. Bartolomeo Bergamo; Prima Mostra Ecologica Cassina e Pecchi MI; Associazione AMPI Castello Arcuato PC; Tavolozza Gastronomica Gardone Riviera BS; Premio Nazionale Villa Visconti Cernusco s/n MI; Palazzo Comunale Cosenza; Cavallino Bianco Treviglio BG; Comune di Herfurt Germania; Palazzo Comunale Belgrado Ex Jugoslavia; Centro S. Carlo MI;

Nel 1975 - Scuola Elem. Manzoni Cernusco s/n MI; Centro Antonianum MI;

Nel 1976 - Scuola de Gasperi Cernusco s/n MI; Galleria Agrati Monza MI;

Nel 1977 - Centro d'Arte Sintesi Cernusco s/n MI; Arte e Rassegna Sovico MI;

Nel 1978 - Fiera Vetrine d'Arte Abbiategrasso MI;

Nel 1983 - Centro Culturale 17 Milano;

Nel 1989 - Mostra Collettiva  alla Tela Torino;

Nel 1995 - Mostra Collettiva sulla Resistenza Cernusco s/n MI.

 

 

Naturalis Historia (in vino salus et laetitia), Gigi Gherardi.

 

 

QUELLO CHE VI DICO IO

di Gigi Gherardi

 

Per me la vita è un'avventura meravigliosa, tutto ciò che mi circonda è stupendo, con la pittura ch'è il mio modo di essere, cerco di tradurre sulle tele un mio pensiero, un'osservazione, una meditazione, un fatto, un momento irripetibile di questa troppo breve corsa terrena. Non m'interessa la grandezza; questa la trovo nella semplicità, con la pace interiore e verso gli altri, per vivere in serenità ricchezza incomparabile.

Quando il nostro "inconscio" è in libera uscita, la vena umoristica balza fuori, ritrovando così il gusto di ridere, e vivere meglio.

In una società arcigna come la nostra, è diventato difficile, ridere, porgere un fiore, dare una carezza, conservare il senso dell'umorismo, dell'ottimismo; i più sono attratti da notizie tetre, dimenticando che l'umorismo e l'ottimismo sono innati in noi malgrado le vicissitudini del quotidiano.

L'umorismo e l'ottimismo sono il sole della vita, la fanciullezza ne è un serbatoio inesauribile. La mia mamma mi diceva: quando Dio creò l'uomo e la donna per impedire che tutto crollasse del creato, inventò l'umorismo.

Lo sapevate che... per arrabbiarsi siamo sempre in tempo? Allora rideteci su in ogni cosa magari a denti stretti, non fa niente basta principiare.

Nell'arte, bene o male, mi considero un solitario che cerca di compilare immagini di questo tempo, relativo alla mia piccola figura e alla mia natura di artigiano del pennello, immagini non sempre trasferibili, nel vasto clima della poesia autentica.

Chi giunge fortunatamente alla vecchiaia senza acciacchi, deve sempre fare dei conti nel libro della vita, quelli dell'eternità.

Mi autoproduco gratuitamente ogni giorno una quantità necessaria di "Endorfine", carico la mia fragile impalcatura, a sera il mio serbatoio è svuotato, ma mi corico soddisfatto.

La satira è una cosa che fa ridere, il riso fa buon sangue, così è salute, ecco perché faccio il medico da me stesso disegnando i pretini divertendomi un mondo, mi curo.

Il vero problema è quello di vivere: aprire gli occhi ogni giorno, riconquistando coscienza della condizione in cui ci si trova, senza per questo abbandonare, anzi facendo leva sulla propria coscienza civile, sui doveri e sugli affetti.

Non sono immune all'inquietudine dei tempi, ecco la mia reazione alle reazioni, ovvero alle violenze sociali e artistiche, che calpestano la poesia, il gusto dell'ordine naturale. Mi diceva un caro amico: si cammina da uomo soltanto quando si riesce a non voltarsi per ricercare alle spalle inutili miraggi. Sono innamorato della gente che ha la coscienza del come si vive e la dignità del come si sta al mondo, e nel branco sociale.

Nella mia formazione pittorica Milano ha influito notevolmente (qui vivo da più di vent'anni). Questa meravigliosa metropoli mi ha dato motivo di sfogare la mia creatività, d'incontrare grandi personaggi, frequentarli, assorbendo le loro lezioni culturali. Voglio fare cenno di alcuni tra i più cari: Franco Nebbia, Ibrahim Kodra, Bruno Munari, Eugenio Montale, Remo Brindisi, Domenico Purificato, Carrà e moltissimi altri.

L'assiduo e fondamentale esercizio del disegno serve per fortificarsi nel riprendere graficamente il vasto spettacolo della vita, le immagini ritratte assumono così il valore profondo della realtà stessa.

