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 ARTE :  pittura :  Emilio Iuso

 

   EMILIO  IUSO  (1907-1965)

 

                 

         Beato Nicola da Longobardi , Chiesa San Francesco di Paola , Cosenza

 

Un artista da non dimenticare 

di Filippo de Bonis

 

E' il prof.Emilio Iuso: un artista che ai primi del '900 fu definito da illustri critici "Il piccolo Giotto della Calabria".

Il Prof. Comm. Emilio Iuso nacque a Rose (CS) nell'anno 1907 da una modesta famiglia di pastori e morì a Luzzi (CS) all'età di 63 anni mentre stava terminando due affreschi nella Cappella del Crocifisso della chiesa dell'Immacolata di Luzzi, della quale all'epoca era parroco don Armando Perna, indimenticabile pastore di anime ed anche artista, il cui corpo a furor di popolo venne sepolto nella Cappella dell'Addolorata dell'omonima Chiesa dove vi rimase per ben nove mesi.

Iuso all'età di 13 anni dipinse il Martirio di S. Lorenzo nella Chiesa Arcipretale di Rose, per i cui lavori fu definito dai critici "il piccolo Giotto della Calabria".

Per gli acquisiti meriti artistici, venne chiamato a Roma dal Luzzese dott. Francesco Cilento, all'epoca vice questore di quella città, dove ebbe la possibilità di conoscere stimati critici d'arte, che gli consentirono di ottenere l'incarico di dipingere alcuni quadri nelle sale del Ministero dell'Aeronautica ed affreschi nei locali del Comando dei Carabinieri.

Nell'anno 1933 tornò in Calabria e subito venne chiamato a dipingere la Chiesa dell'Immacolata di Luzzi. Successivamente per incarico del fu Mons. De Metrio Moscato, all'epoca Vescovo della Diocesi, di S. Marco e Bisignano (CS), dipinse il Duomo e le Cripte in S. Marco Argentano e il Duomo di Bisignano. In seguito decorò la Chiesa di S. Gaetano in Cosenza, la Basilica del B. Angelo in Acri, la Casa Natale di S. Francesco di Paola, il Coro del Duomo di Cassano, la Sala del trono del Palazzo Primaziale di Salerno, la Chiesa delle Piccole Operaie in Acri, la Chiesa dei Minori in Bisignano, la Sala del Consiglio Provinciale di Cosenza e tutte le altre Chiese di Luzzi (S. Angelo, S. Giuseppe, S. Francesco e S. Antonio). Fu incaricato dalla Sovrintendenza alle Belle Arti di Siena al restauro del Duomo di Orbetello, opera del 1300.

Per i suoi indiscussi meriti artistici fu insignito delle seguenti onorificenze: Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, Commendatore dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro, Commendatore dell'Ordine Pontificio di S. Silvestro Papa e Commendatore dell'Ordine di Malta.

Meritò la stima di illustri personalità, tra cui S. Em. il Cardinale Tisserant, decano del Sacro Collegio ed Accademico di Francia, S.E. il Cardinale Marcello Mimmi e molte personalità della politica e dell'arte.

Alcuni critici hanno sostenuto che il bagaglio che il compianto artista Emilio Iuso ha portato con sé e tramandato all'ammirazione dei posteri, è ricco di affreschi e tele di immagini roride di colori con una perfetta composizione grafica stilisticamente schietta e fedele da cui traspare tuttora la leggiadria di un mito che inclina alle sovrapposizioni del suo pensiero trasfigurante nella prorompenza delle colorazioni.

La realtà, affermano i critici, che lega l'artista all'espressione delle linee e dei colori è trasognata e goduta e dalla quale emerge il suo intento di imprimere sulle tele e sugli affreschi, tramite il magico pennello intrinso di fuoco, di sangue e di nettare, in una prodigiosa mescolanza. In molti suoi dipinti, ancora, le immagini figurative e i paesaggi, rappresentano le genuine fatture delle mani di un artista che ha operato nel segno dell'accensione della fantasia e del cuore.

Venne addirittura sostenuto che nell'affresco "l'Assunzione di Maria Santissima" nella Chiesa dell'Immacolata di Luzzi (Cs), l'artista in giovanissima età, ha saputo imprimere una genuina bellezza di un fulgido amore racchiuso in una cornice decisamente trascendentale.

In ogni suo capolavoro, sia esso paesistico che figurativo è riuscito a dare una ricca interpretazione di una vivace espressione di linee e di colori trasognata e goduta, nonché carezzevolmente levigata da stille filtrate dall'immensità dell'universo, che le ricopre di iridescenze, atte a conservare in toto il fascino della bellezza, della vita e della speranza.

 

 

 

 


 

Fonte  :  Emilio Iuso , articolo di Filippo De Bonis  in Calabria 2000;  website  http://xoomer.alice.it/luzzi.tebelucana.cal/iuso_emilio.htm  , a cura di Angelo Papaianni .