Il ritorno alle proprie origini è sempre vivo in ogni artista, il suo luogo di infanzia s'è incorporato con l'aria che ha respirato vedendo la prima luce...

Ogni sera mi regalo queste cose: L'amore familiare, il rendiconto giornaliero, l'umorismo disegnando i pretini, così le inevitabili avarie dell'invecchiamento le dimentico, per qualche istante.

Il pane della (GLORIA) deve essere sbocconcellato con calma, con metodo, per essere assimilato nel modo migliore.

La mia curiosità talvolta varca la norma, ma se cessasse questo desiderio in me, ecco la paura, il buio, la decadenza, la vecchiaia...

La pittura si fa col pennello,

La vita si inventa,

Le rivoluzioni si fanno con il libro sotto il braccio, e idee.

Quando nel dolore si ha il coraggio del sorriso, è segno che la speranza del riscatto non è perduta. Bisogna agire in sintonia con il respiro profondo della vita.

Nel concerto della vita, mi piace fare anche il solista...

Agli eventi che si susseguono giornalmente mi immergo sempre con reale attenzione, e partecipazione, mi lasciano un segno indelebile che si riflette nello sviluppo della mia arte.

Ho imparato a soffrire "nella miseria sociale ed in quella familiare" durante la guerra nazifascista, negli anni in cui avrei dovuto vivere serenamente...

E' indispensabile vedere il quadro, dentro ed oltre il quadro, nel segno, nel colore che provoca la visione ottica, così il pensiero si muove ed inizia a tradurre l'immagine; con questa azione l'osservatore è certo che andrà oltre il quadro.

La pittura deve essere comunicatività interiore delle cose come sono, come si pensano, come vorrei che fossero e non fossero...

Sono le mie osservazioni a divenire fatti, paesaggi, figure, atmosfere reali o poetiche.

Disegno moltissimo, è una esercitazione continua, una vocazione, un linguaggio, un momento intimo, così silenziosamente parlo.

Mi interessa tutto quello che è vero non quello che è verosimile.

Intendo fare l'arte come partecipazione attiva consapevole, nella realtà, con una tensione morale che diventa qualità specifica della mia pittura, così che il mio operare risulti lo specchio dell'oggi troppo tormentato.

Sono un amico di un grande artista - Bruno Munari - ho imparato molto da questo genio ma non sono mai stato influenzato perché devo restare sempre un "artigiano" del pennello.

La vita di un uomo non è giustificata se non è rivolta a capire meglio le cose, ed aiutare gli altri a capirle.

Il pittore va visto come uomo, e la società in cui vive, l'aria che respira, la terra da cui proviene, le radici che si porta dietro e che ha trapiantato altrove.

Facendo il mestiere del pittore si migliora dentro, si gusta lo sforzo di capire gli altri e quello che gli altri suggeriscono...

Compito di chi fa dell'arte è di educare il prossimo al godimento estetico del mondo: se è possibile, un rendiconto giornaliero.

Attraverso il dolore mi sono raffinato dando sfogo al mio umorismo, alla ironia.

Non esiste futuro se non si ha la coscienza del passato. Come gli alberi della terra, bisogna capire dove affondano le nostre radici...

Non ho mai preteso molto dalla vita perché ho avuto tanto: quella di essere venuto al mondo per assaporare e il bene e il male.

Mi piace vivere modestamente e con dignità, sono anche soddisfatto di poter dipingere in assoluta indipendenza e pago delle attestazioni datemi fino ad oggi per la mia arte, non avendole queste mai pagate ad alcuno.

In una società arcigna come la nostra è diventato difficile ridere, porgere un fiore, dare una carezza, e conservare il senso dell'umorismo; i più sono attratti da notizie tetre, dimenticando che l'ottimismo e l'umorismo sono innati in noi malgrado le vicissitudini.

L'ottimismo e l'umorismo sono il sole della vita, la fanciullezza ne è un serbatoio inesauribile. Quando Dio creò l'uomo e la donna, per impedire che tutto il creato crollasse, inventò l'umorismo...

Non ho mai fatto mode per fare il "dipintore" e neanche alchimie. Gustave Courbet diceva: La pittura non può consistere in altro che nella rappresentazione delle cose reali e esistenti, un oggetto che non si vede è astrazione, perciò non esiste, non riguarda la pittura...

Con i pretini esterno il mio mondo innocente, mondo che in molti è perduto, lontano, e che io ricordo con molta nostalgia, così attingo nelle mie memorie, nel mondo incantato dell'infanzia, da questo pozzo inesauribile le idee per potermi divertire e far divertire, dimenticando per un momento le tribolazioni, le miserie umane. Disegno i miei pretini come fossi un ragazzo che si accinge a raccontare le storielle attinte dalla sua fantasia.

Nella mia modernità c'è intrecciata la volontà di essere antico per disprezzo verso un presente artistico, fiacco e volgare.

Vedendo o immaginando quello che avverrà, sono in anticipo agli altri, così fin da sempre sento di appartenere all'avvenire.

Disegnando e dipingendo io mi realizzo con o senza consensi. sono un essere umano che fa dell'arte e non accetta compromessi con alcuno, questa vocazione la gestisco da me medesimo.

Faccio piccoli tentativi ogni giorno con costanza ferrea per superare me stesso, diventa così un fatto affascinante, come del resto dev'essere per un alpinista che riesce a salire in vetta alla guglia per assaporare la vittoria.

L'arte del contatto, dell'osservazione, di ascoltare, di starsene ad oziare per pensare, per assaporare il silenzio, fare degli incontri non troppo frequenti; con delle conversazioni di chiarimento di noi stessi, cicaleggiando con amore con gli amici, tutto questo dà il senso della vita.

Se qualcuno non capisce queste cose che non costano nulla, vive malamente e s'imbottirà di pillole rilassanti per nutrire la nevrosi che gli morde dentro.

Il sapere è il nostro destino, il nutrimento del cervello.

L'amore è il nutrimento dell'anima.

Il pane il nutrimento del corpo.

Cerco anch'io oltre il mio realismo esistenziale, di far dell'umorismo grafico trovo gusto a far ridere la gente.

L'arte è patrimonio di tutti, non deve restare confinata nei salotti dei pochi privilegiati, ecco perché ho deciso di affittare i miei quadri...

Nel palcoscenico della vita il destino mi ha assegnato la parte dell'innamorato, del passionale; ecco perché amo la gente, ecco perché ho il culto della famiglia. Sono un romantico con la testa attaccata al collo, i piedi saldi a terra, e le mani sul pennello...

Il mio entusiasmo e l'amore per la vita, il mio carattere passionale, sono avvolti sempre di colore: il colore che predomina non è stabile perché cambia a seconda del mio stato d'animo per le emozioni che provo giornalmente: le traduco col mio messaggio visivo, sperando di esprimermi con chiarezza.

Gli affetti familiari e l'amicizia sono due cose indispensabili per addolcire il mio animo.

Voglio che la gente non trovi in me mistificazioni intellettualistiche, ma cose semplici, cm'è semplice respirare, com'è semplice uno stelo d'erba.

Essere poco oggi è una cosa che a molti fa paura, io penso che essere poco è ricchezza.

Il pittore deve stare sempre tra la gente, e col suo magico grido aiutare a crescere.

Dipingere è una maniera come un'altra per pregare Dio.

Il riso e l'allegria guarisce tutti i mali del mondo...

Discendendo da una famiglia povera, dove regnava l'onestà, la generosità, l'altruismo, l'amore verso il prossimo, qualità che mi danno la forza e l'ambizione di assaporare il successo, di controllarlo, facendo una serie di analisi continue.

La vita è grande nelle cose grandi, è grandissima nelle cose piccole.

Il pittore è un osservatore del comportamento umano, studia le persone, le azioni, il pensiero, come il filosofo, lo psicologo, il sociologo.

E' lo "humor" che aiuta a rompere le regole, ecco perché sembro a chi per la prima volta mi conosce, fuori regola.

La tragedia è umana, l'ironia è divina.

Se un essere umano s'accontenta, non farà mai niente di nuovo, la sua fantasia si atrofizza in un sonno anticipato...

Più è indecifrabile il messaggio visivo, più torna alla realtà figurativa.

E' sempre più difficile trovare gente con cui ridere delle stesse cose; per me è un piacere assolutamente irrinunciabile, più passa il tempo più amo la commedia della vita. E' tutto il mondo un teatro con o senza sipario.

 

 

 

 

“ Per chi crede... tutto è possibile.

Dio è con noi sempre, vede e provvede... ” Gigi Gherardi.

 

 

L'Artista Gigi Gherardi nei mesi invernali vive ed opera a Cernusco sul Naviglio (Mi) - Studio: Via Adua, 51, tel. 02-92422585;  nei mesi estivi lavora nella Casa-Museo di Quarata (Arezzo) - Via Sette Ponti 8-9. Cell. 335-8234761.

 

 

 

 

 


 

Fonte  : la Redazione di Artcurel ringrazia l'Artista Gigi Gherardi ed il caro amico Filippo Arpaia che hanno fornito la documentazione per l'articolo. Le opere sono tratte dal libro umoristico: "Naturalis Historia (in vino salus et laetitia)", di Gigi Gherardi, edito a cura del Centro Culturale G. PUECHER, Cernusco sul Naviglio (MI).